https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-11-04 15:17:562020-11-04 15:17:56Azione Cattolica. Facciamo una tenda. Insieme a Giuditta, donna sapiente
È pronta a ripartire anche quest’anno la FISP, scuola di Formazione all’impegno sociale e politico della Diocesi di Padova, che già nelle premesse aveva valutato alcune novità, tra cui la forma mista – in presenza e on line – e una modalità “diffusa” nel territorio. Le esigenze di contenimento del contagio hanno spinto a convertire on line (fino a differenti disposizioni) anche gli appuntamenti previsti in presenza. Filo conduttore di quest’anno è Il valore del presente nel futuro.
Nuove quindi le modalità, nuova la struttura della proposta che prevede alcuni incontri “frontali” in remoto, accanto a dei laboratori territoriali (sette nel territorio della Diocesi di Padova), sviluppati su tre moduli tematici (futuro sociale, futuro economico, futuro istituzionale). Con quest’anno inoltre si apre una collaborazione con la Diocesi di Belluno-Feltre per il percorso formativo.
In tutto undici appuntamenti da novembre 2020 a marzo 2021. Si parte sabato 21 novembre con l’incontro introduttivo on line (indicazioni verranno date agli iscritti), sul tema La “conversione ecologica” per una “conversione comunitaria”, con la partecipazione di don Marco Cagol, vicario episcopale per i rapporti con le istituzioni e il territorio della Diocesi di Padova e la biblista Roberta Ronchiato della Facoltà teologica del Triveneto.
Sarà il punto di partenza di un percorso che vedrà poi tra i relatori: Giovanni Carrosio (Università di Trieste); Giovanni Teneggi (coordinatore del progetto imprese di comunità di Confcooperative); Cesare Dosi (Università di Padova), Paolo Gubitta (Università di Padova), Donato Speroni (Asvis – Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), Elena Pisan (Università di Padova), Matteo Aguanno (direttore del Gal Prealpi Dolomiti), Luigi Gui (Università di Trieste), Mauro Magatti (Università Sacro Cuore di Milano).
L’opportunità dei gruppi territoriali – previsti a Borgoricco, Conselve, Gallio, Maserà, Padova, Piove di Sacco, Thiene – intende valorizzare ancora di più il tema dell’anno che colloca l’attenzione al presente in prospettiva futura, sottolineando la risorsa “comunità territoriale”, in continuità con la proposta Fisp degli ultimi tre anni, che ha portato avanti un percorso formativo lavorando prima sul valore del lavoro, per passare al valore della democrazia e lo scorso anno al valore dei territori. Ora l’attenzione è sul valore del presente come culla e terreno per guardare al cambiamento futuro. Sullo sfondo i criteri di discernimento dettati dall’enciclica Laudato Si’, orientati dagli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030.
L’incontro introduttivo e i laboratori si svolgeranno di sabato, mentre gli incontri tematici saranno on line, il lunedì (e un mercoledì) dalle 21 alle 22.45 secondo un calendario preciso.
Fisp è una proposta formativa rivolta in particolare a chi ha la curiosità di cercare e di studiare, senza generalizzare, le situazioni e i percorsi e guardare a strade possibili; per chi vuole impegnarsi in prima persona per la costruzione della casa comune.
Per iscriversi c’è tempo fino al 10 novembre, tramite il sito www.fispadova.it, dove si possono anche trovare tutte le informazioni e l’intero percorso.
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-11-03 17:59:032020-11-03 17:59:03Formazione all’impegno sociale e politico della Diocesi di Padova
La commemorazione dei defunti in questo anno particolare assume significati diversi sfumature particolari, aiuta ad avere uno sguardo che sia di speranza, di consapevolezza della fragilità della vita umana. Tre i verbi che la caratterizzano: ricordare, ringraziare e chiedere. In tante comunità cristiane è vivo il bisogno di dare un saluto a chi è morto durante il lockdown, perché è importante poter vivere un momento comunitario di saluto e preghiera, di ricordo.
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-11-02 18:12:392020-11-02 18:12:392 novembre. Commemorazione dei fratelli defunti. Consapevoli delle fragilità ma aperti alla speranza
Nella Gaudete et exsultate papa Francesco descrive il rapporto tra “eucaristia e santità”. Sono due, in particolare, le parole scelte: accoglienza a trasformazione. Nutriti dall’Eucaristia, generiamo…
Viene aggiornato da anni di mese in mese, sul sito Internet della Caritas diocesana di Padova, all’indirizzo www.caritas.diocesipadova.it/agevolazioni, il documento relativo ai contributi e alle agevolazioni che gli enti pubblici, dai Comuni allo Stato passando per la Regione, pensano per le famiglie in difficoltà.
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-11-02 18:12:332020-11-02 18:12:33Carità. Famiglie in difficoltà. Incentivi e sostegni in video su Facebook
C’è tanta sofferenza e tanto bisogno di vicinanza, in questo tempo di “distanziamento” reso necessario dalla pandemia. La Chiesa di Padova si sente interpellata dall’emergenza che sta avanzando e vuole porre un piccolo segno ecclesiale per invitare tutti i cristiani e le comunità a stare vicini a chi si trova coinvolto dalla sofferenza: ammalati, familiari, operatori sanitari.
Da qui la scelta del vescovo Claudio Cipolla, annunciata oggi durante l’omelia della messa al cimitero Maggiore di Padova: «Per indicare che i cristiani sono chiamati a servire la vita in tutti i suoi momenti, anche quelli della malattia, ho incaricato un prete della nostra Diocesi per una missione particolare: stare 24 ore su 24 presso l’ospedale di Schiavonia a disposizione degli ammalati di Covid, dei loro famigliari, degli operatori sanitari: un modo per annunciare il Vangelo della vita, un segno per invitare tutti a servire la vita e a testimoniare che Dio ama la vita, questa nostra vita umana anche nei suoi momenti più estremi».
Don Marco Galante, 46 anni, il prossimo 21 novembre, amministratore parrocchiale di quattro comunità ai piedi dei colli Euganei (San Giacomo, Ca’ Oddo, Schiavonia e Marendole) e cappellano ospedaliero da sei anni, da martedì 3 novembre, in accordo con la direzione dell’Ulss 6 Euganea, vivrà nell’ospedale Covid di Schiavonia, per essere presenza di Chiesa prossima e vicina alla sofferenza, un modo per offrire conforto e alleviare la solitudine dei malati impossibilitati in questo periodo a ricevere visite, ma anche per dare sostegno umano e spirituale al personale ospedaliero e medico.
Ogni giorno il cappellano ospedaliero celebrerà la messa nel pomeriggio e chi vorrà potrà seguirla grazie al circuito interno dell’ospedale e due mattine la settimana celebrerà per il personale ospedaliero. La sera poi si collegherà via internet con le sue comunità, per la preghiera di compieta della sera, che in questo tempo saranno accompagnate da padre Danilo Salezze e don Renzo Bagarolo. Ai due sacerdoti e alle comunità va la gratitudine per condividere l’impegno di questo tempo.
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-11-02 15:25:532020-11-02 15:25:53Un sacerdote a tempo pieno nell’ospedale Covid di Schiavonia
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Bollettino.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-10-31 11:29:332020-10-31 11:29:33Bollettino valido da Domenica 1 a Domenica 8 Novembre 2020
Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, lunedì 2 novembre, commemorazione dei fedeli defunti, celebrerà la santa messa in cimitero Maggiore a Padova alle ore 15, ricordando in particolare i morti a seguito della pandemia.
«In questo 2 novembre – sottolinea il vescovo Claudio – desidero in particolare ricordare quanti sono morti a causa del Covid-19 e quanti non hanno potuto essere accompagnati dai propri familiari nel momento dell’estremo saluto e della sepoltura. In cimitero Maggiore a nome della Chiesa di Padova celebrerò la Risurrezione di Gesù di fronte a questi segni di morte che sono le nostre tombe».
La celebrazione della santa messa, che seguirà tutte le precauzioni necessarie e le disposizioni decretate in questo tempo di emergenza sanitaria, sarà trasmessa in diretta televisiva grazie alla disponibilità dell’emittente TELENUOVO, sul canale 11 del digitale terrestre, oltre che sul canale YouTube e sul profilo Facebook della Diocesi di Padova, favorendo così un momento di vicinanza e di preghiera comunitario.
Al termine della messa il vescovo Claudio, da solo, si recherà a benedire le tombe dei defunti. In questo tempo, infatti, sono proibite le processioni.
Da parte della Diocesi di Padova c’è l’invito alla massima prudenza e al rispetto di tutte le indicazioni per prevenire il contagio: distanziamento, utilizzo della mascherina, igienizzazione delle mani.
INDULGENZA PLENARIA ESTESA A TUTTO IL MESE DI NOVEMBRE
«L’indulgenza plenaria per quanti visitino un cimitero e preghino per i defunti anche soltanto mentalmente, stabilita di norma solo nei singoli giorni dal 1° all’8 novembre, può essere trasferita ad altri giorni dello stesso mese fino al suo termine. Tali giorni, liberamente scelti dai singoli fedeli, potranno anche essere tra loro disgiunti».
Così la Penitenzieria Apostolica, su “speciale mandato” di Papa Francesco, ha stabilito che quest’anno, per evitare assembramenti laddove fossero proibiti, «l’indulgenza plenaria del 2 novembre – in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti per quanti piamente visitino una chiesa o un oratorio e lì recitino il Padre Nostro e il Credo –, può essere trasferita non solo alla domenica precedente o seguente o al giorno della solennità di Tutti i Santi, ma anche ad un altro giorno del mese di novembre, a libera scelta dei singoli fedeli».
Inoltre per anziani, malati e tutti coloro che, per gravi motivi, non possono uscire di casa, ad esempio a causa di restrizioni imposte dall’autorità competente per il tempo di pandemia, «onde evitare che numerosi fedeli si affollino nei luoghi sacri», il decreto della Penitenzieria Apostolica stabilisce che queste persone «potranno conseguire l’indulgenza plenaria purché, unendosi spiritualmente a tutti gli altri fedeli, distaccati completamente dal peccato e con l’intenzione di ottemperare appena possibile alle tre consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre), davanti a un’immagine di Gesù o della Beata Vergine Maria, recitino pie orazioni per i defunti – ad esempio, le Lodi e i Vespri dell’Ufficio dei Defunti, il Rosario mariano, la Coroncina della Divina Misericordia, altre preghiere per i defunti più care ai fedeli –, o si intrattengano nella lettura meditata di uno dei brani evangelici proposti dalla liturgia dei defunti, o compiano un’opera di misericordia offrendo a Dio i dolori e i disagi della propria vita».
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-10-30 16:49:252020-10-30 16:49:25Il vescovo Claudio celebra la messa in cimitero Maggiore lunedì 2 novembre alle ore 15
la giornata di spiritualità aperta a coppie in attesa di un figlio a causa emergenza Covid è stata sospesa.
Siamo fiduciosi che la SECONDA PROPOSTA : Sabato 10 aprile 2021 possa essere attivata.
Se dovessi scegliere tra tutte le doti quella essenziale da cercare nella persona con cui condividere la vita, direi che la cosa in assoluto più importante è trovare se possibile una persona buona.
Non che siano irrilevanti la bellezza, l’intelligenza, l’intraprendenza, la capacità di avere successo; ma nessuna di queste doti da sola è quella cruciale nella vita comune. Negli anni mi sono convinta che per vivere bene insieme e amarsi ogni giorno da capo, bisogna soprattutto imparare a diventare persone buone. La bontà non è molto di moda, e forse non lo è mai stata: viene percepita infatti come una caratteristica dei perdenti e dei deboli, di quelli che si fanno andare tutto bene pur di non prendere posizione, oppure di chi non è capace di stare dalla propria parte, di difendere e affermare i propri diritti. La bontà sembra dunque una qualità triste, riservata a chi non possiede le altre, ben più interessanti risorse. Inoltre spesso si confondono tra loro la bontà e il buonismo: una sorta di indifferentismo superficiale, compiacente e stucchevole, che non può certo affascinare nessuno.
Ma che cosa vuol dire essere buoni? Romano Guardini, che amo molto e che cito spesso, ci sorprende con questa folgorante definizione: «Un uomo buono è uno che ha buona opinione della vita». Avere una buona opinione della vita non è una cosa banale, perché la maggior parte di noi trova molto più naturale parlare male della vita e averne una cattiva opinione. La vita del resto è piena di difficoltà: limiti, disgrazie, prepotenze, ingiustizie sono all’ordine del giorno; le persone ci feriscono, le cose ci resistono, i contrattempi ci irritano. La cosa più ovvia sembra quella di corazzarsi, adottando difese che sono spesso difese preventive, utili ad evitare di rimanere feriti. A molti poi la vita appare come una promessa non mantenuta; superata l’infanzia, soprattutto oggi così vezzeggiata, e l’adolescenza, soprattutto oggi così de-responsabilizzata, la vita reale con le sue responsabilità e i suoi limiti ci appare deludente e ingiusta: quasi senza accorgerci assumiamo perciò un atteggiamento di credito perenne, che rende il cuore duro e invidioso verso chi ci sembra più favorito.
È proprio qui che entra in gioco la differenza di chi ha il cuore buono: la persona buona, che riesce a mantenere in ogni caso una buona opinione della vita, è in grado di trovare in ogni circostanza il bene che è possibile trovare, sa leggere i doni magari anche piccoli che ogni giorno porta con sé, sa gioire del bene degli altri, sa apprezzare ogni germoglio che vede nascere e lo incoraggia a crescere.
La fiducia che un cuore buono ha verso la vita permette al bene di moltiplicarsi e al male di rimanere confinato, senza dilagare o prendere il sopravvento ; permette di
leggere le ragioni degli altri e di assumere il loro punto di vista, e dunque di provare a perdonare, o almeno a non alimentare mai il rancore.
Il cuore buono ci dispone in modo fondamentalmente positivo di fronte a qualsiasi persona o accadimento, e dunque ci predispone ad essere, per quanto possibile, anche felici.
Avere vicino una persona buona è un dono prezioso: non è difficile amare persone così. Per questo, se desideriamo essere amati, forse la cosa migliore è allenare il nostro cuore a diventare buono; anche ad essere buoni ci si allena: giorno dopo giorno, cercando con cura il bello e il bene che comunque ci passano accanto, predisponendo lo sguardo alla parte positiva degli altri, imparando a far scivolare via il fastidio dei piccoli, grandi contrattempi senza lasciare che ci rovinino la giornata.
E coltivando anche il nostro senso dell’umorismo, che nasce da uno sguardo buono sulla fragilità e stranezza dell’umano: come anche le neuroscienze ci insegnano, una risata fatta di cuore apporta al nostro corpo e alla nostra psiche molti più benefici di tante medicine.
https://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2020/12/Diocesi.png200200adminhttps://www.parrocchiatorreglia.it/wp-content/uploads/2014/05/sacro_cuore_logo.pngadmin2020-10-29 18:04:092020-10-29 18:04:09Il dono di aver vicino una persona buona
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