Il prossimo Giubileo a Gerusalemme?

Se in questi giorni immaginassimo la prossima estate troveremmo già un calendario fitto di opportunità. Tra le tante due meritano già la nostra attenzione. Dal 26 al 31 luglio 2016 si terrà a Cracovia la 31^ Giornata Mondiale della Gioventù – GMG, con il tema Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia. Tutte le info su www.krakow2016.com e già da ottobre si inizierà a prepararsi.

Una proposta ancora più interessante, per giovani, adulti e coppie, è quella di vivere il pellegrinaggio che il Giubileo straordinario della misericordia propone nei luoghi dove è vissuto Gesù: la Terra Santa.    Andare a Nazareth, Cafarnao, sul lago di Tiberiade, sul monte Tabor, a Cana, a Betlemme fino a Gerusalemme nell’orto degli ulivi, nel cenacolo, nel Santo Sepolcro… un’esperienza così cambia la vita! La fede nel Signore diventa quasi ‘più reale’. La  Bibbia si trasforma in 3D. Ascoltare i vangeli sarà diverso dopo la Terra Santa. La possibilità più comoda è dal 17 al 24 agosto 2016 con un pellegrinaggio proposto da Villa Immacolata. Cosa fare allora?

  • Decidersi e iscriversi. Sono le cose più importanti: scegliere con un po’ di coraggio e iscriversi scegliendo quest’avventura. Sentendo i racconti di chi l’ha vissuta, nutrendo la fiducia verso una cosa nuova.
  • Prepararsi e risparmiare. Più ci si prepara, e si diventa recettivi e curiosi, più si ‘portano a casa’ esperienze intense. Prima di tutto ad esempio è bene conoscere un po’ la Bibbia e un po’ di storia. Sono  sempre necessari alcuni incontri una volta formato il gruppo dei pellegrini. Considerato poi il costo dell’esperienza, all’incirca attorno ai 1.500 €, è bene prendere subito un bel salvadanaio e fare due conti. C’è un anno di tempo per prepararsi e immaginare di vivere con questa  esperienza straordinaria il prossimo Giubileo.

don Giulio Osto

 

La depressione e la fede

Possiamo restare un po’ pensierosi quando una persona si toglie la vita. Una domanda che può sorgere è: «Come si fa ad arrivare a un gesto simile?». Una domanda speculare a questa, che coinvolge tutti ed è forse più                  significativa, è invece: «Come si fa ad andare avanti nella vita?». La vita nella sua essenza è talmente e totalmente un dono che siamo liberi anche di rifiutarlo. Pur dentro a tanti limiti, la libertà e la dignità della persona sono indistruttibili anche per questa possibilità. Nessuno può vivere (e morire, e soffrire, e amare…) al posto nostro. La misura massima del dono è infatti il morire personalmente al posto di o per qualcun altro (Gesù e tanti altri). Qui siamo di fronte a una morte che nasce da una pienezza d’amore invece che dall’oppressione della sofferenza più pesante e abissale.

È una precisa scelta per far riflettere quella di accostare: depressione e   fede, disperazione e amore, morte come interruzione di una sofferenza e morte come sovrabbondanza di dono. Se il suicidio è il punto di arrivo, dopo tanti  altri passaggi, di diverse malattie e sofferenze tra cui anche la depressione, il primo scalino in discesa potrebbe essere l’incapacità di godere pienamente la vita che si manifesta in molti modi: ad esempio nella, più o meno frequente o costante, lamentela o insoddisfazione per qualcosa. Quando facciamo fatica ad accettare la vita così com’è, niente di più e niente di meno di come la stiamo vivendo, è come se i nostri piedi lasciassero un terreno solido e consistente (fiducia, speranza, convinzione…) per inoltrarsi nelle pericolose sabbie, paludi e abissi della fatica del vivere che a nessuno è risparmiata, come        ugualmente a nessuno è tolta la possibilità di vivere diversamente la stessa fatica. La felicità è un modo di vedere. Anche la fede che, nel suo midollo, è la fiducia totale che Gesù viveva nella sua relazione con Dio Padre, è un  modo di vedere. La fiducia sta in quell’attimo di grazia che passa tra il pensare: «Non ce la faccio più!» e «Adesso ci provo!»; tra «Ho paura e resto fermo qui» e «Mi fido, adesso mi muovo». Concludo questi, forse troppo densi, pensieri, segnalando tre libretti per tutti, in particolare per i perplessi e i curiosi:

  • Romano Guardini, Accettare se stessi, Morcelliana, Brescia 2011 (80 pagine / 7,00 €).
  • Romano Guardini, Ritratto della malinconia, Morcelliana, Brescia 2006 (80 pagine / 8,00 €).
  • Ugo Sartorio-Luciano Manicardi-Armando Matteo-Salvatore Natoli, In fiducia. Sul credere dei cristriani, Edizioni Messaggero, Padova 2013 (160 pagine / 12,00 €).

don Giulio Osto

Sai usare la facoltà teologica?

Tutti sanno che il mio principale servizio come presbitero è quello di insegnante presso la Facoltà Teologica del Triveneto a Padova. Tengo un corso chiamato teologia fondamentale. Per i gossip sul mio insegnamento potete chiedere al seminarista Stefano che ha già brillantemente sostenuto l’esame… Ma dove vado tutti i giorni, o quasi?
La Facoltà Teologica è un’istituzione di livello universitario aperta a tutti dove si possono conseguire diversi titoli accademici. Una volta potevano studiare teologia solo i seminaristi in seminario, adesso invece, grazie alla Facoltà, tutti, di tutte le età, lo possono fare! Infatti finché esisterà un’istituzione così vorrà dire che anche il sapere che nasce dalla fede cristiana avrà un suo posto vicino a tutti gli altri sa-peri con i quali si mette in dialogo e ai quali offre il suo contributo.
La Facoltà Teologica, anche se purtroppo sono molto pochi i cristiani che la frequentano, è un’istituzione che serve a ricordare che ogni credente possiede una “facoltà teologica”, cioè la possibilità e capacità di pensare ogni cosa alla luce della fede in Gesù Cristo. Ogni persona, in fin dei conti, quando esprime un pensiero sulla fede usa (a volte bene a volte proprio no) la sua “facoltà teologica”.
Sai usare la facoltà teologica? La domanda da una parte è un invito a pensare da cristiani, e dall’altra è un invito a godere di un’istituzione al servizio di tutti con corsi, persone e possibilità come ad esempio l’enorme biblioteca e molti incontri formativi. Ci sono corsi al mattino, al pomeriggio e alla sera con diverse forme di approfondimento. Si può scegliere di frequentare anche un solo corso che può interessare. Tutte le informazioni sulla facoltà si trovano nel sito www.fttr.it Le iscrizioni si chiudono a fine settembre quindi se vuoi usare la facoltà teologica, comincia a pensarci subito! Tutti ne hanno facoltà, anche tu.
don Giulio Osto

Hai mai letto la Bibbia?

Una proposta partire da ottobre

Leggere spesso è un’attività faticosa per molte ragioni. La lettura si limita dunque al necessario: il calendario della raccolta differenziata, le bollette, le comunicazioni del commercialista, i documenti sanitari… al massimo la Gazzetta dello Sport e qualche titolo del giornale costituiscono qualche occasione ulteriore di lettura. Le statistiche dicono che gli italiani sono lettori deboli considerando il numero di libri letti in media durante un anno. Eppure milioni di persone nel mondo ancora oggi sognano di imparare a leggere per uscire dall’analfabetismo e aprire un nuovo approccio alla vita.

In alcuni momenti della vita l’incontro con un libro significativo si rivela un’esperienza fondamentale. Premesso che si sia allenati a leggere infatti, i libri si dividono in due grandi categorie: i libri letti e i libri riletti. Quali sono i libri che hai riletto? Questa è una importante domanda spirituale. Un classico è un libro che viene riletto nel tempo.

Da duemila anni la Bibbia accompagna la preghiera, la liturgia e la vita cristiana: significa che è un testo importante. Se per secoli l’accesso alla bibbia è risultato difficile e riservato a pochi, adesso invece tutti possono incontrare questo libro, ma è necessario essere  curiosi di scoprirlo. La Bibbia è un libro tanto difficile quanto affascinante per vari motivi, per questo c’è bisogno di un personal trainer per accostarla bene.

A ottobre partirà una proposta che vuole mettere insieme la Bibbia e la famiglia. Una domenica al mese nel pomeriggio, dal 4 ottobre, per scoprire quest’anno il libro dell’Esodo e in particolare l’esperienza di Mosè. Narrare la bibbia alla famiglia, dove bambini e genitori, grandi e piccoli scoprono insieme un mondo affascinante. Segna in agenda e intanto ritrova la Bibbia che hai messo da qualche parte a casa tua.    Tutte le informazioni su www.villaimmacolata.net

Il museo dei sogni

Un luogo per allargare gli orizzonti

«Hai un sogno?», «Ne ho tanti!», «Chi ne ha tanti, di solito poi non ne ha nemmeno uno, in fondo!», così spesso ribatte energicamente Aldo Bertelle durante una delle centinaia di visite che ogni anno accompagna. Frutto dell’attività formativa della cooperativa sociale Villa S. Francesco di Feltre, diretta appunto da Aldo Bertelle, il Museo dei Sogni, insieme a circa una decina di altre iniziative, è un grande laboratorio educativo dove si intrecciano parole e segni che custodiscono centinaia di storie straordinarie. Geniale l’idea di raccogliere in un luogo oggetti, documenti, testimonianze legate a sognatori di ogni luogo e tempo, persone che si sono messe in gioco per qualcosa di grande e che ci aiutano ad alzare lo sguardo e a donare la vita per migliorare il mondo.

I sognatori che si possono incontrare nel museo di Feltre riguardano poco pie illusioni e infantili desideri a occhi aperti, anzi, ci interpellano e stimolano ad aprire gli occhi per immaginare con responsabilità soluzioni ed esperienze nuove.

Il Gruppo Giovani 3.0 (dai 25 anni in su…), che si è riunito una volta al mese in diverse parrocchie del nostro territorio, propone una giornata insieme che inizia con la visita al Museo dei Sogni a Feltre. Domenica 26 luglio, partenza con auto propria (o altrui) ore 8.00 da piazza mercato a Montegrotto, ore 10.30 visita prenotata, a seguire pranzo al sacco presso la riserva naturale del Vincheto e Messa nel pomeriggio sempre a Feltre. Per ogni informazione chiedere a Enrico (3494022757) o Letizia (3475917624). La proposta è aperta a giovani e adulti, ed è gradito un cenno di partecipazione. Sul museo: www.comunitavsfrancesco.it – Segui Giovani 3.0

Don Giulio Osto