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Cineforum Gennaio 2016

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misericordia

Un Natale di Misericordia

Un Natale di Misericordia

Natale è nascita del Bambino Gesù. Quando parliamo di “bambino”, parliamo di una vita nuova che prende inizio. Anche quella di Gesù è vita che ha una storia, una storia di amore: quella di Dio. Questo bimbo è voluto da Dio per amore; è frutto di amore; è amore di Dio per la nostra storia di uomini e donne, per la gioia della nostra vita, perché è venuto per servire la nostra gioia. Gesù è venuto per noi!

La migliore descrizione del Natale è contenuta nella lettera di San Paolo ai    cristiani di Filippi (cap. 2): «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Egli pur essendo nella condizione di Dio non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, divenendo simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce, per questo Dio lo esaltò».

Il Natale, secondo questo bellissimo inno, ci parla dello stile dell’amore di Dio. È stile di abbassamento, di umiltà, di servizio, non di potenza o di orgoglio. Il Natale è perciò l’esperienza quotidiana di chi ama, donando se stesso, abbassandosi.  I sentimenti di Gesù, il suo sentire, il suo sguardo – rivolti agli uomini di tutti i tempi, ma soprattutto a quelli che lui ha incontrato – sono oggi ripetuti anche nelle nostre case: quando mamma, papà, nonni – per amore – servono, vivono silenzi, accettano sfide. Sono vissuti nelle nostre comunità cristiane: quando si perdona, quando si ricomincia, quando si restituisce fiducia. Sono vissuti anche nelle nostre città: quando si osano incontri, progetti, sguardi alti per la convivenza comune.

Quest’anno il Natale è anche evento per conoscere la misericordia di Dio, che è uno dei tratti del mistero dell’incarnazione di Dio e si manifesta in Gesù. Gesù ne ha parlato – ricordiamo le parabole del padre misericordioso, della pecorella smarrita che esprimono l’attenzione di Dio nei confronti di quanti si sono persi – e l’ha vissuta andando presso gli ultimi, i peccatori, le prostitute, i pubblicani …

Misericordia è amore di Dio offerto a ogni cristiano innanzitutto: anche i cristiani, anche le nostre comunità, la nostra Chiesa vivono della misericordia di Dio. Ma questa esperienza ci manda “oltre” la nostra Chiesa, “oltre” la nostra esperienza comunitaria, ci porta a donare misericordia, ad annunciare a tutti la misericordia di Dio. Noi ci proponiamo ricchi di Dio e del suo vangelo, non di noi stessi. Per questo dobbiamo uscire e farci carico di chi soffre, di chi è disperato, di chi è sconfitto. Riceviamo misericordia per dare misericordia. Cresciamo nell’esperienza della misericordia di Dio nella misura in cui sappiamo offrirla, sappiamo parlarne, sappiamo viverla. La misericordia ha nomi che ci parlano di Dio ma che sono e restano anche sogni per il nostro tempo e per il nostro vivere: misericordia è verità; misericordia è giustizia; misericordia è pace.

Auguro a tutti di camminare sulla strada di Gesù. La celebrazione della sua nascita sia per ciascuno disponibilità a mettersi in movimento, per migliorarsi, per diventare sempre più capaci di misericordia, di giustizia, di verità e di pace!

Questo è il Natale del Signore. Buon Natale!

+ Claudio Cipolla, vescovo di Padova, Natale 2015 

Bollettino valido da Domenica 27 Dicembre 2015 a Mercoledì 6 Gennaio 2016

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Auguri scomodi

Auguri scomodi

Carissiminon obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati. Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.

Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa   idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative. I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 Tonino Bello (1935-1993) – Vescovo di Molfetta dal 1982 al 1993

confessione

Il sacramento della misericordia: Il Giubileo per riscoprire la confessione

Il sacramento della misericordia

Il Giubileo per riscoprire la confessione

 «Tante persone si stanno riavvicinando al    sacramento della Riconciliazione e tra questi  molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore, per vivere un momento di intensa preghiera e riscoprire il senso della propria vita. Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia. Sarà per ogni penitente fonte di   vera pace interiore». Così scrive papa Francesco nella Bolla del Giubileo al n. 17.

Il Giubileo straordinario della misericordia può essere una bella occasione per una vera conversione riguardante il sacramento della Confessione. Da tempo questo sacramento è in crisi per molte ragioni. Da una parte siamo legati a certe abitudini che bloccano dei cambiamenti e miglioramenti, dall’altra a volte sentiamo troppo difficile, oppure inutile e superfluo andare a confessarci.

Da dove cominciare? Tre punti di partenza possono essere:

1) innanzitutto la decisione personale di voler crescere nel vivere questo sacramento, facendo la fatica di lasciarsi aiutare e di cambiare  abitudini, di prepararsi, di leggere il vangelo e trovare del tempo.

2) partendo da un esame di coscienza che sia autentico, schietto,    davanti al vangelo e ci possono aiutare le opere di misericordia.

3) Scegliendo di crescere nella conoscenza di questo sacramento di cui ci hanno parlato solo tanti anni fa a catechismo.

Ecco la proposta di tre incontri a gennaio, tre sabati dalle 9.00 alle 12.00 a Villa Immacolata, 16, 23 e 30 gennaio con don Gianandrea Di Donna insegnante di liturgia, quota di partecipazione € 30.00 a persona.

Il parroco, don Franco

Proposta Interparrocchiale di catechesi per giovani e adulti 2015|2016

Buona Domenica…voce di uno che grida nel deserto…preparate la via…(Lc 3, 1-6)

PROSSIMO INCONTRO | SABATO 12 DICEMBRE 2015ore 18-20 | con Michele VISENTIN, formatore adulti
Proposta Interparrocchiale di catechesi per giovani e adulti 2015|2016
a cura di
Consigli Pastorali Parrocchiali e Azione Cattolica Adulti
San Domenico | Selvazzano | Tencarola | Caselle | Rubano  

CATECHESI ADULTI Interparrocchiale 2015 2016 RECALL 06122015 FB