Il seminatore uscì a seminare…Tracce di cammino

Iniziano in questi giorni le serate di presentazione delle Tracce di cammino, Il seminatore uscì a seminare. Le tracce aprono una prospettiva a lungo termine, quindi iniziamo un percorso che sarà sicuramente promettente e stimolante.

Non partiamo da zero, anzi c’è già tanta ricchezza e positività nelle nostre comunità e nelle nostre buone prassi. Il seminatore va nella logica di confermare ed incentivare i nostri passi, ispirando, se possibile, alcuni atteggiamenti e sensibilità.

Il seminatore fa riferimento a due testi di partenza: La parrocchia, strumento per la consultazione, consegnato a parrocchie e realtà diocesane, lo scorso novembre, e il testo del Sinodo Lettera dei giovani alla Chiesa di Padova. Li trovate entrambi qui allegati per poterli riprendere in mano.

Consigliamo che il sussidio Il seminatore uscì a seminare arrivi non solo agli Organismi di comunione ma anche agli operatori della catechesi, della liturgia, della carità e alle altre preziose presenze parrocchiali.

Ci diamo appuntamento all’Assemblea diocesana di sabato 6 ottobre, nella quale apriamo ufficialmente l’anno pastorale e celebreremo l’inizio della prima visita pastorale del vescovo Claudio.

Tracciamo insieme la strada!

don Leopoldo Voltan

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“Tra l’altro. Crescere nella diversità”. Quarto convegno per insegnanti ed educatori

Non poteva esserci tema più aderente ai “tempi moderni” per il quarto convegno interdisciplinare promosso e organizzato da Messaggero di sant’Antonio e Ufficio di Pastorale dell’Educazione e della Scuola della Diocesi di Padova che si terrà venerdì 7 e sabato 8 settembre 2018: “Tra l’altro. Crescere nella diversità“.

Un appuntamento divenuto tradizione di formazione e di approfondimento per gli oltre 900 tra insegnanti ed educatori che, anche quest’anno, popoleranno l’Auditorium dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio a Sarmeola di Rubano (Pd) e il vicino Auditorium di Casa Madre Teresa di Calcutta, collegato in videoconferenza.

Un incontro che cerca di offrire approfondimenti e strumenti per guardare al mondo di oggi e immaginare percorsi educativi e formativi adeguati agli scenari in continua evoluzione, vedendo proprio nelle scuole e negli spazi educativi i primi laboratori di integrazione unici e preziosi. Basti pensare al progressivo incremento della presenza di alunni e studenti provenienti da altre culture e religioni. Secondo i dati del MIUR (luglio 2017 su dati A. S. 2015/2016), gli alunni stranieri nel sistema scolastico italiano rappresentano il 9,2% della popolazione scolastica complessiva (il 10,4% nella scuola dell’infanzia, il 10,6% nelle primarie, il 9,4% nelle secondarie di primo grado e il 7% nelle secondarie di secondo grado). Una popolazione di circa 814.851 persone, che nel periodo di riferimento è cresciuta dello 0,1% (653 unità) sull’A.S. 2014/2015.

Negli anni i convegni interdisciplinari dell’abbinata “Diocesi di Padova&Messaggero di sant’Antonio” si sono soffermati ad analizzare tanti “tra”, binomi che interrogano i percorsi di crescita, la vita stessa delle persone e i rapporti intergenerazionali: tra corpo e spirito; tra mente e cuore; tra tatto e contatto. Quest’anno si entra nel rapporto uno a uno nel contesto della diversità che interroga sempre più la società. Tra l’altro si vuole soffermare sulla “differenza”, sulla “diversità” come elemento qualificante dell’essere umano e determinante nel processo di crescita, ma vuole anche smarcarsi da falsi pregiudizi e aprire prospettive.

«Una differenza – si legge nella presentazione – che qualifica la persona per storia, origini, cultura, formazione, religione, e supera la dimensione del “siamo tutti uguali” per narrare la complementarietà della diversità e disegnare la strada dell’incontro dell’altro come occasione di crescita comune ma anche di scoperta di qualcosa di totalmente nuovo».

Il rapporto con l’altro, oggi più che mai, è segnato dal riconoscimento di elementi comuni e dalla sottolineatura di quelli non-comuni, da uguaglianze e particolarità, che intaccano anche la sfera del diritto percepito.

Ecco che il convegno ospiterà voci e culture diverse, si interrogherà sul quanto mai delicato e prezioso aspetto dell’incontro inteso come “ospitare” l’altro nei propri contesti di vita (sociali, culturali, artistici, religiosi), ma cercherà anche di sfatare luoghi comuni.

Chi è l’altro da me? E chi sono io visto dai tuoi occhi, che hanno nella memoria altre storie, altre leggi, altre regole, altro genere, altra cultura, altra religione? La mia casa è la tua casa? C’è un confine nell’incontro tra culture lontane? L’altro è ospite gradito o inatteso?

Sono davvero infinite le domande che interrogano l’animo umano che riconosce una differenza. Sono altrettanto numerose le possibilità di trovare risposta di crescita, sia nei contesti educativi che sociali, tra generazioni e tra culture.

IL PROGRAMMA

Marco Dal Corso, docente all’Istituto di Studi Ecumenici San Bernardino di Venezia aprirà le relazioni di venerdì 7 settembre (ore 9.15) con un intervento sull’arte dell’ospitalità che sarà integrato dalla capacità di “Dire” la diversità proposta da Salvatore Soresi, professore di psicologia all’Università di Padova (ore 10.15).

La mattinata si concluderà con un momento artistico: lo spettacolo Fratelli IN Italia (testo di Loredana d’Alesio e regia di Alberto Riello) che mette in scena, attraverso giovani italiani e stranieri, l’aspetto ordinario delle migrazioni e il dramma del viaggio che troppo spesso accompagna oggi la ricerca di una vita migliore o la fuga dai drammi di guerre e soprusi (ore 11.45).

Nel pomeriggio si argomenterà “il mito della razza” con Patricia Santos e Maria Teresa Vizzari dell’Università di Ferrara (ore 14.30 -15.30) e si ragionerà sul principio di reciprocità con Paolo De Stefani (docente di diritto internazionale all’Università di Padova) (ore 15.30). Chiuderà il primo giorno di lavori l’intervento di Paolo Berti, psicologo del Villaggio Sant’Antonio di Noventa Padovana che riporterà i temi del rapporto tra “diversità” nella relazione intergenerazionale: “A contatto. Come i ragazzi e le ragazze vedono gli adulti” (ore 17).

La seconda giornata di convegno, sabato 8 settembre, vedrà dalle 9 alle 10.30 una tavola rotonda sul tema “Visti dagli altri”. Sabina Fadel, caporedattore del mensile «Messaggero sant’Antonio», ragionerà con Ritanna Armeni, giornalista e saggista; Ritika Handa, induista e Nader Akkad, imam di Trieste. Non credenti e credenti non cattolici metteranno sotto la lente di ingrandimento pregi e difetti della cultura dell’incontro nella tradizione occidentale, oggi a confronto con un dinamismo culturale, religioso e di pensiero che chiede continuo confronto con l’altro, diverso – per qualche aspetto – da me.

Alla tavola rotonda seguirà un intervento dello scrittore Matteo Righetto (ore 11.15), che indagherà Identità e diversità, conflitti e abbracci nella letteratura.

Tra l’altro. Crescere nella diversità ha il patrocinio di: MIUR – Ufficio scolastico regionale per il Veneto, Facoltà Teologica del Triveneto, Istituto Superiore di Scienze Religiose – Padova, FIDAE Veneto, FISM Veneto, Fondazione “G. Bortignon” per l’educazione e la scuola, Fondazione “Lanza”, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, ed è sostenuto dal contributo di Mediagraf Spa, Fism provinciale di Padova, Banca Sella.

Al convegno possono partecipare solo gli iscritti.

Sul sito http://www.messaggerosantantonio.it/it/convegno2018 saranno pubblicati via via i profili biografici dei relatori, gli abstract degli interventi e, in un secondo momento, gli atti digitali del convegno.

 

In allegato il depliant del convegno

 

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Programma 2018-2019

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Prendi parte al percorso di Formazione all’Impegno Sociale e Politico

Governare la casa comune… il VALORE della DEMOCRAZIA”.

La Formazione all’Impegno Sociale e Politico si rivolge a chi desidera formarsi per il servizio sociale e politico.

Percorso Fisp →Governare la casa comune”: 12 pomeriggi da ottobre 2018 ad aprile 2019 dove puoi ampliare le tue conoscenze grazie ai contributi e al confronto con esperti e dove puoi mettere le mani in pasta incontrando casi concreti.

Percorso Fisp Plus →  “Gestire la casa comune”: 5 pomeriggi da febbraio ad aprile dove puoi spaziare ed approfondire le tematiche proposte insieme ad esperti dei vari ambiti e dove puoi arricchire ed arricchirti nel confronto delle esperienze dei partecipanti.

Per essere una risorsa preziosa per il tuo territorio e la tua comunità, scegli di dedicare un po’ del tuo tempo, del tuo entusiasmo e delle tue conoscenze a valorizzare il tuo patrimonio di competenze sociali.

La nostra “casa comune” ha bisogno anche di te!

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Programma Fisp 2018-2019

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L’iscrizione si considera perfezionata dopo aver ricevuto copia dell’avvenuto versamento all’indirizzo mail: pastoralesociale@diocesipadova.it

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Don Lorenzo Carraro è tornato al Padre

Si è spento alla vigilia degli 84 anni al Cenacolo di Montegalda, casa che ospita preti a riposo, don Lorenzo Carraro, già parroco di Calcroci, Sambruson, Murelle.

Nelle prossime ore ulteriori informazioni e data delle esequie.

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In Principio – Rassegna di musica sacra – seconda edizione

Dopo il successo della prima edizione, ritorna a Padova la rassegna di musica sacra “In principio”, realizzata dall’Orchestra di Padova e del Veneto in collaborazione con la Diocesi di Padova. Si tratta di un ciclo di tre appuntamenti ispirati a temi della spiritualità cristiana e ospitati in altrettanti luoghi di culto significativi della città: la Cattedrale con la Santa Messa celebrata in suffragio dei musicisti padovani defunti, la Chiesa di San Benedetto e di Santa Maria dei Servi, spazi in cui la musica potrà dialogare con l’architettura sacra offrendo al pubblico la possibilità d’immergersi nell’ascolto e nella riflessione.

La seconda edizione di “In principio”, che inaugurerà il settembre musicale dell’Orchestra di Padova e del Veneto, «punterà» –  come sottolinea il Maestro Marco Angius, direttore musicale e artistico di OPV –  «a una costante trasversalità musicale che possa esprimere il senso del sacro nel nostro tempo in termini acustici». E tale trasversalità, continua ancora Angius, «vista la compresenza di passato e presente nell’eterogeneità dei linguaggi musicali che ci attorniano, si rifletterà anche nella programmazione di musica sacra dell’OPV».

Al via sabato 8 settembre alle ore 18.30 con un raro e imperdibile appuntamento nella Cattedrale di Padova, nella quale, all’interno della Santa Messa in suffragio dei musicisti padovani defunti presieduta da don Riccardo Battocchio,  verrà eseguita, per la prima volta a Padova, la Messa per coro e doppio quintetto di fiati di Igor Stravinskij, interpretata dai Fiati dell’Orchestra di Padova e del Veneto e il Coro Città di Piazzola sul Brenta guidati dal Maestro Paolo Piana.

Un’occasione unica per ascoltare l’incontro perfetto fra l’esperienza spirituale cristiana e la musica di uno dei più importati compositori del Novecento, capace, partendo dalle intonazioni solistiche gregoriane, di reinventare in uno stile sobrio e asciutto il suono unico dell’incontro tra parola e fiato.

Dopo la recente esecuzione di OPV dell’integrale schubertiana, il compositore viennese sarà il protagonista, venerdì 14 settembre alle ore 21 nella Chiesa di San Benedetto, del concerto promosso dai Lions clubs Padova Tito Livio, Carraresi, Certosa, Gattamelata, San Pelagio, Ruzzante, Vigonza 7 campanili e sponsorizzato da Gruden Padova Spa con raccolta benefica a favore del Service “I bambini del silenzio” – Combattiamo insieme l’autismo.

Il ricco programma della serata diretto dal Maestro Fabrizio Da Ros sarà scandito da alcuni capolavori di Franz Schubert, quali il Salve Regina per tenore e orchestra D 106, il Totus in corde langueo per soprano e orchestra D 136, lo Stabat mater per soli, coro e orchestra D 383, e sarà impreziosito da un’incursione nel repertorio barocco, il Crucifixus per coro a 8 parti del compositore veneziano Antonio Lotti. Per l’occasione, l’OPV si esibirà insieme al soprano Francesca Salvatorelli, al tenore Matteo Mezzaro, al basso Luca Tittoto, e al Coro Città di Piazzola sul Brenta diretto dal Maestro Paolo Piana.

Accanto allo spirito apollineo di Schubert brilla la figura Arvo Pärt, portavoce di una speciale e personalissima scrittura minimalista anche nella sua produzione di musica sacra. E proprio la musica del compositore estone, il cui minimalismo, come ricorda Marco Angius, «equivale a una riscoperta di essenzialità e purezza del gesto musicale, colto nella sua carica espressiva più arcaica e spoglia, davvero fuori del tempo», contraddistinguerà il concerto conclusivo della rassegna, martedì 25 settembre alle ore 21 presso la Chiesa di Santa Maria dei Servi, con la prima esecuzione italiana di In Spe a cui seguirà Fratres, composizione della fine degli anni Settanta. Tra i due brani di Pärt, l’OPV, guidata dal Maestro Fabio Sperandio, darà vita a due celebri pagine del repertorio: i Tre Offertoria op. 46, op. 47, op. 153 di Schubert e l’Incarnatus est, sublime e trasognato momento tratto dalla Messa in do minore K. 427 di W.A. Mozart, interpretato dal giovane soprano Sara Fanin. 

I concerti sono a ingresso libero e gratuito.

 

Info

Tel: 049 656848 · 656626

www.opvorchestra.it

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Maestri nel trasformare i fallimenti in casi di successo

Mi meraviglio sempre più della capacità alchemica di alcuni nel trasformare i fallimenti in casi di successo. «Ma… è proprio la logica del Vangelo» si potrebbe obiettare. Andiamoci piano con i paragoni. Il Vangelo parla di un fallimento chiaro, pubblico, riconosciuto e ammesso: Cristo è veramente morto sulla croce. E la Risurrezione risulta altrettanto vera e credibile da aver dato origine alla moltitudine di fedeli che oggi è sotto i nostri occhi.

«Abbiamo trasformato la nostra realtà editoriale in un’ottica molto ampia di animazione culturale, andando ad interagire con nuove frange di mercato» mi ha confidato un operatore dei media che si occupa del settimanale di una congregazione. È palese, in realtà, che questo prodotto occupa una nicchia sempre più ristretta, che non interessa più il pubblico adulto e raggiungere un numero sempre più esiguo di “abbonati” perché ridotti progressivamente da sorella morte. Utilizzo le virgolette perché sono stato testimone più volte della ricezione di periodici che nessuno aveva richiesto e, purtroppo, del rapido transito di questi periodici dalla cassetta della posta al cestino. Non sarebbe più opportuno affermare con umile onestà intellettuale che queste modalità di contatto con la base non sono più adeguate e sufficienti, non più così funzionali al «mantenere vivo il carisma della congregazione» e, piuttosto, impegnare energie a cercare nuove forme per interagire con l’uomo moderno? Più arduo, vero?

L’altra strategia è quella del basso profilo: che nessuno sappia del fallimento! Un centro di formazione storico e portato in palmo di mano implode rapidamente nel giro di pochi anni. I locali dismessi e il personale ricollocato, a volte in maniera inopportuna. Giova far finta di niente alimentando la retorica del nome altisonante e nel contempo appiattendo la notizia del fallimento con la strategia della sogliola, così da farla scivolare inosservata sotti gli infissi dell’informazione? O risulta più opportuno ammettere pubblicamente con sincerità che non si è più stati in grado di sostenere, che c’erano le persone sbagliate o anche che la società e mercato sono cambiati e non si è riusciti a stare al passo?

In ogni caso i fallimenti non ammessi o minimizzati rischiano di trasformarsi in potentissimi boomerang. Infatti la retorica del successo o la smaterializzazione del fallimento possono attecchire solo all’interno della bolla di persone appartenenti ad contesto omogeneo. Per tutti gli altri, per il mondo, c’è semplicemente un fallimento palese e qualcuno che non vuole o non è in grado di ammetterlo e, quindi, perde di credibilità.  «Anche avessi fatto questo solo per una persona, ne varrebbe la pena!» Ci credo solo se si tratta di amore o Vangelo, per il resto valgono gli impietosi numeri e le regole di economia domestica che ti mettono in guardia dal non spendere quello che non hai in cassa.

Per risorgere bisogna ammettere di essere veramente morti e sepolti.

Marco Sanavio

direttore www.diocesipadova.it

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Nomine dei preti 2018/4

  1. Don Federico Camporese – finora parroco di Ospedaletto Euganeo e S. Croce di Ospedaletto – è nominato parroco di Cristo Risorto in Padova.
  2. Don Luca Fanton – finora parroco del Torresino in Padova – è nominato parroco di Ospedaletto Euganeo e di S. Croce di Ospedaletto.
  3. Don Ulisse Zaggia – finora parroco della Madonna Pellegrina in Padova – è nominato parroco del Torresino in Padova.
  4. Don Romano Cavalletto – finora parroco di Valsanzibio – è nominato parroco di Bojon e di S. Maria Assunta di Campolongo Maggiore.
  5. Don Jean de Dieu Harelimana – finora vicario parrocchiale di Camponogara e Campoverardo – è nominato parroco di Valsanzibio.
  6. Don Giampaolo Assiso – finora missionario fidei donum in Ecuador – è nominato vicario parrocchiale di Camponogara e Campoverardo.
  7. Don Francesco Greco (diocesi di Brindisi-Ostuni) è nominato collaboratore nelle parrocchie dell’UP di Due Carrare, come amministratore parrocchiale di Carrara S. Stefano e responsabile pastorale di Cornegliana.
  8. Don Nicola Cauzzo – prete novello – è nominato vicario parrocchiale del Duomo di Asiago.
  9. Don Gino Masiero (Sacramentino) è nominato collaboratore nelle parrocchie di Borgoricco (S. Leonardo) e di S. Eufemia.

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