L’Angelus: il Natale pregato

I cristiani pregano ogni giorno l’Angelus. Il Papa lo prega pubblicamente ogni domenica alle 12.00.

L’Angelus è una preghiera totalmente natalizia! Preghiamo con i testi del Vangelo. Preghiamo con le parole dell’Annunciazione di Maria e con le parole del Vangelo secondo Giovanni che in due frasi descrivono il mistero dell’incarnazione: «Il Verbo si fece carne, e venne ad abitare in mezzo a noi». Preghiamo il Signore perché ci accompagni ogni giorno della nostra vita, fino alla gloria delle risurrezione.

Sia questo il modo più bello per augurarci un Buon Natale, con le parole del Vangelo sulle labbra! Parole che ci annunciano l’Emmanuele, il Dio-con-noi, ogni giorno.

Quando i cristiani fanno: “Oh…”

Le Antifone Maggiori dell’Avvento

L’elemento più caratteristico dal 17 al 23 dicembre è la presenza delle Antifone “O”, dette anche Antifone Maggiori di Avvento che aprono e concludono il Magnificat nei Vespri, a ricordare che il Messia ci viene donato da Maria. Sono così chiamate perché iniziano sempre con il vocativo formato dall’interiezione “O”, seguita da uno dei titoli attribuiti a Gesù.

Le Antifone Maggiori sono sette preghiere molto antiche entrate nella liturgia romana intorno al IX secolo. Composte da passi biblici sviluppano ciascuna un tema racchiuso nel titolo con cui iniziano, in latino: O Sapientia (17 dic), O Adonai (18 dic), O Radix Iesse (19 dic), O Clavis David (20 dic), O Oriens (21 dic), O Rex gentium (22 dic), O Emmanuel (23 dic).

Un aspetto estremamente curioso è il fatto che le lettere iniziali dei sette titoli cristologici latini, messe in ordine dall’ultima alla prima (vedi riquadro), formano l’acrostico ERO CRAS, sarò domani: è la promessa di Cristo nell’imminenza della sua venuta. Il singolare e ‘segreto’ legame tra tutti i titoli messianici rivelano l’unitarietà di questi testi che formano nel loro insieme una ricchissima riflessione sul mistero dell’incarnazione e sul senso dell’Avvento. Le Antifone Maggiori costituiscono un grandioso sentiero di sette tornanti che ci portano con pazienza e profondità a Betlemme.

don Giulio Osto

L’orchestra della gioia

Spunti per la terza settimana di Avvento

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési  (1Ts 5,16-24)
Fratelli, siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.  Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie. Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. Il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Degno di fede è colui che vi chiama: egli farà tutto questo!

La Terza Domenica di Avvento ci rivolge sempre un invito alla gioia, perché ormai la celebrazione del Natale è vicina.  A partire dalla II lettura possiamo comporre un insieme di suggerimenti diversi che insieme vanno a formare un’orchestra della gioia dove ogni singolo strumento fa la sua parte, ma solo nell’insieme si realizza la gioia del vangelo. L’esperienza della gioia è infatti  complessa perché legata a diversi fattori che devono amalgamarsi insieme in armonia. San Paolo ne enumera alcuni e li mette tutti in connessione a indicare uno stile. Ecco dunque: 1) la preghiera; 2) rendere grazie, la lode; 3) non spegnere lo Spirito; 4) non disprezzare le profezie; 5) vagliare ogni cosa e tenere ciò che è buono: il discernimento; 6) astenersi dal male; 7) essere irreprensibili. È proprio l’insieme e la relazione armonica di tutte queste pratiche che porta a una sinfonia della gioia. A noi dirigere l’orchestra.

Don Giulio Osto