Festival biblico special 2020: LOGOS. Parlare Pensare Agire

Bloccato dal lockdown, convertito in proposte “extra” dopo la quarantena e durante l’estate, ora il Festival biblico torna con la versione “special 2020” e vede protagonista anche Padova e alcune realtà del territorio diocesano. Con questa edizione, così particolare, nel tempo e nelle modalità, la Diocesi di Padova giunge infatti all’ottavo anno di partecipazione a questo Festival regionale e diffuso che coinvolge varie Diocesi del Veneto: a partire da Vicenza, capofila dalla prima edizione di 16 anni fa, per coinvolgere man mano Padova, Rovigo, Verona e Vittorio Veneto.

L’edizione special 2020 del Festival biblico a Padova è coordinata da don Roberto Ravazzolo e si articola sul tema LOGOS. Parlare Pensare Agire, che verrà sviluppato in tre giorni, dal 18 al 20 settembre, con alcune estensioni il 25 e 26 settembre. «Sotto il grande cappello semantico di Logos – spiegano gli organizzatori – i tre verbi intercettano le modalità di apertura dell’uomo in relazione con l’altro e con il mondo. I diversi linguaggi con cui declinare questa categoria che incrocia l’universo biblico, filosofico, culturale politico-sociale della nostra esistenza. Questa vastità di temi s’intrecciano con un Logos incarnato che ha voluto far parte delle nostre singole incarnazioni ed entrare nella nostra storia e nelle nostre storie».

La maggior parte degli eventi si svolgerà a Padova, ma non mancano appuntamenti nel territorio, in particolare a Candiana, Cittadella, Fiesso d’Artico e Monselice. Le proposte sono le più varie, anche se necessariamente contenute e contingentate nei numeri per cui oggi incontro, sebbene gratuito, prevede necessariamente la prenotazione attraverso eventbrite.

PROGRAMMA E PRENOTAZIONI

Mostre, musica, incontri, conversazioni e letture bibliche, danza, esperienze sensoriali… le iniziative sono varie e coinvolgono sedi particolarmente prestigiose sul piano storico, artistico e spirituale quali – per Padova – le chiese di San Gaetano, del Carmine, di Santa Caterina, di Santa Maria dei Servi, la Cattedrale, il Museo diocesano, il Centro universitario, il centro culturale San Gaetano e fuori città il Duomo di Candiana, il patronato Pio X di Cittadella, Casa Madonnina a Fiesso d’Artico, il rinnovato e appena inaugurato cinema Corallo a Monselice.

Viaggio nel programma del Festival a Padova e territorio

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Viaggio nel programma del Festival biblico edizione special 2020

Il programma, in totale 18 appuntamenti, prende il via venerdì 18 settembre, alle ore 17, nella sala dei Teatini (chiesa di San Gaetano) con il vernissage della mostra di pittura I colori delle parole, e, a seguire, alle ore 18.30, sempre nella chiesa di San Gaetano I sensi della parola, un viaggio dei cinque sensi attraverso la Parola con la performer Isawianne. In serata, alle ore 20.30, in basilica Cattedrale verrà proposto uno degli eventi di punta di questa edizione: lo spettacolo Indagine su Giobbe di Teatro Laterale con la compagnia di lettura Senti Chi Parla! e il coro Caterina Ensemble diretto da Alessandro Kirschner, per la regia di Paolo Caporello su testo di Andrea Panzavolta. Un testo in due movimenti che intreccia da un lato il libro biblico di Giobbe e dall’altro I fratelli Karamazov di Dostoevskij e la storia di Hurbinek, ripresa da La tregua di Primo Levi. Una lettura drammatizzata incastonata nelle interpretazioni musicali del Caterina Ensemble diretto da Alessandro Kirschner, che proporrà brani di Johann Bach, di Antonio Lotti e di Antonio Caldara.

Il Festival biblico riprende sabato 19 settembre con un doppio appuntamento al Museo diocesano: alle ore 10 La parola diventa azione con mons. Dante Carraro, sacerdote e medico e direttore di Medici con l’Africa – Cuamm, Maurizio Trabuio, direttore Fondazione La Casa Onlus; Anna Tarallo, psicologa, e suor Albina Zandonà, direttrice Cucine economiche popolari di Padova; alle ore 11.30 sempre al Museo diocesano si parlerà del bellissimo ciclo di affreschi trecenteschi del Battistero, il cui restauro è in fase ultimativa, con l’incontro dal titolo Immagine e Parola negli affreschi del Battistero. Lettura biblica di Giusto de’ Menabuoi. Intervengono la storica dell’arte Francesca Flores d’Arcais, Nadia Munari e Osvaldo da Pos di Bibbia Aperta, la teologa Isabella Tiveron.

Nel pomeriggio la programmazione riprenderà alle ore 15.30 (con tre turni di un’ora ciascuno) sempre al Museo diocesano con Plasma la Parola. Danza e narrazione a nostra immagine, con Andrea Nante, direttore Museo diocesano di Padova, Laura Pulin, coreografa e regista, e don Giorgio Bezze, direttore Ufficio diocesano Annuncio e catechesi. Alle ore 17.30 ci si sposta alla chiesa di San Gaetano con la presentazione dell’installazione artistica realizzata con le pagine della Sacra Scrittura, Voce in capitolo. La parola si esprime, alla quale interverranno l’artista Anna Piratti e il monaco benedettino e teologo Giorgio Bonaccorso.

A seguire, alle ore 21 nella chiesa del Carmine, sarà il biblista Jean-Louis Ska a proporre una lettura del libro della Genesi dal titolo: Parole ostili e generative nella Bibbia.

Domenica 20 settembre la giornata si aprirà con la meditazione delle ore 9 ospitata nella chiesa di Santa Caterina E vidi… un libro a forma di rotolo con la teologa Isabella Tiveron e la dance movement therapist Paola Varricchio. Alle ore 16 al Centro culturale San Gaetano saranno Franco Marcomini, medico e psicoterapeuta; Adone Brandalise, filosofo e letterato; Danilo Salezze, frate francescano; e Vanna Cerrato, psicoterapeuta, i protagonisti dell’incontro dedicato a Cura e parola. La parola che ascolta.

A seguire – ore 18 nella chiesa di Santa Maria dei Servi – l’Orchestra e Coro della Nova Symphonia Patavina diretti dal maestro Davide Fagherazzi eseguiranno un concerto dedicato a “Le sette ultime parole di Cristo sulla croce” di Franz Joseph Haydn, con l’appuntamento dal titolo Logos e musica. La parola suonata.

La settimana successiva, infine, alle ore 17.30 di sabato 26 settembre al Centro universitario padovano, si terranno la tavola tematica e la restituzione artistica del laboratorio promosso da Teatro Carcere Due Palazzi di Padova, con il regista Gabriele Vacis, il monaco Sabino Chialà e il vicepresidente di Cooperativa Giotto Andrea Basso. Titolo dell’appuntamento Awareness.

In programma anche altri appuntamenti nel territorio della Diocesi di Padova: a Cittadella, venerdì 18 settembre alle ore 20.30, lo spettacolo Anna che sorride alla pioggia con Guido Marangoni; a Fiesso d’Artico sabato 19 settembre alle ore 20.45 La parola che cura e la parola curata. Il Dio guaritore e il Signore compassionevole con Enza Annunziata, oncologa e padre Rinaldo Paganelli, dehoniano docente di catechetica e direttore della Scuola nazionale per formatori all’evangelizzazione e alla catechesi di Siusi; a Candiana domenica 20 settembre alle ore 16 La parola di Dio, dolce più del miele! con il biblista don Gianni Carozza e introduce Maria Caramel.

Tutti gli appuntamenti richiedono la prenotazione obbligatoria, essendo i posti contingentati a causa dell’emergenza sanitaria: https://www.festivalbiblico.it/special/

Il fine settimana successivo tre appuntamenti a Monselice: venerdì 25 settembre, alle ore 21, La Parola che si fa musica e festa. Ho una storia da raccontarti al cinema Corallo con il reading del cantautore Cristiano Turato e la partecipazione di Lucio Montecchio, Davide Penello, Francesco Pisana, Maurizio Vercon e Francesco Turato. Sabato 26 settembre alle ore 17 sempre al cinema Corallo incontro dal titolo Luoghi e parole di una città. Quando le parole narrano e ridefiniscono una città? Con la biblista Lidia Maggi e l’architetto Margherita Petranzan. Infine, alle ore 21: Dal silenzio alla Parola. Tra logos e creatività con il creativo e artista Lorenzo Marini e il biblista don Andrea Albertin.

Per gli appuntamenti di Monselice le prenotazioni si effettuano allo IAT di Monselice: 0429 783026, info@monseliceturismo.it

  

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

www.festivalbiblico.it

prenotazioni: https://www.festivalbiblico.it/special/

Info e segreteria per Padova: padova@festivalbiblico.it

 

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Ripartiamo insieme

Lo scorso 1 settembre la CEI ha prodotto delle linee per la ripartenza delle attività formative con i minori (qui trovate i documenti in allegato). Abbiamo atteso ad inviarli perché l’Ufficio di Pastorale dei Giovani, insieme alle altre Diocesi del Veneto, si sta interfacciando con gli uffici regionali per avere dei chiarimenti sui protocolli da seguire nel nostro contesto. In attesa di nuove indicazioni le linee a cui attenerci per le attività con i minori sono quelle chiarite dal Documento CEI e dalle linee della Regione Veneto in vigore dal 13 giugno 2020 (Ordinanza 59, All 2).

 

https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioOrdinanzaPGR.aspx?id=422301)

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Sei parole chiave per il nuovo anno scolastico

Siamo alla vigilia di un anno scolastico che si presenta già segnato dall’incertezza. Come vescovo mi sento invitato a proporre una parola di speranza a quanti operano e “fanno” la scuola a diverso titolo: famiglie, studenti e tutti coloro che prestano il loro servizio in questo ambito. Una parola che possa aiutare a iniziare bene il nuovo anno, nonostante la complessità della situazione. Una parola che chiama a ulteriore responsabilità quanti sono cristiani: a essi infatti è affidato il Vangelo con la sua carica di speranza che diventa passione e coraggio, di visione del futuro che si fa fedeltà e desiderio, di spirito di collaborazione con tutti e di comunione per costruire il bene.

Ai genitori consegno la parola collaborazione, riprendendone il significato etimologico di “fatica e lavoro condiviso”: la vostra collaborazione con l’istituzione scuola esige il pieno riconoscimento del ruolo complementare che essa svolge rispetto alla prioritaria responsabilità educativa che vi compete e, di conseguenza, il superamento della logica della contrapposizione e della mera pretesa. Per collaborare ci vuole fiducia reciproca, al di là della formale sottoscrizione del patto di corresponsabilità; presenza, non delega; coinvolgimento, non estraneità al progetto educativo. Soprattutto in questo frangente così delicato, siete chiamati a collaborare anche nel rispetto delle indicazioni anti-contagio, sentendovi responsabili non solo della salute dei vostri figli e delle vostre famiglie ma anche dei compagni di classe e degli insegnanti.

Agli studenti dedico la parola desiderio: penso che questa sia la parola giusta per voi, cari ragazzi, sebbene possa sembrarvi distante dalla vostra sensibilità rispetto alla scuola. Ripensando ai mesi di lockdown, sono certo che condividerete questa scelta. Accanto al desiderio di riprendere una vita normale (della quale la scuola è parte importante), vi auguro di nutrire il desiderio di riallacciare relazioni belle e di tornare a imparare con entusiasmo. È significativo che il verbo “studiare” significhi proprio desiderare: che la scuola possa stimolare i vostri interessi, promuovere i vostri talenti, accrescere le vostre conoscenze e aiutarvi a diventare parte di una comunità che chiede la vostra presenza attiva. Aiutatevi reciprocamente anche ad accettare le regole di comportamento che l’emergenza sanitaria impone: certo costano sacrificio ma sono utili a salvaguardare la vostra salute e quella delle persone che vi stanno accanto.

Ai dirigenti, pensando anche a quanto emerso nel corso dell’incontro in video-conferenza del maggio scorso, rivolgo la parola coraggio: ne avete dimostrato molto assumendovi la responsabilità dei compiti che vi sono stati via via affidati in questi mesi e ora arrivate, dopo un’estate di lavoro, a dover ricominciare facendovi carico delle paure, delle fatiche e delle richieste di molti. Posso immaginare quanti problemi giungeranno in queste settimane sopra le vostre scrivanie, quanti pensieri turberanno i vostri sonni e soprattutto il senso di impotenza e di inadeguatezza che avvertirete nell’impossibilità di trovare una soluzione a ogni questione e una risposta a tutti coloro che si rivolgeranno a voi. “Coraggio” è allora anche l’augurio a non lasciarvi cadere le braccia, a non tirarvi indietro, a sopportare con i vostri insegnanti le fatiche, raccontando anche i vostri sentimenti e le vostre preoccupazioni; a riconoscere che da soli non potete fare tutto e che la cosa più importante è tentare di lavorare insieme, condividendo obiettivi e difficoltà.

Agli insegnanti riservo una parola che forse a loro riguardo è abusata e scontata: passione. Ritornate in cattedra (se c’è ancora, visti gli spazi limitati) con il gusto della vostra professione che è anche la vostra vocazione: fate percepire ai vostri alunni che siete lì per loro e che ciò che richiedete anche in modo esigente è perché li stimate e desiderate il loro bene. Che trascorrendo il loro tempo con voi, non sentano noia ma serenità e gusto per le cose che insegnate. Per i colleghi possiate essere dei veri compagni di cammino: oggi più che mai per far fronte alla fatica del momento presente bisogna saper valorizzare ciò che ci unisce al di là delle contrapposizioni e delle divergenze. Siate felici, nonostante tutto, di aver scelto questo lavoro e sentitevi circondati di stima e gratitudine.

In particolare agli insegnanti di religione, con i quali il vescovo ha un legame speciale, affido il mandato di essere testimoni di comunione nell’ambiente scolastico; siate facilitatori nelle relazioni, costruendo reti di fiducia e di rispetto. Al di là dei programmi, certamente importanti, prendetevi ancora più cura dei vostri alunni, specialmente quelli che vivono situazioni di fragilità: tutti, alunni, colleghi e genitori, trovino in voi persone premurose e affidabili, capaci di ascolto e di vera solidarietà.

Al personale amministrativo e ausiliario consegno la parola fedeltà: in questo clima di diffusa incertezza e timore, non sarà semplice svolgere il vostro lavoro con accresciuta responsabilità e costanza. Eppure proprio dal vostro impegno dipenderà il buon esito delle misure messe in campo per garantire il diritto allo studio e la sicurezza di chi abita la scuola. Vi auguro di affrontare con spirito di servizio anche le situazioni più difficili e delicate.

Infine un pensiero per le scuole delle nostre comunità cristiane, le scuole cattoliche e di ispirazione cristiana: rinnovando il mio grazie per la dedizione, oggi ancor più grande, richiesta a chi in esse presta il proprio lavoro o il proprio volontariato, invito a profondere particolare impegno nell’aiutare gli alunni a leggere anche la situazione presente con lo sguardo del Vangelo quale chiave interpretativa degli eventi e proposta di impegno per una vita buona e piena. E alle comunità cristiane di avere attenzione e cura per la scuola tutta e, in particolare, per le scuole cattoliche, dell’infanzia e non solo: non siano “strutture” che il passato e la tradizione ci hanno consegnato ma luoghi significativi per la crescita umana e cristiana dei giovani e spazi di incontro e dialogo per le famiglie, nella condivisione di un progetto educativo che guardi alla persona nella sua interezza e che accompagni all’incontro con una concreta comunità di adulti significativi e credibili.

A tutti il mio ricordo e un pensiero di bene. La pandemia che caratterizza questo 2020 con tutte le sue implicazioni, sanitarie, economiche e sociali ci stimoli a rendere ancor più concreto lo spirito di amore e di carità in tutte le sue declinazioni, il compito più alto che il Signore ci affida: solo così potremo vincere il male (anche quello del virus) con il bene al quale Dio costantemente ci chiama.

Buon Anno scolastico!

+ Claudio, vescovo

 

 

 

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Corso 3° livello: Quale evangelizzatore per le nostre comunità?

Per gli accompagnatori che hanno già alcuni anni di esperienza viene offerta un’occasione per riflettere sia sul modo di annunciare il Vangelo, sia sul ripensare il volto di una comunità parrocchiale che evangelizza, partendo dall’esperienza del lockdown.

– in presenza e su piattaforma –

 

ABANO TERME Cinema Marconi

15 e 17 settembre 2020 

ore 20.30 – 22.30 

max 80 partecipanti

 

VIGONZA centro parrocchiale

22 e 24 settembre 2020 

ore 20.30 – 22.30    

max 70 partecipanti

 

RUBANOcentro parrocchiale

29 settembre e 1 ottobre 2020

ore 20.30 – 22.30 

max 30 partecipanti

 

– costo € 10 per entrambe le possibilità –

 

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Amore e salvezza nella fragilità: un percorso possibile alla luce del Libro di Ester nel vicariato del Conselvano

Anche quest’anno il vicariato del Conselvano propone la Scuola Biblica, suddivisa in serate. Sarà proposto il Libro di Ester, adattandolo al tema pastorale della diocesi La carità nel tempo della fragilità.

Gli incontri si svolgeranno in Duomo a Conselve alle ore 20.45 così da poter garantire la distanza.

Il relatore anche quest’anno sarà il prof. Davide Viadarin.

La quota di partecipazione è di 10,00 € con possibilità di iscrizione presso l’Ufficio Parrocchiale di Conselve (ogni giorno 9.00-12.00) oppure online al link https://forms.gle/8UB2D9MkD5QjXsLu7

Ecco le date e le tematiche trattate:

  • Mercoledì 23 Settembre 2020 RIMETTERE IN CIRCOLO LA FIDUCIA (Est 1,1-2,1-23)
  • Mercoledì 30 Settembre 2020SULLA STESSA BARCA (Est 3,1-4,3)
  • Mercoledì 7 Ottobre 2020SOSPESI TRA PAURE E RESPONSABILITÀ (Est 4,4-17)
  • Mercoledì 14 Ottobre 2020ABBIAMO TUTTI BISOGNO DI SALVEZZA! (Est 7,1-8,17)

NB: Il testo di riferimento è la versione ebraica del testo di Ester

 

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Giornata diocesana per la custodia del creato – domenica 4 ottobre

Vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà”: tre parole che racchiudono la sapienza per vivere felici in una relazione d’armonia con il creato, di equità tra fratelli e d’amore gratuito con Dio. Tre dimensioni che la Diocesi di Padova, attraverso gli Uffici della Pastorale Sociale, della Catechesi, della Famiglia propone di gustare domenica 4 ottobre con l’esperienza di immersione nella natura dei Colli Euganei.

 

 

Per le iscrizioni compila la form sottostante:

Modulo di iscrizione

 

Scarica qui il modulo di autodichiarazione

Scarica qui il modulo di autodichiarazione per minori

Scarica qui il manifesto della Giornata diocesana per la custodia del creato 2020

 

 

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A scuola di cittadinanza. Tra diritti e doveri, regole e libertà

C’è sete di cittadinanza, di “buona educazione”, di ritrovare gli equilibri tra diritti e doveri, regole e libertà. Le domande, quando si parla di cittadinanza e di educazione civica – che torna finalmente di attualità nei programmi scolastici – sono davvero tante.

L’appuntamento annuale, organizzato dall’Ufficio diocesano di Pastorale dell’Educazione e la Scuola della Diocesi di Padova insieme a Fism Padova, pone a tema proprio questo ampio e delicato tema: A scuola di cittadinanza. Tra diritti e doveri, regole e libertà.

Causa Covid-19 cambiano le modalità e la struttura della proposta, che non sarà “in presenza”, ma on line, nella forma del web convegno in quattro appuntamenti distinti che, presi tutti insieme, comporranno un mosaico di letture diverse: antropologica, teologica, giuridica, pedagogica, esperienziale, senza dimenticare l’aspetto testimoniale.

E sempre causa Covid-19 emerge ancor più l’urgenza di questa riflessione e di educare alla responsabilità di essere cittadini e cittadini del mondo.

Quattro le date del web convegno – 3, 17, 31 ottobre e 14 novembre –, sempre di sabato e sempre allo stesso l’orario per la diretta (ore 15-17) che prevede la possibilità di un’interazione con gli ospiti; partecipazione esclusivamente personale su iscrizione al pacchetto completo o ai singoli appuntamenti (chi si iscrive riceverà un codice personali per l’accesso che permetterà anche il tracciamento della presenza per chi è abilitato a ricevere i crediti formativi.

Ogni appuntamento vedrà la partecipazione di due ospiti: al primo è affidata la relazione, all’altro il tratteggio di un testimone significativo per la nascita della Repubblica italiana (rispettivamente: Tina Anselmi, Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, Luigi Gui).

Tra i relatori ci saranno sabato 3 ottobre il vescovo di Belluno-Feltre, mons. Renato Marangoni, chiamato a un approfondimento del tema della libertà (Educare alla libertà: la vera sfida di sempre. Spunti biblico-teologici); sabato 17 ottobre il pedagogista Roberto Farnè (Università di Bologna), per entrare nelle sfide della progettualità educativa dall’infanzia alla maturità (La “buona educazione”); sabato 31 ottobre, il costituzionalista Mario Bertolissi, per cogliere il significato dell’appartenere alla polis (A scuola di cittadinanza. Il valore dell’educazione civica oggi); sabato 14 novembre, il giornalista Paolo Borrometi, impegnato in prima linea nell’impegno per la verità e la giustizia (Exempla Trahunt: come scegliere la strada giusta).

A tratteggiare i testimoni e cogliere l’essenza del loro agire e pensiero saranno rispettivamente Marcella Filippa, storica e presidente della Fondazione Vera Noncentini, autrice del libro Tina Anselmi. La donna della democrazia; Gabriele Pecchioli, presidente Opera per la gioventù Giorgio La Pira; Chiara Tintori, giornalista ed esperta di problematiche socio-politiche per l’insegnamento di Giuseppe Dossetti; Francesco Gui, storico e figlio del padre costituente.

«Diritti e doveri, regole e libertà: tra questi due binomi si trova l’equilibrio tra vocazione e responsabilità alla cittadinanza attiva – si legge nella presentazione del convegno – Ogni sbilanciamento provoca una mancanza di umanità, un limite alla cittadinanza, uno squilibrio sul piano dell’eguale dignità delle persone. Ogni sbilanciamento, come ci ha insegnato Covid-19, rischia, alla fine, di danneggiare chiunque».

Il convegno cercherà di tracciare percorsi, evidenziare potenzialità, recuperare il testimone di una storia che racconta un civismo possibile, offrire strumenti per le giovani generazioni. Un’occasione trasversale, quindi, destinata sì in primis al mondo dell’educazione e della scuola, ma di interesse comune. Per questa ragione la partecipazione è aperta a un pubblico ampio, non esclusivamente scolastico.

Informazioni, programma e iscrizioni su www.fismpadova.it/convegno2020.

Per quanti sono interessati all’intero convegno l’iscrizione va perfezionata entro lunedì 28 settembre 2020. Mentre per i singoli incontri, l’iscrizione è entro il lunedì precedente l’incontro.

 

Scarica il depliant con il programma

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Mater Materia – Madri in dialogo

Una mostra sulle terracotte del Rinascimento, uno scultore contemporaneo, tre voci femminili e un musicista, la possibilità di intersecare linguaggi diversi e intrecciare passato e presente, emozioni e vissuti… Sono questi gli ingredienti di Mater materia – madri in dialogo, la proposta del Museo diocesano di Padova per la sera di sabato 12 settembre 2020.

Un modo nuovo e arricchente per visitare e “vivere” la mostra A nostra immagine. Sculture in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio, che sarà accompagnata dalle voci di tre lettrici (Marilé Angelini, Paola Stradi e Paola Zangirolami) e dai suoni di un musicista (Gian Pietro Pendini), da anni impegnati in una riflessione comune sulla maternità.

Sarà un percorso di lettura tra le sculture, che prende nome dall’installazione di Antonio IevolellaMater materia, appunto – posta come sosta introduttiva alla mostra nelle Gallerie del Palazzo vescovile di Padova, sede delle esposizioni temporanee del Museo diocesano.

Dalle 20 alle 23, di sabato 12 settembre verrà proposta un’esperienza per tre gruppi (ore 20, 21 e 22) di massimo 20 persone.

Oltre alla partecipazione delle lettrici Marilé Angelini, Paola Stradi e Paola Zangirolami e del musicista Gian Pietro Pendini, che daranno voce alla maternità, ci saranno gli interventi dello scultore Antonio Ievolella e del direttore del Museo diocesano, Andrea Nante.

Per partecipare alla serata Mater Materia è necessario prenotare telefonando al numero 049 8226158-159, o scrivendo via email a info@museodiocesanopadova.it, precisando il turno richiesto (ore 20, ore 21, ore 22); sarà poi cura del Museo diocesano confermare la partecipazione.

Un’occasione per vedere o rivedere in modo nuovo la mostra A nostra immagine. Scultura in terracotta del Rinascimento da Donatello a Riccio, aperta al pubblico fino al 27 settembre (giovedì e venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica 10-13 e 15-19).

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