Hai mai letto la Bibbia?

Una proposta partire da ottobre

Leggere spesso è un’attività faticosa per molte ragioni. La lettura si limita dunque al necessario: il calendario della raccolta differenziata, le bollette, le comunicazioni del commercialista, i documenti sanitari… al massimo la Gazzetta dello Sport e qualche titolo del giornale costituiscono qualche occasione ulteriore di lettura. Le statistiche dicono che gli italiani sono lettori deboli considerando il numero di libri letti in media durante un anno. Eppure milioni di persone nel mondo ancora oggi sognano di imparare a leggere per uscire dall’analfabetismo e aprire un nuovo approccio alla vita.

In alcuni momenti della vita l’incontro con un libro significativo si rivela un’esperienza fondamentale. Premesso che si sia allenati a leggere infatti, i libri si dividono in due grandi categorie: i libri letti e i libri riletti. Quali sono i libri che hai riletto? Questa è una importante domanda spirituale. Un classico è un libro che viene riletto nel tempo.

Da duemila anni la Bibbia accompagna la preghiera, la liturgia e la vita cristiana: significa che è un testo importante. Se per secoli l’accesso alla bibbia è risultato difficile e riservato a pochi, adesso invece tutti possono incontrare questo libro, ma è necessario essere  curiosi di scoprirlo. La Bibbia è un libro tanto difficile quanto affascinante per vari motivi, per questo c’è bisogno di un personal trainer per accostarla bene.

A ottobre partirà una proposta che vuole mettere insieme la Bibbia e la famiglia. Una domenica al mese nel pomeriggio, dal 4 ottobre, per scoprire quest’anno il libro dell’Esodo e in particolare l’esperienza di Mosè. Narrare la bibbia alla famiglia, dove bambini e genitori, grandi e piccoli scoprono insieme un mondo affascinante. Segna in agenda e intanto ritrova la Bibbia che hai messo da qualche parte a casa tua.    Tutte le informazioni su www.villaimmacolata.net

Il museo dei sogni

Un luogo per allargare gli orizzonti

«Hai un sogno?», «Ne ho tanti!», «Chi ne ha tanti, di solito poi non ne ha nemmeno uno, in fondo!», così spesso ribatte energicamente Aldo Bertelle durante una delle centinaia di visite che ogni anno accompagna. Frutto dell’attività formativa della cooperativa sociale Villa S. Francesco di Feltre, diretta appunto da Aldo Bertelle, il Museo dei Sogni, insieme a circa una decina di altre iniziative, è un grande laboratorio educativo dove si intrecciano parole e segni che custodiscono centinaia di storie straordinarie. Geniale l’idea di raccogliere in un luogo oggetti, documenti, testimonianze legate a sognatori di ogni luogo e tempo, persone che si sono messe in gioco per qualcosa di grande e che ci aiutano ad alzare lo sguardo e a donare la vita per migliorare il mondo.

I sognatori che si possono incontrare nel museo di Feltre riguardano poco pie illusioni e infantili desideri a occhi aperti, anzi, ci interpellano e stimolano ad aprire gli occhi per immaginare con responsabilità soluzioni ed esperienze nuove.

Il Gruppo Giovani 3.0 (dai 25 anni in su…), che si è riunito una volta al mese in diverse parrocchie del nostro territorio, propone una giornata insieme che inizia con la visita al Museo dei Sogni a Feltre. Domenica 26 luglio, partenza con auto propria (o altrui) ore 8.00 da piazza mercato a Montegrotto, ore 10.30 visita prenotata, a seguire pranzo al sacco presso la riserva naturale del Vincheto e Messa nel pomeriggio sempre a Feltre. Per ogni informazione chiedere a Enrico (3494022757) o Letizia (3475917624). La proposta è aperta a giovani e adulti, ed è gradito un cenno di partecipazione. Sul museo: www.comunitavsfrancesco.it – Segui Giovani 3.0

Don Giulio Osto

Monsignor Claudio Cipolla è il nuovo vescovo di Padova

Dal comunicato stampa della diocesi :
( in allegato il testo completo con il curriculum 
 il messaggio inviato dal nuovo vescovo alla diocesi di Padova
il messaggio inviato dal vescovo Antonio al nuovo vescovo.
inoltre potete consultare il sito della diocesi)

 
Il Santo Padre Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Padova presentata da mons. Antonio Mattiazzo in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico e ha nominato nuovo Vescovo della Chiesa di Padova mons. CLAUDIO CIPOLLA, finora Vicario Episcopale per la Pastorale della Diocesi di Mantova e Parroco di Sant’Antonio di Porto Mantovano.

L’annuncio è stato dato alle ore 12 di oggi – sabato 18 luglio – dalla Sala Stampa Vaticana e in contemporanea nelle Diocesi di Padova e di Mantova.

Con l’annuncio di oggi la sede episcopale di Padova diventa “sede vacante” fino all’ingresso effettivo in Diocesi del nuovo Vescovo eletto.

Nei prossimi giorni il Collegio dei Consultori, secondo la procedura prevista dal Codice di Diritto Canonico, provvederà a nominare l’Amministratore Diocesano che guiderà la Diocesi di Padova fino all’ingresso del nuovo Vescovo.

Mons. Antonio Mattiazzo, che ha guidato la Chiesa di Padova dal 17 settembre 1989 al 18 luglio 2015, è da oggi “Vescovo emerito” della Diocesi di Padova.

Mons. Claudio Cipolla prima di insediarsi a Padova sarà consacrato vescovo nella Diocesi di Mantova e successivamente farà ingresso come nuovo pastore alla guida della Chiesa di Padova. Le date saranno comunicate successivamente.

Ufficio diocesano per la liturgia

SUL RICORDO DEL VESCOVO NELLA CELEBRAZIONE DELL’EUCARISTIA DA SABATO 18 LUGLIO 2015

ALLA «PRESA DI POSSESSO» NELLA SEDE DI PADOVA DEL NEOELETTO VESCOVO

Con l’accettazione da parte del Santo Padre Francesco delle dimissioni presentate dal Vescovo Antonio Mattiazzo, viene sospesa ogni menzione del Vescovo nella Preghiera eucaristica: dal

ricordo del Papa si passerà direttamente a quella del Collegio episcopale e di tutto il clero, senza aggiungere altro.

Il nome del Vescovo tornerà a essere inserito nel Canone da quando il neoeletto Vescovo di Padova, il presbitero Monsignor Claudio Cipolla – e dopo aver ricevuto la grazia

dell’Ordinazione episcopale – darà solenne inizio al Suo ministero sulla Cattedra di San Prosdocimo.

La Chiesa di Dio che è in Padova innalzi al Signore un’incessante preghiera per il presbitero Claudio, eletto Vescovo della nostra Diocesi. I Parroci e tutti i presbiteri abbiano cura del tutto particolare perché durante la celebrazione dell’Eucaristia si riservi al neoeletto Vescovo di Padova una delle intenzioni della Preghiera dei fedeli, sia nelle ferie che, specialmente, nelle domeniche.

Il Vescovo eletto potrà essere ricordato anche attraverso la Liturgia delle Ore e le altre forme di preghiera e di pietà cristiana.

Per la menzione nelle preghiere dei fedeli e nelle altre forme di preghiera si usi la formula: «il Vescovo eletto Claudio».

Padova, 18 giugno 2015

ALLEGATI:

Messaggio del nuovo vescovo alla diocesi

messaggio del vesc. Antonio al nuovo Vesc 18-07-15

annuncio nuovo vesc comunic uffic 18-07-15

Hai voglia di camminare?

Ogni cammino, lungo o breve, in salita o in discesa, piacevole o faticoso, inizia sempre con un passo. A volte è molto difficile fare un passo, eppure sarà sempre una scelta a rimetterci in cammino. Tante volte viviamo una paralisi della scelta. Nel nostro tempo, forse, è anche più difficile scegliere. Spesso siamo dentro una tensione generata almeno da tre polarità: la salutare infelicità di un momento che ci sprona a cambiare (desiderio), la resistenza di fronte a qualcosa di nuovo, legata spesso all’incapacità di lasciare qualcosa di ben conosciuto (paura) e la fatica di essere davanti a un numero abbondante, forse anche troppo, di possibilità tra le quali c’è da sceglierne una (preferibilmente con gioia) e rinunciarne a cento (magari con ironia), come sempre nella vita (volontà). Il tempo dell’estate, qualche giorno di stacco, il caldo che ci sprona di più a uscire e a stare più calmi, spesso liberano degli spazi di desiderio che si manifestano a volte con l’espressione: mi piacerebbe fare…

Detto questo segnalo due menù per chi avesse un po’ di fame. I volantini di entrambe le proposte sono disponibili in canonica.

  • Settimana biblica. Si svolge da oltre vent’anni a Villa Immacolata e consiste nella lettura e approfondimento integrale di uno dei 73 libri della bibbia. Quest’anno tocca al libro di Giobbe. Una proposta per giovani e adulti dal 24 al 28 agosto. Tutte le informazioni su villaimmacolata.net Iscrizioni entro il 31 luglio.
  • Formazione teologica serale. È la proposta base per un primo approccio critico agli ingredienti della fede cristiana. Si tratta di un approfondimento di alcuni temi attraverso sette-otto serate, al martedì e al giovedì (20.30-22.30) a Padova presso la Facoltà Teologica (via del Seminario – Torresino). Gli incontri iniziano martedì 24 settembre. Tutte le informazioni nel sito di Formazione Teologica Padova. Buon cammino!

Don Giulio Osto

Della stupidità

La stupidità è un nemico del bene più pericoloso che la malvagità. Contro il male si può protestare, si può smascherarlo, se necessario ci si può opporre con la forza; il male porta sempre con sè il germe dell’autodissoluzione, mentre lascia perlomeno un senso di malessere nell’uomo. Ma contro la stupidità siamo disarmati. Qui non c’è nulla da fare, nè con proteste nè con la forza; le ragioni non contano nulla; ai fatti che contraddicono il proprio pregiudizio basta non credere (in casi come questi lo stupido diventa perfino un essere critico), e se i fatti sono ineliminabili, basta semplicemente metterli da parte come episodi isolati privi di significato. In questo, lo stupido, a differenza del malvagio, è completamente in pace con sé stesso; anzi, diventa perfino pericoloso nella misura in cui, appena provocato, passa all’attacco. Perciò va usata maggior prudenza verso lo stupido che verso il malvagio. Non tenteremo mai più di convincere lo stupido con argomenti motivati; è assurdo e pericoloso.

Per sapere come possiamo accostarci alla stupidità, dobbiamo cercare di capirne l’essenza. Per ora è appurato che essa non è un difetto intellettuale ma un difetto umano. Ci sono uomini di straordinaria agilità intellettuale che sono stupidi e altri, molto lenti e incerti intellettualmente, che sono tutt’altro che stupidi. Con nostra sorpresa facciamo questa scoperta in occasione di determinate situazioni. In questi casi non si ha tanto l’impressione che la stupidità sia un difetto innato, ma che in determinate condizioni gli uomini sono ´resi stupidi o, in altri termini, si lasciano istupidire. Constatiamo inoltre che le persone chiuse, solitarie, denunciano meno questo difetto che le persone o i gruppi sociali inclini o condannati alla socievolezza. Sembra dunque che la stupidità sia forse meno un problema psicologico che sociologico. Essa è una forma particolare dell’effetto provocato sugli uomini dalle condizioni storiche, un fenomeno psicologico che riflette determinate situazioni esterne. A un’osservazione più attenta, si vede che ogni forte manifestazione di potenza esteriore, sia di carattere politico che di carattere religioso, investe di stupidità una gran parte degli uomini. Sì, sembra proprio che si tratti di una legge socio-psicologica. La potenza dell’uno ha bisogno della stupidità degli altri. Il processo attraverso cui ciò avviene non è quello di un’improvvisa atrofizzazione o sparizione di determinate doti dell’uomo – nel caso specifico, di carattere intellettuale – ma di una privazione dell’indipendenza interiore dell’uomo, sopraffatto dall’impressione che su di lui esercita la manifestazione della potenza, tanto da fargli rinunciare – più o meno consapevolmente – alla ricerca di un comportamento suo proprio verso le situazioni esistenziali che gli si presentano.

 

Tratto da Resistenza e resa (1945) di Dietrich Bonhoeffer (1906-1945),

teologo tedesco ucciso per essersi opposto al regime nazista

Grazie, vescovo Antonio!

Giovedì 18 giugno, solennità di San Gregorio Barbarigo, il vescovo Antonio saluterà i presbiteri nel consueto incontro annuale in Seminario, mentre domenica 21 con una Messa alle 17.00 in Cattedrale a Padova il saluto si estenderà a tutti i fedeli della Diocesi.

Il cambio del Vescovo nella Diocesi di Padova è un avvenimento  poco frequente e infatti ci siamo tutti poco abituati. Il vescovo Girolamo Bortignon ha guidato la Diocesi per 33 anni (149-1982) e Antonio    Mattiazzo, 134° vescovo di Padova, per 26 (1989-2015), dopo i pochi  anni di Filippo Franceschi (1982-1989). Chi ha un incarico nella Chiesa Cattolica (parroco, diacono, vescovo) al compimento dei 75 anni deve presentare le dimissioni e poi attendere disposizioni, nel caso del Vescovo da parte del Papa.

Il momento che ci apprestiamo a vivere è tanto delicato quanto salutare perché da una parte crea un’interruzione rispetto a ciò a cui eravamo ormai abituati e dall’altra un’attesa verso qualcosa di nuovo. È un tempo di soglia. Queste dimensioni, l’interruzione e l’attesa, fanno sempre bene nella vita e aiutano a maturare atteggiamenti importanti come la riconoscenza, la pazienza, la disponibilità all’inedito, l’ospitalità alla sorpresa, la fiducia nel Signore: Colui che guida la storia attraverso e allo stesso tempo oltre forme storiche determinate e transitorie come le singole persone, le strutture, le abitudini.

Tante persone mi chiedono chi sarà il nuovo vescovo quasi nell’ansia di tappare ogni vuoto, ogni assenza, curiosità, incertezza… Perché facciamo così fatica ad aspettare e a vivere tempi di provvisorietà?   Perché è così difficile vivere l’attesa e la pazienza ad esempio nella riconoscenza per quanto vissuto e nella preghiera per l’avvenire? Grazie vescovo Antonio e grazie per questo tempo di sorpresa, di cui ogni cuore umano ha oggi più che mai desiderio per essere vivo.

Don Giulio Osto

14 giugno: DOMENICA INSIEME

Messa + Mensa = comunità

Le persone sono tutte diverse tra loro per tanti motivi: età, lavoro, abitudini, carattere, visioni politiche, gusti alimentari, tendenze sessuali, allergie, devozioni, tifo sportivo… Cosa fa diventare un gruppo di      persone così diverse una comunità cristiana? Come fanno a essere un pezzo di chiesa tante persone che, se fosse per mille altre ragioni, forse nemmeno si incontrerebbero? Ebbene questo è proprio il miracolo dell’Eucaristia! L’Eucaristia fa la Chiesa. È il Signore Risorto che nel suo Spirito, convoca, raduna, unisce, ‘crea’ la Chiesa. Ciò che vale per la Messa, vale in fin dei conti anche per ogni mensa. Si evita di mangiare insieme con chi ci dà fastidio, ci si trova alla stessa tavola con gli amici, con le persone con le quali ci piace condividere del tempo, fare festa, gioire insieme.

Tutto questo per dire che, almeno una volta all’anno, è importante avere il coraggio di un segno tanto forte quanto semplice, tanto significativo quanto umile: condividere sia la Messa sia la Mensa. Un unico momento, un’unica celebrazione, un solo altare come una sola tavola. Senza dispersioni, senza tante differenze. Una scelta per ricordarci tutti che l’unità è un punto di arrivo, più che di partenza, e soprattutto l’unità è sempre un dono, una sorpresa, mai un prodotto dei nostri sforzi. È l’unico altare a fare una comunità, è l’umiltà a sedersi alla stessa tavola a dire la fraternità.

Domenica 14 giugno a Torreglia sarà celebrata una sola Messa alle ore 10.00 alla quale siamo tutti invitati, per poi continuare la giornata insieme con il pranzo condiviso, aperto a tutte le persone di        Torreglia: bambini, giovani, famiglie, adulti e anziani. Il pranzo sarà “porta e offri” e le cose da mangiare si potranno portare a partire dalle ore 9.30.

Sei capace di piangere?

«Adamo dove sei?», «Dov’è il tuo fratello?», sono le due domande che Dio pone all’inizio della storia dell’umanità e che rivolge anche a tutti gli uomini del nostro tempo, anche a noi. Ma io vorrei che ci ponessimo una terza domanda: «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?», Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere! Nel Vangelo abbiamo ascoltato il grido, il pianto, il grande lamento: «Rachele piange i suoi figli… perché non sono più». Erode ha seminato morte per difendere il proprio benessere, la propria bolla di sapone. E questo continua a ripetersi… Domandiamo al Signore che cancelli ciò che di Erode è rimasto anche nel nostro cuore; domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo. «Chi ha pianto?». Chi ha pianto oggi nel mondo?

Signore, in questa Liturgia, che è una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono per l’indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo Padre perdono per chi si è accomodato e si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi. Perdono Signore! Signore, che sentiamo anche oggi le tue domande: «Adamo dove sei?», «Dov’è il sangue di tuo fratello?».

 

Papa Francesco, dall’Omelia dell’8 luglio 2013 a Lampedusa

Hai voglia di un caffè biblico?

Una proposta per il 23 maggio e dal prossimo settembre

 Negli ultimi anni si è sviluppata molto la tecnologia dei timer crepuscolari. Questi apparecchi permettono di accendere le luci automaticamente appena la luce solare diminuisce, al crepuscolo dunque, e di spegnere automaticamente le luci al ritorno della luce solare, all’aurora. È possibile che entro il 2015 la OSRAM, la VIMAR, la GEWISS, o qualche altra grande industria di prodotti    elettrici, assegni al paese di Torreglia il titolo di Capitale del crepuscolare.      Infatti a Torreglia con il crepuscolo tutto si spegne. Con il suono dell’Ave Maria alle 20.30 tutto tace o ha già cominciato a tacere da tempo. Nessuno esce di casa, gli incontri serali sono rari e abbastanza deserti. Di sera a Torreglia ci sono solo persone che provengono da altrove. Chi si muove dopo le 20.30 sta tornando dal lavoro oppure lo sta continuando o iniziando. Torreglia:          capitale del crepuscolare © Un paese bellissimo, unico al mondo!

La proposta Il pane della Parola: ritrovarsi ogni lunedì sera per leggere insieme le letture bibliche della domenica, ormai ha compiuto un anno. Si è pensato di interrompere questa esperienza poiché la partecipazione è stata molto scarsa e l’entusiasmo ancora meno. Considerato il riconoscimento      invece di Torreglia: capitale del crepuscolare si pensava di proporre un’altra          esperienza: la colazione biblica. Quando sorge il sole, tutti si accendono,    anche a Torreglia! Che bello iniziare la giornata con un caffè in compagnia condito da qualche parola scambiata con gli amici, ma anche con qualche      parola della Bibbia! La colazione biblica, al sabato mattina, alle 8.15 presso il Centro Parrocchiale, con un caffè, un cappuccino, magari una pasta, e anche qualcosa in più: sì, una parola della Bibbia. Sì, perché non di solo pane vive l’uomo! San Girolamo sei secoli fa disse: ignorare la bibbia è ignorare Cristo. Per fortuna che è morto… Hai voglia di un caffè biblico? Bene, il primo      appuntamento sarà sabato 23 maggio, 8.15 in Centro Parrocchiale: un caffè e un po’ di bibbia. Poi da settembre, con l’inizio dell’anno scolastico si                riprenderà, dopo il crepuscolo dell’estate. Chi porta la bibbia berrà un caffè    gratis (uno solo).

don Giulio Osto

Due papi a Roma, due vescovi a Padova

Grazie vescovo Antonio!

 

Il Vescovo il 7 febbraio scorso, con un comunicato esemplare che ha girato l’Italia in internet dove è reperibile anche il video, ha descritto le modalità della conclusione del suo ministero episcopale. Infatti ogni persona che nella Chiesa Cattolica detiene un incarico (vescovo,        parroco, cappellano, insegnante, presidente …), al compimento del 75° anno di età, in base al Codice di Diritto Canonico, salvo altre disposizioni,  deve presentare le dimissioni e prepararsi a un futuro diverso dal servizio che si appresta a lasciare ad altra persona. Antonio          Mattiazzo ha compiuto 75 anni il 20 aprile scorso ed è vescovo di Padova dal settembre del 1989: da oltre 25 anni dunque. Il ministero del vescovo Antonio si concluderà, su suo desiderio il 18 giugno prossimo, festa di S. Gregorio Barbarigo.

Dal 19 giugno la Diocesi di Padova andrà in vacanza poiché la sede  episcopale sarà vacante, in attesa della nomina di un successore. Cosa    farà adesso il vescovo Antonio? Chi sarà il nuovo vescovo di Padova?  Queste due domande corrono come il Giro d’Italia, un po’ dappertutto e forse anche a Torreglia. Per avere una risposta è semplicemente necessario fare una cosa elementare, ma che a volte diventa molto faticosa: aspettare, con pazienza e speranza.

Ci sono comunque due cose certe: la prima è che, come capita in tutti gli avvicendamenti, riscopriremo e ringrazieremo di più il vescovo Antonio rispetto a quanto lo abbiamo fatto in questi 25 anni, così come quando si inizia a soffrire di diabete si apprezzano di più i dolci. La      seconda cosa che Padova sarà come Roma che dalle dimissioni di          Benedetto XVI ha due papi, uno reggente e uno emerito. Anche noi      avremo due vescovi, uno in carica e uno emerito. Uno lo conosciamo già, l’altro faremo in tempo a conoscerlo.

Don Giulio Osto