Nomine dei preti 2018/6

  1. Don Francesco Mascotto – finora parroco di Crespano del Grappa – è nominato parroco di Dolo.
  2. Don Gaetano Borgo – finora direttore dell’Ufficio missionario diocesano – è nominato parroco di Crespano del Grappa.
  3. Don Basilio Verde – finora parroco di Gorgo e Cagnola – si ritira dal servizio di parroco per raggiunti limiti di età, e rimane collaboratore delle medesime parrocchie.
  4. Don Giuseppe Sinigaglia – parroco di Cartura – è nominato anche parroco di Gorgo e Cagnola.
  5. Don Roberto Ravazzolo – responsabile della Pastorale universitaria e direttore del Centro Universitario – è nominato anche rettore della chiesa di San Gaetano in Padova.

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Due visite guidate ai “lavori in corso” sul Compianto sul Cristo morto

Proseguono le iniziative del progetto MI STA A CUORE, promosso dal Museo diocesano di Padova e all’Ufficio diocesano Beni culturali, che, nella sua terza edizione, si dedica al recupero di alcune sculture in terracotta del Rinascimento. Tre, in particolare, le opere coinvolte in quest’operazione di sensibilizzazione alla cura e conservazione del patrimonio artistico del territorio: il Compianto sul Cristo morto conservato nella chiesa di San Pietro a Padova, la Madonna con il Bambino della chiesa di San Nicolò in Padova e la Madonna con il Bambino della chiesa di Pozzonovo (Pd).

Ecco che dopo le recenti occasioni a Pozzonovo (con una serata illustrativa accompagnata dalla musica) e il concerto nei giorni scorsi a San Nicolò, venerdì 26 ottobre, l’attenzione sarà tutta rivolta allo “stato dei lavori” sul restauro del Compianto sul Cristo morto (opera risalente all’ultimo quarto del XV secolo), della chiesa di San Pietro a Padova.

Venerdì 26 ottobre, sono, infatti, previste due visite guidate al cantiere aperto,  una alle ore 18 e una alle ore 19. La serata è promossa da Museo diocesano di Padova, Ufficio diocesano Beni culturali e parrocchia di Santa Maria Assunta (Cattedrale).

Il pubblico avrà la possibilità di vedere l’avanzamento dei lavori e le novità finora emerse nell’intervento di restauro, accompagnato dalle restauratrici Raffaella Portieri e Giorgia Gritti e dalla professoressa Rita Deiana, direttore CIBA, Centro Interdipartimentale di Ricerca, Studio e Conservazione dei Beni Archeologici, Architettonici e Storico-Artistici (Università di Padova).

Il restauro del Compianto sul Cristo morto si sta rivelando più complesso del previsto: durante gli interventi di pulitura e di rimozione delle stuccature recenti, è emerso che nel passato le parti in terracotta erano state rimontate utilizzando esclusivamente malte (senza altri elementi metallici), che si sono rivelate dannose per la conservazione della terracotta. Pertanto l’incertezza sulla stabilità dell’insieme ha portato i restauratori a procedere al restauro per singoli pezzi smontati, che man mano stanno recuperando tutta la bellezza della policromia originale. Nel contempo si è proceduto con la pulitura della struttura dell’altare, in pietra calcarea, in cui è inserita l’opera in terracotta che sta riacquistando gradualmente tutta la sua luminosità, e dell’affresco che fa da fondale al Compianto.

La serata di Cantiere aperto a San Pietro sarà l’occasione per vedere dal vivo i progressi di un lavoro di restauro che beneficia della generosità di quanti stanno contribuendo al progetto MI STA A CUORE, oltre a dare ulteriore possibilità di sostenere la realizzazione del progetto.

Attualmente, con le varie iniziative fin qui avviate e gli eventi di sensibilizzazione organizzati all’interno della terza edizione di MI STA A CUORE, sono stati raccolti circa cinquemila euro a cui si aggiungono generose donazioni di privati (circa settemila euro) per un totale di 11.800 euro, che si vanno ad unire ai 16mila euro complessivi stanziati all’avvio del progetto dalle Fondazioni Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Antonveneta.

Un segno tangibile dell’attenzione che il pubblico padovano sta prestando al recupero di opere che raccontano una storia e una tradizione e che rappresentano delle testimonianze artistiche di particolare rilievo.

Il progetto Mi sta a cuore, infatti, non è solo una campagna di raccolta fondi, ma un’esperienza che vuole avvicinare comunità e cittadini alla conoscenza dei tesori storici e artistici di cui si è comuni depositari. Un percorso di vicinanza all’opera e di partecipazione al suo recupero: i “cantieri aperti” al pubblico favoriscono una conoscenza ravvicinata di particolari, storia, evoluzione dell’intervento.

Per partecipare alle visite al Cantiere aperto a San Pietro di venerdì 26 ottobre, per motivi organizzativi, è richiesta la prenotazione: 049 652855, info@museodiocesanopadova.it

Ingresso a offerta libera.

 

 

fonte: ufficio stampa della diocesi di Padova

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Nomine dei preti 2018/6

  1. Don Francesco Mascotto – finora parroco di Crespano del Grappa – è nominato parroco di Dolo.
  2. Don Gaetano Borgo – finora direttore dell’Ufficio missionario diocesano – è nominato parroco di Crespano del Grappa.
  3. Don Basilio Verde – finora parroco di Gorgo e Cagnola – si ritira dal servizio di parroco per raggiunti limiti di età, e rimane collaboratore delle medesime parrocchie.
  4. Don Giuseppe Sinigaglia – parroco di Cartura – è nominato anche parroco di Gorgo e Cagnola.
  5. Don Roberto Ravazzolo – responsabile della Pastorale universitaria e direttore del Centro Universitario – è nominato anche rettore della chiesa di San Gaetano in Padova.

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Cinque nuovi diaconi: due permanenti, tre verso il presbiterato

Ordinazioni diaconali sabato 27 ottobre, alle ore 16, in Cattedrale a Padova. Il vescovo Claudio imporrà le mani su tre seminaristi del Maggiore, futuri presbiteri – Giovanni Casalin, originario di Grumolo Pedemonte; Mario Piva di Bojon e Pierclaudio Rozzarin di Cristo Re – e su Andrea Negrin di San Bellino in Padova e Nicola Gabriele Sciarrelli di Busiago che presteranno il loro servizio alla Chiesa diocesana come diaconi permanenti.

 


 

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Cinque nuovi diaconi: due permanenti, tre verso il prebiterato

Ordinazioni diaconali sabato 27 ottobre, alle ore 16, in Cattedrale a Padova. Il vescovo Claudio imporrà le mani su tre seminaristi del Maggiore, futuri presbiteri – Giovanni Casalin, originario di Grumolo Pedemonte; Mario Piva di Bojon e Pierclaudio Rozzarin di Cristo Re – e su Andrea Negrin di San Bellino in Padova e Nicola Gabriele Sciarrelli di Busiago che presteranno il loro servizio alla Chiesa diocesana come diaconi permanenti.

 


 

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Pellegrini per il clima

I pellegrini per il clima in viaggio da Roma a Katowice (Polonia), dove in dicembre si terrà la conferenza Onu sul cambiamento climatico, transitano anche per il padovano. In questi giorni (22-24 ottobre) sono ospiti di alcune parrocchie del territorio (Borgoforte e Arzerello) e del seminario vescovile a Padova e protagonisti di alcuni appuntamenti di approfondimento. La tappa padovana è iniziata lunedì 22 ottobre con l’arrivo a Borgoforte del gruppo di pellegrini e un momento conviviale e di incontro con la comunità. Durante la serata c’è stato anche il tempo per realizzare a tempo di record un murales che segna il loro passaggio. Martedì 23 ottobre al Santuario del Cristo di Arzerello, alle 19, è previsto un momento di riflessione sul tema “La temperatura dei cuori“, mentre mercoledì 24 ottobre i pellegrini giungono a Padova da Arzerello, per concludere la tappa padovana con un incontro pubblico alle ore 18 in Fondazione Lanza (via Del Seminario 5a a Padova), dal titolo “Testimonianze locali per il clima”. A segnare il passaggio in città ci sarà la piantumazione di due alberi al parco Iris, alle ore 16.

A far da capofila del pellegrinaggio per il clima è Yeb Saño, ex ministro dell’ambiente ed ex negoziatore sui cambiamenti climatici della Repubblica delle Filippine, mentre l’organizzazione della tratta italiana è di Focsiv e Global Catholic Climate Movement.

La presenza in territorio “diocesano”, lungo alcuni tratti della via Annia” è stata possibile e organizzata grazie a Ufficio di Pastorale Sociale, del Lavoro e della Salvaguardia del Creato della Diocesi di Padova, Fondazione Lanza e World Wigwam Circuit in collaborazione di Acli, Aes Ccc onlus, Amici dei popoli onlus, Coldiretti Padova, Fondazione Fontana, Gpds Albignasego, Legambiente, Movimento di volontariato italiano, Oidesh Italia onlus e con in patrocinio del Comune di Padova.

Il pellegrinaggio vuole essere il veicolo, a partire dai territori, dalle realtà sociali e dalle comunità locali, per esprimere un messaggio pacifico di preoccupazione verso gli effetti dei cambiamenti climatici sul futuro delle popolazioni più povere e vulnerabili, dell’umanità e del pianeta affinché le istituzioni, le città, le comunità, le famiglie e le singole persone, possano impegnarsi verso obiettivi più ambiziosi per contenere le emissioni di gas serra entro i 2 °C, a partire dal cambiamento degli stili di vita. Tutto ciò alla luce del messaggio di urgenza e sollecitazione al dialogo e alla conversione ecologica proposto da Papa Francesco con l’enciclica Laudato Si’.

 

Nel video l’intervento di suor Francesca Fiorese, direttrice dell’Ufficio diocesano di Pastorale Sociale, del Lavoro e Salvaguardia del Creato della Diocesi di Padova, in occasione della conferenza stampa in Comune a Padova: il perché di una Chiesa che si interessa al clima.

 








 

In allegato il programma degli incontri con i pellegrini per il clima: Invito PellegriniClima

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Il 18 ottobre 2015 mons. Cipolla è entrato in diocesi di Padova

Nel giorno della festa di san Luca il vescovo Claudio faceva il suo ingresso come pastore della diocesi Padova.

Oggi lo ricordiamo così, riprendendo le sue parole espresse durante l’omelia nel giorno dell’insediamento: “Adesso vivremo insieme «nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, tutti i giorni della nostra vita». La mia obbedienza assoluta è al Vangelo di Gesù così come la Chiesa me lo ha consegnato. Di Gesù, l’unico Maestro e unico vero Pastore, siamo tutti discepoli. Tra noi invece siamo fratelli e sorelle, incamminati sulla stessa strada. In alcuni tratti la strada è faticosa, ma sappiamo di poter contare gli uni sugli altri. Anzi perché tutti possano camminare e camminare insieme, il Signore ha costituito ministeri particolari che manifestano la sua volontà perché tutti siano incoraggiati e sostenuti lungo la strada del Vangelo. Per questo il mio eccomi è innanzitutto al Signore Gesù che qui ci ha convocati. Non a voi, ma a Gesù! Il mio legame con Gesù è per me spazio di libertà, di creatività, di novità. E spazio di profezia! Lo diranno non tanto le mie parole, ma la mia vita personale. So che questa mia disponibilità sarà misurata da voi, so che il popolo di Dio vede bene e non può essere ingannato dalle moderne strategie comunicative”.

In queste settimane il vescovo Claudio è a Roma al Sinodo dei vescovi sui giovani. A lui giunga il nostro GRAZIE per tutto il bene che sta facendo in mezzo a noi e per noi!

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Festa di San Luca evangelista

Sono vari gli appuntamenti culturali e liturgici in occasione della festa di San Luca evangelista, giovedì 18 ottobre, che vedono come ambientazione il complesso di monastero e basilica di Santa Giustina a Padova, dove riposano le spoglie attribuite all’autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli.

Momento centrale della festa è la celebrazione eucaristica alle ore 18.30, che sarà presieduta dal vicario generale mons. Giuliano Zatti, essendo il vescovo Claudio Cipolla impegnato nei lavori del Sinodo dei Vescovi a Roma. Un appuntamento a cui sono particolarmente invitati preti e catechisti, medici e artisti.

La celebrazione eucaristica chiuderà, infatti, una giornata ricca di appuntamenti che riguardano proprio quelle “categorie” di cui san Luca è patrono: artisti e medici.

Dalle 14.30 alle 18 nell’aula magna del monastero di Santa Giustina si terrà il convegno dal titolo Il medico tra professione, missione e vocazione, organizzato e promosso dalla Pastorale della Salute della Diocesi di Padova, Scuola di Medicina dell’Università di Padova, Ordine dei medici e degli odontoiatri. Ai saluti delle autorità si affiancheranno gli interventi del prof. Antonio Da Re (Professionalità del medico e formazione di sé) e del prof. Filippo Boscia (Il medico riflette su di sé: elementi per una formazione narrativa del medico), cui seguirà una tavola rotonda e gli interventi conclusivi di don Dante Carraro di Medici con l’Africa-Cuamm e del vicario generale mons. Giuliano Zatti.

Sempre nel pomeriggio altri due appuntamenti.

Alle ore 16.45 nella sala San Luca del monastero di Santa Giustina (ingresso da via Ferrari 2a) l’appuntamento è con la Scuola diocesana di iconografia San Luca che in collaborazione con gli uffici diocesani per la liturgia e per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, presenteranno i corsi 2018-19 diversificati per principianti, progredienti e avanzati.

Alle ore 17.30 l’Ufficio diocesano per l’Annuncio e la Catechesi, in collaborazione con il Museo diocesano, propone una visita guidata alla basilica e al Sacello di San Prosdocimo (posti in esaurimento e solo su prenotazione tramite il sito “http://ufficioannuncioecatechesi.diocesipadova.it).

Al termine per tutti la celebrazione eucaristica in basilica di Santa Giustina.

 

fonte: ufficio stampa della diocesi di Padova

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Don Alessandro Dal Sasso è tornato al Padre

Domenica 14 ottobre è morto, nella Casa di riposo di Alano di Piave, don Alessandro Dal Sasso. Nato ad Asiago il 3 settembre 1933, viene ordinato il 14 luglio 1957. Come primo incarico è inviato vicario parrocchiale a Battaglia Terme, dove rimane fino al 1964. Successivamente presta servizio a San Pietro di Stra (1964-1968) prima di diventare parroco a Cagnola, dove rimane fino al 1986. Nei dieci anni successivi è parroco a Taggì di Sotto, fino a quando nel 1996 giunge l’ultima destinazione, Alano di Piave. Nel 2012 presenta la rinuncia alla parrocchia di Alano: vi rimane come collaboratore, trovando accoglienza nella locale Casa di riposo.

Nel Testamento don Alessandro ha lasciato scritto che la notizia della morte sia data «senza particolari commenti, ma i semplici dati anagrafici. Chi mi ha conosciuto non ha bisogno di ulteriori aggiunte: ognuno conservi quanto memoria e sentimento portano nel cuore. La celebrazione dell’Eucarestia sia veramente tale – ringraziamento al Padre per Cristo per quanto ha compiuto in me e per mezzo di me. Si canti il Magnificat quale risposta delle comunità».

Crediamo non se la prenda don Alessandro se ci permettiamo di aggiungere solo qualche nota ali semplici dati anagrafici. Don Alessandro ha lasciato nel Testamento spirituale un racconto ragionato delle diverse esperienze pastorali: l’impatto aspro e travagliato con la comunità di Battaglia e il suo contesto sociale, l’indole spensierata e allegra della Riviera del Brenta, la semplice quotidianità degli abitanti di Cagnola e la fortissima e impegnativa esperienza di insegnante in alcuni Istituti Superiori di Padova (Calvi, Gramsci, Nievo e Cornaro), negli anni in cui tutto il Paese viveva profondi cambiamenti sociali, politici e lavorativi e dove si cercava «di dare senso chiaro ai fatti e alle idee roventi, talora profetiche, talora assurde».

Giunge poi l’esperienza a Taggì di Sotto, il periodo più impegnativo e più esigente sul piano pastorale, dove tuttavia don Alessandro gioisce in particolare della vivacità giovanile, della presenza dei seminaristi inviati dal Seminario maggiore, dello sviluppo di vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, cui ha sempre dedicato grandissima considerazione, arrivando a scrivere: «Questi doni sono tuttora la ragione del mio sentirmi felice di essere prete». Ad Alano giunge «nel pomeriggio di una bellissima giornata di sole», imparando subito le vicende della guerra e dell’emigrazione, come nella natìa Asiago. Scrive: «Dopo quattro parrocchie ai quattro punti cardinali nei dintorni di Padova con quattro canali e quattro ponti, è venuto il tempo, questa volta, per il fiume Piave e relativo ponte, in attesa forse del ponte più lungo verso l’eternità».

In occasione del 50° di sacerdozio (2007) scrive una personale confessio laudis per ringraziare Dio di ogni dono: «Dio mi ha pensato, voluto, creato, nonostante l’alternarsi di docilità, resistenza e rifiuti dei suoi doni. La sofferenza sua nella passione e morte del Figlio Gesù sono il prezzo anticipato, la garanzia e lo sconto per la mia deficienza. Oggi voglio dire grazie e farne l’inno di lode per il resto della vita».

Al compimento, invece, del 55° di ordinazione (2012), don Alessandro annota: «Non chiedetemi dove sono stato meglio. Posso dire con serenità e sincerità che dovunque mi sono sentito “a posto” finché ho accettato in fiducia e obbedienza. Voi tutti date forza al grazie che insieme eleviamo al Signore».

Le esequie si celebreranno ad Alano di Piave, mercoledì 17 ottobre, alle 15.30: «Se la morte mi coglie ad Alano, quivi riposi nel cimitero di San Pietro, nella nuda terra, come seme in attesa di germogliare all’eternità. Tomba semplice. Croce di legno».

 

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