Aggiornamento in merito al DPCM del 13 ottobre 2020

In merito al DPCM del 13 ottobre e da oggi operativo si fa presente che NON SUSSISTONO al momento motivi per sospendere le attività di culto così come abitualmente sostenute negli ultimi mesi e con le opportune misure di sicurezza più volte ribadite.

Il DPCM si sofferma sul “dopo” delle celebrazioni, visto che il riferimento per la Chiesa cattolica – ricorda il testo stesso – sono i protocolli in vigore.

Il DPCM rimanda al protocollo con la CEI del maggio scorso, mentre la CEI e il Comitato Tecnico Scientifico hanno introdotto ulteriori modifiche nel mese di luglio. Ci si attenga, quindi, a quanto già messo in pratica sinora, a meno che non intervengano in questi giorni delle rettifiche specifiche. Un eventuale aggiornamento potrebbe piuttosto avvenire sul fronte dei centri parrocchiali e delle attività connesse: vanno evitare le feste interne, ad esempio, o il calcetto amatoriale.

Il DPCM del 13 ottobre mira a contrastare situazioni non facilmente riconducibili a precise regole di comportamento (tempo libero, spazi liberi, movida …), mentre invece le celebrazioni liturgiche prevedono già precise regole.

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Terrassa Padovana. La Vergine non lascia il santuario: una copia per il restauro decisivo

Terrassa. Per non lasciare i fedeli “orfani” del quadro della Vergine della Misericordia, che ha bisogno di restauro, è stata inaugurata una copia di Annamaria Trevisan.

Leggi il servizio della Difesa del popolo

 

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Eccomi, manda me! Veglia di preghiera missionaria

Venerdì 16 ottobre, alle ore 21, in basilica Cattedrale a Padova si vivrà la Veglia di preghiera missionaria Eccomi, manda me!, presieduta dal vescovo Claudio Cipolla, in cui verrà dato il mandato ai missionarioareligiosi/e, laici, operatori e volontari che hanno accolto l’invito a partire per un servizio ad gentes e verranno ringraziati e accolti quanti sono rientrati in questi mesi dalla terra di missione.

Fra i missionari in partenza c’è un fidei donumdon Mario Gamba, già parroco di Lion e San Giacomo di Albignasego, destinato alla missione in Roraima, Brasile. Mentre tra i religiosi il comboniano padre Alessandro Bedin, destinato al Sudan

Riceveranno, inoltre, la croce missionaria anche 12 operatori di Medici con l’Africa-Cuamm, tra loro: sette medici (Irene Del Rizzo e Simona Richichi in partenza per l’Angola; Monica Uliana ed  Enzo Facci con la moglie Anna Lucchetta in partenza per l’Etiopia; Simone Stefano Finzi con destinazione  Sierra Leone; Filippo Pistolesi in partenza per la Repubblica Centrafricana; Laura Villosio con destinazione Mozambico); una farmacista (Francesca Favaro in partenza per il Sud Sudan), due amministrativi (Ilaria Di Nunzio per il Mozambico e Nicoletta Maffazioli per l’Angola); un capo progetto (Marta Piccolo per l’Angola) e un rappresentante paese  (Alessandra Anafi con il marito Enrico Clores  in partenza per il Sud Sudan).

Durante la Veglia di preghiera missionaria il vescovo Claudio affiderà un mandato anche a coloro che sono rientrati in Diocesi dopo qualche anno in missione, tra cui i fidei donum  don Mariano Dal Ponte e don Sandro Ferretto (rientrati dal Kenya); don Giuseppe Cavallini e Fabiano Brusamento (rientrati dal Brasile); Alessandro Brunone e Francesca Lo Verso (rientrati dall’Ecuador) e la falesia sr Sabrina Cavazzana rientrata dall’Argentina.

 

LA VEGLIA POTRÀ ESSERE SEGUITA ANCHE SUL CANALE YOUTUBE DELLA DIOCESI DI PADOVA

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Ci ha lasciati Silvano Dalla Pietà Zaniolo, tra i primi diaconi della Diocesi

Silvano Dalla Pietà è fra i cinque primi diaconi permanenti della Diocesi di Padova, ordinati l’8 novembre 1987 dal vescovo Filippo Franceschi. Ha aperto la strada di una vocazione ministeriale al tempo ancora più innovativa e imprecisata di quel che sia ancora ai nostri giorni.

Da notare che Silvano, vista la collocazione geografica della sua abitazione e le relazioni che aveva intessute, ha sempre avuto rapporti con le diocesi limitrofe. Col vescovo di Treviso, mons. Mistrorigo, era diventato ministro straordinario della comunione e il vescovo stesso lo avrebbe voluto diacono per la sua diocesi, se non fosse intervenuto il vescovo di Padova Franceschi che gli chiese di pazientare, facendolo poi entrare nel primo gruppo in formazione verso il diaconato.

Silvano nacque a Onara il 30. ottobre 1940; il secondo cognome gli fu aggiunto nel 1964, quando una zia materna volle adottarlo nei modi previsti dalla legge.

A Onara gli furono conferiti i sacramenti dell’iniziazione cristiana. Il matrimonio con l’amata Cesira fu celebrato il 4 maggio 1968 a Santa Croce Bigolina. La coppia ebbe quattro figli: Alessandro (1969), Andrea (1972), Elisabetta (1977) e Alberto (1983).

Silvano frequentò la Scuola agraria, facendo poi tutto l’iter infermieristico presso gli ospedali di Cittadella e Castelfranco fino a diventare responsabile del personale dell’Ulss 13. Il lavoro si concluse a febbraio 1992, permettendogli di dedicarsi molto di più al servizio diaconale, come era suo desiderio. Silvano è stato anche membro per 40 anni dell’Ordine francescano secolare.

In quanto alla formazione per il diaconato permanente importante fu allora il cammino coordinato da monsignor Pietro Brazzale. Si trattò di un percorso in qualche modo pioneristico, connotato dalla fiducia convinta nella bontà del rilancio del diaconato permanente, voluto dal Concilio Vaticano II, per una Chiesa che fosse tutta e sempre più ministeriale.

La prima nomina diaconale è dell’8 novembre 1987 per la parrocchia del Duomo di Cittadella, allora retta da monsignor Luigi Rossi (catechesi e pastorale della sanità).

Fu poi inviato alla parrocchia di San Donato di Cittadella (4 ottobre 1989, parroco don Luciano Vanzan), dove fedelmente ha svolto il servizio diaconale fino a quando le condizioni di salute glielo permisero (2015), sempre disponibile per le celebrazioni festive, l’adorazione mensile, la cura degli ammalati e vari altri servizi, secondo la necessità.

Caratterizzato da uno stile discreto e uomo di poche parole, Silvano ha svolto con passione il suo lavoro di infermiere sentendolo come una vocazione e uno stile di vita. Ha offerto, poi, l’esempio di un diaconato generosamente disponibile e fedele, vivendo una simbiosi virtuosa tra il ministero e la professione.

Come marito, padre e nonno di sei nipoti, è stato amorevole e amato. Negli ultimi anni della sua vita, a causa delle precarie condizioni di salute, è stato circondato da un’attenta e premurosa cura da parte dei famigliari, del nipote Andrea e in particolare della moglie Cesira. Nei vari ricoveri e nella cura quotidiana riservata al suo sposo, Cesira con grande pazienza ed affetto si è rivelata diacona di un diacono, diacona del suo sposo.

Il funerale sarà celebrato nel Duomo di Cittadella dal vescovo Claudio lunedì 12 ottobre, alle ore 16.

 

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Dichiarazione sulla vicenda di don Marino Ruggero

Don Marino Ruggero, ex parroco di San Lorenzo in Roncon di Albignasego (Pd), al termine del procedimento canonico attuato nei suoi confronti, ha accolto la proposta del vescovo Claudio Cipolla di compiere un cammino di formazione e un percorso di rivisitazione personale e spirituale.

In questo tempo – la cui durata e il luogo sono sotto la diretta responsabilità del vescovo – don Marino Ruggero non eserciterà alcun servizio pastorale e sacerdotale, salvo quanto previsto dal diritto canonico in caso di urgente necessità.

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La dichiarazione verrà letta alla comunità cristiana di San Lorenzo di Albignasego durante le messe di questo fine settimana (10-11 ottobre 2020), anticipata da una breve lettera del vescovo Claudio, riportata di seguito.

Carissimi, dopo il percorso di comprensione e di verifica dei fatti da parte del tribunale ecclesiastico è arrivato il momento di informarvi sull’esito del procedimento riguardante don Marino Ruggero. È un passaggio delicato che addolora ancora persone e comunità. Vi esprimo nuovamente la mia vicinanza e la personale condivisione delle sofferenze e fatiche vissute. Certamente ci sarà ancora bisogno di tempo per rimarginare del tutto le ferite e ritrovare pace piena, ma vi chiedo ancora una volta di non demordere nell’impegno per “costruire” e ricostruire relazioni fraterne e amichevoli tra voi e di comporre i fatti con la misericordia e il rispetto per i cammini interiori e umani di ciascuno.

In questi mesi siete stati accompagnati con amore e vicinanza – che so reciproca – da don Giovanni Brusegan, da don Pietro Cervaro e don Lorenzo Celi a cui va la mia riconoscenza. A breve arriverà il nuovo parroco, don Cesare Contarini, che vedrà la collaborazione anche di don Pietro Toniolo, di don Mariano Massaro e di don Pietro Cervaro: insieme potrete sperimentare nuove forme di fraternità anche tra comunità cristiane vicine.

La fiducia e la stima reciproche otterranno dal Signore la benedizione della “gioia dello stare insieme”.

Padova, 10 ottobre 2020

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Testimoni di santità: dal volume 100 santi della carità dei nostri giorni di mons. Mario Morellato

Diario di mons. Giovanni Nervo – tratto dal libro Gemme di carità e giustizia

Quando l’amore profuma di santità: diario e storie di carità quotidiana… da ASCOLTARE

Quando l’amore profuma di santità è un progetto dell’Ufficio comunicazioni sociali della Diocesi di Padova per dare letteralmente voce a mons. Giovanni Nervo e ad altri testimoni di carità, santi e beati della porta accanto, all’interno di un anno pastorale dedicato alla riscoperta della «carità nel tempo della fragilità».

È un progetto di “ascolto” di vite dedicate alla carità.

Ci sarà il Diario di mons. Giovanni Nervo (tratto dal volume Gemme di carità e giustizia. Il racconto di una vita, EDB, 2017), e i Testimoni di carità con il profilo di alcune figure di santi e beati contemporanei che hanno vissuto la carità nel quotidiano. Storie e racconti tratti dal volume 100 santi della carità dei nostri tempi, curato da mons. Mario Morellato per l’Opera della Provvidenza Sant’Antonio.

Il percorso sarà avviato da un videomessaggio del vescovo Claudio e proseguirà fino al giorno di Natale, 25 dicembre 2020, con tre appuntamenti settimanali il mercoledì (mons. Giovanni Nervo si racconta) e nei giorni di lunedì e venerdì (santi e beati, testimoni di carità).

Saranno pochi minuti per scoprire volti e nomi, ma anche per avere stimoli e suggerimenti per una pratica della carità nel quotidiano di ciascuno.

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Liberato padre Pier Luigi Maccalli: due anni di preghiera e apprensione

La Chiesa di Padova, e in particolare il vescovo e il Centro missionario diocesano, gioiscono per la liberazione, in Mali, del missionario della SMA padre Pier Luigi Maccalli e di Nicola Chiacchio. Si esprime gratitudine per quanti si sono adoperati per questa vicenda, che ha tenuto per molto tempo con l’animo sospeso.

Sono stati due anni di apprensione e di vicinanza in particolare alla comunità missionaria della SMA-NSA di Feriole (Pd), dove padre Gigi aveva prestato il suo servizio pastorale dal 1992 al 1998.

La Diocesi di Padova fin dai primi giorni del rapimento aveva esposto all’ingresso del Centro missionario, in via Vescovado, un grande striscione, con la scritta “Liberate padre Gigi!”.

In questi due anni non sono mancate le occasioni di preghiera per la sua salute e liberazione e il ricordo del missionario rapito, non ultima la partecipazione, lo scorso 17 settembre, al rosario e alla messa nel secondo anniversario del suo rapimento, e il ricordo durante la messa e l’assemblea missionaria diocesana di sabato 19 settembre.

Il vescovo Claudio a nome dell’intera Chiesa di Padova esprime la sua gratitudine per la liberazione di padre Gigi e di Nicola Chiacchio; la vicinanza alla comunità missionaria di Feriole e alla SMA e la speranza che si risolvano positivamente quanto prima anche le situazioni di altre persone rapite e che possa terminare questo clima di violenza in terra d’Africa.

 

fonte: ufficio stampa diocesano

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