Covid-19 famiglie più consapevoli

Dalla Zuanna e Trincanato  La pandemia non rivoluzionerà relazioni e dinamiche, ma rallenterà ancora la natalità. Lavorare da casa creerà nuovi modelli genitoriali, ma adulti e genitori devono entrare nel dibattio pubblico.   Lavoro e scuola. La mente delle famiglie italiane, in questa fase di incertezza post-quarantena, sembra agitarsi anzitutto attorno a queste due preoccupazioni, tanto per i mesi a venire quanto per i prossimi anni. Lo studio “Le famiglie e l’emergenza Covid-19. Una fotografia attuale”, promosso dal Forum nazionale delle associazioni familiari con Rcs sembra non ammettere dubbi, forte delle 12mila interviste condotte tra il 5 e il 15 giugno (ne abbiamo parlato diffusamente nella prima puntata di questo approfondimento nel numero del 19 luglio).  Un aspetto interessante di quella stessa ricerca, tuttavia, è rappresentato dal riscontro pressochè unanime di come la convivenza forzata abbia migliorato il dialogo tra coniugi, la relazione con i figli e la collaborazione domestica tra i membri dello stesso nucleo. Fattori che smentiscono voci non del tutto fondate di un boom di divorzi a causa del Coronavirus, con l’Italia che ricalcherebbe il sentiero già percorso dalla Cina. Dai dati emergono comunque alcuni interrogativi che meritano di essere indagati. Come questo virus inciderà nella composizione e nelle dinamiche interne delle famiglie italiane? Quali conseguenze constateremo sul piano della già fragile denatalità di casa nostra? Figli, coniugi, nonni: come si regolarizzeranno queste relazioni alla luce di fatti nuovi e inattesi, come l’avvento del cosidetto smart working (più correttamente lavoro da remoto)?

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La Parola biblica in un tempo inedito

La Parola biblica in un tempo inedito è il titolo di quattro incontri on linedal 24 al 27 agosto – promossi dal Settore apostolato biblico (Sab), che opera all’interno dell’Ufficio per l’Annuncio e la Catechesi della Diocesi di Padova.

Ogni incontro sarà proposto alle ore 21 sui canali youtube e facebook della Diocesi di Padova e del settimanale diocesano La Difesa del popolo.

I quattro appuntamenti si terranno nei giorni in cui solitamente si svolgeva la Settimana biblica diocesana, spostata, causa emergenza Covid-19, all’estate 2021. Non una sostituzione ma una nuova proposta che intende, visto il mezzo, raggiungere anche un pubblico più ampio e variegato, credente e non. Un tempo di incontro con la Parola ma anche con il tempo della pandemia – da qui il titolo: La Parola biblica in un tempo inedito – da vivere da qualsiasi luogo.

Ogni incontro interrogherà la Scrittura su una questione che il tempo della “pandemia” ha fatto emergere:

  • lo spaesamento (24 agosto), con don Massimo Grilli, docente emerito della Pontificia facoltà Gregoriana di Roma, che proporrà un intervento dal titolo C’è un tempo per abbracciarsi e un tempo per astenersi dagli abbracci (Qo 3,5);
  • il corpo ferito e il corpo guarito (25 agosto) con Elide Siviero, collaboratrice del Servizio diocesano per il catecumenato di Padova che parlerà sul tema Non li guarì né un’erba né un unguento, ma la tua parola, o Signore, che tutto risana (Sap 16,12);
  • la speranza che non è morta (26 agosto) con il biblista don Carlo Broccardo che rifletterà attorno alla domanda Perché avete paura? (Mc 4,40);
  • la Parola nelle case, in famiglia, nel ritmo quotidiano (26 agosto) con la teologa pastoralista Assunta Steccanella e la riflessione su Lampada ai miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino (Sal 119,115).

Per i partecipanti ci sarà la possibilità di interagire in diretta tramite domande ai relatori via whatsapp al numero 351 6201002 oppure via email all’indirizzo settoreapostolatobiblico@diocesipadova.it

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INSIEME… #nelcuorelaformazione

Sono stati mesi “sospesi”, difficili, imprevedibili… Mesi per sperimentare, insieme, la nostra fragilità, tuttavia, sono stati carichi di attese, di creatività, di attenzione verso ragazzi e genitori, di cura degli altri…

Abbiamo progettato, rallentato, annullato appuntamenti, ma il confronto con le equipe diocesane e le tante risposte di catechisti e accompagnatori alla lettera di maggio, ci incoraggiano a non temere, a proporre ancora momenti di formazione, in alcuni casi cambiando la modalità, per non dimentcarci e “restare ancora più insieme”.

Le proposte, raccolte in questo opuscolo, sono ridotte rispeto agli altri anni, ma offrono quelle opportunità che sono fondamentali per la formazione e la crescita spirituale di catechisti, accompagnatori, educatori, parroci e operatori pastorali coinvolti nel cammino di Iniziazione cristana dei fanciulli e dei ragazzi.

Ci sono dei corsi “recuperati”, che non è stato possibile realizzare nelle date prestabilite, perché eravamo in pieno lockdown, ci sono dei corsi “nuovi” sia per catechisti/educatori dei ragazzi, che per gli accompagnatori dei genitori, altri sono stati rivisti nei contenuti, in modo da adatarli al tempo presente.

Troverete anche la novità di poter seguire alcuni corsi tramite la diretta streaming, invitando le persone della zona a partecipare in presenza e incoraggiando le parrocchie a pensare ad una formazione in sede, approfittando del collegamento su piattaforma.

Di volta in volta verrà dato, nel sito dell’Ufficio diocesano, il link per accedere al canale youtube della Diocesi di Padova e le disposizioni per effetuare il collegamento.

Nel sito ci saranno anche le comunicazioni per i corsi in presenza che, saranno a numero chiuso, con l’obbligo di iscrizione.

Tutto questo per rimanere ancora insieme, come prima e più di prima!

 

Ufficio diocesano per l’annuncio e la catechesi

 

Calendario delle proposte 2020-2021 Ufficio per l’Annuncio e la Catechesi

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Ascolto e indicazioni per l’annuncio e la catechesi: dall’esperienza COVID-19

Come direttori degli uffici catechistici diocesani del Triveneto, ci siamo messi in ascolto di ciò che stiamo vivendo, degli interrogativi che ci vengono posti e offriamo ai vescovi i punti comuni emersi.
Non si tratta di un discorso sull’insieme della pastorale e neppure di semplici proposte pratico-operative, ma di criteri e orientamenti sulla catechesi e più precisamente sull’iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi.

Premessa

Rispetto al nostro servizio di annuncio e catechesi, la pandemia – esperienza che non possiamo ancora dire superata – , ha portato in evidenza ciò che era già in atto. Da anni lamentavamo la scarsa partecipazione alla vita comunitaria, la richiesta dei sacramenti senza la pratica della vita cristiana, il dirsi cristiani più che altro come una convenienza sociologica …
In fase di nuova partenza, alla luce di questi mesi, sarà importante aiutare le persone che incontreremo a riflettere su quanto stiamo vivendo, perché ciò che stiamo sperimentando non sia una semplice parentesi che si chiude e che non lascia nessun segno di una nuova consapevolezza.
Facciamo nostro l’invito dei vescovi della CEDAC (Commissione episcopale Dottrina, Annuncio e Catechesi): “Una lettura pasquale della esperienza della pandemia non può prospettare il semplice ritorno alla situazione di prima, augurandosi di riprendere l’aratro da dove si era stati costretti a lasciarlo. L’esperienza del Venerdì e del Sabato – la permanenza sulla croce e nel sepolcro – non può più essere vissuta dai cristiani come una parentesi da chiudere al più presto: deve, piuttosto, diventare una parenesi, cioè un’esortazione, un invito a maturare un’esistenza diversa” (“È risorto il terzo giorno”, lettura biblico-sapienziale dell’esperienza della pandemia).

Siamo consapevoli che quest’esperienza mette in questione prassi, abitudini, comportamenti ormai consolidati: ci chiede la capacità di uno sguardo nuovo, ma senza dimenticare i passi fatti finora nell’evangelizzazione, nell’annuncio e nella catechesi di iniziazione cristiana, dei giovani e degli adulti. Non possiamo pensare di partire dal nulla: molte e faticose mete raggiunte sono un punto solido di riferimento (ad esempio la convinzione del ruolo centrale che deve avere la vita della comunità, la passione dei catechisti/e e altri operatori pastorali, il coinvolgimento della famiglia, l’accompagnamento di adulti e genitori, i cammini battesimali, …).
Il servizio che vede impegnate le nostre Chiese non è rivolto ad alcuni e non si accontenta di rispondere a chi ci interpella per domande puntuali o cammini di fede, ma si propone che il Vangelo sia annunciato a tutti.

Siamo invitati quindi ad un reale discernimento su più fronti: sul tempo che stiamo vivendo (come kàiros e non solo come fatalità); sulla vita e sulle scelte delle nostre comunità perché siano luoghi di relazioni evangeliche; sul cammino di fede di ciascuno, perché il nostro servizio non si limiti ad assicurare la celebrazione ma possa accompagnare all’incontro con Gesù.

Problematiche emergenti
Dal confronto tra diocesi, emergono alcune problematiche relative al tempo che stiamo vivendo: L’interruzione delle relazioni ordinarie e il vuoto conseguente che va a incidere sul tessuto comunitario con il rischio dell’irrilevanza di quest’ultimo.

    • La frammentarietà delle esperienze vissute nel tempo del lockdown con la conseguenza di legami parziali rispetto alla vita comunitaria.
    • L’eccessiva preoccupazione per la data della celebrazione dei sacramenti di iniziazione cristiana. C’è il rischio di considerare la vita cristiana centrata solo sulla celebrazione dei sacramenti, annullando gli sforzi profusi perché la celebrazione sia parte di un cammino formativo che non si esaurisce ad un momento e che coinvolge più soggetti.
    • La tentazione della delega nell’accompagnamento alla vita cristiana: delega alle famiglie come prime responsabili nella formazione cristiana o delega alle parrocchie come servizio specializzato.
    • La scarsa partecipazione all’Eucaristia domenicale, ulteriormente in calo rispetto al tempo precedente all’emergenza sanitaria. Si intravvede il rischio di una certa indifferenza rispetto all’Eucaristia, momento centrale dell’incontro con il Signore, che va nuovamente valorizzata e motivata.

Criteri
Per il cammino che ci attende ci sembra importante precisare alcuni criteri, assunti dalle esperienze positive registrate proprio in questo tempo di difficoltà. Occorre essere consapevoli che ciò che stiamo vivendo apre delle possibilità per un rinnovamento del volto dell’annuncio e della catechesi.

La cura delle relazioni, cuore dell’annuncio del Vangelo

  • La relazione personale con Cristo, cuore di ogni azione catechistica, si realizza – da sempre – attraverso la comunità cristiana, nell’esperienza individuale e comunitaria. In ordine a questo fine, la comunità cristiana è chiamata a fare rete, ancor più ora, per valorizzare l’incontro e l’essere in cammino insieme. La cura della comunità non si limita a chi partecipa o a chi esprime delle richieste: sarebbe a rischio il nostro essere Chiesa che pur in un contesto di minoranza è chiamata ad aprirsi alle periferie esistenziali.
  • Alcune famiglie hanno sperimentato il loro essere ‘chiesa domestica’ nel tempo del lockdown. Ci è chiesto un atteggiamento capace di valorizzare e di custodire il bene e il nuovo che abbiamo visto emergere nelle nostre case in questi mesi. Siamo consapevoli che la preghiera in famiglia non è stata un’esperienza possibile per tutti, ma riteniamo importante valorizzare la proposta domestica nel rispetto delle differenti situazioni. Non può venir meno il nostro impegno a rivolgere la proposta di fede ad ogni famiglia, non a partire dai nostri schemi, ma offrendo un reale e adeguato (sostenibile) cammino di accompagnamento.
  • I catechisti hanno vissuto questo tempo con timore, ma anche con creatività nell’esprimere la vicinanza alle famiglie a nome della comunità. Resta essenziale la formazione sull’identità del catechista, sullo stile, e sulle nuove sfide che si presentano. Diventa importante aiutare a riflettere sull’identità di questo prezioso servizio e sul coinvolgimento di nuove e differenziate figure che esprimano in modo testimoniale, la cura della comunità cristiana nell’annuncio e nell’accompagnamento alla vita cristiana: pensiamo agli educatori, ai genitori e altre persone della parrocchia che potranno essere coinvolte.
  • L’uso dei social media in questi mesi ci chiede uno sforzo formativo per apprendere ad utilizzare strumenti così protagonisti nel mondo attuale, a servizio dell’annuncio.
  • Il prossimo futuro potrà essere il tempo in cui non delegare ad alcuni il servizio dell’annuncio del Vangelo; si tratta allora di trovare il modo di unire le forze presenti, ciascuno con la propria specificità: singoli, associazioni, movimenti e gruppi. Mentre dovremo immaginare spazi e tempi nuovi nelle comunità cristiane, è il momento per creare vera sinergia e relazione in ciò che ciascuna realtà pastorale offre.

La vita cristiana… attraverso i sacramenti
La celebrazione eucaristica è il cuore della vita dei discepoli del Signore Risorto. Lo stile dell’accompagnamento e dell’accoglienza nasce dall’incontro con il Signore e diventa la capacità di camminare con chi si incontra e di annunciare l’essenziale della fede. Non viviamo la catechesi per rispondere alla richiesta di un sacramento da celebrare, ma per rivolgere a tutte le famiglie e a tutte le persone la buona notizia del Vangelo. È per vivere come discepoli del Signore che si accoglie la Parola, si celebra la fede, si vive il servizio e la comunione nella comunità cristiana e nel territorio.
Questo tempo ci invita a vivere in modo essenziale la proposta della fede: non si tratta né di cercare un’eccessiva semplificazione, né di scadere nell’irrilevanza della formazione cristiana. Siamo spronati a mettere al centro l’essenziale dell’annuncio del Vangelo e di farlo in modo adeguato per il nostro tempo e per gli interrogativi che ci abitano. Non perdiamo l’occasione per mettere al centro l’annuncio del kerygma della fede nel Signore morto e risorto, come ci invita papa Francesco in Evangelii gaudium.
Il discernimento tra comunità e famiglie per la celebrazione dei sacramenti, punto centrale dell’ispirazione catecumenale dell’iniziazione cristiana come indicato in Incontriamo Gesù n. 52, potrà aiutare ad uscire dalla logica dell’assicurare un servizio religioso, per favorire la scelta consapevole della vita della comunità cristiana. Potrà essere il momento di avviare piccoli gruppi di ragazzi e famiglie che camminano nella fede e che insieme alla comunità (preti, catechisti, educatori) riconoscono come vivere la celebrazione dei sacramenti e la partecipazione alla vita della parrocchia.
La necessità di formare piccoli gruppi può diventare un’opportunità e una scelta. Ciò permette di creare relazioni significative con i ragazzi e le famiglie, di non continuare a far coincidere la catechesi con il ritmo e con la scansione scolastica, interrompendo gli automatismi che nel tempo sono diventati dei pesi faticosi da portare. La celebrazione dei sacramenti avvenga nel contesto della domenica, giorno della comunità.

Iniziare alla fede in Gesù Cristo nella comunità è un’esigenza ancora attuale per dare luce
all’esistenza, in un tempo ricco di grandi interrogativi.

I direttori degli uffici catechistici del Triveneto

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Nomine 2020/06

1. Don Massimo De Franceschi – finora parroco di Montà in Padova – è nominato parroco di San Francesco in Padova.

2. Don Armando Cellere – finora parroco di Pozzetto e Ca’ Onorai – è nominato collaboratore della parrocchia di Cassola.

3. Don Michele Majoni – finora vicario parrocchiale di Este (Duomo Santa Tecla) – è nominato parroco di Pozzetto e Ca’ Onorai.

4. Don Luciano Lazzari – finora parroco di Bovolenta – è nominato collaboratore delle parrocchie dell’unità pastorale di Codevigo.

5. Don Lodovico Casaro – finora collaboratore delle parrocchie di Mortise e Cristo Risorto in Padova – è nominato parroco di Bovolenta.

6. Don Fernando Comi – finora parroco di Vigorovea – si ritira dall’incarico di parroco per raggiunti limiti di età.

7. Don Daniele Vignotto – finora parroco di Grumolo Pedemonte e Centrale nell’unità pastorale  di Zugliano – è nominato parroco di Vigorovea con residenza a Legnaro.

8. Don Giuseppe Cavallini – fino a gennaio missionario fidei donum in Brasile – è nominato parroco di Cazzago di Pianiga.

9. Stefano Visintin (OSB) – abate di Praglia – è nominato parroco della parrocchia di Praglia.

10. Antonio Mistrorigo (OSB) è nominato vicario parrocchiale di Praglia.

11. Dario Zardo (ofmcapp) è nominato parroco dell’Olmo in Thiene (p. Luca Trivellato è destinato ad altri incarichi nel suo Ordine).

12. Don Alberto Arzenton – finora vicario parrocchiale di Mejaniga – è nominato vicario parrocchiale di Montagnana (Duomo).

13. Don Eros Bonetto è nominato vicario parrocchiale di Este Santa Tecla (Duomo).

14. Don Luca Gottardo è nominato vicario parrocchiale di Thiene (Duomo).

15. Cristian Capuzzo (ofm) è nominato collaboratore delle parrocchie dell’unità pastorale di Borgo Veneto.

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Ex seminario minore di Tencarola: si è conclusa la vendita

Si è conclusa, nella tarda mattinata di oggi, lunedì 3 agosto 2020, con la firma del rogito, dopo 17 anni dall’inizio delle trattative, la vendita dell’ex seminario minore di Tencarola, nel comune di Selvazzano Dentro (Pd), alla società Trifoglio di Bergamo, per il prezzo di 10 milioni e 700 mila euro.

Una vicenda lunga e complessa, partita nel 2003 con la società Cascina Torre srl di Bergamo.

Per concludere la vendita con il rogito sono passati 17 anni e in mezzo una serie di contatti; un cambio di società acquirente, diventata Trifoglio; una rivisitazione del prezzo in conseguenza della variazioni urbanistiche; un contenzioso fiscale (ancora aperto) con l’amministrazione comunale; ulteriori trattative intercorse negli anni, con la volontà ferma del Seminario di arrivare a una conclusione per utilizzare il ricavato della vendita ai fini di coprire le spese per l’acquisto e la ristrutturazione di quello che è diventato il nuovo Seminario Minore di Rubano e la ristrutturazione degli ambienti destinati alla sede della Facoltà teologica del Triveneto e alla Biblioteca del Seminario.

Una storia lunga, travagliata e complessa a cui finalmente si pone la parola fine.

«Il Seminario una soluzione l’ha sempre cercata – commenta l’attuale rettore mons. Giampaolo Dianin, che ha seguito la vicenda dal 2009 – Abbiamo dato la priorità alla volontà di chiudere soprattutto pensando al bene comune, criterio che ci ha guidato e ci ha fatto accettare anche alcuni sofferti ma inevitabili sacrifici».

fonte:  ufficio stampa diocesano

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Prenotazioni e biglietti on line per Battistero e mostra A nostra immagine

Un nuovo servizio di prenotazione e bigliettazione on line per accedere al Battistero della Cattedrale di Padova e alla mostra “A nostra immagine. Sculture in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio” è diventato operativo in questi giorni.

Con la possibilità, ulteriore, di acquistare on line il biglietto unico per visitare nello stesso giorno il Battistero (con gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi, capolavoro artistico del Trecento padovano), e la mostra dedicata alle sculture in terracotta, nelle gallerie del Palazzo vescovile, sede delle esposizioni temporanee del Museo diocesano.

Il Battistero di Padova, pur essendoci un cantiere di restauro in corso, è visitabile per gruppi, naturalmente contingentati, ed è possibile ammirare il 70% della superficie affrescata. Il sito è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 fino al 27 settembre 2020 (successivamente l’orario sarà dalle 10 alle 18), previa prenotazione online del giorno e dell’orario di visita e pagamento dal sito www.battisteropadova.it

Diversamente, senza prenotazione, è possibile accedere al Battistero solo nei giorni di apertura della mostra A nostra immagine. Sculture in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio, rivolgendosi alla biglietteria dell’attiguo Museo diocesano, in piazza Duomo, nei seguenti orari: giovedì e venerdì con orario 15-19, sabato e domenica con orario 10-13 e 15-19.

Ma le novità non finiscono qui.

Solo nei giorni di apertura della mostra A nostra immagine, è possibile usufruire del biglietto unico di accesso alla mostra (senza alcun obbligo di fascia oraria) e al Battistero (ingresso invece vincolato all’orario per questioni di limite numerico di persone all’interno), sempre con la prenotazione on line, al prezzo di 11 euro (+ contributo di prevendita), dai siti www.battisteropadova.it o www.museodiocesanopadova.it

Il 15 agosto è aperto solo il Battistero della Cattedrale di Padova, con prenotazione on line.

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Calendario diocesano 2020-2021

Nel Calendario diocesano 2020-2021 trovate indicati solo gli appuntamenti essenziali di quest’anno pastorale, in cui siamo inviati a mettere al centro La carità nel tempo della fragilità.

Le proposte diocesane sono più ampie ed articolate e potrete trovarle complete nei siti degli Uffici e Servizi diocesani di riferimento, all’interno del sito della Diocesi.

Rispetto ai percorsi formativi inseriti nel calendario, trovate segnalata solo la data di inizio.

Il calendario potrà essere integrato nei prossimi mesi.

Buon anno pastorale.

 

Don Leopoldo Voltan, Vicario episcopale per la Pastorale

 

Calendario diocesano 2020-2021

 

 

 

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Famiglia e pandemia tra dialogo e povertà

La ricerca L’impatto di Covid-19 sulle famiglie italiane in uno studio promosso dal forum delle associazioni familiari e Rcs.

E’ un futuro dalle tinte fosche quello che dipingono – guardando ai prossimi mesi – i 12mila nuclei familiari che hanno risposto all’indagine promossa dal 5 al 15 giugno dal Forum delle associazioni familiari e da Rcs Sfera Mediagroup. Che cosa preoccupa di più? La possibile perdita del lavoro, l’assotigliamento delle risorse per affrontare il domani, realizzare progetti di vita, offrire un’adeguata istruzione ai figli e vivere al meglio il tempo libero da impegni professionali. I genitori, tutti diplomati o laureati dai 20 ai 59 anni, vedono davanti a sè un peggioramento delle proprie condizioni economiche anche nell’arco dei prossimi tre anni, mentre allargando lo spettro al ventennio a venire, oltre all’aumento della povertà, crescono i timori anche per le condizioni climatiche del pianeta. Ma il lockdown non ha prodotto solo effetti negativi. Sono cresciuti il dialogo, la collaborazione domestica, all’interno delle famiglie si sono rinsaldate le relazioni, specie con i figli. Nel primo dei due approfondimenti sulla famiglia in tempo di Covid, commentiamo questi dati con Adriano Bordignon, direttore del Centro della famiglia di Treviso.

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