Come si evangelizza?

Alcuni spunti da una Lettera del 2003 del card. Carlo Maria Martini, Alzati, va’ a Ninive, la grande città, alla chiesa di Milano. Si evangelizza in molti modi. Tenendo presenti gli esempi contenuti nel Nuovo Testamento, possiamo distinguere i seguenti:

  • Evangelizzare per proclamazione: è il modo di Gesù che “si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo” (Mc 1,14-15). La proclamazione non è però limitata alle occasioni pubbliche. Può avvenire anche nel dialogo fraterno, come quello di Gesù con la samaritana (Gv 4) o con i discepoli di Emmaus (Lc 24).
  • Evangelizzare per convocazione: è l’andare a chiamare tutti al banchetto, come fanno i servi della parabola: “Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze” (Mt 22,9).
  • Evangelizzare per attrazione: così fa la prima comunità di Gerusalemme che, anche senza inviare missionari, vede accorrere “la folla dalle città vicine a Gerusalemme” (Al 5,16).
  • Evangelizzare per irradiazione: come la lampada sul candeliere o la città sul monte “perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,16), 0 “come una lampada che arde e risplende”, alla cui luce ci si rallegra (cf. Gv 5,35). Si evangelizza con una “condotta irreprensibile tra i pagani, perché… al vedere le vostre buone opere giungano a glorificare Dio nel giorno del giudizio” (1Pt 2,12).
  • Evangelizzare per contagio (è una sfumatura del modo precedente): come una lampada si      accende da un’altra lampada, come un sorriso genera un altro sorriso. Può essere da persona a persona, da gruppo a gruppo, da gruppo a persone singole che sono contagiate dalla fede gioiosa di una comunità: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra” (Lc 12,49). “Anche se alcuni si rifiutano di credere alla Parola” possono “senza bisogno di parole essere conquistati considerando la vostra condotta”.
  • Evangelizzare per lievitazione: è un modo meno appariscente, più lento e nascosto, come “il lievito che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina porche tutta si fermenti” (Mi 13,33). Questo modo vale in particolare per la “evangelizzazione delle culture”. Tutti questi    diversi modi non si distinguono sempre adeguatamente e si integrano a vicenda.
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *