Campiscuola ACR 2015

Sono aperte le iscrizioni ai campiscuola!

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Puoi scaricare anche il modulo di iscrizione, da consegnare compilato in Centro Parrocchiale nelle date indicate nel volantino.

Festa della comunità 2015

5-6-7 e (11) + 12-13-14 giugno

 La comunità cristiana di Torreglia è intitolata al Sacro Cuore di Gesù,  solennità in data variabile perché celebrata sempre il venerdì dopo il Corpus Domini, quest’anno sarà, venerdì 12 giugno.

Ecco cinque novità della Festa della comunità di quest’anno.

  • Infiorata: domenica 7 giugno – Corpus Domini. In occasione di questa solennità verranno realizzate nel sagrato delle immagini con i fiori. Sono invitati a partecipare in particolare i ragazzi e genitori della Prima Comunione e della Cresima.
  • Serata a tema: giovedì 11 giugno. Una serata speciale a menù fisso con paella e gran fritto di pesce a partire dalle 19.00. Bella occasione per un ritrovo di gruppo. Serata aperta a tutti. Per i gruppi è gradita la prenotazione.
  • Festa patronale: Sacro Cuore, venerdì 12 giugno. Alle ore 18.00 Messa solenne con la partecipazione di preti e religiose che  hanno prestato il loro servizio a Torreglia. Un bel modo per      celebrare la festa liturgica della nostra comunità: il Sacro Cuore.
  • 50° Cinema-Teatro e 25° Gruppo La Perla. Durante la festa di giugno, e non solo, festeggiamenti per questi due anniversari. In modo particolare: sabato 14, ore 18.30 spettacolo musicale e teatrale.
  • Domenica insieme: domenica 14 giugno sarà celebrata una sola Messa alle ore 10.00 alla quale siamo tutti invitati, per poi continuare la giornata insieme con il pranzo condiviso, aperto a tutte le persone di Torreglia: bambini, giovani, famiglie, adulti e anziani. Particolarmente invitati i ragazzi e genitori dell’Iniziazione Cristiana. Il pranzo sarà “porta e offri” e le cose da mangiare si potranno portare a partire dalle ore 9.30.

Profughi: fratelli e sorelle

Il primo pensiero è di dar voce al dolore, alla sofferenza che proviamo di fronte a questa notizia e a queste immagini
Proviamo tutti rabbia, indignazione, dolore a pensare che queste persone per salvarsi dalla guerra, dalla fame, dalla tirannia sono costrette a morire in questi viaggi di disperazione-speranza.
È in atto un “terremoto” politico in moltissimo paesi ed è naturale che queste persone scappino verso situazioni migliori. Chi di noi non cercherebbe una situazione migliore per se stesso e per la propria famiglia?

In secondo luogo è evidente che siamo di fronte a un fenomeno drammatico, dalle proporzioni impressionanti, con numeri e cifre che non riusciamo nemmeno a immaginare
È necessario, a questo punto, sempre più che si innalzi un grido da tutti i cittadini italiani ed europei affinché intervenga l’Europa e l’ONU. Solo se tutta l’opinione pubblica è compatta e unita a pretendere un intervento umanitario c’è la speranza di riuscire a smuovere i governi nazionali, per superare gli inevitabili egoismi e affrontare questa situazione.
Se c’è una forte opinione pubblica si riesce a smuovere le coscienze dei governi. Se c’è una forte e motivata opinione pubblica i governi sono costretti a cercare insieme soluzioni e risposte.

L’intelligenza delle persone più esperte riuscirà a individuare le vie più adatte e possibili
In questi giorni si parla di allestire campi profughi nei paesi confinanti, predisporre un visto e un cordone umanitario per l’ingresso legale in Europa e un cordone navale per evitare che nella disperazione queste persone si buttino in mare, favorendo così la mafia degli scafisti.

Infine per le persone che sono già giunte in Italia non possiamo non favorire un’accoglienza dignitosa e umana affinché abbiano la possibilità di fare la richiesta di asilo politico come prevedono gli accordi internazionali.
Tutti, ora e subito, a qualsiasi livello siamo chiamati a collaborare per affrontare questa situazione. Stato, regioni, prefetture, comuni, associazioni, cooperative, parrocchie. Nessuno può e deve dire io non posso e non riesco. Tutti insieme siamo capaci e possiamo.

Favorire le micro accoglienze – massimo 5-6 persone – diffuse sul territorio in modo da innescare fin da subito una reale e fattiva integrazione e accoglienza inserendo queste persone nel tessuto locale attraverso corsi di italiano, esperienze di volontariato e servizio, work experience, lavori di pubblica utilità e conoscenza del nostro ambiente, delle nostre regole e abitudini.
L’esperienza di molte micro accoglienze presso alcune parrocchie della nostra diocesi, in sinergia con le cooperative sociali e i comuni dimostra che è possibile, che non crea paura e allarme sociale. Gli operatori delle cooperative offrono un sostegno e accompagnamento professionale, i volontari della Caritas favoriscono percorsi di integrazione attraverso esperienze di amicizia e relazione (insegnare a farsi da mangiare, qualche passeggiata o partita di calcio, incontro di scambio con i giovani del territorio, accompagnamento a conoscere i servizi del territorio).

Infine due appelli
Ai candidati in vista delle ormai prossime elezioni: evitate di trasformare questo tema così complesso e delicato in campagna elettorale dove spesso si è costretti a semplificare e ridurre. Fate una moratoria affinché non si ostacoli e si mettano i bastoni fra le ruote a chi cerca di impegnarsi e collaborare.

Al mondo dell’informazione: cercate di dar voce anche alle tante esperienze di accoglienze riuscite. L’informazione ha un grande potere di formare la pubblica opinione.

Con l’augurio e la speranza che di questi temi si possa parlare in maniera civile, costruttiva e razionale. Sono temi difficili e complessi, non ci sono soluzioni o ricette facili, ma insieme come comunità, a tutti i livelli – locale, nazionale e internazionale – possiamo e siamo in grado di stare e affrontare questa situazione.

Collaboriamo per uscire da questa situazione ancora più comunità civile e umana.

Sei capace di piangere?

«Adamo dove sei?», «Dov’è il tuo fratello?», sono le due domande che Dio pone all’inizio della storia dell’umanità e che rivolge anche a tutti gli uomini del nostro tempo, anche a noi. Ma io vorrei che ci ponessimo una terza domanda: «Chi di noi ha pianto per questo fatto e per fatti come questo?», Chi ha pianto per la morte di questi fratelli e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie famiglie? Siamo una società che ha dimenticato l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere! Nel Vangelo abbiamo ascoltato il grido, il pianto, il grande lamento: «Rachele piange i suoi figli… perché non sono più». Erode ha seminato morte per difendere il proprio benessere, la propria bolla di sapone. E questo continua a ripetersi… Domandiamo al Signore che cancelli ciò che di Erode è rimasto anche nel nostro cuore; domandiamo al Signore la grazia di piangere sulla nostra indifferenza, di piangere sulla crudeltà che c’è nel mondo, in noi, anche in coloro che nell’anonimato prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi come questo. «Chi ha pianto?». Chi ha pianto oggi nel mondo?

Signore, in questa Liturgia, che è una Liturgia di penitenza, chiediamo perdono per l’indifferenza verso tanti fratelli e sorelle, ti chiediamo Padre perdono per chi si è accomodato e si è chiuso nel proprio benessere che porta all’anestesia del cuore, ti chiediamo perdono per coloro che con le loro decisioni a livello mondiale hanno creato situazioni che conducono a questi drammi. Perdono Signore! Signore, che sentiamo anche oggi le tue domande: «Adamo dove sei?», «Dov’è il sangue di tuo fratello?».

 

Papa Francesco, dall’Omelia dell’8 luglio 2013 a Lampedusa

Hai voglia di un caffè biblico?

Una proposta per il 23 maggio e dal prossimo settembre

 Negli ultimi anni si è sviluppata molto la tecnologia dei timer crepuscolari. Questi apparecchi permettono di accendere le luci automaticamente appena la luce solare diminuisce, al crepuscolo dunque, e di spegnere automaticamente le luci al ritorno della luce solare, all’aurora. È possibile che entro il 2015 la OSRAM, la VIMAR, la GEWISS, o qualche altra grande industria di prodotti    elettrici, assegni al paese di Torreglia il titolo di Capitale del crepuscolare.      Infatti a Torreglia con il crepuscolo tutto si spegne. Con il suono dell’Ave Maria alle 20.30 tutto tace o ha già cominciato a tacere da tempo. Nessuno esce di casa, gli incontri serali sono rari e abbastanza deserti. Di sera a Torreglia ci sono solo persone che provengono da altrove. Chi si muove dopo le 20.30 sta tornando dal lavoro oppure lo sta continuando o iniziando. Torreglia:          capitale del crepuscolare © Un paese bellissimo, unico al mondo!

La proposta Il pane della Parola: ritrovarsi ogni lunedì sera per leggere insieme le letture bibliche della domenica, ormai ha compiuto un anno. Si è pensato di interrompere questa esperienza poiché la partecipazione è stata molto scarsa e l’entusiasmo ancora meno. Considerato il riconoscimento      invece di Torreglia: capitale del crepuscolare si pensava di proporre un’altra          esperienza: la colazione biblica. Quando sorge il sole, tutti si accendono,    anche a Torreglia! Che bello iniziare la giornata con un caffè in compagnia condito da qualche parola scambiata con gli amici, ma anche con qualche      parola della Bibbia! La colazione biblica, al sabato mattina, alle 8.15 presso il Centro Parrocchiale, con un caffè, un cappuccino, magari una pasta, e anche qualcosa in più: sì, una parola della Bibbia. Sì, perché non di solo pane vive l’uomo! San Girolamo sei secoli fa disse: ignorare la bibbia è ignorare Cristo. Per fortuna che è morto… Hai voglia di un caffè biblico? Bene, il primo      appuntamento sarà sabato 23 maggio, 8.15 in Centro Parrocchiale: un caffè e un po’ di bibbia. Poi da settembre, con l’inizio dell’anno scolastico si                riprenderà, dopo il crepuscolo dell’estate. Chi porta la bibbia berrà un caffè    gratis (uno solo).

don Giulio Osto