Essere umani – Cineforum

Essere umani – Cineforum

ESSERE UMANI. Questo il titolo del cineforum di novembre al Cinema La Perla. L’ispirazione nasce da un’iniziativa nazionale presente in molte sale cinematografiche italiane collegate con il CONVEGNO che si celebrerà a Firenze dal 9 al 13 novembre intitolato: In Gesù Cristo il nuovo umanesimo. Ecco dunque tre approcci all’umano cercando ogni volta di riflettere su alcune dimensioni costitutive ed evidenziate dal contesto culturale contemporaneo.

*Mer 11 ore 20.30: Sei vie per Santiago. ESSERE UMANI pellegrini. Ogni cammino inizia con un passo, continua con un passo, termina con un passo e ricomincia con un passo. Milioni di esseri umani camminano da una parte all’altra del globo, ma ci sono passi diversi. Camminare verso Santiago di Compostella è diverso che camminare in un centro commerciale. Il film è introdotto e il dibattito a seguire è stimolato da due membri dell’organismo più rappresentativo in tutto il mondo del cammino di Santiago, la confraternita di S. Giacomo.

*Mer 18 ore 20.30: Io sto con la sposa. ESSERE UMANI accoglienti. E tu con chi stai? Il cammino in questo film è quello avventuroso tra dogane, frontiere, documenti, imprevisti. Una storia di spostamento, di attraversamento di lingue e culture. Un’occasione per riflettere sull’immigrazione con verità e ironia. Il film è introdotto e il dibattito a seguire è stimolato dal direttore de La Difesa del popolo, settimanale della Diocesi di Padova, che a partire dallo scorso settembre ogni settimana presenta un focus speciale sul fenomeno migranti.

*Mer 18 ore 20.30: La teoria del tutto. ESSERE UMANI ricercatori. Siamo fatti di polvere stellare, perciò quando ci chiediamo cos’è una stella in realtà stiamo ponendo una domanda su noi stessi. Il film La teoria del tutto parla dello scienziato Stephen Hawking. Gli esseri umani sono sempre ricercatori. L’incontro con la storia e il pensiero di uno di essi ci aiuta a guardare il mondo della ricerca scientifica. Il film è introdotto e il dibattito a seguire è stimolato dall’astronomo della Specola Vaticana, don Alessandro Omizzolo curatore del recente saggio Esplorare l’universo. L’ultima delle periferie (Queriniana, 2015). Finché sapremo stupirci saremo ancora in grado di essere umani.

In cammino, accoglienti e ricercatori: tre serate imperdibili! Un’opportunità per giovani, adulti, coppie, amici. Prima che il cinema chiuda, dopo 50 anni di attività (1965-2015), meglio approfittare!

Azione Cattolica: i santi di tutti i giorni

La solennità di Tutti i Santi è una festa che invita tutti a vivere la fede da adulti, a vivere la vita fino in fondo, a credere, sperare e amare fino in cima. Il Concilio Vaticano II conclusosi solo cinquant’anni fa, ma forse ignorato dalla maggior parte dei cattolici che raramente hanno letto i suoi testi, ha riaffermato con vigore l’universale chiamata alla santità. Purtroppo fino ai nostri giorni i santi finiti sugli altari, sui santini e sui calendari sono prevalentemente preti e suore e quindi sembra che per essere santi DOC, cioè Di Origine Cattolica, certificati dalla Chiesa, si debba vivere la vita in qualche modo strano. Il Concilio invece parla prima della chiamata di tutti alla santità e solo dopo delle forme di vita che essa può assumere. Ogni persona può diventare santa là dove vive, nello stato nel quale si trova, con la sua storia e le sue caratteristiche. La santità è il lievito del Vangelo, cioè la persona di Gesù, che sa trasformare qualsiasi pasta con la quale viene mescolato.

La solennità di tutti Santi ci può aiutare a riscoprire e recuperare tre equilibri dentro tre tensioni fondamentali della vita della Chiesa.

Innanzitutto la tensione tra il visibile e il nascosto. Ognuno di noi conosce in qualche modo qualche santo, ma siamo chiamati a scoprire la presenza del Signore ovunque, anche nelle persone che ne sembrano prive.

In un secondo momento, la tensione tra lo stato laicale e quello religioso della vita cristiana. La vita degli sposi e dei facoltosi, degli insegnanti e delle badanti, dei contadini e degli stradini, dei banchieri e degli infermieri, dei ginecologi e degli psicologi … insomma la vita di ogni persona è il luogo dove la grazia opera. Cercare la felicità altrove o strade alternative è, alla fine, solo un’illusione che contraddice l’incarnazione!

Infine la tensione tra una fede un po’ di tradizione e una scelta di maggiore convinzione. In questo senso l’Azione Cattolica ha sempre rappresentato in Italia un laboratorio di santità dove «quelli dell’AC» fanno semplicemente in modo straordinario le cose che sono per tutti i cristiani l’ordinario: pregare, celebrare, educare, appartenere a una comunità… La festa del CIAO di domenica prossima e l’inizio del tesseramento sono allora un bell’appuntamento per una fede con un miglior condimento.

don Giulio Osto

Un week-end di misericordia

Il prossimo 8 dicembre per tutta la Chiesa cattolica nel mondo inizierà il Giubileo straordinario della misericordia indetto da papa Francesco. L’immagine qui riprodotta è l’icona ufficiale del Giubileo. Il logo e il motto offrono insieme una sintesi felice dell’Anno giubilare. Nel motto Misericordiosi come il Padre (tratto dal Vangelo di Luca, 6,36) si propone di vivere la misericordia sull’esempio del Padre che chiede di non giudicare e di non condannare, ma di perdonare e di donare amore e perdono senza misura (cfr. Lc 6,37-38). Il Figlio si carica sulle spalle l’uomo smarrito, recuperando un’immagine molto cara alla Chiesa antica, perché indica l’amore di Cristo che porta a compimento il mistero della sua incarnazione con la redenzione. Il Buon Pastore con estrema misericordia carica su di sé l’umanità, ma i suoi occhi si confondono con quelli dell’uomo. Cristo vede con l’occhio di Adamo e questi con l’occhio di Cristo. Ogni uomo scopre così in Cristo, nuovo Adamo, la propria umanità e il futuro che lo attende, contemplando nel Suo sguardo l’amore del Padre. La scena si colloca all’interno della mandorla, anch’essa figura cara all’iconografia antica e medioevale che richiama la compresenza delle due nature, divina e umana, in Cristo.

 

Con il prossimo avvento, dal 29 novembre, inizieremo un nuovo anno liturgico che secondo la scansione tripartita (A-B-C), cade nell’anno C e prevede quindi la lettura del vangelo secondo Luca. Possiamo definire il vangelo secondo Luca proprio il vangelo della misericordia per eccellenza. Dalle 9.00 di sab 14 alle 17.00 di dom 15 novembre è possibile vivere a Villa Immacolata un bellissimo week end di misericordia in compagnia del vangelo secondo  Luca e di don Carlo Broccardo, studioso del Nuovo Testamento. Quota di iscrizione senza pasti solo 30.00 € / 80.00 € con pernottamento e pasti (per ogni singolo pasto 15.00 €). Una proposta a portata di mano alla quale pensare, per tutti giovani, adulti, anziani. Sul vangelo secondo Luca si possono leggere i due libri: Carlo Broccardo, Vangelo di Luca, Cittadella 2012 e Carlo Broccardo, Le possibilità inaspettate. Pagine scelte dal Vangelo secondo Luca, Cittadella 2010.

Migranti e rifugiati ci interpellano

Comunità aperte all’accoglienza

Profughi, richiedenti asilo, immigrati … parole che da mesi si accompagnano a numeri e immagini tragiche e ad altrettante tensioni sul piano politico e amministrativo, anche nei nostri territori; a volte anche a divisioni all’interno delle nostre comunità. Ma profughi, richiedenti asilo, immigrati… sono parole che dicono – prima di tutto – di uomini, donne, bambini, anziani, giovani, in una parola “persone” e come tali “fratelli”. È a partire da questa prima consapevolezza che la questione ci interessa come singoli e come comunità cristiane.

Come vicari foranei della Chiesa di Padova ci siamo sentiti interpellati. Ci siamo riuniti, confrontati e interrogati, ascoltando anche rappresentanti delle istituzioni e amministratori del territorio. Siamo di fronte a un fenomeno epocale, irreversibile e inarrestabile che va affrontato insieme nella ricerca di soluzioni – anche creative – perseguendo il cammino del dialogo e della condivisione. Non sottovalutiamo la fatica e il disagio, le paure e le insicurezze, la crisi economica che acuisce ed enfatizza le tensioni. A questi timori guardiamo con rispetto, attenzione e comprensione. Nelle paure o nella ricerca di soluzioni nessuno va lasciato solo. La paura però non può guidare le nostre scelte né può far venire meno l’impegno della comunità cristiana, che vede nell’altro un fratello e che fa dell’accoglienza il suo stile. Per questo esprimiamo gratitudine alle comunità parrocchiali, ai volontari, alle istituzioni che in questi mesi si sono prodigate nel trovare soluzioni, per quanto faticose. Dalle loro esperienze vorremmo trarre esempio e testimonianza.

Desideriamo altresì sostenere e incoraggiare le istituzioni e gli amministratori locali nel favorire una microaccoglienza diffusa, adeguata al territorio, sostenibile nei numeri, che attivi reti tra pubblico e privato. Un’equa distribuzione dei richiedenti ospitalità può rappresentare una strada per la loro integrazione e per stemperare situazioni che nel lungo periodo possono diventare insostenibili o ghettizzanti. Per questo desideriamo incoraggiarci a vicenda e con fiducia impegnarci, anche come comunità parrocchiali, nel ricercare soluzioni, mobilitare energie e tutte le possibili risorse (culturali, religiose, logistiche, di volontariato, di cura). Un primo passo concreto che ci aiuterebbe a fugare incertezze e paure può essere quello di andare a conoscere e parlare direttamente con queste persone, là dove sono già accolte: la loro storia e la loro vita aiuteranno a costruire ponti di umanità. Anch’esse saranno un dono per noi e per le nostre comunità. Da parte nostra ci faremo tramite per avviare percorsi di informazione, comprensione, sensibilizzazione, accoglienza. L’ulteriore appello di papa Francesco di questi giorni ci sostiene e ci sprona ad aprire le porte del cuore e delle comunità.

Messaggio dei Vicari foranei della Diocesi di Padova, 8 settembre 2015

Questo e molto altro per uno sguardo diverso su www.caritaspadova.it