La Pace contesa

LA PACE CONTESA

La Pace contesa, un titolo che dice una complessità di situazioni, di pensiero, di posizioni, ma che chiede anche una riflessione approfondita. Con questo spirito Fisp – Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico della Diocesi di Padova, in collaborazione con l’Ufficio comunicazioni sociali e il settimanale diocesano La Difesa del popolo, propone una serata on line di confronto e riflessione – La Pace contesa – in programma venerdì 8 aprile alle ore 18.30, sul canale You Tube della Diocesi di Padova e  sul canale 11 di Telenuovo nella piattaforma Telenuovo Play.

Quattro gli obiettivi dichiarati della proposta e quattro le fasi del dibattito: 1) Approccio al conflitto: ama il tuo nemico? (per offrire al pubblico e in particolare alle comunità cristiane, chiavi di lettura per comprendere il conflitto in Ucraina); 2) Il commercio, le armi e il Vangelo (per uscire dalla logica binaria pacifisti/guerrafondai, armamenti/non armamenti ed entrare nella complessità della situazione); 3) Il ruolo del popolo nell’indirizzare il conflitto, la difesa popolare non violenta; 4) La questione migratoria e l’ondata di solidarietà (declinando quanto la fede e la Scrittura insegnano per leggere e vivere la storia anche nei suoi aspetti più violenti e conflittuali).

A confrontarsi su questi filoni di riflessione, interpellati da Luca Bortoli, direttore del settimanale diocesano La Difesa del popolo, saranno: Riccardo Redaelli, docente di Geo-Politics and Geo-History al dipartimento di Scienze politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Luigi Gui, docente di sociologia generale nel dipartimento di Studi umanistici dell’Università degli Studi di Trieste e direttore della Scuola di Formazione all’impegno sociale e politico della Diocesi di Padova; don Andrea Albertin, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica del Triveneto.

Daranno avvio al confronto i saluti e le introduzioni di suor Francesca Fiorese, direttrice dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro e di Giovanni Battista Lanfranchi, già docente di Storia del Vicino oriente antico all’Università di Padova e tra i proprietari di Villa Giusti, luogo in cui si svolgerà il confronto, scelto per il valore simbolico in quanto il 3 novembre 1918 qui venne firmato l’armistizio che pose fine alla Prima guerra mondiale.

La Pace contesa è un nuovo tassello nel percorso di riflessione e preghiera che la Diocesi di Padova, a vari livelli, sta offrendo da quando è esplosa la guerra in Ucraina. Percorso che ha visto un primo webinar – Guerra in terra d’Europa. Tessiture di pace all’opera – il 28 febbraio (disponibile on line); un momento di preghiera di pace pubblica mercoledì 2 marzo (disponibile on line); la preghiera del rosario con la consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dell’umanità e in particolare della Russia e dell’Ucraina, in comunione con papa Francesco, venerdì 25 marzo). E che proseguirà dopo Pasqua con un approfondimento settimanale che verrà diffuso attraverso gli strumenti diocesani (social, settimanale diocesano, podcast) e inviato ai parroci per poterlo utilizzare nei bollettini parrocchiali o in altri strumenti.

 

PACE A VOI

Si tratta di un itinerario in 5 tappe, dal titolo PACE A VOI (il saluto delle apparizioni del Risorto) che a partire dal Vangelo delle domeniche del tempo di Pasqua affronterà alcuni aspetti fondamentali per il cristiano, cercando un dialogo tra le risposte del mondo e le ragioni della nostra fede: Dal segno di pace al dono della Pace; Dal Dio degli eserciti al Dio della pace; Dalla guerra giusta alla costruzione della pace; Dalla pace dei sensi al senso della pace; Dalla paura alla pace. Aiuteranno nella riflessione: Giorgio Bonaccorso, monaco benedettino e docente di liturgia; don Andrea Albertin, biblista, docente di Sacra Scrittura alla Facoltà teologica del Triveneto; suor Francesca Fiorese, direttrice dell’Ufficio diocesano di Pastorale sociale e del lavoro; don Vincenzo Cretella, presbitero diocesano al centro Aletti; padre Gigi Maccalli e padre Lorenzo Snider missionario della Società missioni africane.

Un itinerario di pace che comprende e si affianca all’impegno per la richiesta di disponibilità alle parrocchie di spazi di accoglienza per i profughi dall’Ucraina, sollecitata da Caritas Padova, tramite la gestione delle cooperative che operano all’interno del sistema CAS (Centri accoglienza straordinaria) o tramite il SAI, (Sistema accoglienza integrata) che vede impegnati i Comuni che vi aderiscono e la raccolta fondi avviata fin dall’inizio per sostenere l’emergenza Ucraina.

LA COLLETTA PER LA POPOLAZIONE DELL’UCRAINA

Nel “cammino di pace” promosso dalla Diocesi di Padova si inserisce anche l’appello alle parrocchie di indire una colletta domenicale per l’Ucraina, entro il 15 maggio, rispondendo alla richiesta di una colletta nazionale per la popolazione dell’Ucraina inviata dalla Conferenza episcopale italiana, segno della concreta solidarietà di tutti i credenti,  assieme all’invito a «intensificare la preghiera perché si ponga la parola fine all’atrocità di un conflitto folle».

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Il messaggio del vescovo ai fratelli e sorelle delle comunità musulmane per l’inizio del Ramadan

Messaggio Augurale per l’inizio del Ramadan

Carissimi Fratelli e carissime Sorelle,

inizia oggi per le vostre Comunità un momento importante e sentito. Per questo, come Vescovo di Padova, voglio farmi a voi vicino. Con il Sacro mese di Ramadan i componenti delle Comunità musulmane vivono assieme un tempo penitenziale, per riconoscere a Dio quel primato che a lui solo spetta, per la sua grandezza, la sua sapienza e la sua misericordia.

Guardando a voi, i Padri del Concilio Vaticano II, ossia tutti i vescovi della terra raccolti a Roma dal Papa, evidenziavano con stima come i fedeli musulmani «apprezzano la vita morale e rendono culto a Dio soprattutto attraverso la preghiera, le elemosine e il digiuno» (Nostra aetate 3). Scrivevano questo nel 1965. In loro c’era la speranza di aprire per le nostre due Comunità – cristiana e musulmana – strade fruttuose di dialogo, dopo secoli di dissensi e incomprensioni. Oggi possiamo dire che quel seme di speranza ha portato frutti: dei bellissimi frutti. E di questo rendiamo lode a Dio.

Sempre in quell’occasione, i Vescovi del Concilio affidavano a cristiani e musulmani il compito di «difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà». Questo invito suona quantomai attuale. Pensando a questi nostri giorni e al travaglio che li sta attraversando, non possiamo non unire gli sforzi nella ricerca della pace e della libertà. La guerra tra Russia e Ucraina non ci può lasciare indifferenti. Dalle nostre Comunità – assieme – deve salire l’invocazione a Dio per la pace, la riconciliazione e la concordia tra i popoli.

Proprio il digiuno sembra oggi un modo concreto per esprimere questo desiderio. Nel Vangelo di Matteo, si leggono queste parole di Gesù: «Beato quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati» e anche «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» (Matteo 4,6.9). Pensando a queste parole di Gesù, Papa Francesco ha invitato negli scorsi giorni tutti gli uomini e le donne del mondo a vivere un giorno di digiuno. Voleva essere una concreta e sensibile espressione di partecipazione alla fame di giustizia provata da quanti ne sono stati privati a causa della guerra. Una maniera concreta per sospendere l’atteggiamento vorace e distruttivo verso le cose che sono nel mondo, e che non di rado sfocia in litigi e conflitti.

Anche voi saprete trovare nella vostra tradizione religiosa tanti altri motivi per vivere questo mese importante come una grande invocazione per la pace del mondo. È un dono di Dio e a lui lo dobbiamo chiedere con fiducia e costanza.

Prima di chiudere questo mio augurio, vorrei ricordare qualcosa che ha proprio il profumo della pace e della fratellanza universale. So che fino a pochi anni fa, prima della pandemia, alcune Comunità musulmane invitavano amici cristiani a condividere la chiusura del digiuno quotidiano, o la festa di fine Ramadan. Era una bella prassi di fratellanza che mi auguro possa riprendere. Abbiamo bisogno di gesti di comunione fraterna. Frequentarsi, conoscersi e condividerepotrebbero essere i tre verbi che le nostre due Comunità religiose assumono per vivere la pace. Da parte mia solleciterò le Comunità cristiane a praticarli. Penso che il Cielo ne sarà contento! E un po’ della sua pace scenderà su di noi e su tutto il mondo.

Vi accompagno con la mia preghiera in questo mese.

A voi, cari Fratelli e Sorelle musulmane, buon inizio di Ramadan.

+ Claudio, vescovo

2 aprile 2022

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Parrocchie mobilitate per l’accoglienza – Prosegue la raccolta offerte per l’emergenza Ucraina

A un mese dall’inizio del conflitto in Ucraina e dall’avvio dell’emergenza per sostenere le popolazioni in fuga, Caritas Padova fa un primo bilancio sulla risposta alla disponibilità dell’accoglienza e sulla raccolta fondi avviata fin dai primi giorni.

«La generosità delle persone è davvero grande. L’abbiamo verificata fin da subito – commenta Lorenzo Rampon, direttore di Caritas Padova – con l’avvio della raccolta fondi ma anche con la disponibilità di aiuti e di volontariato per l’accoglienza dei bambini e ragazzi provenienti da Leopoli e accolti nella struttura del Seminario Minore di Rubano, che mette a disposizione gli spazi e il vitto. Bambini che il Comune di Rubano ha affidato al personale qualificato e adeguatamente preparato di una cooperativa sociale. Per quanto riguarda la raccolta fondi, ad oggi, abbiamo superato i 380 mila euro. Centocinquantamila di questi saranno girati nei prossimi giorni a Caritas italiana che li veicolerà, attraverso canali sicuri e garantiti, alla rete di Caritas Ucraina e alle Caritas dei paesi confinanti. È fondamentale ora l’aiuto in loco – vista la drammaticità della situazione delle popolazioni che vivono sotto i bombardamenti – e il sostegno alle Caritas dei paesi confinanti che stanno accogliendo le persone in fuga dalla guerra. Secondo le cifre Onu – e sono dati in divenire – la Polonia ha ospitato due milioni di ucraini, la Romania accoglie circa 470mila persone, la Moldavia 350mila, l’Ungheria 270mila e la Slovacchia 220mila. Il resto dei fondi raccolti sono destinati al sostegno dei bambini a Rubano e ad altri progetti di sostegno all’emergenza Ucraina e ai profughi ucraini».

A questo proposito Caritas Padova, che siede al tavolo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dalla Prefettura di Padova, sottolinea l’importanza di non muoversi in maniera spontanea ma di seguire, specie per le accoglienze, le indicazioni date dalle istituzioni che coordinano tutte le pratiche necessarie all’arrivo di cittadini ucraini nel territorio (dagli adempimenti sanitari alle segnalazioni in questura), favorendo così l’inserimento nei circuiti di accoglienza che garantiscono non solo vitto e alloggio ma anche la mediazione culturale e altre necessità e supporti specifici per persone che arrivano da territori di guerra.

Anche le realtà parrocchiali che hanno disponibilità di spazi sono invitate a non muoversi autonomamente ma a segnalare a Caritas Padova la disponibilità in modo da essere messi in contatto con quelle cooperative sociali che garantiscono queste accoglienze.

A questo proposito sono a oggi 33 le parrocchie che hanno segnalato la disponibilità di spazi e strutture, per un totale di circa 150/200 posti. La metà sono state già messe in contatto con le cooperative sociali più adeguate e vicine territorialmente e si sono avviati i sopralluoghi o, in fasi più avanzata, l’accoglienza vera e propria. La disponibilità va da appartamenti ad ambienti delle ex scuole materne a varie canoniche al momento non utilizzate, ma idonee a ospitare.

«In questa fase emergenziale – riprende il direttore di Caritas Padova, Lorenzo Ramponè stata manifestata e raccolta una grande disponibilità di cittadini ad accogliere persone in fuga dall’Ucraina su tutto il territorio della diocesi, che va certamente sostenuta e non mortificata, ma richiede tuttavia un attento discernimento sulle singole situazioni; soprattutto per la particolare condizione di vulnerabilità delle persone che arrivano, che potrebbe esporle al rischio di cadere in situazioni pericolose, ambigue e inaffidabili. Considerata la delicatezza della situazione, attendiamo indicazioni puntuali da parte della Protezione Civile che sta strutturando, anche in collaborazione con Caritas Italiana, un sistema, oltre ai CAS e al SAI, di accoglienza esterna».

Per quanto riguarda medicinali o altri generi di prima necessità, Caritas Padova sconsiglia raccolte o invii diretti e l’utilizzo dei canali ufficiali che garantiscono l’arrivo dei beni laddove effettivamente servono o possono essere smistati adeguatamente.

 

L’appello all’accoglienza e all’accoglienza organizzata è stato rilanciato da Caritas Padova con una serata informativa e di approfondimento dedicata alle parrocchie, dal titolo Emergenza Ucraina – Come accogliere?  che si può rivedere di seguito:

 

 

Per donazioni:

  • bonifico bancario (intestato a Caritas – Diocesi di Padova) presso: Banca Etica filiale di PadovaIBAN: IT58 H050 1812 1010 00011004 009

causale: EMERGENZA UCRAINA

  • Bollettino postale sul conto n° 102 923 57 (intestato a Caritas diocesana di Padova), causale: EMERGENZA UCRAINA

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Elevazione musicale: Feria Sexta – In Passione Domini

Canto, solidarietà e impegno per la pace si intrecciano in occasione dell’elevazione musicale proposta in basilica Cattedrale, sabato 9 aprile alle ore 21, dall’Ufficio diocesano per la liturgia.

L’elevazione musicale è appuntamento tradizionale in preparazione alla Pasqua, che quest’anno sarà occasione di meditazione spirituale ma anche momento per partecipare, come Chiesa, alla sofferenza delle popolazioni martoriate dalla guerra ed essere vicini e solidali. Durante la serata infatti si raccoglieranno offerte, da devolvere a Caritas diocesana, per sostenere l’emergenza ucraina e i progetti in favore dei profughi provenienti da queste terre martoriate dalla guerra.

Feria Sexta. In Passione Domini è il titolo dell’elevazione musicale che nel sottotitolo porta la speranza: La luce vince le tenebre.

Un momento per prepararsi alla Pasqua, accompagnati dal Coro San Prosdocimo – Cappella musicale della Cattedrale, dalla Schola Venantius Fortunatus, con la direzione del maestro Alessio Randon.

Il repertorio proposto per l’elevazione musicale prevede composizioni prevalentemente antiche, eseguite “a cappella”, tratte dalla liturgia del Venerdì Santo: vanno dal gregoriano ad autori rinascimentali (Palestrina e De Victoria), barocchi (Lotti), settecenteschi (Haydn) e novecenteschi con lo Stabat Mater di Zoltan Kodaly.

Elevazione musicale programma


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Una famiglia di popoli

Nella domenica “in laetare”, nella domenica della gioia, in cui veniva proclamato il Vangelo del Padre Buono, le comunità cattoliche che si sono raccolte nel Duomo di Padova attorno al vescovo Claudio sono state una “profezia di fraternità”. Durante la Santa Messa della “Festa delle Comunità”, il vescovo ha sottolineato: “Noi stiamo proclamando ciò che l’uomo ritiene impossibile: la fraternità e la pace tra popoli diversi. Noi qui ci riconosciamo fratelli e sorelle attorno allo stesso Padre. Celebrando questa eucarestia, ci impegniamo a custodire la forza e l’amore che nasce dalla fede in Gesù Cristo”. Nel saluto ad un’assemblea rappresentativa di tanti Continenti ha raccomandato di “testimoniare, diffondere e custodire la fraternità e la pace”.

Nell’introduzione alla celebrazione don Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dei Migranti, ha evidenziato che “di fronte ai fatti drammatici della guerra, di cui proviamo vergogna, siamo maggiormente motivati alla solidarietà accogliente e alla realizzazione di progetti di fraternità e di pace”. Ed ha ricordato l’espressione significativa che Giovanni Paolo II usò nell’enciclica «Slavorum apostoli»: “L’Europa respira con due polmoni”. Un’idea illuminante, che si è poi travasata nella stessa costruzione dell’Europa con questo significato: “una comunità di Stati che mantengono ciascuno la propria identità, ma riconoscono ciò che li unisce e un vantaggio reciproco nel sostenersi a vicenda, come in una famiglia”.


 

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Exultet 2022: registrazione didattica e partiture del Preconio Pasquale

Al termine del corso “Exultet – 2022” tenuto nel mese di marzo u.s. dal Maestro Alessio Randon, direttore della Cappella Musicale della Cattedrale, presso l’Istituto Diocesano di canto e musica per la Liturgia – San Pio X, si mette a disposizione di diaconi, presbiteri e cantori la registrazione delle due melodie del Preconio Pasquale (una tratta dal gregoriano su elaborazione dello stesso Maestro Randon e l’altra tratta dal Messale Romano 2020). La registrazione, affidata alla voce del Maestro Francesco Cavagna, cantore della Cappella Musicale della Cattedrale, sarà utile alla rilettura di coloro che hanno già frequentato il corso quest’anno, ma anche a tutti coloro che dovranno esercitarsi per cantare il Preconio nel corso della Veglia Pasquale.

Si allegano anche entrambe le partiture, già predisposte alla stampa per l’uso liturgico.

Don Gianandrea Di Donna, direttore dell’Istituto diocesano di canto e musica per la liturgia “San Pio X”

 

EXULTET – partitura

 

EXULTET (dal gregoriano) – audio

 

EXULTET (MR 2020) – audio

 

 

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Fine stato di emergenza: le indicazioni per le celebrazioni liturgiche e per la Settimana Santa

Il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza (cfr DL 24 marzo 2022, n.24), offre la possibilità di una prudente ripresa. In seguito allo scambio di comunicazioni tra Conferenza Episcopale Italiana e Governo Italiano, con decorrenza 1° aprile 2022 è stabilita l’abrogazione del Protocollo del 7 maggio 2020 per le celebrazioni con il popolo. Tuttavia, la situazione sollecita tutti ad un senso di responsabilità e prudenza. Inoltre, il ritorno alla situazione pre-covid non dispensa dal celebrare in modo degno, ordinato e attento.

INDICAZIONI DI CARATTERE GENERALE

  • Il DL 24/2022 proroga fino al 30 aprile l’obbligo di indossare le mascherine negli ambienti al chiuso. Pertanto, nei luoghi di culto al chiuso si acceda sempre indossando la mascherina.
  • Riguardo al distanziamento, non è obbligatorio rispettare la distanza interpersonale. Si predisponga, però, quanto necessario e opportuno per evitare assembramenti di vario genere nelle chiese.
  • Si osservi l’indicazione di igienizzare le mani all’ingresso dei luoghi di culto. A questo proposito, si raccomanda anche di non perdere il gesto dell’accoglienza, ancora diffuso in tante comunità, che alle porte delle chiese è diventato un modo bello di verificare l’entrata delle persone, ma soprattutto di accoglierle con gentilezza e un sorriso.
  • Si continui a tenere vuote le acquasantiere.
  • Circa il rito della pace, è ancora opportuno evitare la stretta di mano o l’abbraccio.
  • Per la distribuzione della Comunione i ministri continueranno a indossare la mascherina e a igienizzare le mani prima di distribuirla. È caldamente consigliato di preferire ancora la distribuzione sul palmo della mano. Inoltre, si torni ad usare la fila nel modo tradizionale.
  • Coloro che hanno sintomi influenzali e quanti sono sottoposti a isolamento perché positivi al Covid-19 sono invitati a non partecipare alle celebrazioni.
  • Per quanto riguarda l’igiene degli ambienti, si abbia cura di favorire il ricambio dell’aria sempre, specialmente prima e dopo le celebrazioni. I luoghi, comprese le sagrestie, siano igienizzati periodicamente mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti.
  • Si può tenere la pratica delle processioni, con l’avvertenza a non creare assembramenti.
  • Si riprenda a raccogliere le offerte in denaro durante l’Offertorio.
  • I sussidi per il canto e la preghiera possono essere utilizzati di nuovo.

ORIENTAMENTI PER LA SETTIMANA SANTA 2022 

La partecipazione in presenza alle celebrazioni liturgiche rimane il modo abituale di celebrare: si limitino, quindi, le riprese in streaming delle celebrazioni e l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse.

La Domenica delle Palme, la Commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata come previsto dal Messale Romano. Si presti però attenzione che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé, evitando consegne o scambi di rami.

Nel pomeriggio, presso la cittadina Piazza delle Erbe, dalle ore 15 alle ore 17, è in programma la festa dedicata ai ragazzi della Iniziazione cristiana, presente il Vescovo Claudio, con attività dinamiche che non prevedono la processione[1].

Il Mercoledì della Settimana Santa è in programma la tradizionale Via Crucis che si svolgerà nella Cattedrale di Padova alle ore 20.30[2].

Il Giovedì Santo, si terrà in Cattedrale la Messa del Crisma, alle ore 10, nei modi abituali. Conclusa la celebrazione, si potranno ricevere gli Oli benedetti dal vescovo.
Nella Messa vespertina In Cena Domini il rito della lavanda dei piedi può essere ripristinato secondo quanto prescritto ai nn. 10-11 del Messale Romano (p.138).

Il Venerdì Santo, per la Celebrazione della Passione del Signore, tenuto conto dell’indicazione del Messale Romano (p. 152, n.13), il vescovo Claudio ha introdotto delle variazioni nella preghiera universale per ricordare in particolare il recente conflitto in Ucraina.

Scarica Le variazioni nella preghiera universale

L’atto di adorazione della Croce, evitando il bacio, avverrà secondo quanto prescritto ai nn. 18-19, del Messale Romano (p. 157), ovvero con la genuflessione oppure con l’adorazione silenziosa.

La Veglia Pasquale potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito.


[1] Per iscrizioni: www.acipadova.it

[2] Per iscrizioni: www.giovanipadova.it, www.acipadova.it

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Nella “domenica della gioia”, la Festa delle comunità

Appuntamento domenica 27 marzo, alle ore 16, in Basilica Cattedrale con la Festa delle comunità. Il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, celebrerà la santa messa con la presenza delle comunità cattoliche di altra madrelingua presenti in Diocesi. Concelebreranno i rispettivi sacerdoti che seguono le comunità cattoliche: cinese, africana francofona, africana anglofona, sri-lankese, filippina, indiana, polacca, romena, ispano-americana, ucraina.

La festa si colloca nella quarta domenica di Quaresima, “domenica della gioia”: «in questa domenica le comunità cattoliche che dal mondo hanno trovato casa nella Diocesi di Padova, ringraziano il Signore con il vescovo Claudio e si incaricano di dare un messaggio di unità e di pace», commenta don Gianromano Gnesotto, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale dei Migranti (Migrantes), che coordina le diverse realtà. «È un momento di festa – prosegue – per dare rilievo a questa pluralità di tradizioni, riti e devozioni particolari: è la ricchezza della diversità. Il significato di questa festa è di fare di tutti i popoli un’unica grande famiglia dove nessuno è indifferente all’altro».

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Uniti con Papa Francesco per la pace: la preghiera del vescovo in Cattedrale

La Chiesa di Padova accoglie l’invito di papa Francesco e si unisce in preghiera per la pace il prossimo 25 marzo, solennità dell’Annunciazione del Signore a Maria.

«Invito – sono le parole del Santo Padre all’Angelus di domenica 20 marzo – ogni comunità e ogni fedele a unirsi a me venerdì 25 marzo, Solennità dell’Annunciazione, nel compiere un solenne Atto di consacrazione dell’umanità, specialmente della Russia e dell’Ucraina, al Cuore immacolato di Maria, affinché Lei, la Regina della pace, ottenga al mondo la pace».

Facendo proprio questo accorato appello il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, pregherà il santo rosario e l’atto di consacrazione, nella basilica Cattedrale a Padova, venerdì 25 marzo alle ore 17, ora in cui il Santo Padre, affiderà l’umanità al Cuore immacolato di Maria durante la celebrazione penitenziale in basilica di San Pietro.

La preghiera con il vescovo sarà davanti all’altare della Madonna.

Il vescovo Claudio invita inoltre i preti, e in particolare i rettori dei santuari mariani, le comunità cristiane, i religiosi, le religiose e i fedeli tutti a unirsi in preghiera venerdì 25 marzo, per quanto possibile alla stessa ora.

 

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