Archivio per anno: 2022
Don Lorenzo Celi nuovo vicario episcopale per i beni temporali – Don Raffaele Coccato direttore dell’Ufficio missionario
/in Notizie dalla DiocesiÈ tempo di nomine in Diocesi di Padova, come ogni inizio estate arrivano le indicazioni per i cambi dei parroci e di altri ruoli. E stamane, venerdì 17 giugno, in occasione della festa di San Gregorio Barbarigo, in cui il clero padovano si ritrova insieme al vescovo per un momento di incontro che si conclude con la messa e il ricordo dei vari anniversari di ordinazione presbiterale, il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla ha annunciato una prima “tornata” di nomine.
Tra queste ci sono due incarichi che riguardano alcuni ruoli di Curia, compreso quello di uno dei vicari episcopali, nella logica di una rotazione. Se nel 2020 è cambiato il vicario episcopale per il territorio, quest’anno è la volta del vicario episcopale per i beni temporali della Chiesa. Don Gabriele Pipinato – a cui «sono molto riconoscente per il cammino fatto insieme nella nostra Diocesi», ha sottolineato il vescovo Cipolla – dopo nove anni in cui è stato prima economo, a cavallo fra la conclusione dell’episcopato di mons. Mattiazzo e l’inizio di mons. Cipolla, e successivamente vicario episcopale, lascia il testimone, per proseguire il suo ministero pastorale in una parrocchia, a don Lorenzo Celi, finora direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale dell’educazione e della scuola.
Classe 1976, don Lorenzo Celi è originario di Valstagna, prete da 12 anni, con alle spalle una laurea in giurisprudenza alla LUISS e un master in “Etica ed economia d’impresa” alla LUMSA. Dal 2014 ha ricoperto l’incarico di direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale dell’educazione e della scuola. Compito che si aggiungeva all’insegnamento della religione al Barbarigo; alle docenze in Facoltà teologica e all’Issr di Padova; alla presidenza del Cda dell’impresa sociale “Insieme per educare” (2012) e successivamente (2015) di presidente della Fondazione Lanza. In anni più recenti (2018) don Celi diventa anche membro esperto della Consulta per l’educazione, la scuola e l’università della Conferenza episcopale italiana e dal 2021 è presidente del CdA di HUB srl, che ha gestito il Park Hotel Des Dolomites di Borca di Cadore. Incarichi a cui si è accompagnato il servizio pastorale festivo prestato a: Onara, Sant’Elena, Granze, Valstagna, San Lorenzo di Albignasego e, ultimamente, Meggiaro.
Un altro incarico riguarda un ufficio di Curia, precisamente l’Ufficio diocesano di Pastorale della Missione, dove arriva, prendendo il testimone da don Raffaele Gobbi, dallo scorso febbraio rettore del Seminario vescovile, l’attuale parroco dell’unità pastorale di Agna e vicario foraneo del Conselvano, già missionario fidei donum in Kenya, don Raffaele Coccato, classe 1962.
Tra le altre nomine si segnalano:
- don Fabio Moscato che da educatore del Seminario diventa assistente unitario di Azione cattolica, al posto di don Stefano Manzardo;
- don Alessio Rossetto, da prorettore del seminario Minore, in fase di chiusura, diventa coordinatore per la cura dei preti anziani e in situazione di necessità;
- don Maurizio Rigato, all’incarico di biblista della Facoltà Teologica aggiunge quello di educatore del Seminario;
- don Giuseppe Galiazzo, lascia le parrocchie dell’unità pastorale della Guizza per diventa il nuovo parroco dell’unità pastorale di Monteortone (Monteortone, Monterosso e Tramonte);
- don Silvano Trincanato, mantiene l’incarico di direttore dell’Ufficio di pastorale familiare, ed assume anche quello di parroco delle comunità dell’unità pastorale alla Guizza (Bassanello, Guizza, Santa Teresa), dove si trasferiranno, formando una piccola comunità di preti: il biblista e docente alla Fttr e all’Issr don Andrea Albertin e don Giuseppe Toffanello, già direttore spirituale di Casa Sant’Andrea;
- don Marco Galante, parroco di San Giovanni Bosco in Padova, diventa parroco anche di Mandria e Voltabrusegana;
- don Mattia Callegaro, vicario parrocchiale di San Giovanni Bosco, lo diventa anche di Mandria e Voltabrusegana;
- don Lorenzo Voltolin, lascia le parrocchie di Mandria e Voltabrusegana ed è nominato assistente spirituale del “Centro Spiritualità Scout Carceri Giulia Spinello”;
- il benedettino padre Gabriele Pege è stato nominato vicario parrocchiale di Santa Maria Assunta di Praglia;
- don Enrico Piccolo, parroco di Campodarsego, è stato nominato anche amministratore parrocchiale di Sant’Andrea di Campodarsego, dopo la morte di don Roberto Balbo;
Altre nomine saranno perfezionate nelle prossime settimane.
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#dallapartegiustadellastoria
/in Notizie dalla DiocesiUltimo giorno di scuola e primo giorno della campagna per la riforma della cittadinanza italiana, l’8 giugno. Per chiedere che gli 877mila minori stranieri, nati, cresciuti e formati in Italia, ottengano la cittadinanza ben prima del diciottesimo anno di età.
La campagna “Dalla parte giusta della storia” chiede che il Parlamento italiano approvi la riforma della cittadinanza.
Lo slogan “È ora di cittadinanza, tutti diritti a scuola!” fa leva sull’istituzione scolastica, perché “la scuola è uno dei luoghi cruciali da cui far partire una battaglia di civiltà” e “l’iter avviato in Parlamento per il cosiddetto Ius scholae rappresenta l’occasione giusta”.
Sul Corriere della sera del 12 giugno, Severgnini ha buttato là, in modo scanzonato ma vero: “Ius soli, ius culturae, ius fatevobis: inventiamo qualcosa, prima che sia tardi”.
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Master “Diritto delle Migrazioni”
/in Notizie dalla DiocesiSono aperte le iscrizioni al Master “Diritto delle Migrazioni”, che prenderà avvio il 14 aprile 2023 alla SdM · Scuola di Alta Formazione, Università degli Studi di Bergamo.
Giunto alla tredicesima edizione, il Master forma esperti con capacità teoriche e pratiche necessarie per agire con competenza e professionalità nell’ambito specifico e complesso del diritto delle migrazioni – il cui rilievo è fondamentale e crescente nei settori amministrativo, educativo, sociale, della comunicazione, e nelle stesse professioni giuridiche – attraverso l’approfondimento e l’analisi degli strumenti normativi, dottrinali e giurisprudenziali, nonché attraverso l’analisi dei contesti sociali ed economici.
Si avvale della collaborazione delle seguenti organizzazioni internazionali e nazionali: OIM (International Organization for Migration), ICMC (International Catholic Migration Commission) e CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati).
Ha il sostegno della Fondazione Migrantes e di altri Enti per formare, aggiornare e approfondire competenze in un settore sempre più decisivo, dando concretezza alla cultura della legalità nelle direttrici di accogliere, proteggere, promuovere, integrare.
Per gli studenti meritevoli, secondo i parametri definiti dal Comitato scientifico, saranno a disposizione 10 Borse di studio.
Scarica la brochure del Master DIRITTO DELLE MIGRAZIONI 2022-2023
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Indicazioni generali e per la liturgia dopo il 15 giugno 2022
/in Notizie dalla DiocesiA seguito dell’evoluzione della situazione pandemica da COVID-19, in considerazione delle nuove disposizioni statali, della precedente abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo (1 aprile 2022) e della Lettera della Presidenza CEI in data odierna (Prot. 438/2022), vengono date le seguenti indicazioni valide a partire dal 15 giugno 2022.
Indicazioni di carattere generale
- Cessa l’obbligo delle mascherine durante le celebrazioni liturgiche e le attività pastorali (catechesi, incontri di vario genere, attività Caritas, ecc.). Se ne raccomanda tuttavia l’utilizzo al chiuso, in particolare in caso di affollamento.
- Per l’accesso alla Curia diocesana e a Casa Pio X non è necessario essere muniti di mascherina.
Relativamente alle celebrazioni
- È possibile mettere l’acqua lustrale alle porte delle chiese;
- si torni a raccogliere le offerte alla presentazione dei doni;
- si mantengano coperti la patena, la pisside contenente le ostie per i fedeli e il calice;
- si evitino la stretta di mano o l’abbraccio allo scambio di pace;
- i ministri dell’eucaristia (presbiteri, diaconi e laici) continueranno a indossare la mascherina e a igienizzarsi le mani prima di distribuire la Comunione;
- la distribuzione della comunione sia fatta soltanto nella forma processionale;
- la comunione venga distribuita preferibilmente sulla mano. Se in presenza di più ministri e dove possibile, si preveda eventualmente una fila per coloro che desiderano ricevere la comunione sulla bocca, oppure si invitino le persone a collocarsi in fondo alla fila consueta;
- decade per i cori l’obbligo di cantare con la mascherina;
- possono essere utilizzati i sussidi per il canto e la preghiera;
- le unzioni (nella celebrazione dei battesimi, delle cresime, delle ordinazioni e dell’unzione dei malati) possono essere fatte senza l’ausilio di strumenti.
Rimane l’indicazione di:
- igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto;
- amministrare il sacramento della penitenza in luoghi ampi e areati;
- favorire il ricambio dell’aria sempre, specialmente prima e dopo le celebrazioni, con una attenzione particolare alle cappelle e agli oratori. I luoghi sacri, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente;
- non partecipare alle celebrazioni per coloro che avessero sintomi influenzali o fossero sottoposti a isolamento perché positivi al Covid-19.
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Continuiamo a fare strada insieme
/in Notizie dalla DiocesiSi sente ripetere spesso, negli ultimi tempi, un pensiero di papa Francesco: non stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti, ma un cambiamento d’epoca! Penso che non servano tanti commenti; è sotto gli occhi di tutti che la “società cristiana” a cui eravamo abituati (almeno i più adulti tra noi) non c’è più. Forse sotto sotto speriamo ancora che tutto ritorni come prima; ma non succederà. Proprio per rispondere a questo cambiamento epocale, da ormai nove anni la nostra Diocesi ha rinnovato il catechismo, “trasformandolo” in un cammino di iniziazione cristiana (Ic).
Da settembre 2021 abbiamo dedicato le pagine di “Speciale catechesi” proprio a ripercorrere questo cammino; ringraziamo La Difesa del popolo che ci ha ospitati, permettendoci di far conoscere un po’ di più il percorso a tutti, e non solo agli addetti ai lavori. Serviva ritornarci su, dopo quasi dieci anni: per conoscere meglio le tappe del cammino, per ricordarci i motivi che ci hanno spinto a iniziarlo, per non idealizzare il passato (operazione sempre facile, ma realisticamente poco utile).
L’anno pastorale che abbiamo iniziato a settembre è stato caratterizzato anche da una fatica in più: dovevamo recuperare i cocci, perché i mesi di lockdown e poi l’incertezza della ripresa avevano sballato tempi e percorsi dei gruppi di iniziazione cristiana, come di tutto il resto della nostra vita. Abbiamo affrontato la fatica di riprendere; la stanchezza fisica e mentale; un nuovo periodo di complicazioni tra gennaio e febbraio, con la nuova ondata di Covid.
Tutto questo ci aveva portati, fin da settembre, a puntare su due aspetti: da un lato volevamo riprendere con calma sapiente, senza fretta; dall’altro dare spazio all’ascolto e alla cura dei legami. Abbiamo ridotto gli impegni, almeno come ufficio pastorale; abbiamo cercato di non occupare tutti gli spazi, per lasciare alle parrocchie e ai vicariati un tempo in cui ritrovarsi, incontrarsi di nuovo, chiedersi insieme che cosa è importante e che cosa invece si può serenamente lasciare.
A livello diocesano, guardando a questo anno ci accorgiamo che si sono rinforzate alcune collaborazioni con altri uffici, dalla famiglia alla liturgia, passando per Caritas e missioni; senza saltare ecumenismo, pastorale giovanile e Azione cattolica. Il nostro è uno degli uffici pastorali della curia; siamo coordinati da don Leopoldo Voltan, con cui ci confrontiamo costantemente; anche con il vescovo Claudio c’è stato un confronto sereno e puntuale. Lo dico perché è importante sapere che nessuno di noi si inventa la strada: progettiamo insieme, come Diocesi, verso dove andare. Il Sinodo iniziato il 5 giugno ha proprio questo come obiettivo.
Lo slogan di quest’anno era preso dalla storia di Abramo: «E possa tu essere una benedizione» (Gen 12,1-4). Anche se da settembre prenderemo un’altra frase come idea-guida, rimane il desiderio che ciascuno di noi possa essere benedizione per coloro che lo incontrano. È questo il nostro augurio.
don Carlo Broccardo
Speciale catechesi Giugno 2022
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A servizio della libertà: il vescovo Claudio Cipolla dialoga con la rettrice Daniela Mapelli
/in Notizie dalla DiocesiGiornata clou, giovedì 16 giugno, all’interno del ricco programma LIBERAMENTE ideato dalla Pastorale della Cultura e dell’Università (che comprende anche il circuito dei collegi universitari), per celebrare gli 800 anni dell’Università di Padova (1222-2022). Un calendario di iniziative che, partite in primavera, si sviluppano durante tutto l’anno.
Quella di giovedì 16 giugno è una giornata di particolare rilievo: infatti vede realizzarsi in dialogo quello che è lo spirito del percorso LIBERAMENTE, ossia cogliere il costante e continuo rapporto, in questi 800 anni, tra Chiesa di Padova e Università.
E così il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, si troverà a dialogare e confrontarsi, con la magnifica rettrice Daniela Mapelli in un appuntamento dal titolo A servizio della libertà, moderato dalla giornalista Micaela Faggiani. Al centro del confronto: la comune passione per la ricerca e la crescita dell’umano. Il dialogo sarà intervallato da alcuni momenti musicali curati dalla Bottega Tartiniana. L’appuntamento è alle ore 17.30, al Teatro delle Maddalene, in via San Giovanni di Verdara 40 a Padova.
Per partecipare è necessario iscriversi (fino a esaurimento posti), inviando una mail a liberamentechampions@gmail.com
La giornata di giovedì 16 giugno vedrà un altro importante appuntamento, alle ore 21, nella chiesa di Santa Caterina, in via Cesare Battisti 245 a Padova, con il concerto BUON COMPLEANNO UNIPD. Le grandi scoperte, le grandi donne, la grande musica. Il concerto vede protagonistaGiulia Bolcato, soprano che vanta la collaborazione con teatri come La Fenice di Venezia e l’Opera Reale di Stoccolma e l’orchestra Bottega Tartiniana, con il maestro Piero Toso, e Davide Gazzato(liuto e torba) diretti da Giancarlo Rizzi.
Buon compleanno UNIPD vuole essere un omaggio agli 800 anni dell’Università ed è pensato per raccontare due vicende straordinarie per l’Ateneo patavino e per la città di Padova. Da un lato la scoperta dei satelliti di Giove da parte di Galileo Galilei, che dà inizio all’astronomia moderna, e dall’altra ricordare la prima donna laureata, Elena Lucrezia Piscopia Corner, a cui è dedicato un importante sito morfologico sul pianeta femminile per eccellenza: Venere.
La musica si snoderà tra i grandi autori del ‘700 veneto con musiche che hanno per tema da un lato i pianeti e la loro armonia, come nella composizione di Antonio Caldara “La Concordia dei pianeti”, dall’altro compositrici al femminile, come Maddalena Sirmen Lombardini, violinista del tempo di Mozart che aveva studiato proprio a Padova con Tartini. Proprio la figura di Tartini, fondamentale per la città di Padova e per la musica europea, sepolto nella chiesa di Santa Caterina, completa il programma della serata.
Durante il concerto interverrà Piero Martin, professore di fisica sperimentale al dipartimento di fisica e astronomia.
Il programma LIBERAMENTE, entro cui si collocano questi due appuntamenti, ha il patrocinio del Comune di Padova e dell’Ufficio per la Scuola e l’Università della Conferenza episcopale italiana, e s’inserisce nell’ambito delle iniziative delle celebrazioni degli 800 anni dell’Università degli Studi di Padova.
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IL SIGNORE CI DONI PACE!
/in Notizie dalla DiocesiCarissimi fratelli e sorelle, in questo giorno di festa per la Chiesa di Padova, in cui ricordiamo solennemente Sant’Antonio, desideriamo condividere con tutti voi questo messaggio di augurio e di reciproco affidamento al Signore. È festa non solo per Padova, ma anche per tutti coloro che, provenienti da tutto il mondo, si fanno pellegrini presso la Basilica del Santo; oppure si uniscono in preghiera dalle loro case; a tutti sono rivolte queste parole di fiducia e d’incoraggiamento.
Sant’Antonio di Padova è conosciuto in tutto il mondo per i segni prodigiosi che, sin da quando era in vita, si sono verificati grazie alla sua intercessione. Ci sembra che il primo segno che ancora oggi continua ad attuarsi sia proprio la comune manifestazione di affetto che si stringe attorno a lui. Nonostante il trascorrere dei secoli, continua a zampillare la sorgente di devozione nei confronti di Sant’Antonio e tantissime persone si trovano fianco a fianco pur non conoscendosi, ispirate dai medesimi sentimenti. La Chiesa è anche questo, popolo di fedeli che, dalle più diverse parti della terra, tessono fili di comunione, innalzano lodi al Signore, trovano forza e slancio per pregare. Un «prodigio di coralità»: ecco ciò che ci meraviglia sempre. Sant’Antonio ci ricorda che non si può essere cristiani da soli; che i discepoli e le discepole di Gesù fanno famiglia, fanno comunità.
Altra ragione di stupore è poter constatare l’incessante pellegrinare di moltissime persone che si mettono in viaggio, che spesso percorrono lunghi tragitti a piedi e che lungo il loro cammino pregano, si confidano vicendevolmente, si scambiano sogni e timori. Camminare: questo è un tratto quanto mai suggestivo dell’esperienza credente. Nessuno è mai arrivato alla meta una volta per tutte; sempre si può ricominciare, ripartire; sempre si annunciano a noi promesse che meritano di essere ulteriormente accolte, per riprendere il pellegrinaggio. Il cammino ci ricorda esattamente questo: che, per quanti errori noi possiamo aver compiuto, sempre ci sarà data la possibilità di risollevarci. Ma ci dice anche che, per quanto noi possiamo arrivare lontani, il Signore saprà spingerci oltre, attirarci a sé con il fascino della sua bontà; ci solleciterà a metterci sulle sue tracce senza stancarci mai. Pellegrini e – perché no? – esploratori curiosi: così desideriamo essere, uomini e donne animati dalla speranza.
«Popolo» e «viaggio», dunque. Coralità e cammino! Sono esattamente i due «poli» a cui desidera dar voce il dinamismo sinodale che sta vivendo anche questa nostra Chiesa di Padova. Siamo invitati ad iniziare un percorso di discernimento che aiuterà la nostra comunità diocesana a vivere più intensamente la missione che il Signore ci ha affidato. Nella lettera di indizione ci è stato ricordato che non si tratta di fare cose nuove, ma di rendere nuove tutte le cose (cfr Ap 21,5), cioè di dare un’anima a ciò che facciamo per il Signore, con quella freschezza e semplicità che il Vangelo esige e che deriva dal rimanere in Lui con gioia. Questa è la missione della Chiesa! Lo abbiamo ormai scoperto, ma desideriamo evidenziarlo ancora: indipendentemente dai «risultati» che si potranno raggiungere attraverso il Sinodo, un frutto buono lo possiamo già assaporare agli inizi: camminare insieme è già segno luminoso di Vangelo. È già un trasparente atto di fede, perché esprime la nostra fiducia nello Spirito di Dio che, sin dalle origini della Chiesa, ha parlato a comunità raccolte in preghiera, o radunate per capire e compiere decisioni. Quanto più saranno le voci a cui sarà dato diritto di cittadinanza, tanto maggiori saranno le «garanzie» che è lo Spirito del Signore a parlare, a farsi presente. Per questo ringraziamo il Signore!
Ci piacerebbe che anche in noi, nelle nostre comunità e famiglie riprendesse vigore, almeno un po’ di vigore, qualcosa di ciò che ardeva nel cuore di Sant’Antonio: il suo amore infinitamente grato per il Signore Gesù. Questo è stato costantemente il suo tesoro più grande, la sua passione dominante: rimanere fedelmente attaccato a Gesù, nell’intimità di un’amicizia bellissima e vitale con lui; e risvegliare in coloro che incontrava la medesima aspirazione a vivere, con il Salvatore, un rapporto profondo e vero.
Non possiamo inoltre dimenticare come la potentissima parola di Sant’Antonio si sia sempre espressa con mirabile onestà e potenza. Ci raccontano i suoi primi biografi che, quale vero discepolo di San Francesco d’Assisi, amava l’agire più che il parlare: si faceva «compagno degli umili molto volentieri, piuttosto che assidersi sulla cattedra di maestro». Ciononostante non ha mai rinunciato a predicare il Vangelo, consapevole di come una parola efficace sia in grado di risvegliare le coscienze, di illuminare i cuori. «Nessuna adulazione di favore umano riusciva a carezzarlo; ma parlando ai grandi e agli umili riusciva a colpire ciascuno in giusta misura con la freccia della verità». Possiamo certamente pensare che la parola di Sant’Antonio fosse tanto efficace anche a motivo della sua coerenza; prima di parlare, agiva. Ed è assai nota la sua affermazione: «Cessino, vi prego, le parole; parlino le opere».
Desideriamo chiedere al Signore che ancora oggi possano innalzarsi tante voci come quella di Antonio. Non smaniose di esibirsi o di avere ragione, ma animate dall’intimo desiderio di consolare, benedire, sostenere passi vacillanti, ridestare sogni di pace.
La pace! Come non chiedere questo dono, oggi? Chiediamo a Sant’Antonio di intercedere presso il Signore affinché ogni terra martoriata dalla violenza possa essere visitata dalla pace. Sono tante le popolazioni che soffrono: o perché minacciate quotidianamente dalle armi, o perché scandalosamente sfruttate dai potenti, o perché dimenticate nell’indifferenza, lasciate in balìa di ostilità distruttive, in preda a forze che sembrano inarrestabili. Manda, o Signore il tuo angelo di pace!
Ma vogliamo, con tutte le forze, iniziare noi per primi a deporre le armi delle competizioni, delle maldicenze velenose, delle sciocche rivendicazioni, dei ciechi arrivismi. Che Sant’Antonio ridesti ogni nostra energia addormentata affinché possiamo rendere più bella la vita degli altri, alleggerire il peso che grava sulle spalle delle persone che incontriamo ogni giorno; ci aiuti a gettare ponti di comunione, a sciogliere ogni durezza, a tendere mani accoglienti.
Sant’Antonio: inquietaci almeno un poco e rendici fratelli e sorelle coraggiosamente fantasiosi nell’intuire inedite strategie di riconciliazione laddove sembra inutile ogni sforzo di pace. Sia questo, oggi, il tuo «miracolo» più grande e più bello: la pace! Conta su di noi!
+ Claudio Cipolla,Vescovo di Padova Fra Antonio Ramina, Rettore della Basilica del Santo
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«Prese il pane, rese grazie» Il tutto nel frammento
/in Notizie dalla DiocesiL’arrivo del messaggio dei vescovi italiani per la 17ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato (1 settembre 2022) e per il tempo del Creato (1° settembre – 4 ottobre 2022), che quest’anno ha come tema «Prese il pane, rese grazie» (Lc 22,19) Il tutto nel frammento, ci porta a riflettere in modo sapiente sui nostri giorni e ci è occasione per segnare in agenda la data della Giornata diocesana del Creato che vivremo domenica 25 settembre a Caltrano (VI).
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Contatti Luvigliano
Via dei Vescovi 7
35038 Luvigliano di Torreglia (Padova)
Telefono fisso: +39 049 521 10 81
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