Visita pastorale: settima tappa del secondo anno

Settima tappa di questo secondo anno di Visita pastorale per il vescovo Claudio Cipolla che da venerdì 3 a domenica 12 gennaio incontrerà otto comunità parrocchiali che insistono nel territorio di Cittadella e dintorni: Cittadella-Duomo, Ca’ Onorai, Laghi, Onara, Pozzetto, Sant’Anna Morosina, San Donato, Santa Maria di Cittadella.

La visita pastorale è impostata all’insegna dell’esperienza viva della quotidianità e dell’ordinarietà della vita delle parrocchie, a cui il pastore della Chiesa di Padova si presenta come figlio, fratello e padre.

«Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno» (At 15,36) è, infatti, il versetto che accompagna la presenza del vescovo nelle comunità parrocchiali della Diocesi di Padova.

Durante questi giorni il vescovo incontrerà: i preti che operano o risiedono in questo territorio (venerdì 3 gennaio); i referenti dei settori pastorali di tutte le parrocchie (sabato 11 gennaio); i giovani (venerdì 10 gennaio); i consigli per la gestione economica e i consigli pastorali parrocchiali. Tempo sarà dedicato anche alla visita ai malati, alla Casa di Riposo (sabato 4 gennaio)

Tra i momenti comunitari e le celebrazioni presiedute dal vescovo Claudio:

  • venerdì 3 gennaio, celebrazione della messa alle ore 18.30 al Duomo;
  • sabato 4 gennaio, al mattino, alle 8.30, preghiera nella chiesa del Carmine, e alle ore 19 celebrazione della messa a Sant’Anna Morosina;
  • domenica 5 gennaio, celebrazione della santa messa alla ore 10 a Onara, alle ore 19 a Santa Maria;
  • lunedì 6 gennaio, solennità dell’Epifania alle ore 10.30, celebrazione della messa della festa diocesana delle genti nella parrocchia del Duomo di Cittadella; mentre alle ore 15.30 il vescovo Claudio presiederà la messa nella parrocchia di San Donato;
  • venerdì 10 gennaio, a partire dalle 15.30 il vescovo incontrerà la cappellania dell’ospedale e visiterà alcuni reparti e alle ore 17.30 celebrerà la messa nella chiesa dell’ospedale;
  • sabato 11 gennaio, celebrerà la messa alle ore 19 a Laghi;
  • domenica 12 gennaio, alle ore 9.30 celebrerà la messa a Ca’ Onorai e alle ore 18 a Pozzetto.

Ad accompagnare questo percorso di Chiesa e del vescovo, ci sarà il settimanale diocesano la Difesa del popolo che, in collaborazione con l’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, e in sinergia con il sito internet diocesano, sta implementando un “atlante della visita pastorale” dove si possono trovare: una fotografia della realtà territoriale ed ecclesiale di volta in volta visitata dal vescovo; gli articoli che nel tempo sono stati scritti su quella zona; il profilo della parrocchia, accompagnato da cenni storici e artistici, indirizzi, notizie sulla vita religiosa…

Il tutto agli indirizzi:

http://www.diocesipadova.it/la-mappa-interattiva-della-visita-pastorale/

https://www.difesapopolo.it/Visita-pastorale

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Don Lino Verzotto è tornato al Padre

È mancato sabato 28 dicembre 2019 all’Opera della Provvidenza don Lino Verzotto.

Ora anch’io sono sul monte Nebo, come Mosè e il viaggio terreno sta per terminare. Guardo la Terra Promessa con trepidazione, perché l’oscurità e il grande Giudizio incutono timore. Ma questa attesa mi porta anche una gioia ineffabile perché la morte non sarà la perdita dei beni terreni. Anzi: qui, uno alla volta, li perdiamo. In cielo li ritroviamo tutti in Dio. Con l’offerta della vita otteniamo più che non con tutte le sue attività. Ai fratelli e sorelle che sono nel timore auguro di avere familiare il pensiero di una Santa a me tanto cara che, ogni giorno, mi rasserena: «Non è la morte che verrà a cercarmi. È il buon Dio (S. Teresa di Lisieux)».

Così scriveva don Lino a Piovega, nel Foglietto parrocchiale di inizio febbraio 2013, dopo aver ricordato che «il cammino della nostra breve vita sulla terra è come una strada che sale e scende tra le montagne. La percorriamo una sola volta, con poche soste di ristoro e non è permesso tornare indietro». 

Don Lino era nato a Santa Giustina in Colle il 2 ottobre 1936 ed era stato ordinato presbitero l’8 luglio 1962. È naturale ritenere che don Lino, preceduto dal cugino don Giorgio, appartenga alla schiera di preti diocesani e religiosi spuntati in paese a seguito del famoso e triste eccidio, avvenuto il 27 aprile 1945, quando, a pochi giorni dalla conclusione della guerra, furono uccisi diversi civili assieme al parroco e al giovane vicario. Agli occhi delle famiglie e dei bambini del tempo si era resa necessaria una sorta di “sostituzione”.

Il primo incarico di don Lino fu quello di cooperatore a Campolongo Maggiore, dall’agosto 1962 all’agosto 1965, prima di essere inviato come cooperatore per un anno a Peraga. Dal 1966 fino al novembre del 1970 fu, invece, cooperatore ad Arzergrande. In seguito fu nominato parroco di Campoverardo e vi rimase fino all’ottobre 1978, quando gli fu chiesto di portarsi ad Arre, rimanendovi per anni, fino al 1996. L’ultimo incarico di parroco lo ebbe a Piovega, dal 1996 al 2016. Dopo aver rinunciato all’incarico per motivi di età, rimase in canonica a Piovega come collaboratore delle parrocchie di Piove di Sacco. A seguito delle condizioni di salute, era stato accolto all’Opera della Provvidenza qualche settimana fa e proprio a Sarmeola la morte lo ha colto il mattino del 28 gennaio.

Fin dal tempo del Seminario, don Lino è stato caratterizzato da una salute gracile che lo ha condizionato nel ministero, a partire dall’ordinazione, arrivata l’anno successivo rispetto al gruppo di appartenenza, fino agli interventi al cuore di qualche anno fa. Fragile nel fisico, don Lino era persona delicata e cordiale nei rapporti, al tempo stesso schiva e determinata, obbediente e lontana da ogni forma di giudizio. Profondo nelle riflessioni, ha sempre coltivato la fede e la spiritualità sacerdotale, incarnando la figura di un prete generoso che non si esponeva, non si metteva in mostra, ma esercitava il ministero nella concretezza e nella semplicità, attento ai vari compiti di parroco (in particolare la visita ai malati), alle diverse espressioni della pastorale e al territorio. 

Probabilmente il suo modo di essere lo portava a considerare la scrittura un modo utile di raccontarsi e di tenere le relazioni. A questo proposito sono molte opportune le parole da lui scritte per le feste natalizie di dieci anni fa:

Spesso noi manifestiamo il desiderio di essere compresi con l’espressione: “se tu fossi nei miei panni!” Gesù fa di più: è nella mia carne.

In questo Santo Natale mi sento vicino ai sofferenti, ai poveri, ai piccoli, ai deboli. Ho bisogno di tutti e vivo perché mi si dona tutto, anche il sangue. Eppure sento nel cuore la serenità. Dalle altezze di Dio, dopo il viaggio tra le falde del terreno, affiorano i polloni d’acqua limpida.

È tempo di speranza. Non mi sento più legato alle certezze di questo mondo: ciò che vale è l’incontro col Figlio di Dio.

A voi, carissimi parrocchiani, ed agli amici desidero mandare, con le parole dell’apostolo Paolo, questo messaggio natalizio: «Siate sempre lieti!» Dio rivela la sua benevolenza verso i peccatori. Il peccato, peso della coscienza, è scaraventato fuori. In Gesù, Messia e Salvatore, abbiamo l’intermediario divino e umano: l’immagine dell’uomo diventa vera, gioiosa e bella.

Ognuno di noi nella grotta di Betlemme, ritorna a pregare, anche senza parole. Anch’io ho avuto timore, a causa del peccato ma, da quando ho sperimentato che siamo salvati per Grazia, sono in pace e aspetto con desiderio l’incontro gaudioso.

Guardiamoci attorno. In mezzo a malizie e scandali diabolici c’è ancora un regno di bambini, poveri e umili. Dentro e attorno alle nostre case l’innocenza è il tesoro dell’umanità. Con questa luce negli occhi prego ed auguro di cuore, a tutti, siate lieti e Buon Natale!

(Foglietto parrocchiale 20.12.2009-10.01.2010, Siate lieti)

Don Lino ha continuato a dare molto di sé anche a Piovega, affrontando con coraggio la sistemazione della chiesa e delle opere parrocchiali, ma anche edificando una Chiesa fatta di persone. Vanno espressamente ringraziati tutti i parrocchiani che si sono fatti carico della sua persona, sostenendolo nella fragilità fisica, anche nelle ultime settimane di vita, senza lasciarlo mai solo all’Opera della Provvidenza: un esempio di gratitudine e di servizio ricompensato dai sorrisi delicati e buoni che don Lino ancora dispensava.

Il l° gennaio 2010, ho visto l’alba più bella della mia vita. Il giorno prima (31 dicembre) mi avevano portato all’Istituto Codivilla Putti di Cortina. La notte che mi trasporta da un anno all’altro è lunga, ma io dormo poco. Le ombre della notte fuggono, vinte dalla luce che avanza.

Sul cielo limpido un artista gigante pennella la bellezza dell’aurora. Da dietro l’Antelao una fontana di luce, con getti crescenti, conquista il cielo e penetra la valle. Si fondono insieme i toni cenere, azzurro, avorio, rosso e il delicato rosa delle Dolomiti. Sorge il Sole, splendente come uno sposo. La montagna lo attende trepidante, avvolta in un candido manto di neve, bella come una sposa. Lo spettacolo è fascinoso e gratuito, ma la gente dorme. Mi ricordo che Gesù è “luce per illuminare le genti”. II mattino avanza.

(Foglietto parrocchiale 2-16 gennaio 2011, Gesù la luce del mondo)

Le esequie saranno celebrate dal vescovo Claudio martedì 31 dicembre a Piovega, alle ore 10.30 e a Piovega don Lino sarà poi sepolto, secondo le sue volontà.

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Poveri, cuore di tutta la comunità. Molto partecipata l’assemblea annuale di Caritas Padova del 16 novembre

Molto partecipata l’assemblea annuale del 16 novembre. Ai volontari Caritas è stato “affidato” lo slogan “Fare meno, fare meglio, fare insieme”.

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Arte in viaggio…a Napoli!

Dal 12 al 14 giugno 2020 ci trasferiremo nella splendida città partenopea. Sarà un viaggio di formazione nella Napoli nascosta e poco conosciuta, tra segni di storia arte e fede attraverso le catacombe del rione Sanità, il Pio Monte della Misericordia con la celebre opera del Caravaggio, la cappella di san Severo con il Cristo velato, il tesoro di san Gennaro, e le vie caratteristiche di Spaccanapoli, e dei quartieri Spagnoli fino al poggio di Capodimonte…colori, profumi, e testimonianze in una delle città più suggestive e popolari della nostra penisola.

Il viaggio sarà effettuato con il treno alta velocità (Frecciarossa) A/R da Padova a Napoli.

Il costo complessivo del viaggio con visite guidate e ingressi ai musei, sarà c.a. 360€

Preiscrizione indicando nome, cognome, recapiti telefonici, email e parrocchia entro il 19 gennaio 2020 scrivendo a segreteria.catechesi@diocesipadova.it

 

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Natale del Signore: l’omelia del vescovo Claudio

Sarà capitato a tutti di inciampare; e sarà pure successo di inciampare in oggetti di valore.
In qualche racconto o fiaba l’oggetto in cui si inciampa è un tesoro: sarebbe una fortuna o una Grazia molto grande.

Anch’io ho inciampato in questi ultimi giorni di preparazione al Natale in situazioni che non avevo previsto, in cui mi sono trovato.

Sono stato a uno spettacolo realizzato dagli ospiti della divina Provvidenza a Sarmeola. Il ritmo lento del loro incedere, le scene realizzate solo con movimenti del corpo, senza parole; le musiche tranquille mi hanno fatto inciampare nel silenzio. Ho dovuto rallentare i miei pensieri e le mie preoccupazioni e prima subire e poi gustare il silenzio. È stata un’esperienza molto bella, preziosa: un tesoro.

Ho inciampato non solo all’OPSA, dove tornerò domani per la messa del Natale ma anche nei giorni precedenti in gesti, parole e sentimenti che parlavano di amore: ho perdonato e ho anche donato il perdono di Dio; ho ascoltato persone sofferenti nell’anima e nel corpo; ho stretto mani e scambiato baci e abbracci; ho vissuto gesti di vicinanza e di amicizia! Perdonare, ascoltare, accogliere, sorridere, abbracciare sono declinazioni nel quotidiano dell’amore. Niente era calcolato ma non potevo evitare. Ho inciampato nell’amore.

In questi ultimi tempi inoltre mi ha sorpreso il discorso del Papa ad Hiroshima soprattutto quando ha apertamente condannato non solo l’uso ma anche il commercio e la detenzione delle armi nucleari. Non ci pensavo quasi più. Trascinato a speculare su quello che i nostri media ci presentano sul piatto mi ero distratto dal riflettere sui grandi temi del nostro tempo come la Pace e la contraddizione della corsa al riarmo, come i problemi etici legati all’ambiente e alla casa comune, come i problemi connessi al dono della vita dal suo nascere al suo morire. A partire da Hiroshima ho inciampato in questi continui richiami del Santo Padre che mi hanno portato a sentirmi parte di un mondo di cui anch’io per la mia piccola parte sono responsabile.

Ad ogni modo, inciampare mi ha costretto ad aprire gli occhi, ad avere un sussulto di energia!

Passando per le nostre comunità parrocchiali inoltre ho avuto occasione di parlare della Giustizia di Dio, quella Giustizia che vede Gesù come colui che prende sulle sue spalle le ingiustizie e le cattiverie, che si presenta come capro espiatorio di tutto il male e di tutta l’iniquità che sono seminati nel mondo e nel cuore dell’uomo, come possibilità di guardare con speranza al nostro domani e alla dimensione fraterna dell’umanità intera. Vi sono inciampato presentando il mio pastorale ma soprattutto celebrando il sacramento della riconciliazione in una parrocchia della nostra diocesi. Quella di Dio è la vera giustizia fatta di verità e di misericordia, di riabilitazione per i colpevoli e di rispetto e vicinanza per le vittime. 

Inciampare mi ha fatto aprire gli occhi ma mi ha prodotto anche qualche disturbo, un po’ di fastidio o forse dolore: avere davanti agli occhi una persona precisa con un volto e una storia, dover prendere posizione avvicinandosi, toccando risulta esperienza diversa, imprevista, urtante rispetto alle nostre spiritualizzazioni o alle nostre riduzioni commerciali o all’uso a scopo autopromozionale dei nostri tesori: per Natale c’è una corsa ai poveri che assomiglia tanto alla corsa ai regali. Ma talvolta la pietra di inciampo è un tesoro imbrattato di fango e solo se sei costretto lo vedi e lo consideri.

Questa notte vi invito a osservare meglio: stiamo inciampando nella carne di Gesù, il figlio di Dio.

Era Lui il silenzio e nel silenzio, era lui l’amore e nei segni di amore, era lui la Giustizia e nei cammini di giustizia, era lui la Pace e nei costruttori di pace: è lui che urtiamo e nel quale questa notte inciampiamo.

Forse non è immediatamente riconoscibile: è piccolo, in un angolo di una mangiatoia di una stalla, un bambino come tanti altri, figlio di gente di passaggio. 

È possibile? 

Prima di proseguire la nostra strada con le tante lamentele e con le nostre sofferenze a cui non sappiano dare un senso, o prima di continuare la nostra strada distrattamente prestiamo attenzione a questa pietra di inciampo: che non sia la perla preziosa che stiamo cercando e che può dare senso alla nostra vita?

Questa sera facciamo la preghiera di saperci abbassare, umilmente, per raccogliere l’umanità di Gesù fatta di vagiti, di stalla, di estraneità, di fame, di viaggio. 

Con calma come i passi degli ammalati, con gesti concreti e parole degne, con pensieri e interessi nuovi e fraterni avviciniamo al nostro cuore questa pietra contro cui stiamo inciampando. 

Anche il cuore sa vedere e, come i pastori, iniziare un nuovo viaggio anche se è ancora notte.

Ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il mondo: questa pietra in cui abbiamo inciampato era ed è un vero tesoro prezioso: Cristo Signore!     

Buon Natale!

+ Claudio Cipolla, vescovo

 

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Messa nella notte di Natale in stazione Gesù, approdo sicuro, garante dell’umanità

Anche quest’anno, nell’atrio della stazione ferroviaria, sarà celebrata la messa della notte di Natale.

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Azione Cattolica. Gli auguri della presidenza diocesana. “Ci impegniamo a esserci di più e meglio”

Gli auguri della presidenza diocesana Anche nel servizio educativo in associazione, possiamo fare le cose di tutti i giorni in modo straordinario. «Gesù è con voi».

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Azione Cattolica. Spiritualità, un dono per il quotidiano

Mai pensato di regalarsi spiritualità? Non solo in questo preciso momento dell’anno, certo. E non solo con proposte forti ed estemporanee, pur importanti…

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Gli appuntamenti natalizi con il vescovo Claudio

Il vescovo Claudio martedì 24 dicembre, nel pomeriggio celebrerà la messa nel carcere circondariale di Padova, mentre alle ore 23 presiederà la santa messa della Notte del Natale del Signore in basilica Cattedrale a Padova. Al termine sarà messo a disposizione l’audio dell’omelia.

Mercoledì 25 dicembre mons. Cipolla presiederà la messa del Giorno del Santo Natale alle ore 9.30 nella chiesa dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano (Pd), mentre alle ore 12 sarà alle Cucine economiche popolari per mangiare e festeggiare il Natale insieme agli ospiti delle Cucine, agli operatori, alle suore e ai volontari presenti quel giorno.

Martedì 31 dicembre alle ore 16.30, in Cattedrale a Padova, mons. Cipolla celebrerà la messa con il canto del Te Deum.

Lunedì 6 gennaio 2020, Solennità dell’Epifania del Signore, il vescovo Claudio si troverà in visita pastorale (settima tappa del secondo anno) nella parrocchia del Duomo di Cittadella (Pd), dove alle ore 10.30 presiederà la santa messa nella Solennità dell’Epifania con la Festa delle genti diocesana e la partecipazione delle comunità cattoliche di altra madrelingua.

 

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