Sinodo diocesano: scelti i temi, eletti i membri dell’assemblea sinodale

Giusto un anno fa – era domenica 16 maggio 2021 – il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla – con una solenne celebrazione in Cattedrale, indiceva (dandone l’annuncio) il Sinodo diocesano della Chiesa di Padova. Era l’avvio di quello che il vescovo definì un “santo viaggio”, a cui veniva invitata e convocata l’intera Chiesa di Padova. Un viaggio che ora entra nella sua tappa culminante, la celebrazione del Sinodo diocesano, che verrà solennemente aperto dal vescovo Claudio nella domenica di Pentecoste – il 5 giugno 2022, alle ore 16.30, in Basilica Cattedrale.

«Il Sinodo diocesano – scrive il vescovo Claudio nell’Instrumentum Laboris 1 – sarà aperto il giorno di Pentecoste, pienezza della Pasqua, per chiedere che sul nostro lavoro scenda la forza del suo Spirito e cambi l’acqua in vino, come a Cana di Galilea; il pane e il vino, in corpo e sangue di Cristo come nell’Eucaristia delle nostre comunità; la nostra assemblea in corpo del Signore risorto. Il dono è sempre eccedente rispetto alle attese».

Si aprirà una nuova fase del cammino sinodale: la Commissione preparatoria, che ha individuato i temi del Sinodo termina il suo mandato dopo aver affidato lo Strumento di lavoro (Instrumentum laboris 1) all’intera Diocesi e all’Assemblea sinodale che inizierà il suo cammino dopo aver fatto la professione di fede.

Il lavoro del Sinodo diocesano si muoverà sui temi individuati e su alcune prospettive di fondo: la conversione in chiave missionaria di tutta la pastorale; il volto e lo stile fraterno delle nostre parrocchie perché rendano accessibile il Vangelo alle persone; l’inculturazione del Vangelo in un contesto non più visibilmente cristiano nel quale i riferimenti valoriali al messaggio e alla persona di Gesù sono diventati labili.

La solenne celebrazione di apertura del Sinodo sarà caratterizzata da tre segni: la processione d’ingresso con il libro dei Vangeli; la colletta all’offertorio dedicata a sostenere tre progetti di Caritas diocesana orientati a farsi carico di situazioni di disagio e precarietà; la comunione agli ammalati con l’invio dei ministri straordinari della comunione a partire da questa celebrazione eucaristica. Stessi segni che le parrocchie della Diocesi di Padova sono invitate a porre durante le celebrazioni della domenica mattina, in simbolico ed effettivo collegamento con la celebrazione del Sinodo diocesano.

Invitati e presenti alla celebrazione di apertura del Sinodo i membri della Segreteria del Sinodo (che ha accompagnato tutto il lavoro di questo anno di preparazione), della Commissione preparatoria (composta da 60 persone, che hanno individuato i temi che saranno oggetto del Sinodo diocesano) e dell’Assemblea sinodale (circa 400 persone, tra membri di diritto, membri eletti e membri scelti dal vescovo).

La celebrazione di apertura sarà il momento solenne, ma la prossima settimana, l’intera Diocesi sarà coinvolta in una serie di incontri vicariali in cui verranno presentati i temi del Sinodo e un altro strumento – i gruppi di discernimento sinodale – che al pari degli spazi di dialogo dell’anno di preparazione, rappresentano un’occasione di secondo ascolto, per piccoli gruppi a partire questa volta dai temi del sinodo e si ritroveranno nel periodo ottobre a dicembre 2022. Il lavoro dei gruppi di discernimento sinodale sarà poi contributo per il lavoro dell’Assemblea sinodale, che lavorerà su base territoriale e per commissioni oltre che in sedute plenarie, per arrivare alla stesura del documento finale da consegnare al vescovo. La conclusione del Sinodo diocesano della Chiesa di Padova è prevista entro dicembre 2023.

Il percorso di discernimento che si apre per la Chiesa di Padova sarà accompagnato da un brano evangelico di riferimento – la narrazione delle nozze di Cana del Vangelo di Giovanni (Gv 2, 1-11) e da un’immagine realizzata dall’illustratrice Elisabetta Benfatto.


I TEMI del Sinodo diocesano della Chiesa di Padova

14 temi complessivi riconducibili a tre ambiti (dimensioni trasversali, soggetti, cantieri) sono il frutto del lavoro dell’anno di primo ascolto e di preparazione del Sinodo diocesano della Chiesa di Padova. Questi temi saranno ora affidati ai Gruppi di discernimento sinodale e saranno successivamente accompagnati anche da domande e provocazioni per renderli attinenti al contesto pastorale della nostra Diocesi. Sono le piste di riflessione che guideranno l’individuazione delle “proposizioni”, cioè le prospettive ecclesiali, gli obiettivi pastorali e le proposte di cambiamento da discutere in Assemblea sinodale.

Di seguito i temi suddivisi per ambito

DIMENSIONI TRASVERSALI

EVANGELIZZAZIONE E CULTURA: un arricchimento reciproco

LA CHIESA E GLI AMBITI DI VITA: un legame costitutivo

IL BISOGNO DI SPIRITUALITÀ: una ricerca vitale

LA LITURGIA: il desiderio di incontrare il Signore e i fratelli

SOGGETTI

LE FAMIGLIE: l’attuale complessità ci interpella

I GIOVANI E LE NUOVE GENERAZIONI: profezia per la Chiesa di Padova

L’IDENTITÀ E I COMPITI DEI FEDELI LAICI: la consapevolezza della dignità battesimale

L’IDENTITÀ E I COMPITI DEI PRESBITERI: un ripensamento necessario

 

CANTIERI

IL VOLTO DELLE PARROCCHIE: stare nella transizione e nel processo

LE PARROCCHIE E LO STILE EVANGELICO: una casa fraterna e ospitale

LE PRIORITÀ PASTORALI: l’annuncio al centro

LA COMUNICAZIONE DELLA FEDE: l’azione corale di tutta la comunità

L’ORGANIZZAZIONE PARROCCHIALE E TERRITORIALE: le parrocchie e gli altri livelli di collaborazione

LE STRUTTURE E LA SOSTENIBILITÀ ECONOMICA: la gestione ordinaria e straordinaria tra opportunità e criticità

 

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Messaggio del Papa per la 108ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (25 settembre 2022)

«Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura» (Eb 13,14).

Cari fratelli e sorelle!

Il senso ultimo del nostro “viaggio” in questo mondo è la ricerca della vera patria, il Regno di Dio inaugurato da Gesù Cristo, che troverà la sua piena realizzazione quando Lui tornerà nella gloria. Il suo Regno non è ancora compiuto, ma è già presente in coloro che hanno accolto la salvezza. «Il Regno di Dio è in noi. Benché sia ancora escatologico, sia il futuro del mondo, dell’umanità, allo stesso tempo si trova in noi».

La città futura è una «città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso» (Eb 11,10). Il suo progetto prevede un’intensa opera di costruzione nella quale tutti dobbiamo sentirci coinvolti in prima persona. Si tratta di un meticoloso lavoro di conversione personale e di trasformazione della realtà, per corrispondere sempre di più al piano divino. I drammi della storia ci ricordano quanto sia ancora lontano il raggiungimento della nostra meta, la Nuova Gerusalemme, «dimora di Dio con gli uomini» (Ap 21,3).  Ma non per questo dobbiamo perderci d’animo. Alla luce di quanto abbiamo appreso nelle tribolazioni degli ultimi tempi, siamo chiamati a rinnovare il nostro impegno per l’edificazione di un futuro più rispondente al progetto di Dio, di un mondo dove tutti possano vivere in pace e dignità.

«Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali avrà stabile dimora la giustizia» (2 Pt 3,13). La giustizia è uno degli elementi costitutivi del Regno di Dio. Nella ricerca quotidiana della sua volontà, essa va edificata con pazienza, sacrificio e determinazione, affinché tutti coloro che ne hanno fame e sete siano saziati (cfr Mt 5,6). La giustizia del Regno va compresa come la realizzazione dell’ordine divino, del suo armonioso disegno, dove, in Cristo morto e risorto, tutto il creato torna ad essere “cosa buona” e l’umanità “cosa molto buona” (cfr Gen 1,1-31). Ma perché regni questa meravigliosa armonia, bisogna accogliere la salvezza di Cristo, il suo Vangelo d’amore, perché siano eliminate le disuguaglianze e le discriminazioni del mondo presente.

Nessuno dev’essere escluso. Il suo progetto è essenzialmente inclusivo e mette al centro gli abitanti delle periferie esistenziali. Tra questi ci sono molti migranti e rifugiati, sfollati e vittime della tratta. La costruzione del Regno di Dio è con loro, perché senza di loro non sarebbe il Regno che Dio vuole. L’inclusione delle persone più vulnerabili è condizione necessaria per ottenervi piena cittadinanza. Dice infatti il Signore: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi» (Mt 25, 34-36).

Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati significa anche riconoscere e valorizzare quanto ciascuno di loro può apportare al processo di costruzione. Mi piace cogliere questo approccio al fenomeno migratorio in una visione profetica di Isaia, nella quale gli stranieri non figurano come invasori e distruttori, ma come lavoratori volenterosi che ricostruiscono le mura della nuova Gerusalemme, la Gerusalemme aperta a tutte le genti (cfr Is 60,10-11).

Nella medesima profezia l’arrivo degli stranieri è presentato come fonte di arricchimento: «Le ricchezze del mare si riverseranno su di te, verranno a te i beni dei popoli» (60,5). In effetti, la storia ci insegna che il contributo dei migranti e dei rifugiati è stato fondamentale per la crescita sociale ed economica delle nostre società. E lo è anche oggi. Il loro lavoro, la loro capacità di sacrificio, la loro giovinezza e il loro entusiasmo arricchiscono le comunità che li accolgono Ma questo contributo potrebbe essere assai più grande se valorizzato e sostenuto attraverso programmi mirati. Si tratta di un potenziale enorme, pronto ad esprimersi, se solo gliene viene offerta la possibilità.

Gli abitanti della nuova Gerusalemme – profetizza ancora Isaia – mantengono sempre spalancate le porte della città, perché possano entrare i forestieri con i loro doni: «Le tue porte saranno sempre aperte, non si chiuderanno né di giorno né di notte, per lasciar introdurre da te le ricchezze dei popoli» (60,11). La presenza di migranti e rifugiati rappresenta una grande sfida ma anche un’opportunità di crescita culturale e spirituale per tutti. Grazie a loro abbiamo la possibilità di conoscere meglio il mondo e la bellezza della sua diversità. Possiamo maturare in umanità e costruire insieme un “noi” più grande. Nella disponibilità reciproca si generano spazi di fecondo confronto tra visioni e tradizioni diverse, che aprono la mente a prospettive nuove. Scopriamo anche la ricchezza contenuta in religioni e spiritualità a noi sconosciute, e questo ci stimola ad approfondire le nostre proprie convinzioni.

Nella Gerusalemme delle genti il tempio del Signore è reso più bello dalle offerte che giungono da terre straniere: «Tutti i greggi di Kedàr si raduneranno da te, i montoni dei Nabatei saranno a tuo servizio, saliranno come offerta gradita sul mio altare; renderò splendido il tempio della mia gloria.» (60,7). In questa prospettiva, l’arrivo di migranti e rifugiati cattolici offre energia nuova alla vita ecclesiale delle comunità che li accolgono. Essi sono spesso portatori di dinamiche rivitalizzanti e animatori di celebrazioni vibranti. La condivisione di espressioni di fede e devozioni diverse rappresenta un’occasione privilegiata per vivere più pienamente la cattolicità del Popolo di Dio.

Cari fratelli e sorelle, e specialmente voi, giovani! Se vogliamo cooperare con il nostro Padre celeste nel costruire il futuro, facciamolo insieme con i nostri fratelli e le nostre sorelle migranti e rifugiati. Costruiamolo oggi! Perché il futuro comincia oggi e comincia da ciascuno di noi. Non possiamo lasciare alle prossime generazioni la responsabilità di decisioni che è necessario prendere adesso, perché il progetto di Dio sul mondo possa realizzarsi e venga il suo Regno di giustizia, di fraternità e di pace.

Roma, San Giovanni in Laterano, 9 maggio 2022

Preghiera

Signore, rendici portatori di speranza,
perché dove c’è oscurità regni la tua luce,
e dove c’è rassegnazione rinasca la fiducia nel futuro.

Signore, rendici strumenti della tua giustizia,
perché dove c’è esclusione fiorisca la fraternità,
e dove c’è ingordigia prosperi la condivisione.

Signore, rendici costruttori del tuo Regno
Insieme con i migranti e i rifugiati
e con tutti gli abitanti delle periferie.

Signore, fa’ che impariamo com’è bello
vivere tutti da fratelli e sorelle. Amen.

Scarica qui il Messaggio del Santo Padre Francesco per la 108ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2022

 

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Pellegrinaggio mariano

Lungo i 4 chilometri che da Torreglia, tra i colli Euganei, portano al Santuario di Monteortone, le comunità etniche cattoliche di Padova hanno espresso la loro devozione a Maria, domenica pomeriggio, 15 maggio. Un appuntamento che sarà annuale, scegliendo di volta in volta uno dei tanti e significativi Santuari dedicati alla Madonna che si trovano nella Diocesi di Padova.

Con i passi scanditi dalle “Ave Maria” in più lingue ed i vestiti tipici di ogni cultura, si è data la forte testimonianza di fede a Maria, Madonna del cammino. Simbolo eloquente del cammino della vita, questo pellegrinaggio ha espresso devozione, gioiosità del vivere, atteggiamento positivo di fronte alla vita.

Inoltre, c’è stata la gioia di stare insieme, condividendo quanto ognuno aveva portato.

 

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Sinodo Diocesano

Tra i 14 temi dell’Instrumentum laboris del Sinodo Diocesano la realtà delle migrazioni è ben presente e sarà un argomento sul quale si darà prova di discernimento e di rinnovati orientamenti.

Cinque rappresentanti, eletti tra le undici comunità etniche della nostra Diocesi, faranno parte dell’Assemblea Sinodale: NGOUNOU ELIOT (Camerun), DUMAKA CHRISTIAN CHUKWUMA (Nigeria), KOLER KARINA (Polonia), SILVA CECILIA (Filippine), SILVA SHENAN (Sri-Lanka).

 

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ACRissimo – festa degli incontri 2022

Torna domenica 15 maggio l’appuntamento con l’ACRissimo, la festa diocesana degli incontri per i bambini e ragazzi dell’Acr. Un appuntamento che si svolge solitamente ogni quattro anni, ma che la pandemia ha ritardato di un anno: l’ultima edizione infatti è stata fatta nel 2017 negli spazi del seminario Minore di Rubano.

Quest’anno la festa sarà una “city edition”: un sapore più cittadino, concentrando le attività a Padova città e coinvolgendo otto parrocchie – Santa Maria dei Servi, San Benedetto, San Giuseppe, Sant’Alberto Magno, Santa Croce, Santa Giustina, San Francesco, Santa Sofia – e il Seminario Maggiore.

In questi spazi i ragazzi dell’Acr che si sono iscritti (oltre 1.100) si ritroveranno fin dal mattino (9.30) in gruppi per partecipare alla messa domenicale e poi vivere, negli spazi parrocchiali messi a disposizione, momenti gioco, attività e laboratori, prima e dopo il pranzo al sacco. Attività che riprendono il tema della “sartoria”, che ha fatto da filo conduttore durante l’anno ed è stato protagonista anche della Festa delle Palme lo scorso 10 aprile. E si arricchirà della sottolineatura dell’incontro che arricchisce e fa crescere: l’incontro con gli altri (soprattutto nelle attività del mattino) fino all’incontro con Gesù (nell’appuntamento pomeridiano).

Alle 15.30 i partecipanti si ritroveranno infatti tutti in Cattedrale per un momento di preghiera con il vescovo Claudio Cipolla.

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Don Franco Puatto riposa tra le braccia del Padre

Don Franco Puatto nasce a Padova il 19 marzo 1939, nella parrocchia di San Giuseppe dove è stato battezzato qualche giorno dopo. Viene ordinato presbitero il 27 giugno 1965 nella Cattedrale di La Spezia, per la diocesi di La Spezia Sarzana Brugnato. Diventa subito vicario parrocchiale nella Cattedrale spezzina di Cristo Re, mentre nell’ottobre 1972 è vicario parrocchiale a S. Terenzio al Mare (La Spezia)
Nell’ottobre 1975 inizia il percorso accademico che lo avrebbe poi portato a conseguire il dottorato in Filosofia (alla Pontificia Università Lateranense di Roma, 1979) e il dottorato in Teologia Dogmatica (presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, 1984).
Nel gennaio 1980 è assistente presso l’Ospedale civile di La Spezia e anche presso il carcere cittadino.. Nel novembre 1987 è parroco di Santa Rita da Cascia (La Spezia) fino all’autunno 1999.
Nel maggio 2000 è nominato cappellano all’Ospedale di Camposampiero e nel successivo mese di novembre è incardinato nella diocesi di Padova.
Il 27 luglio 2001 viene nominato cappellano della struttura denominata Giubileo e dell’Hospice dell’OIC con sede alla Mandria. Dall’ottobre 2001 e fino al 2019 è cappellano di Casa Chantal e Casa San Francesco delle suore Salesie di Teolo.
Nel 2018 viene nominato penitenziere alla basilica del Carmine in Padova e collaboratore nel carcere circondariale di Padova. Dal 2019 era residente presso Casa del clero.
La morte lo ha raggiunto all’Opera della Provvidenza di Sarmeola il 13 maggio 2022.
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Appuntamento con il «Messaggero dei Ragazzi» domenica 15 maggio nel complesso del Santo

Nonostante i suoi 100 anni suonati, il MeRa – il «Messaggero dei Ragazzi», il mensile francescano pubblicato dai frati della Basilica del Santo a Padova dal 1922 –  è vivace e pieno di idee più che mai. L’ultima è l’invito a tutti i giovani lettori e simpatizzanti al “MeRa100”, la festa del compleanno n. 100, che si svolgerà domenica 15 maggio a Padova nel complesso della Basilica di S. Antonio.

«Cento anni sono un traguardo importante che ci spinge da un lato a far memoria di un passato prestigioso, fatto di tante persone che hanno collaborato a rendere speciale questa rivista, dall’altro lato a guardare al futuro con fiducia e con il desiderio di continuare a incontrare i ragazzi nel loro mondo, contribuendo ad accompagnarli nel loro percorso di crescita», commenta fra Massimiliano Patassini, il nuovo direttore editoriale del «Messaggero dei Ragazzi» e delle altre riviste del gruppo Messaggero di S. Antonio Editrice.

IL PROGRAMMA DELLA FESTA

L’appuntamento è domenica 15 maggio, dalle 14.30 di fino alle 17.30. Dopo l’accoglienza sul piazzale del Santo (ore 14.30), i partecipanti si cimenteranno insieme con “Grande gioco” a squadre alla scoperta del MeRa e della “copertina del secolo”. Alle ore 16.00 la celebrazione della santa messa animata da un gruppo di ragazzi della Domus Familiae padre Daniele. Al termine la festa tutti insieme con merenda.

Per partecipare è necessario registrarsi sul sito www.meraweb.it. Le iscrizioni terminano il 10 maggio. Sono possibili iscrizioni multiple, fino a 6 persone per form.

 

Sabato 4 giugno, alle ore 21.00, sempre nel sagrato della basilica, il «Messaggero dei Ragazzi» parteciperà alla premiazione del 47° Concorso nazionale della Bontà Sant’Antonio di Padova sul tema “Il futuro che vorrei. Racconta a papa Francesco il futuro che immagini e per il quale vorresti impegnarti”, rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie.

Per informazioni sulla festa del MeRa: tel. 049 8225777 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30) o redazione@meraweb.it

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Don Roberto Balbo riposa tra le braccia del Padre

Don Roberto Balbo, parroco di Sant’Andrea di Campodarsego (Pd), è mancato domenica 8 maggio 2022. Aveva 72 anni. Dallo scorso 8 febbraio era ricoverato a seguito di un ictus.

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