Tombelle. Accanto a ragazzi e famiglie

A Tombelle il Covid ha bloccato la sagra, ma non il desiderio di essere comunità viva e che cammina unita. Da qui nasce la proposta del centro estivo.

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Sant’Ignazio. Venerdì 31 luglio la festa del patrono

La comunità di Sant’Ignazio di Loyola, a Padova, venerdì 31 luglio celebra la festività del suo patrono con una messa alle 19 e, a seguire, una cena solo su prenotazione.

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Battistero. Opera eccelsa tra arte e fede

Il monumento padovano è dall’Ottocento un cantiere continuo di sperimentazione, che lo ha fatto entrare anche nella storia del restauro. A settembre terminano i restauri degli affreschi di Giusto de’ Menabuoi nel battistero della Cattedrale di Padova. Toccherà poi ad altri interventi strutturali.

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35 anni dalla morte di Padre Ezechiele Ramin. Per sempre dalla parte dei poveri

L’anniversario. 35 anni fa a Cacoal l’assassinio del missionario padovano. Dal 22 al 24 luglio, i confratelli Comboniani organizzano una serie di eventi per ricordarne la testimonianza. Interventi di don Ferdinando Fiscon, mons. Pietro Brazzale e Maria Soave Buscemi. Il martire della carità che ai coetanei diceva: «Abbiate un sogno, il sogno di rendere felice tutta l’umanità».

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Don Lucio Nicoletto e il coronavirus in Amazzonia: “Il peggio deve ancora venire”

Don Lucio Nicoletto, missionario fidei donum della Diocesi di Padova in Brasile, da un anno vicario generale della diocesi amazzonica in Roraima, affida ad un video, pubblicato dal canale Youtube del Centro Missionario Diocesano, la testimonianza di come la Chiesa in Amazzonia stia affrontando l’emergenza sanitaria, ancora ben lungi dall’essere sconfitta in Brasile, e in particolare tra i poveri, gli indigeni e i rifugiati del Nord, in Amazzonia.

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Nomine 2020/05

1. Don Cesare Contarini – Rettore e preside dell’Istituto Barbarigo – è nominato anche parroco di San Lorenzo di Albignasego e coordinatore pastorale delle parrocchie di San Lorenzo, Lion e San Giacomo di Albignasego.

2. Don Mariano Massaro – finora parroco di Pontevigodarzere in Padova – è nominato parroco di Lion e San Giacomo di Albignasego.

3. Don Piero Toniolo – finora parroco di Camponogara e Campoverardo – è nominato collaboratore nelle parrocchie di San Lorenzo, Lion e San Giacomo di Albignasego.

4. Don Massimo Barotto – finora parroco di Borgo San Zeno – è nominato parroco di Pontevigodarzere in Padova.

5. Don Lucio Monetti – parroco di Montagnana (Duomo) e di Borgo Frassine – è nominato anche parroco di Borgo San Zeno di Montagnana.

6. Don Alberto Peron – finora parroco delle parrocchie dell’unità pastorale di Arsiè – è nominato parroco di Camponogara e Campoverardo.

7. Don Giampaolo Assiso – finora collaboratore di Camponogara e Campoverardo – è nominato parroco di Anguillara Veneta.

8. Don Davide Zaffin – finora parroco di Cazzago – è nominato assistente in Seminario Maggiore.

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FIDARSI e AFFIDARSI

TEMPI DURI PER LA FIDUCIA… UN  “GIOCO” CON LE COPPIE FIDANZATE PER VERIFICARE IL GRADO DI FIDUCIA E DI ABBANDONO DI OGNUNO DI ESSI NEI CONFRONTI DEL PARTNER

Sono tempi duri per la fiducia. Non fidarsi più di nessuno è diventato un’abitudine. Regola numero uno: guardarsi le spalle da ladri, truffatori, corrotti e ingannatori di tutti i tipi. I call center, anche quelle di aziende titolate, vendono truffe ben condite; gli anziani sono raggirati in ogni modo; nei rapporti commerciali dobbiamo sempre cercare la fregatura; nei contratti viene fuori la clausola in nota; i rapporti con la pubblica amministrazione o le banche ci mettono inevitabilmente in difficoltà; ciascuno di noi cerca di mettere le mani avanti prevenendo eventuali problemi. Dato che la verità è fluida e il mondo è social, le nostre relazioni ne risultano definitivamente condizionate, in un mondo di fake, di contraffazioni, manipolazioni alterazioni, che ci impediscono di guardare l’altro con occhio limpido , privo di pre-giudizi e pre-comprensioni. Anche i concetti di autorità, di autorevolezza, di credibilità sono minati alla base da falsi profeti e profezie di sventura, al punto che facciamo ormai fatica a credere a qualunque verità, sia essa anche di fede o di scienza, così da ignorare gli avvertimenti sulle conseguenze della nostra imprevidenza. Eppure impera anche una sorta di creduloneria, mascherata abilmente attraverso l’immagine, che ci porta a prestare fiducia alle notizie più improbabili e a conformarci alla moda imperante senza alcuno spirito critico. http://www.ufficiofamiglia.diocesipadova.it/wp-content/uploads/sites/8/2020/07/FIDARSI-e-AFFIDARSI-G.G.-MUSSINO-2-2020.pdf

http://www.ufficiofamiglia.diocesipadova.it/wp-content/uploads/sites/8/2020/07/TRACCIA-REVISIONE-Fam-Domani-2-2020.pdf

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Le suore elisabettine di Villa Immacolata. Sono arrivate un anno prima dell’apertura della casa. 61 le presenze dal 1949

Sono arrivate nel 1949, per “preparare” la casa, come fa una madre. E come una madre la loro presenza è associata al senso di accoglienza, allo stare bene. Sono le suore terziarie francescane Elisabettine che a Villa Immacolata si sono dedicate prima alla gestione pratica della casa e anche a quella economica, ora invece si è fatta più forte la dimensione spirituale. 61 le religiose che hanno prestato servizio dall’anno del loro arrivo a oggi. Ora sono rimaste in tre: suor Agnese Loppoli, la superiora, suor Milva Rossi e suor Giannagnese Terrazzin.

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70 anni di Villa Immacolata (1950-2020)

Sono 70 le candeline che spegne in questo mese di luglio la casa di spiritualità diocesana Villa Immacolata, sul monte Rua a Torreglia (Pd). Era il 16 luglio 1950: in quel giorno partirono i primi esercizi spirituali in quella che nacque come “Casa per gli esercizi spirituali”, grazie alla volontà e alla tenacia dei giovani della Gioventù italiana di Azione cattolica, in sigla GIAC, sostenuti dal vescovo Carlo Agostini prima, alla cui presenza nel 1946 fu posta la prima pietra, e Girolamo Bortignon dopo. Quest’ultimo, pastore della Chiesa di Padova dal 1949, accolse subito il progetto e anzi lo rivisitò perché la casa fosse più ampia e articolata e decretò che tutte le parrocchie contribuissero alla sua realizzazione, vedendo in Villa Immacolata una fucina di spiritualità, di vocazioni, di formazione. Sempre nel 1949 arrivarono le suore Elisabettine, che proprio la scorsa estate hanno celebrato i 70 anni di presenza nella casa: ben 61 sorelle hanno vissuto e vi hanno prestato servizio in questi anni. Il 16 luglio 1950 con l’avvio degli esercizi spirituali ci fu l’inaugurazione della struttura, che poi si completò nel tempo con sacrifici e impegno.

Qui sono passate migliaia e migliaia di giovani, preti, laici, religiosi e religiosi, personaggi illustri (vescovi, cardinali, futuri papi, politici…): dagli esercizi spirituali ai convegni nazionali della Cei, dalle riunioni dei vescovi del Triveneto ai corsi per fidanzati… le esperienze e i volti di Villa Immacolata sono innumerevoli. Tre i direttori che si sono succeduti: il primo mons. Pietro Brazzo (resse la casa per 38 anni, fino al 1988); il secondo mons. Danilo Zanella fu precedentemente economo e vicedirettore di Villa Immacolata e poi direttore dal 1988 al 2007; il terzo, l’attuale, don Federico Giacomin, è alla guida dal 2008.

Per festeggiare questo traguardo Villa Immacolata propone una serata di festa, tutta all’aperto, nel rispetto delle disposizioni di prevenzione sanitaria, qualche giorno in anticipo, martedì 14 luglio, con un momento celebrativo e di ringraziamento con la messa presieduta dal vescovo Claudio Cipolla, alle ore 18.30 seguita dalla consegna della pubblicazione realizzata per l’occasione LXX – Villa Immacolata 1950-2020. All’interno la storia di Casa Villa Immacolata raccontata dal “testimone” e abitante storico, Sante Poggese, che festeggia i 50 anni di presenza ed è una memoria vivente di tutti gli eventi e le persone che hanno vissuto la struttura diocesana di spiritualità. Sante Poggese arrivò a Villa Immacolata ventenne e qui ha lavorato fino alla pensione, ora vi risiede e presta il suo servizio come volontario. La pubblicazione raccoglie poi i ricordi di 12 preti che per ragioni diverse hanno vissuto per periodi più o meno lunghi a Villa Immacolata.

Dopo il momento celebrativo, alle ore 20, il tempo per un “panino all’aperto” e poi la serata di festa si concluderà con lo spettacolo all’aperto (inizio ore 21.30) Lazzaro, vieni dentro!, mistero allegro di Giampiero Pizzol con Carlo Pastori e Marta Martinelli, vincitore dell’edizione 2011 dei Teatri del Sacro.

 

Per essere informati sulle attività di Villa Immacolata o per fruire delle proposte in podcast e della web radio, oltre al sito www.villaimmacolata.net è disponibile anche la App di Villa Immacolata scaricabile sul proprio smartphone.

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