Monsignor Claudio Cipolla è il nuovo vescovo di Padova

Dal comunicato stampa della diocesi :
( in allegato il testo completo con il curriculum 
 il messaggio inviato dal nuovo vescovo alla diocesi di Padova
il messaggio inviato dal vescovo Antonio al nuovo vescovo.
inoltre potete consultare il sito della diocesi)

 
Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Padova presentata da mons. Antonio Mattiazzo in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico e ha nominato nuovo Vescovo della Chiesa di Padova mons. CLAUDIO CIPOLLA, finora Vicario Episcopale per la Pastorale della Diocesi di Mantova e Parroco di Sant’Antonio di Porto Mantovano.

L’annuncio è stato dato alle ore 12 di oggi – sabato 18 luglio – dalla Sala Stampa Vaticana e in contemporanea nelle Diocesi di Padova e di Mantova.

Con l’annuncio di oggi la sede episcopale di Padova diventa “sede vacante” fino all’ingresso effettivo in Diocesi del nuovo Vescovo eletto.

Nei prossimi giorni il Collegio dei Consultori, secondo la procedura prevista dal Codice di Diritto Canonico, provvederà a nominare l’Amministratore Diocesano che guiderà la Diocesi di Padova fino all’ingresso del nuovo Vescovo.

Mons. Antonio Mattiazzo, che ha guidato la Chiesa di Padova dal 17 settembre 1989 al 18 luglio 2015, è da oggi “Vescovo emerito” della Diocesi di Padova.

Mons. Claudio Cipolla prima di insediarsi a Padova sarà consacrato vescovo nella Diocesi di Mantova e successivamente farà ingresso come nuovo pastore alla guida della Chiesa di Padova. Le date saranno comunicate successivamente.

Ufficio diocesano per la liturgia

SUL RICORDO DEL VESCOVO NELLA CELEBRAZIONE DELL’EUCARISTIA DA SABATO 18 LUGLIO 2015

ALLA «PRESA DI POSSESSO» NELLA SEDE DI PADOVA DEL NEOELETTO VESCOVO

Con l’accettazione da parte del Santo Padre Francesco delle dimissioni presentate dal Vescovo Antonio Mattiazzo, viene sospesa ogni menzione del Vescovo nella Preghiera eucaristica: dal

ricordo del Papa si passerà direttamente a quella del Collegio episcopale e di tutto il clero, senza aggiungere altro.

Il nome del Vescovo tornerà a essere inserito nel Canone da quando il neoeletto Vescovo di Padova, il presbitero Monsignor Claudio Cipolla – e dopo aver ricevuto la grazia

dell’Ordinazione episcopale – darà solenne inizio al Suo ministero sulla Cattedra di San Prosdocimo.

La Chiesa di Dio che è in Padova innalzi al Signore un’incessante preghiera per il presbitero Claudio, eletto Vescovo della nostra Diocesi. I Parroci e tutti i presbiteri abbiano cura del tutto particolare perché durante la celebrazione dell’Eucaristia si riservi al neoeletto Vescovo di Padova una delle intenzioni della Preghiera dei fedeli, sia nelle ferie che, specialmente, nelle domeniche.

Il Vescovo eletto potrà essere ricordato anche attraverso la Liturgia delle Ore e le altre forme di preghiera e di pietà cristiana.

Per la menzione nelle preghiere dei fedeli e nelle altre forme di preghiera si usi la formula: «il Vescovo eletto Claudio».

Padova, 18 giugno 2015

ALLEGATI:

Messaggio del nuovo vescovo alla diocesi

messaggio del vesc. Antonio al nuovo Vesc 18-07-15

annuncio nuovo vesc comunic uffic 18-07-15

Hai voglia di camminare?

Ogni cammino, lungo o breve, in salita o in discesa, piacevole o faticoso, inizia sempre con un passo. A volte è molto difficile fare un passo, eppure sarà sempre una scelta a rimetterci in cammino. Tante volte viviamo una paralisi della scelta. Nel nostro tempo, forse, è anche più difficile scegliere. Spesso siamo dentro una tensione generata almeno da tre polarità: la salutare infelicità di un momento che ci sprona a cambiare (desiderio), la resistenza di fronte a qualcosa di nuovo, legata spesso all’incapacità di lasciare qualcosa di ben conosciuto (paura) e la fatica di essere davanti a un numero abbondante, forse anche troppo, di possibilità tra le quali c’è da sceglierne una (preferibilmente con gioia) e rinunciarne a cento (magari con ironia), come sempre nella vita (volontà). Il tempo dell’estate, qualche giorno di stacco, il caldo che ci sprona di più a uscire e a stare più calmi, spesso liberano degli spazi di desiderio che si manifestano a volte con l’espressione: mi piacerebbe fare…

Detto questo segnalo due menù per chi avesse un po’ di fame. I volantini di entrambe le proposte sono disponibili in canonica.

  • Settimana biblica. Si svolge da oltre vent’anni a Villa Immacolata e consiste nella lettura e approfondimento integrale di uno dei 73 libri della bibbia. Quest’anno tocca al libro di Giobbe. Una proposta per giovani e adulti dal 24 al 28 agosto. Tutte le informazioni su villaimmacolata.net Iscrizioni entro il 31 luglio.
  • Formazione teologica serale. È la proposta base per un primo approccio critico agli ingredienti della fede cristiana. Si tratta di un approfondimento di alcuni temi attraverso sette-otto serate, al martedì e al giovedì (20.30-22.30) a Padova presso la Facoltà Teologica (via del Seminario – Torresino). Gli incontri iniziano martedì 24 settembre. Tutte le informazioni nel sito di Formazione Teologica Padova. Buon cammino!

Don Giulio Osto

Della stupidità

La stupidità è un nemico del bene più pericoloso che la malvagità. Contro il male si può protestare, si può smascherarlo, se necessario ci si può opporre con la forza; il male porta sempre con sè il germe dell’autodissoluzione, mentre lascia perlomeno un senso di malessere nell’uomo. Ma contro la stupidità siamo disarmati. Qui non c’è nulla da fare, nè con proteste nè con la forza; le ragioni non contano nulla; ai fatti che contraddicono il proprio pregiudizio basta non credere (in casi come questi lo stupido diventa perfino un essere critico), e se i fatti sono ineliminabili, basta semplicemente metterli da parte come episodi isolati privi di significato. In questo, lo stupido, a differenza del malvagio, è completamente in pace con sé stesso; anzi, diventa perfino pericoloso nella misura in cui, appena provocato, passa all’attacco. Perciò va usata maggior prudenza verso lo stupido che verso il malvagio. Non tenteremo mai più di convincere lo stupido con argomenti motivati; è assurdo e pericoloso.

Per sapere come possiamo accostarci alla stupidità, dobbiamo cercare di capirne l’essenza. Per ora è appurato che essa non è un difetto intellettuale ma un difetto umano. Ci sono uomini di straordinaria agilità intellettuale che sono stupidi e altri, molto lenti e incerti intellettualmente, che sono tutt’altro che stupidi. Con nostra sorpresa facciamo questa scoperta in occasione di determinate situazioni. In questi casi non si ha tanto l’impressione che la stupidità sia un difetto innato, ma che in determinate condizioni gli uomini sono ´resi stupidi o, in altri termini, si lasciano istupidire. Constatiamo inoltre che le persone chiuse, solitarie, denunciano meno questo difetto che le persone o i gruppi sociali inclini o condannati alla socievolezza. Sembra dunque che la stupidità sia forse meno un problema psicologico che sociologico. Essa è una forma particolare dell’effetto provocato sugli uomini dalle condizioni storiche, un fenomeno psicologico che riflette determinate situazioni esterne. A un’osservazione più attenta, si vede che ogni forte manifestazione di potenza esteriore, sia di carattere politico che di carattere religioso, investe di stupidità una gran parte degli uomini. Sì, sembra proprio che si tratti di una legge socio-psicologica. La potenza dell’uno ha bisogno della stupidità degli altri. Il processo attraverso cui ciò avviene non è quello di un’improvvisa atrofizzazione o sparizione di determinate doti dell’uomo – nel caso specifico, di carattere intellettuale – ma di una privazione dell’indipendenza interiore dell’uomo, sopraffatto dall’impressione che su di lui esercita la manifestazione della potenza, tanto da fargli rinunciare – più o meno consapevolmente – alla ricerca di un comportamento suo proprio verso le situazioni esistenziali che gli si presentano.

 

Tratto da Resistenza e resa (1945) di Dietrich Bonhoeffer (1906-1945),

teologo tedesco ucciso per essersi opposto al regime nazista

Grazie, vescovo Antonio!

Giovedì 18 giugno, solennità di San Gregorio Barbarigo, il vescovo Antonio saluterà i presbiteri nel consueto incontro annuale in Seminario, mentre domenica 21 con una Messa alle 17.00 in Cattedrale a Padova il saluto si estenderà a tutti i fedeli della Diocesi.

Il cambio del Vescovo nella Diocesi di Padova è un avvenimento  poco frequente e infatti ci siamo tutti poco abituati. Il vescovo Girolamo Bortignon ha guidato la Diocesi per 33 anni (149-1982) e Antonio    Mattiazzo, 134° vescovo di Padova, per 26 (1989-2015), dopo i pochi  anni di Filippo Franceschi (1982-1989). Chi ha un incarico nella Chiesa Cattolica (parroco, diacono, vescovo) al compimento dei 75 anni deve presentare le dimissioni e poi attendere disposizioni, nel caso del Vescovo da parte del Papa.

Il momento che ci apprestiamo a vivere è tanto delicato quanto salutare perché da una parte crea un’interruzione rispetto a ciò a cui eravamo ormai abituati e dall’altra un’attesa verso qualcosa di nuovo. È un tempo di soglia. Queste dimensioni, l’interruzione e l’attesa, fanno sempre bene nella vita e aiutano a maturare atteggiamenti importanti come la riconoscenza, la pazienza, la disponibilità all’inedito, l’ospitalità alla sorpresa, la fiducia nel Signore: Colui che guida la storia attraverso e allo stesso tempo oltre forme storiche determinate e transitorie come le singole persone, le strutture, le abitudini.

Tante persone mi chiedono chi sarà il nuovo vescovo quasi nell’ansia di tappare ogni vuoto, ogni assenza, curiosità, incertezza… Perché facciamo così fatica ad aspettare e a vivere tempi di provvisorietà?   Perché è così difficile vivere l’attesa e la pazienza ad esempio nella riconoscenza per quanto vissuto e nella preghiera per l’avvenire? Grazie vescovo Antonio e grazie per questo tempo di sorpresa, di cui ogni cuore umano ha oggi più che mai desiderio per essere vivo.

Don Giulio Osto