Arcella. C’è un secolo di storia nel vagone degli scout

Sulla targhetta un po’ arrugginita e consumata dal tempo di legge “Officine ferroviarie meridionali. Napoli – 1916”. Ha oltre un secolo di vita ed è una delle curiosità del quartiere Arcella, o meglio della parrocchia di San Lorenzo da Brindisi, in via Perosi. Nel cortiletto c’è un vagone di un treno, utilizzato oggi dal gruppo scout, ma in passato usato come mezzo postale e, probabilmente, trasporto animale. Ma non è tutto: per un lungo periodo c’è stato anche un autobus, anch’esso utilizzato come spazio per stare assieme.

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I robot decidono. Ma non sono persone. I vescovi europei sull’intelligenza artificiale

Gli episcopati europei intervengono con un documento sui rischi etici connessi allo sviluppo dell’intelligenza artificiale in una società segnata da una profonda crisi antropologica.

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Vigodarzere. Parlare di sessualità con Marco e Pippo

Da anni le scuole dell’infanzia del vicariato di Vigodarzere sono protagoniste di un cammino che, passo dopo passo, le ha portate a dotarsi dello stesso statuto e a condividere tutti quegli aspetti gestionali e didattici che potevano essere messi in comune. Questo esempio – la cui bontà è testimoniata dalla partecipazione attesa ai prossimi appuntamenti per le famiglie – viene ora proposto in tutti i vicariati della diocesi.

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Circolo Noi di Stra. Due parole d’ordine: dialogo e collaborazione

Il circolo di San Pietro di Stra ogni anno dà vita a numerose iniziative insieme alle comunità limitrofe, Stra e Paluello.

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Caritas e catechisti insieme a Pontecasale. «Educare alla carità, sforzo cruciale»

Pontecasale. Si conclude il percorso che ha visto operatori Caritas e catechisti formarsi insieme.

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Nasce la nuova Caritas a Fratte di Santa Giustina in Colle. La parrocchia racconta

A Fratte un rinnovo «pressoché totale del consiglio pastorale» ha dato lo spunto per conoscere a fondo annuncio, liturgia e carità, gli ambiti che «costituiscono l’essenza della vita di una comunità cristiana».

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Studenti di Azione cattolica a Montesilvano

Quella del 2019 sarà l’edizione numero sette della Scuola di formazione studenti che il Msac – Movimento studenti di Azione cattolica – vive ogni triennio associativo. Appuntamento quest’anno in Abruzzo, a Montesilvano, dall’8 al 10 marzo. Dal Triveneto oltre cento giovanissimi pronti a partire.

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Assemblea diocesana dei catechisti “La comunità cristiana che genera alla fede: quali responsabilità?”

La comunità cristiana che genera alla fede: quali responsabilità? È questo il tema scelto per l’Assemblea diocesana dei catechisti in programma sabato 23 febbraio dalle 9 alle 12.30 all’Opsa (via della Provvidenza 68) a Sarmeola di Rubano.

La proposta dell’Iniziazione cristiana, ispirata al modello del catecumenato, sta evidenziando le potenzialità, ma anche i limiti di ogni comunità cristiana e ci aiuta a riconoscere ciò che non è abbandonabile per salvare l’essenziale e ad abbandonare ciò che non è essenziale per salvaguardare il tutto. Ci si sta accorgendo che quanto più una comunità è capace di ascoltare e comunicare la Parola di Dio, di curare la preghiera e la celebrazione, di vivere legami fraterni ed essere capace di condivisione con i poveri, tanto più sarà in grado di iniziare alla fede le nuove generazioni e gli adulti che desiderano riavvicinarsi alla fede e alla Chiesa.

Il rinnovamento dell’IC dunque, non è primariamente una sfida catechistica, ma ecclesiologica. Nessun modello di rinnovamento è in grado da solo di rinnovare l’Iniziazione cristiana. Rischia infatti di essere il vino nuovo in otri vecchi. L’otre vecchio è la comunità, o meglio la “non comunità ecclesiale”, la mancanza di un grembo comunitario generativo.

Per approfondire il tema della comunità ci sarà una tavola rotonda con quattro direttori dei rispettivi uffici di pastorale: don Luca Facco (Caritas); don Gianandrea Di Donna (Liturgia); don Silvano Trincanato (Famiglia) e don Paolo Zaramella (Giovani).

Alcune domande e il dialogo con i presenti faciliteranno la riflessione sulle comunità cristiane che continuano a essere luoghi in cui la fede viene generata e tramandata.

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Convegno “Giovani d’oggi, uomini e donne di domani” nel centenario del Barbarigo

Sono tutti ex allievi dell’Istituto Barbarigo! Relatori e moderatore del convegno Giovani d’oggi, uomini e donne di domani hanno esperienze, carriere e professionalità diverse ma un comune denominatore: aver frequentato i percorsi scolastici al Barbarigo.

Si ritroveranno giovedì 21 febbraio, alle ore 18, al Centro culturale Altinate San Gaetano a Padova e nella cornice della mostra storico-fotografica che celebra il Centenario della prestigiosa scuola padovana, nata come collegio per volontà del vescovo Luigi Pellizzo nel 1919 e divenuta nel tempo scuola paritaria diocesana.

Un convegno per parlare di scuola, di formazione, di futuro alle generazioni che oggi frequentano le aule del Barbarigo, per dare ai giovani consigli e suggerimenti su quale scuola scegliere, quali metodi di studio applicare, quali competenze acquisire…

A confrontarsi, moderati dalla giornalista in servizio alla Regione Veneto Margherita Carniello, ci saranno: Carlo Carraro, docente di Scienze ambientali e già rettore all’Università di Venezia; don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa-Cuamm; Massimo Finco, presidente di Assindustria Venetocentro – Padova; Sofia Pavanello, docente di Medicina del Lavoro.

Il convegno accompagna la mostra storico-fotografica Barbarigo cent’anni di gioventù. Un’impronta che lascia il segno dedicata al Centenario dell’Istituto Barbarigo di Padova, che potrà essere visitata fino a domenica 24 febbraio (orario 10-19) nei ballatoi del Centro culturale Altinate San Gaetano.

La mostra, curata nell’allestimento dagli architetti Paola Cattaneo e Marco Rapposelli su progetto grafico coordinato di Proget Studio, propone un percorso attraverso alcune tappe e momenti che raccontano il passato, narrano il presente e guardano al futuro del Barbarigo.

Attraverso documenti, fotografie e oggetti viene, infatti, ripercorsa la storia dell’Istituto Vescovile Barbarigo nelle sue tappe principali, ne viene illustrata l’evoluzione degli spazi, accanto ai volti e alle testimonianze di quanti lo hanno “abitato” in questo secolo, per lavoro, per studio, per “missione” educativa. Non mancano oggetti (registri, pagelle, cimeli, persino libri di preghiere di ex alunni “illustri”) e foto, che narrano aneddoti e vicissitudini. C’è inoltre uno spazio apposito dedicato alla musica con le famose “arpe” del Barbarigo che non possono essere dissociate dal nome di mons. Floriano Riondato (per tutti don Floriano), la cui passione per la musica ha permesso l’introduzione della pratica musicale nel curriculum scolastico della scuola fin dai primi anni Sessanta; la nascita dell’Ensemble Floriana (scuola d’arpa); e la raccolta di una ricchissima collezione di strumenti musicali (un centinaio), che rappresenta un unicum nel panorama delle scuole italiane.

In mostra c’è poi il “presente” dell’Istituto Barbarigo, ancora oggi punto di riferimento educativo e culturale per Padova e provincia. Scuola cattolica, diocesana e paritaria il Barbarigo conta oggi 285 studenti, 51 nel percorso delle scuole di primo grado (con potenziamento musicale) e 234 nelle secondarie di secondo grado che vedono attivi gli indirizzi: liceo classico, liceo scientifico (anche scienze applicate) e istituto tecnico economico. 37 sono gli insegnanti e 12 le persone addette ad altri servizi. Il tutto sotto la guida, dal 2009, del rettore don Cesare Contarini, il settimo dell’Istituto dopo: mons. Giovanni Brunello; mons. Giovanni Augusto Brotto; mons. Antonio Zannoni; mons. Mario Mortin; mons. Francesco Cesaro e don Giancarlo Battistuzzi.

Una fotografia che illustra gli indirizzi, i progetti in essere, le iniziative del Centenario… con uno sguardo verso il futuro, perché come recita il titolo della mostra “Barbarigo, cent’anni di gioventù”, c’è ancora tanta strada da percorrere, studenti e ragazzi da incontrare e aiutare a crescere, compresi i bambini che frequenteranno la scuola dell’infanzia a Dinsho, nella missione diocesana nella prefettura di Robe, in Etiopia, che il Barbarigo sta sostenendo con il “progetto Etiopia”.

In queste settimane la mostra è stata visitata da tantissime persone e numerosi sono stati gli ex allievi o insegnanti che hanno desiderato ripercorrere tratti della propria storia guardano oggetti e foto in mostra. Fino a domenica 24 febbraio è possibile chiedere un percorso accompagnato scrivendo a mostra@barbarigo.edu oppure telefonando al numero 049 8246911.

 

fonte: ufficio stampa della diocesi di Padova

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