Archivio per anno: 2015
Mosè posso chiederti l’amicizia?
/in EditorialeCosì si intitola un bellissimo spettacolo teatrale proposto a tutti: ragazzi, adolescenti, famiglie, adulti, adultissimi: domenica 4 ottobre alle ore 15.30 al Cinema-Teatro La Perla. I biglietti si potranno acquistare a partire da domenica 13 settembre dopo la Messa delle 9.30.
La figura di Mosè è centrale sia per gli ebrei che per i cristiani. Mosè è colui che ha condotto il popolo di Israele fuori dalla schiavitù dell’Egitto verso la terra promessa, è anche colui al quale Dio consegnò le tavole della Legge. Riprendere l’incontro con l’esperienza di Mosè è importante perché ci aiuta a riflettere e a vivere molte dimensioni della nostra fede: l’incontro con Dio, la missione che Dio affida a ciascuno di noi, il lungo cammino di liberazione da tutte le schiavitù nelle quali siamo immersi, il dono di una parola autorevole per il nostro bene, cioè la legge. Mosè muore senza entrare nella terra promessa.
Il cammino quindi continua sempre verso l’incontro con Dio. La fede ebraica e quella cristiana hanno in comune proprio il cammino, la sequela: di Mosè e di Gesù. Un cammino che rimane incompiuto nel tempo terreno, ma che comunque è necessario vivere nella speranza, tra deserti, prove, oasi, parole.
Lo spettacolo di domenica 4 ottobre è una bella occasione per un incontro diverso con il testo biblico. Questo spettacolo sta all’inizio del percorso proposto a tutte le famiglie e figli con cinque incontri, uno al mese, la domenica pomeriggio 15.30-18.30 a Villa Immacolata.
Narrare la bibbia in famiglia.
Ecco le date:
1° Spettacolo, 4 ottobre 15.30 Teatro La Perla
2° Il roveto ardente, 8 novembre
3° Dio si rivela a chi lo rifiuta, 17 gennaio
4° La pasqua, 21 febbraio
5° Il deserto, il Decalogo, il Vitello, 17 aprile
Un testo che ha segnato per secoli la riflessione sull’esperienza di Mosè è: Gregorio Di Nissa, Vita di Mosè, un testo di oltre 1400 anni fa.
don Giulio Osto
Estate 2016: Cracovia e Gerusalemme
/in EditorialeC’è chi adora vivere sempre le stesse esperienze e mai sarebbe disposto a cambiare, e quindi fa la fatica di assicurarsele ogni volta. C’è chi invece fa di tutto per evitare di fare le stesse cose e fa la fatica di cercare ogni volta esperienze diverse. In entrambi i casi cambiare è difficile: provare una cosa nuova oppure rifare la stessa. Eppure ogni giorno è diverso dall’altro e quindi anche ogni estate. La prossima estate presenta già delle possibilità che provocano almeno un pensiero di novità. Innanzitutto siamo dentro la grande cornice del Giubileo straordinario della misericordia.
Qualcosa di diverso si può fare?
La prima possibilità è la Giornata Mondiale della Gioventù in Polonia, a Cracovia. La Diocesi di Padova prevede due possibilità di partecipazione. Una lunga con gemellaggio dal 19 al 31 luglio 2016, una breve dal 24 al 31 luglio 2016. A partire da ottobre inizierà un percorso di preparazione rivolto a tutti i giovanissimi e giovani dai 17 ai 35 anni.
Fidarsi di questa possibilità o snobbare il tutto?
Considerando:
1) la collocazione nel calendario della GMG che è un evento mondiale, non legato solo agli appuntamenti estivi italiani;
2) il fatto che la GMG successiva sarà certamente in un luogo più lontano da noi;
3) il fatto che è già tutto pronto e basta iscriversi;
4) è un evento diocesano, addirittura mondiale, che apre un po’ il cervello (per chi lo usa) e il cuore (per chi ce l’ha)…
almeno un pensiero è bene farlo e anche qualche considerazione generale. Tutte le informazioni si trovano su www.giovanipadova.it
L’altra possibilità per persone dai 18 anni in su è quella, già presentata nel bollettino del 16 agosto disponibile come tutti gli altri nel sito www.parrocchiatorreglia.it, del pellegrinaggio in Terra Santa dal 17 al 24 agosto 2016. Spesso si dice, «certe cose bisogna dirle per tempo», «se lo avessi saputo!», «è una cosa costosa»… La data di questa comunicazione provoca a prendere seriamente in considerazione queste possibilità e a tirare fuori quel salvadanaio che tutti usiamo sempre per quelle cose che vogliamo fare e alle quali raramente rinunciamo.
don Giulio Osto
Che genere di cosa è il gender?
/in Editoriale«Metà delle controversie del mondo sono verbali; e se si potessero chiarire, finirebbero immediatamente». Era ottimista il cardinale John Henry Newman (1801-1890) quando ipotizzava queste statistiche. Gran parte dei dibattiti si fondano infatti su nutriti e sostenuti fraintendimenti. Forse uno dei termini su cui si discute senza ancora capirne il senso e la valenza è il termine gender. Un termine divenuto in pochissimo tempo di uso comune e sul quale i dibattiti, le polemiche e soprattutto una scarsa informazione e riflessione imperversano. Ma cosa significa realmente? Il termine si mostra come non univoco e pertanto suscettibile di essere equivoco. Le sue valenze, infatti, possono variare dalla costatazione del sesso biologico, alla dichiarazione dell’identità di genere, relativa alla percezione di sé in accordo o meno con il proprio sesso biologico. Da questa scaturisce la comprensione del gender come orientamento sessuale e conseguentemente come adozione di un comportamento sessuale. Un’altra valenza è il ruolo di genere legato alla dimensione socio-culturale e le sue attese e pretese riguardo all’identità e al comportamento sessuale degli individui. Con almeno cinque significati la confusione è facile. Quest’ultima dimensione, il ruolo di genere, costituisce la reale tematica della questione gender in quanto, diversamente dall’essenzialismo naturale, che riconosce che la sessualità è una dimensione naturale, innata, essenziale alla natura stessa dell’uomo, il costruzionismo socio-culturale ritiene che le differenze di genere siano un’elaborazione della cultura sociale, cosicché uomini e donne non lo si è fin dalla nascita, ma lo si diventa in seguito. Lungi dall’essere un dato originario, la sessualità maschile e femminile sarebbe, più un prodotto. Insomma da una parte solo natura (e cos’è la natura?) e dall’altra solo cultura (nella fattispecie: educazione. E quale?). L’inizio di ogni riflessione sta nello spiegare le parole che si usano. Tra le tante pubblicazioni sul tema merita attenzione il libro Aristide Fumagalli, La questione gender. Una sfida antropologica, Queriniana, Brescia 2015, pagine 112, 12,00 €.
Don Giulio Osto
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