Fotografia delle scuole a tre mesi dalla ripartenza

Dodici appuntamenti in videoconferenza per incontrare gli insegnanti di religione in servizio nelle scuole del territorio diocesano: un modo per scattare una foto in questo periodo di emergenza a partire dall’impatto che il lockdown primaverile e la didattica a distanza hanno avuto sui bambini e sui ragazzi.

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Insegnamento della religione cattolica. L’unica materia che si può scegliere

La Chiesa invita genitori e studenti a compiere una scelta pensata e motivata che sia utile alla crescita umana e culturale.

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Un Natale speciale visto dal mondo della scuola

«Cerchiamo gli aspetti favorevoli anche in questo momento»: gli auguri del direttore dell’Ufficio diocesano dell’educazione e della scuola.

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L’omelia di Natale del vescovo Claudio

La celebrazione della Messa di Natale nella notte, quest’anno raggiunge anche tante persone che non hanno potuto partecipare di persona, tramite la televisione, tramite internet. Per me, come per Pasqua, è occasione per farmi presente in tante case dove le chiese domestiche sono radunate nel nome del Signore per celebrare la sua fedeltà: un’immagine e una sede bella per la vita della Chiesa, quella della famiglia.

In molti però sono soli in casa: vorrei rassicurarli che dalla Cattedrale il vescovo prega per loro e con il Vescovo tutta la Chiesa di Padova. Sono uniti i nostri cuori, ci unisce lo stesso Spirito: è lui che ci convoca ad accogliere il Mistero della sua presenza nella nostra storia. Forse ci segue dalla televisione anche qualche ammalato o disabile ai quali in modo particolare va il nostro pensiero.

Il nostro tempo, i nostri spazi, la nostra creaturalità sono la dimora, la mangiatoia, nella quale viene posto il Figlio di Dio. Non ci manca il Signore, non manca nemmeno per coloro che non possono partecipare alle nostre celebrazioni natalizie. Il Signore è fedele e ha posto la sua dimora tra noi, per sempre, stabilmente. Lui non manca. Lui è l’Emmanuele, il Dio con noi.

Questa liturgia, solenne liturgia, nella cattedrale, con il Vescovo vuol essere un solenne segno che quanto Maria, madre di Cristo e immagine della Chiesa, custodisce nel suo cuore, è per noi! È un annuncio sicuro dell’amore di Dio manifestato nella vicenda di Gesù di Nazaret. È il tesoro custodito dalla Chiesa.

Nei secoli scorsi ed anche oggi in altri parti della terra, ci sono esperienze drammatiche come quella del Covid, o forse anche più devastanti del passato, ma il mistero del Natale sempre ci accoglie e sempre ci riscalda il cuore.

Dunque anche quest’anno non è il Signore che si sottrae o che viene meno: ci manca invece il fratello, ci manca l’incontro con gli sguardi degli amici, ci manca la forza della comunione fraterna e della socialità. È per questo sogno di comunione e di fraternità che il Signore è nato per noi, ha camminato sulle nostre strade fino a donare la sua vita perché noi vivessimo nella pace, nella fratellanza, nell’amore reciproco. Ancora oggi il Signore Gesù spezza il pane per noi, ci dona la sua Parola ed effonde il suo Spirito. La sua missione di Figlio di Dio infatti è di realizzare comunione nelle nostre case, nei nostri territori, sulla terra  intera… perché tutti siamo una sola famiglia. Per questo il Signore è venuto.

Quest’anno invece siamo piuttosto dispersi e non saranno certo le trasmissioni televisive o gli streaming a rimediare al nostro desiderio di stringere una mano o di dare un caloroso abbraccio ai nostri cari. Il mio pensiero va agli anziani nelle case di riposo o a chi è ospite di residenze dove è precluso per prudenza l’accesso ai figli, ai nipoti, agli amici… il nostro pensiero va agli ammalati negli ospedali, sentiamo tutti la sofferenza delle distanze fisiche e sociali.

Il Natale 2020 ha di diverso che possiamo accorgerci della mancanza dei fratelli e delle sorelle, delle persone a cui vogliamo bene. Ce ne accorgiamo perché ci sono normative che ci limitano nei movimenti.

Ma da tanto tempo il nostro cammino di uomini e donne occidentali, accanto agli innegabili progressi della scienza e della tecnica, è orientato all’individualismo, al particolarismo così che è stile di vita, è cultura dominante pensare innanzitutto a se stessi, in modo individuale, organizzando le nostre giornate a partire dal nostro interesse chiudendo gli occhi al grido di dolore che tante persone alzano insistentemente verso il nostro occidente. Anche tra noi italiani e padovani ci sono disuguaglianze dovute non a fenomeni naturali ma anche al nostro modo di pensare e alla nostra nuova cultura.  Lo stesso consumismo è figlio di una visione ristretta della vita.

Questo stile ha intaccato anche il mistero del Natale tanto che non pochi cristiani denunciavano, da tempo, i rischi di nascondere il mistero di Grazia e di Amore divini in un confezione fatta e costruita da noi, una confezione fatta di nostri sentimenti e di nostri bisogni: vacanze, spese natalizie, pranzi, viaggi e turismo, rappresentazioni e cori natalizi.

Alcuni giovani in particolare hanno contestato i nostri Natali troppo mondani sperimentandone, dentro la confezione appariscente, il vuoto degli autentici contenuti evangelici.

Ma quest’anno siamo stati “spogliati” di noi stessi: niente sci e vacanze sulla neve, niente pranzi natalizi e feste, anche i regali sono stati ridotti…

Spogliati, abbiamo provato la nostra precarietà, ci sentiamo fragili, sequestrati da un virus invisibile e al momento incontrollabile. Non è Natale, dice qualcuno!

Spogliati delle nostre cose mondane, torniamo a sentire la solitudine e la paura. Proviamo la mancanza degli affetti più cari e della socialità: ci mancano i fratelli! I fratelli sono il dono che ci ha fatto il Signore Gesù. Lui ha reso fratelli anche gli avversari, anche i peccatori, anche gli emarginati… “tutti fratelli”!, diceva san Francesco e ha ripreso papa Francesco.

Togliere la bella atmosfera calorosa che comunque portava il nostro cuore e il nostro pensiero a percepire che qualcosa c’era di grande e di importante, permette di andare al centro del Natale: il Signore viene posto nella mangiatoia, cioè nella nostra solitudine, nelle nostre fragilità, nelle nostre precarietà e da quella mangiatoia segno di povertà e di rifiuto, ci invita a radunarci come fratelli e sorelle. Sta nella mangiatoia, fuori dell’alloggio.

È il Figlio di Dio che scende per amore; è Figlio di Dio che prende posto tra i poveri per innalzarli alla sua dignità di Figlio; è il Signore Gesù che viene a cercarci nelle nostre distrazioni e perdizioni, nelle nostre bassezze. È il Signore Gesù, Dio come il Padre, che opera, che lavora, che si mostra vero Salvatore, vera Luce, vera Pace.

È il Signore Gesù che per amore e solo per amore si fa piccolo per poter essere accolto tra le braccia e nella vita di tutti. Lui è l’Onnipotente che fa sua la nostra creaturalità e la nostra umanità e che per sempre camminerà con noi. Anche nei momenti più difficili.

Forse in questo Natale il Signore ci porta a scoprire un nuovo stile di vita più attento alla preziosità della vita, di ogni vita, in ogni posto della terra.

Buon Natale!

+ Claudio Cipolla, vescovo

Santo Natale 2020

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Lettera del vescovo agli anziani, alle persone non autosufficienti, ai disabili, agli operatori delle Rsa e delle case di cura

Agli anziani, alle persone non autosufficienti, ai disabili e agli operatori delle Rsa e delle case di riposo

Carissime, carissimi,

è con particolare vicinanza e affetto per voi che vivo questo Natale, un po’ particolare per tutti.

È Natale perché celebriamo con fede la presenza del Signore nella nostra vita, presenza preziosa, incoraggiante, apportatrice di speranza e di consolazione soprattutto nei momenti delle difficoltà e delle tragedie. Le celebrazioni ci aiutano ad accogliere, nel cuore e nella concreta situazione in cui ci troviamo, la fede della Chiesa e a vedere la luce della presenza del Signore.

C’è una certezza che mi preme comunicare ed è che il Natale, la presenza del Figlio di Dio nella nostra vita, come uomo che conosce la condizione umana, non dipende da noi e dalle nostre celebrazioni ma da Lui, dal suo amore per ciascuno di noi e per la nostra storia. Egli, il Signore, viene anche se non lo accogliamo, ci vuole bene anche se non lo crediamo.

In questo periodo natalizio, di solito, a portarci consolazione e calore sono le persone più care. Spesso sono trasparenza dell’amore del Signore. Tanti colgono nel ricordo di un nipote, nell’abbraccio di un figlio, nella carezza di un amico o di un famigliare, a volte anche in un semplice biglietto di auguri, un segno di Dio che non si dimentica di noi e che non ci abbandona mai. Per questo si crea un clima caldo, dolce, affettuoso…

Quest’anno non sarà così facile. Però ricordiamoci che non vengono meno gli affetti, ma gli abbracci e l’incontro personale. Come non viene meno la presenza dell’Emmanuele, Dio con noi, nella nostra giornata.

Con questa lettera vorrei anch’io farmi vicino e dirvi che vi vogliamo bene: vi vuole bene il Vescovo, la vostra comunità cristiana, la vostra famiglia. Vi vuole bene il Signore e tutti coloro che già sono in cielo.

Vi vogliamo bene e vi portiamo nel cuore, preghiamo con voi e per voi.

Spero che tutti i sacerdoti invitino le loro comunità a elevare una preghiera per voi.

Pur “bloccati” in una struttura, lì nella casa in cui abitate insieme con altri a causa della vostra età o della malattia, sappiate che tanti si ricorderanno di voi e che appena possibile verranno a trovarvi e ad abbracciarvi. Anche loro, infatti, sentono la vostra mancanza e soffrono l’impossibilità dell’incontro.

Il mio pensiero va anche a quanti servono per professione le residenze in cui siete ospiti: so che si stanno dedicando al loro lavoro ben oltre i doveri professionali e sono molto attenti e preoccupati per la vostra salute. Vorrei ringraziarli e incoraggiarli a vivere il loro servizio rappresentando i famigliari e gli amici e anche le nostre comunità cristiane. Il Natale parla anche a loro: il Signore motiva il loro impegno e dona forza per assolvere il proprio incarico anche nella stanchezza.

Molti operatori sono credenti: li invito allora a dire una preghiera con voi o a darvi una benedizione; loro che possono incontrarvi anche a nome mio. Forse è sufficiente una carezza per parlare di Dio e per dirvi che è nato, anche quest’anno, per ciascuno di noi.

Con affetto Buon Natale

+ Claudio, Vescovo

Santo Natale 2020

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La messa della notte di Natale con il vescovo Claudio in diretta tv e social

Giovedì 24 dicembre, alle ore 20 il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, presiederà la santa messa della notte in basilica Cattedrale a Padova. La celebrazione, necessariamente anticipata nel rispetto delle disposizioni vigenti per la pandemia e per permettere il rientro a casa dei fedeli entro le ore 22, sarà inoltre trasmessa in diretta televisiva sul canale 117 del digitale terrestre (Telenuovo Padova) e sul canale YouTube della Diocesi di Padova.

 

 

Nel giorno di Natale, venerdì 25 dicembre, il vescovo Claudio celebrerà la messa del giorno in alcune parrocchie del Veneziano che vedono i sacerdoti in quarantena, reduci o colpiti dal Covid 19, come segno di vicinanza e di sostegno ai sacerdoti e alle comunità. Celebrerà alle ore 8 nella comunità di Fossò e alle ore 10 a Paluello.

Giovedì 31 dicembre, alle ore 18, in basilica Cattedrale il vescovo Claudio presiederà la celebrazione dei Vespri e il canto del Te Deum.

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Auguri di serene feste

«Solo identificandosi con gli ultimi arrivò ad essere fratello di tutti»,

scrive il Papa parlando di Charles de Foucauld; e poi continua esprimendo un desiderio:

«che Dio ispiri questo ideale in ognuno di noi».

Fratelli tutti, n° 287

È questo l’augurio che ci scambiamo a vicenda nei giorni di Natale, contemplando Dio che sceglie di essere l’ultimo degli ultimi, a Betlemme…

Così da poterci chiamare “fratelli”, ancor di più in questo tempo fragile che tutti stiamo vivendo, affidandoci al Signore che nasce per noi… in noi.

Con riconoscenza!

don Carlo, Silvia e Davide

 

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La preghiera da Natale al Battesimo di Gesù

È disponibile e scaricabile la preghiera da Natale al Battesimo di Gesù: Mi riposo in te – la preghiera della notte per genitori e figli.

Un piccolo strumento per accompagnare un momento di preghiera e raccoglimento da vivere in famiglia, mettendosi in comunione con le famiglie e le comunità parrocchiali.

L’invito è a raccogliersi ogni sera in famiglia per ringraziare, invocare, scegliere piccoli gesti di carità per prepararsi al Natale attorno all’angolo bello della casa, che ci si è abituati a frequentare durante la scorsa Quaresima. Uno spazio adeguatamente preparato e curato.

 

La preghiera da Natale al Battesimo di Gesù
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Gli auguri di Natale del vescovo Claudio

Qualche giorno fa, prima del coprifuoco, sono andato a camminare nelle vie e nelle piazze di Padova. Tutto era fermo, la città era vuota, le attività chiuse.

Il buio silenzioso di queste sere rappresenta alcuni degli stati d’animo che ci abitano in questo tempo di pandemia.

In questo tempo di Covid, nel cuore di tanti anziani, di tante persone che hanno forti preoccupazioni per il lavoro, per la salute e che sono in difficoltà, c’è buio.

Le luci che abbelliscono “magicamente” i palazzi del centro storico a Padova, come in tante altre città d’Italia, cercano di rimediare un pochino a questo buio e a queste preoccupazioni, offrendoci immagini di bellezza e sensazioni di “normalità”. Ma non basta.

È un’altra la luce che stiamo cercando e che questo Natale ci porta, una luce più profonda, quella che illumina il senso della nostra vita, che ci riscalda anche nelle nostre sofferenze. Stiamo cercando una luce che ci sia di consolazione sicura e che ci dia speranza.

Ecco che quest’anno il Natale, al di là di quello che ci sarà concesso per le celebrazioni, sarà un Natale ancora più vero, ancora più importante, perché noi attendiamo questa luce che illumina veramente il nostro cuore, illumina la nostra mente, dà speranza e senso alla nostra vita.

Il Signore Gesù appare come luce, luce nelle tenebre. Attendiamo e accogliamo la sua venuta. Ascoltiamo la sua parola.

Vorrei augurare a tutti voi che il Signore porti, con questa celebrazione del Natale, innanzitutto una forza d’animo capace di reggere anche nelle difficoltà, una forza d’animo che nasca dalla nostra fede in lui e che ci permetta di combattere, di resistere, di mantenere la nostra strada, le nostre certezze. Una forza che ci permetta di scoprire che ci sono sempre nuovi “altri” con i quali stringere relazioni di solidarietà.

Inoltre vorrei chiedere al Signore, in questo Natale, che ci porti serenità in mezzo a tante difficoltà; la serenità è il dono per chi si sa nelle mani del Signore comunque, anche nei momenti difficili, anche nel momento della morte. Anche lo sguardo sereno e il sorriso sono un dono per le persone che sono in angoscia.

Infine vorrei che il Signore ci aiutasse a percepire che la nostra vita non può fermarsi nell’orizzonte limitato di questo tempo.

Noi abbiamo una speranza più grande, noi speriamo in quelle strade che il Signore ci ha aperto, in quella luce che il Signore ci ha offerto per illuminare il nostro cammino.

A tutti auguro “buon Natale” all’insegna di questo dono che accogliamo e che ci porta forza interiore, serenità nell’animo e una speranza che sa guardare lontano, che sa guardare oltre le difficoltà, la sofferenza, le fatiche che stiamo vivendo.

Buon Natale a tutti, il Signore vi porti la sua luce!

+ Claudio Cipolla, vescovo


Di seguito il videomessaggio di auguri del vescovo Claudio Cipolla, per il Santo Natale 2020.

Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, presiederà la santa messa della notte, alle ore 20 di giovedì 24 dicembre, in basilica Cattedrale.

Giovedì 31 dicembre, alle ore 18  in Cattedrale presiederà la celebrazione dei Vespri e il canto del Te Deum.

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