Don Antonio Barbierato ha raggiunto la pace

Nel pomeriggio di venerdì 15 aprile 2022, venerdì santo, don Antonio Barbierato è deceduto presso il reparto di terapia intensiva del Centro Gallucci di Padova. Le esequie saranno celebrate dal Vescovo Claudio mercoledì 20 aprile nella chiesa del Seminario maggiore, alle ore 15.30.

Don Antonio Barbierato (Santa Margherita d’Adige 8.02.1933 – Padova 15.04.2022)

Don Antonio Barbierato di Aldo e Silvia Masin, nasce a Santa Margherita d’Adige l’8 febbraio 1933 e viene ordinato presbitero il 14 luglio 1957.

Viene inizialmente inviato nella parrocchia cittadina di Torre come cooperatore, prima di essere chiamato due anni dopo in Seminario maggiore come addetto all’amministrazione, accanto a mons. Luigi Cipelli, di cui diventa successore nel 1981. Nel 1960 inizia la collaborazione festiva con la parrocchia di Cadoneghe che non sarebbe mai venuta meno nel corso degli anni e fino alla fine.
Nel 1960 è anche nominato direttore della Tipografia Antoniana, amministratore del settimanale La difesa del popolo e presidente dell’Associazione Universale di S. Antonio (AUSA).

(L’AUSA era stata fondata nel 1886 dal presbitero diocesano don Antonio Locatelli con le finalità di curare l’evangelizzazione, la carità e la cultura religiosa sull’esempio e con l’aiuto di sant’Antonio. Per sostenere le finalità e le tante opere, nel 1888 era poi stata fondato il periodico Il Santo dei miracoli).

Nell’aprile del 1981 è amministratore del Seminario, incarico che ricopre fino al maggio 2012. Nel novembre dello stesso anno è anche nominato “Cappellano di Sua Santità”. Nel 1985 è membro del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, mentre dal 1997 al 2002 è anche membro del Consiglio diocesano per la Gestione economica.

Nel febbraio del 2014 rinuncia all’incarico di direttore dell’AUSA.

Don Antonio, che ha sempre mantenuto la sua residenza in Seminario, un mese fa aveva avuto degli scompensi fisici che lo hanno portato alla morte avvenuta nel pomeriggio del 15 aprile, venerdì santo, presso il reparto di terapia intensiva del Gallucci di Padova.

Il funerale sarà celebrato dal vescovo Claudio mercoledì 20 aprile nel Seminario maggiore di Padova, alle ore 15.30. La salma risposerà poi nel cimitero di Cadoneghe.

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Catechesi e disabilità

È stato realizzato un sussidio su iniziativa degli uffici diocesani di pastorale alle persone con disabilità e catechistici dell’arcidiocesi di Rossano-Cariati e della diocesi di Cassano all’Jonio al fine di proporre un cammino di preparazione al tempo di Pasqua volto ad aiutare nella partecipazione attiva i bambini e le persone con Bisogni Comunicativi Complessi attraverso il linguaggio della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA). Tale percorso tratta gli ultimi giorni della vita di Gesù ed è suddiviso in tre tappe, caratterizzate dall’alternanza di preghiere, letture e semplici attività pratiche da realizzarsi preferibilmente nel corso del Triduo Pasquale. Quest’attività catechetica può essere vissuta sia in famiglia che in parrocchia ed è sviluppata e raccolta in un sussidio che può essere stampato o fruito online.

L’articolo completo a questo link: https://pastoraledisabili.chiesacattolica.it/2022/04/12/camminiamo-con-gesu-verso-la-resurrezione/

 

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Triduo pasquale con Papa Francesco in LIS e sottotitolazione

Su TV2000 è possibile pregare insieme a Papa Francesco e seguire il Triduo Pasquale anche attraverso la Lingua dei Segni.

  • Venerdì 15 aprile, ore 16.55, Celebrazione della Passione del Signore dalla Basilica vaticana;
  • Venerdì 15 aprile, ore 21.00, Via Crucis dal Colosseo;
  • Sabato 16 aprile, ore 19.30, Veglia Pasquale dalla Basilica vaticana;
  • Domenica 17 aprile, ore 12.00, Benedizione Urbi et Orbi dalla Loggia centrale della Basilica vaticana;
  • Lunedì 18 aprile, ore 12.00, Regina Coeli.

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Gli auguri di Pasqua del vescovo Claudio

Tutte le epoche hanno visto concretizzarsi il mistero del male in storie e in fatti che appaiono sui volti della gente, colpendo sempre innanzitutto i più deboli. La “disperazione” e il dolore ne sono la conseguenza.

Anche il nostro tempo ha le sue ombre e si sente minacciato. Ingiustizie, malattie, corruzione, disequilibrio ecologico, e ora guerra. Il male assume tantissimi volti e forme concrete: ci sono gesti, sentimenti, occasioni di un male così profondo che diventa mistero, un mistero grande quanto quello di Dio.

Il mistero del male sembra sovrastarci e superare le nostre forze. Lo vediamo a livello individuale, in noi stessi e nelle nostre scelte personali: superficialità e indifferenza, rancori, divisioni. Il cuore dell’uomo ospita sentimenti e pensieri che non vorremmo ci appartenessero e che non riconosciamo. Talvolta diventano azioni e delitti. A volte il male ci vede vittime. Altre, purtroppo, artefici. Contagia tutti. È difficile accorgersene e quasi impossibile sottrarsi alla sua coinvolgente presa.

Questo mistero si muove anche nelle società, nei gruppi, nei popoli e diventa sistema di organizzazione e di vita. Gli effetti sono che il più debole e il povero vengono espulsi ed emarginati, il profitto e l’interesse di parte sono criterio di organizzazione politica ed economica. Il card. Martini diceva che «sono complici l’acquiescenza anche dei buoni, la pigrizia di massa, il rifiuto di pensare, la smania del divertimento e del successo, il gusto dell’immediato… una società decade quando i mali si fanno collettivi e contagiano i gruppi mettendo gli uni contro gli altri». Anche le Chiese, come vediamo, non sono immuni dagli attacchi del male.

Spesso il mistero del male diventa addirittura ideologia, modo di pensare fino a giustificare il male come se fosse bene, come succede in modo eclatante nelle guerre.

Non sorprenda questo attardarsi sul male e il suo mistero. Anche i vangeli danno tanto spazio alla passione di Gesù. È in questo buio che appare l’importanza della luce; nella disperazione la speranza, nella morte la bellezza della vita. La Pasqua è l’antidoto alla disperazione: c’è ancora speranza! Non vince il male ma Gesù: vincono la vita, l’amore, il bene… la pace.

Ogni cristiano è portatore di speranza anche nel buio più nero, perfino nella morte. La speranza è il grande dono conseguente alla certezza di fede che il Signore Gesù è risorto, è veramente risorto!

Gesù ha vinto la morte e le tenebre del male e ora vive e vive per sempre.

La fede in Gesù risorto è linfa che nutre la speranza e fa spazio nell’uomo alle speranze di bene. Senza speranza restiamo soli a combattere contro un mistero più grande di noi, poiché avremmo a disposizione solo le nostre forze umane che non sono sufficienti per resistere e combattere contro il mistero del male.

Se il Signore è risorto tutto acquista un senso nuovo, tutto prosegue verso un bene più vero che chiamiamo “NOI Universale”, un’unica famiglia umana.

Viviamo dunque questa Santa Pasqua come occasione per rinnovare il coraggio e la forza interiore dei nostri cuori per poter essere uomini e donne capaci di offrire sé stessi per servire il bene, l’amore e la pace.

Buona Pasqua!

Christós anésti! (Cristo è Risorto!)

Alithós anésti! (Veramente è Risorto!)

+ Claudio, vescovo

 

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Proposta formativa nazionale per catechisti

La Scuola nazionale per formatori all’evangelizzazione e alla catechesi, dopo la sosta forzata, offre un percorso formativo per ricercare possibilità nuove di annuncio.

Si propone di motivare tutti coloro che desiderano ritrovare slancio pastorale e individuare mappe e rotte adeguate a questo tempo.

L’appuntamento è a Siusi allo Sciliar (BZ) dal 16 al 24 luglio 2022. Il tema scelto quest’anno è In rotta. Ricerca di possibilità per l’annuncio.

I destinatari della proposta sono:

  • formatori e coordinatori dei gruppi di catechisti a livello diocesano e locale;
  • coloro che nei vari anni hanno accolto la proposta di Siusi e desiderano riprendere in modo nuovo il modello formativo;
  • quanti sono impegnati nel cammino sinodale delle chiese locali.

 

Per informazioni clicca sull’immagine a fianco.

Chi partecipa può fare direttamente le iscrizioni all’indirizzo scritto nel dépliant, ma chiediamo ugualmente di dare comunicazione della propria partecipazione alla segreteria diocesana.

Grazie!

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Un’esperienza di fede così bella da volerla continuare

Il cambiamento che tante Diocesi italiane hanno fatto negli ultimi anni è grande: non ci accontentiamo di fornire ai nostri ragazzi alcune nozioni (la “dottrina cristiana”); non ci basta che capiscano di più i contenuti del Credo; vogliamo proporre loro un’esperienza di vita. A loro e ai loro genitori noi proponiamo un percorso di alcuni anni in cui fare esperienza di Dio nella comunità dei credenti, un’esperienza di fede così bella che poi desiderino continuarla. In questo senso il Tempo della Fraternità, cioè i due anni di catechesi dopo cresima e comunione, è come una cartina di tornasole: se dopo la celebrazione dei sacramenti se ne vanno, spariscono, è probabile che non ci sia stato un reale cammino di iniziazione…

Mi spiego. Non è detto che tutti i ragazzi e le famiglie che non vediamo più in parrocchia dopo i sacramenti si siano perduti, si siano allontanati per sempre dalla fede. Sono troppo ottimista se dico che magari frequentano un’altra parrocchia? Può essere che nella nostra non si trovino bene per motivi pratici, magari perché c’è qualcuno con cui hanno litigato al lavoro… O forse dell’esperienza di fede hanno conservato solo alcuni aspetti, quelli più personali; continuano a pregare a casa e noi non lo sappiamo… Non dobbiamo essere troppo fiscali nel tracciare una linea chiara “dentro-fuori”. E poi occorre accettare che la gran parte dei genitori non chiede per sé e per i propri figli un cammino di iniziazione o di riscoperta della fede; chiede “solo” i sacramenti, ricevuti i quali ci saluta. Vale la pena spendere tanto tempo, energie e persone per famiglie che avevano già deciso in partenza che se ne sarebbero andate subito dopo la cresima? È la logica della Pasqua, di Gesù che dona la sua vita anche a chi non lo accoglie.

Auguri, allora. Buon tempo di Pasqua, nella gratuità.

don Carlo Broccardo

Speciale catechesi Aprile 2022

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Via Crucis diocesana dei giovani: … E tu, come stai?

Nel mercoledì della Settimana Santa, com’è consuetudine, torna l’appuntamento in presenza con la Via Crucis diocesana dei giovani, organizzata da Pastorale dei giovani, Azione cattolica e associazioni Scout e presieduta dal vescovo Claudio.

La Via Crucis quest’anno si vivrà però, non all’Opsa come accadeva prima della pandemia, ma in basilica Cattedrale, a partire dalle ore 20.30.

A far da filo conduttore per una Via Crucis che sarà “statica” – perché a muoversi in chiesa sarà solo la croce, che camminerà in mezzo ai partecipanti –  è la domanda/tema “…E tu, come stai?. Una domanda, spiegano gli organizzatori, che riguarderà anche l’atteggiamento nei confronti della Croce e degli altri.

Al centro ci sarà “il corpo”, che inizialmente si metterà in cammino per raggiungere la Cattedrale, accompagnato dall’ascolto di una traccia audio che contiene una “parola chiave” utile a entrare nel cammino della croce. Mentre al termine ciascuno sarà chiamato a essere “chiesa che esce” e a farsi portavoce del messaggio di speranza della risurrezione.

Le offerte raccolte durante la Via Crucis saranno destinate ai progetti della Caritas diocesana di contrasto alla povertà educativa. Per partecipare è comunque necessario iscriversi sul sito acpadova.it

A seguito dell’iscrizione verrà inviata la mail di conferma e la traccia audio da ascoltare nel momento di cammino verso la Cattedrale.

La Via Crucis diocesana sarà trasmessa anche in diretta streaming sul canale You Tube della Diocesi di Padova e sarà disponibile anche in LIS.

 

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Festa delle Palme con l’Acr e il vescovo Claudio

Torna dopo tre anni in piazza delle Erbe a Padova la festa della Domenica delle Palme con l’Acr e il vescovo Claudio. L’ultima edizione in presenza risale infatti al 2019, dopodiché la pandemia ha trasformato in momenti on line, il tradizionale appuntamento che vedeva confluire a Padova migliaia di bambini e adolescenti da ogni punto della Diocesi.

Ma domenica 10 aprile 2022 si ritorna, con le dovute attenzioni – numero limitato ai 2.500 partecipanti massimo, utilizzo mascherine e green pass base per i ragazzi dai 12 anni in su – in piazza delle Erbe a Padova con i ragazzi dell’Acr e dell’Iniziazione cristiana e naturalmente con il vescovo Claudio.

Appuntamento alle ore 15 con la festa che ha come filo conduttore la domanda Ma come ti vesti?. Il tema della “sartoria” e della ricerca dell’abito “su misura per te”, collegato all’unicità di ogni creatura, è stato infatti il riferimento dell’anno formativo dell’Acr.

La festa della Domenica delle Palme con l’Acr e il vescovo sarà quest’anno un momento di gioia e riflessione, anche giocosa attraverso una sorta di sfilata di moda che ruoterà attorno a cinque atteggiamenti – coraggio, entusiasmo, disponibilità, servizio, curiosità – che sono i “tessuti” dell’abito del cristiano, con influencer/testimoni del passato (i santi Giustina, Gregorio, Prosdocimo, Daniele e Antonio) e del presente (tutti da scoprire).

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