Bollettino valido da domenica 21 giugno a domenica 5 luglio

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Grazie, vescovo Antonio!

Giovedì 18 giugno, solennità di San Gregorio Barbarigo, il vescovo Antonio saluterà i presbiteri nel consueto incontro annuale in Seminario, mentre domenica 21 con una Messa alle 17.00 in Cattedrale a Padova il saluto si estenderà a tutti i fedeli della Diocesi.

Il cambio del Vescovo nella Diocesi di Padova è un avvenimento  poco frequente e infatti ci siamo tutti poco abituati. Il vescovo Girolamo Bortignon ha guidato la Diocesi per 33 anni (149-1982) e Antonio    Mattiazzo, 134° vescovo di Padova, per 26 (1989-2015), dopo i pochi  anni di Filippo Franceschi (1982-1989). Chi ha un incarico nella Chiesa Cattolica (parroco, diacono, vescovo) al compimento dei 75 anni deve presentare le dimissioni e poi attendere disposizioni, nel caso del Vescovo da parte del Papa.

Il momento che ci apprestiamo a vivere è tanto delicato quanto salutare perché da una parte crea un’interruzione rispetto a ciò a cui eravamo ormai abituati e dall’altra un’attesa verso qualcosa di nuovo. È un tempo di soglia. Queste dimensioni, l’interruzione e l’attesa, fanno sempre bene nella vita e aiutano a maturare atteggiamenti importanti come la riconoscenza, la pazienza, la disponibilità all’inedito, l’ospitalità alla sorpresa, la fiducia nel Signore: Colui che guida la storia attraverso e allo stesso tempo oltre forme storiche determinate e transitorie come le singole persone, le strutture, le abitudini.

Tante persone mi chiedono chi sarà il nuovo vescovo quasi nell’ansia di tappare ogni vuoto, ogni assenza, curiosità, incertezza… Perché facciamo così fatica ad aspettare e a vivere tempi di provvisorietà?   Perché è così difficile vivere l’attesa e la pazienza ad esempio nella riconoscenza per quanto vissuto e nella preghiera per l’avvenire? Grazie vescovo Antonio e grazie per questo tempo di sorpresa, di cui ogni cuore umano ha oggi più che mai desiderio per essere vivo.

Don Giulio Osto

Centro Estivo Elfi e Guerrieri 2015

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14 giugno: DOMENICA INSIEME

Messa + Mensa = comunità

Le persone sono tutte diverse tra loro per tanti motivi: età, lavoro, abitudini, carattere, visioni politiche, gusti alimentari, tendenze sessuali, allergie, devozioni, tifo sportivo… Cosa fa diventare un gruppo di      persone così diverse una comunità cristiana? Come fanno a essere un pezzo di chiesa tante persone che, se fosse per mille altre ragioni, forse nemmeno si incontrerebbero? Ebbene questo è proprio il miracolo dell’Eucaristia! L’Eucaristia fa la Chiesa. È il Signore Risorto che nel suo Spirito, convoca, raduna, unisce, ‘crea’ la Chiesa. Ciò che vale per la Messa, vale in fin dei conti anche per ogni mensa. Si evita di mangiare insieme con chi ci dà fastidio, ci si trova alla stessa tavola con gli amici, con le persone con le quali ci piace condividere del tempo, fare festa, gioire insieme.

Tutto questo per dire che, almeno una volta all’anno, è importante avere il coraggio di un segno tanto forte quanto semplice, tanto significativo quanto umile: condividere sia la Messa sia la Mensa. Un unico momento, un’unica celebrazione, un solo altare come una sola tavola. Senza dispersioni, senza tante differenze. Una scelta per ricordarci tutti che l’unità è un punto di arrivo, più che di partenza, e soprattutto l’unità è sempre un dono, una sorpresa, mai un prodotto dei nostri sforzi. È l’unico altare a fare una comunità, è l’umiltà a sedersi alla stessa tavola a dire la fraternità.

Domenica 14 giugno a Torreglia sarà celebrata una sola Messa alle ore 10.00 alla quale siamo tutti invitati, per poi continuare la giornata insieme con il pranzo condiviso, aperto a tutte le persone di        Torreglia: bambini, giovani, famiglie, adulti e anziani. Il pranzo sarà “porta e offri” e le cose da mangiare si potranno portare a partire dalle ore 9.30.