11 dicembre. La veglia dei giovani che attendono Gesù

Sarà mercoledì 11 dicembre alle ore 20.30 nella chiesa degli Eremitani la veglia dei giovani con il vescovo Claudio. Un appuntamento ormai diventato tradizionale che ha preso il via dopo la Giornata mondiale dei giovani a Cracovia, nel 2016. Il tema conduttore di quest’anno è la preghiera di intercessione partendo dall’episodio della presentazione al tempio di Gesù, dal vangelo di Luca. Sono previsti un migliaio di giovani, ma tantissimi sono quelli che collaborano anche nella fase organizzativa e poi nella logistica della serata.

Leggi il servizio della Difesa del popolo

 

L’articolo 11 dicembre. La veglia dei giovani che attendono Gesù sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

Comunità papa Giovanni XXIII. Appuntamento nel centro parrocchiale di Montà

L’elasticità di cuore e di mente di una famiglia deve essere alla base della scelta di accogliere un minore a rischio, perché questa decisione richiede, ai genitori affidatari, di stare dentro a un complesso sistema di affetti e non di colmare il loro bisogno di genitorialità. L’accoglienza necessita spesso della capacità di saper lasciare andare il minore per reinserirlo nel nucleo familiare d’origine.

Leggi il servizio della Difesa del popolo

 

L’articolo Comunità papa Giovanni XXIII. Appuntamento nel centro parrocchiale di Montà sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

Visita pastorale: quinta tappa del secondo anno

Al via sabato 23 novembre la quinta tappa della visita pastorale del vescovo Claudio Cipolla, appena rientrato dall’Etiopia, dove ha incontrato i missionari fidei donum e la realtà della neonata missione diocesana nella Prefettura di Robe.
Durante la settimana (23 novembre-1 dicembre) il vescovo Claudio incontrerà le cinque comunità di Celeseo, Sant’Angelo di Piove, Saonara, Vigorovea e Villatora, sempre con lo spirito che anima questa visita pastorale: l’esperienza viva della quotidianità e dell’ordinarietà della vita delle parrocchie, a cui il pastore della Chiesa di Padova si presenta come figlio, fratello e padre.
«Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore, per vedere come stanno» (At 15,36) è infatti il versetto che accompagna la presenza del vescovo nelle comunità parrocchiali della Diocesi di Padova.
 

Durante questi giorni il vescovo incontrerà: i preti che operano o risiedono in questo territorio (mercoledì 27 novembre); i referenti dei settori pastorali di tutte le parrocchie (mercoledì 27 novembre); i giovani (domenica 24 novembre); i consigli per la gestione economica e i consigli pastorali parrocchiali. Tempo sarà dedicato anche alla visita ai malati, ad alcune realtà del territorio come la cooperativa e casa alloggio per disabili, Il Glicine, da cui inizierà la visita.

 

Tra i momenti comunitari e le celebrazioni presiedute dal vescovo Claudio:

sabato 23 novembre, alle ore 18.30 celebrazione della messa a Celeseo, con processione per la Madonna della Salute;

domenica 24 novembre alle ore 11, celebrazione della messa a Virogorovea e alle ore 18 a Saonara, dove sono particolarmente invitati i giovani;

mercoledì 27 e giovedì 28 novembre, alle ore 18.30, celebrazione della messa a Villatora;

sabato 30 novembre, alle ore 18 celebrazione della messa a Saonara;

domenica 1 dicembre, alle ore 11 celebrazione della messa a Villatora con dedicazione dell’altare e alle ore 18 a Sant’Angelo di Piove.

 

Ad accompagnare questo percorso di Chiesa e del vescovo, ci sarà il settimanale diocesano la Difesa del popolo che, in collaborazione con l’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro, e in sinergia con il sito internet diocesano, sta implementando un “atlante della visita pastorale” dove si possono trovare: una fotografia della realtà territoriale ed ecclesiale di volta in volta visitata dal vescovo; gli articoli che nel tempo sono stati scritti su quella zona; il profilo della parrocchia, accompagnato da cenni storici e artistici, indirizzi, notizie sulla vita religiosa…

Il tutto agli indirizzi:

http://www.diocesipadova.it/la-mappa-interattiva-della-visita-pastorale/

https://www.difesapopolo.it/Visita-pastorale

 

fonte: ufficio stampa della diocesi di Padova

L’articolo Visita pastorale: quinta tappa del secondo anno sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

LA SECONDA VOLTA DI RUT

di Lidia Maggi, pastore della Chiesa Battista

 Si può essere ancora felici dopo un fallimento affettivo, un abbandono, un lutto? La Bibbia non risponde in modo assertivo ma racconta storie dove la speranza filtra lentamente squarciando le tenebre del non senso. La sapienza biblica sa che la risurrezione può essere annunciata solo dopo aver sostato negli abissi della storia. Un annuncio troppo veloce del risorto rischia di rimuovere il dolore, il fallimento, il vuoto, senza curare. Una risurrezione frettolosa non ci salva dall’abisso, piuttosto ci schiaccia.

Il tempo del cordoglio, della rabbia, dell’attesa è lo spazio delle nostre storie prese sul serio con le loro ferite. La risurrezione non è uno schiacciasassi che annulla il dolore negandolo… essa ci raggiunge laddove siamo, entra nell’inferno del nostro cuore, lo abita per risollevarci. Ricominciare, ritrovare il gusto perduto della vita, scoprire che c’è ancora un orizzonte oltre il nostro cielo chiuso è l’itinerario suggerito da un Dio tenace che apre, discretamente, storie apparentemente chiuse. Un Dio che si ostina a ricominciare con il creato e con il suo popolo, nonostante i fallimenti.

Ricominciare non significa dimenticare il passato, ma trasformare il fallimento in risorsa. Un Dio che non inchioda le nostre vite alla condanna, piuttosto ci suggerisce altre strade che i nostri occhi, annebbiati dal pianto, non scorgono. Proprio come Agar che, nel deserto, si prepara a morire di sete, anche noi, nel dolore, non siamo in grado di vedere quella fonte che può dissetarci e salvarci, se Dio non riapre i nostri occhi.

A volte quest’apertura di sguardo avviene come rivelazione, più spesso è esperienza graduale di cui solo alla fine del percorso si ha piena consapevolezza, come per i due discepoli di Emmaus, come per Rut, la vedova moabita. La vicenda di Rut racconta di una felicità che entra in punta di piedi in una nuova storia. Essa ha bisogno di un mantello per coprirsi il volto, non può svelarsi totalmente. Necessita di maturare lentamente, proprio come il grano che fa da sfondo al racconto. Narra la felicità che incontra Rut quando le è dato di re-innamorarsi.

La vita le aveva rubato l’amore e la speranza, lasciandola sola e senza fiato, dopo la morte del marito. Poi, però, i suoi occhi hanno incontrato quelli di un altro uomo che l’ha guardata con sguardo innamorato e tutto è cambiato. Un corteggiamento discreto: piccoli gesti di cura, parole cordiali, che lentamente riaccendono il desiderio. Rut ha le mani segnate dalla fatica. È bella, non di quella bellezza acerba che rende gli occhi luminosi e sognanti, non è spavalda come la sulamita del Cantico. È una donna disillusa, ferita dalla vita. E tuttavia non si è ancora arresa al cinismo come sua suocera Noemi.

Rut non ha nessuno che la mantenga: ha perso il marito, la sua gente e non ha neppure un figlio che possa regalarle un prestigio sociale e aiutarla a dare senso a quell’amore perduto. Di questo però non accusa Dio. Da dove le viene quella forza che la spinge a restare accanto alla suocera mentre tutto crolla? Da dove le viene l’audacia di ricominciare in una terra nuova, affidando il suo destino a una donna ancora più fragile di lei? Da dove le viene la forza per rimanere accanto a chi ormai non ha più nulla? Rut è ancora una donna avvenente. Una bellezza pesante da portare, ora che non c’è più il suo uomo a fianco. Rischia di essere importunata mentre spigola nei campi.

In un paesaggio agreste, solo apparentemente sereno, si snoda la vicenda della nonna del re Davide. È lì che incontra Boaz. Lui ha tanti anni sulle spalle e non si illude di piacere. Non crede che qualcuna lo possa preferire a un giovane. Ha una buona posizione sociale; questo, però, sembra non bastare a renderlo felice. Aveva notato la bella moabita; tuttavia non osava farsi avanti, poiché sapeva delle sofferenze che affliggevano la donna. Ma più forte delle paure è l’amore. È Rut a prendere l’iniziativa. Si intrufola nel giaciglio di quell’uomo maturo, gli dona calore e lo sorprende con quella richiesta audace: «Sposami». Rinasce allora lo stupore: lui si sente scelto, lusingato da quella donna che nel buio ha osato stendersi accanto a lui. Si sposeranno, Rut e Boaz, e nasceranno figli e figlie.

La storia di Rut è una ripresa, un nuovo inizio che non pretende di cancellare il passato ma è in grado di fasciare il cuore rotto. Ecco perché tanta insistenza sul doloroso preambolo che fa da cornice all’incontro con l’amato. Per capire come una storia possa riprendere, dopo il dolore e la paralisi della morte, è necessario un cammino complesso. Forse il viaggio in quella terra straniera, dove Rut accetta di seguire la suocera, è stato anche un cammino interiore nel deserto dell’anima, nella carestia di un cuore consumato dalla sofferenza.

Lo scoprirsi straniera in una terra nuova ben rappresenta l’anima disorientata dopo il lutto di una donna che deve ridefinire tutta la sua esistenza. Eppure, la morte è inscritta in ogni storia d’amore. Chi ama sa che può un giorno perdere l’amato, ritrovarsi nella solitudine. E tuttavia, proprio chi ama, più di qualsiasi altro, rimuove la morte. Occorre allora un lungo viaggio interiore per imparare a vivere e camminare nella nuova realtà. Il lutto, come una separazione, un divorzio, muta le geografie esistenziali.

Nella storia di Rut non tutte le ambiguità sono sciolte. Proprio come succede a chi ama una seconda volta e porta con sé le pesantezze del passato, le cicatrici assieme allo stupore. Una meraviglia diversa da quella che si accende nel primo amore. Rut ora guarda alla vita con lo stupore di chi ha ricevuto un dono inatteso, di chi «era come morta, ed è tornata in vita, era perduta ed è stata ritrovata». La seconda volta di Rut è una risurrezione. Una seconda possibilità è un altro modo per dire la Grazia! Forse questa non riuscirà a salvare il mondo, ma qualche volta il suo fascino sprigiona una passione che perfora i muri e scioglie il ghiaccio. Rut ha saputo riaprirsi alla vita e risvegliare nel cuore di un uomo straniero una primavera dimenticata.

L’articolo LA SECONDA VOLTA DI RUT sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

PIANETA LA SFIDA DEL SECOLO

Offriamo alcuni spunti per vivere in modo consapevole la vita di tutti i giorni con la Famiglia nel mondo.

ALIMENTAZIONE 

Ridurre carne e latticini Sì alla spesa a Km 0

Si parla molto dei combustibili fossili, e meno dellʼindustria della carne. Ma lʼimpatto degli allevamenti intesivi è pari, se non superiore, a quello dei carburanti: si stima che contribuisca alle emissioni di gas serra per una percentuale che va dal 30 al 50% e oltre. I calcoli comprendono anche gli effetti della deforestazione (il business dellʼallevamento è responsabile del 91% degli incendi amazzonici), il consumo di acqua (un terzo di tutta lʼacqua potabile utilizzata dall ʼuomo) e la produzione di metano dovuta allʼapparato digerente del bestiame. Sul pianeta ci sono circa trenta animali allevati a scopo alimentare per ogni essere umano. Davvero necessitiamo di tutta questa carne, e di tante uova e latticini? Il sospetto è che siano da rivedere il modello di consumo e quello della grande distribuzione. La dieta mediterranea fa ancora da scudo a unʼalimentazione «estrema», ma incombe il modello americano. Mangiare meno hamburger (e in generale meno carne, uova e latticini) è forse una raccomandazione impopolare, ma necessaria. «Il nostro modo di mangiare è estremo» (Jonathan Safran Foer) ma lʼalternativa cʼè: mangiare più legumi, semi, cereali, frutta verdura a chilometro zero. I consumatori hanno un peso decisivo nel regolare il meccanismo di domanda e offerta.

 

L’articolo PIANETA LA SFIDA DEL SECOLO sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

GIOVANI COPPIE

ci incontriamo domenica 24 novembre 2019 dalle ore 16.00 alle ore 18.00 presso il Centro Parrocchiale San Pietro Apostolo di Montegrotto via Claudiana 1

all’incontro di spiritualità con tema: Il valore della Fiducia

aperto alle giovani coppie che hanno partecipato ad itinerari per fidanzati o che sono sposati da pochi anni, al fine di accompagnarle ad imparare e a vivere la quotidianità alla luce del Vangelo

http://www.ufficiofamiglia.diocesipadova.it/incontri-di-spiritualita/per-giovani-coppie/

http://www.ufficiofamiglia.diocesipadova.it/wp-content/uploads/sites/8/2019/10/giovani-coppie-programma-2.pdf

L’articolo GIOVANI COPPIE sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

Mejaniga, 23 novembre. 50 anni di sacerdozio, festa per mons. Liberto

Mons. Giuseppe Liberto, maestro emerito della Cappella musicale pontificia “Sistina”, festeggia il suo giubileo sacerdotale ed essendo di casa a Mejaniga ormai da un decennio ha deciso di celebrare, oltre che nella Cappella Sistina e nella basilica di Santa Cecilia a Roma, anche nella parrocchia di Cadoneghe questo importante anniversario.

Leggi il servizio della Difesa del popolo

 

L’articolo Mejaniga, 23 novembre. 50 anni di sacerdozio, festa per mons. Liberto sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

Lusiana scopre i ministeri. Formazione aperta alle comunità vicentine

Il vicariato di Lusiana propone un percorso di sei incontri, da novembre a marzo, per la formazione pastorale e liturgica dei laici. Un’esperienza che, oltre a valorizzare i carismi di quanti sono impegnati in parrocchia, coinvolge le comunità vicine appartenenti alla diocesi di Vicenza. Si tratta di una delle prime iniziative inter diocesane che mira a fornire le competenze necessarie a persone che rispondono ad una chiamata. Insieme ai sacerdoti e con lo sguardo rivolto al futuro, senza paura.

Leggi il servizio della Difesa del popolo

 

L’articolo Lusiana scopre i ministeri. Formazione aperta alle comunità vicentine sembra essere il primo su Chiesa di Padova.

Il nuovo Calendario liturgico della Chiesa di Padova

La Chiesa possiede un proprio calendario – sostanzialmente diverso dal calendario solare – con il quale regolamenta la celebrazione delle sue festività liturgiche; ora se questa calendarizzazione fosse riconducibile alla pura regolamentazione dei tempi liturgici e delle memorie dei santi (con le loro relative interazioni e precedenze), assisteremmo a una sudditanza dell’Opus Dei (che è la liturgia stessa) alla mera organizzazione di contesti e ricorrenze annuali. Il senso della liturgia cristiana è, ovviamente, tutt’altro! La Liturgia delle Ore, infatti, manifesta come il tempo dell’uomo – dal sorgere del sole al suo tramonto – sia ritmato da una preghiera oraria che ci ricorda come Cristo abiti e trasfiguri ogni istante del tempo, dominandolo con la sua presenza. A maggior ragione l’Eucaristia, che può essere liberamente celebrata al mattino, al meriggio o alla sera, è svincolata da ogni rapporto univoco con le ore del giorno e della notte: questo manifesta che “non è il tempo che impone l’ora per la celebrazione dell’Eucaristia, bensì l’Eucaristia a imporre ordine al tempo” (cfr. A. Kalyvopoulos, Chronos teléseos tis theias Leitourghias, Tessalonica 1992, p. 90).

Con il titolo Chiesa di Padova – Anno del Signore 2019-2020 si vuole allora indicare il primato del tempo liturgico, trasfigurato da Gesù Cristo, rispetto al tempo “del calendario”, di tipo pratico-organizzativo; questo indica, inoltre, che l’utilità pratica di un calendario delle celebrazioni del nuovo Anno liturgico, si pone unicamente a servizio della celebrazione del mistero di Gesù Cristo, di cui l’“Anno del Signore” è manifestazione nel tempo e nella storia.

La pubblicazione del nuovo Calendario liturgico della Chiesa di Padova entrerà in vigore con la I Domenica di Avvento (l’1 dicembre 2019) e sarà accompagnata dal Decreto del Vescovo Claudio (5 novembre 2019), chiaro riferimento alla comunione ecclesiale che nella celebrazione dei santi misteri ha la sua più evidente ed efficace epifania.

Il testo, già disponibile presso la Libreria San Paolo – Gregoriana, offre al suo interno indicazioni rituali dotate di alcuni orientamenti pastorali essenziali. Sono pubblicati anche i decreti e i testi liturgici riguardanti le nuove memorie dei Santi Giovanni XXIII, Giovanni Paolo II e Paolo VI; l’elevazione della memoria di Santa Maria Maddalena al grado di festa, l’introduzione della memoria della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, il lunedì dopo Pentecoste.

Il testo chiude con le Indicazioni generali liturgico pastorali che la nostra Chiesa condivide con quelle della Conferenza Episcopale Italiana e con le altre Chiese del Triveneto.

 

Gianandrea Di Donna

Direttore dell’Ufficio diocesano per la Liturgia

L’articolo Il nuovo Calendario liturgico della Chiesa di Padova sembra essere il primo su Chiesa di Padova.