Torreglia. Riacceso il fuoco della comunità pagina. Torna la “terza di ottobre” dopo l’anno della pandemia

A Torreglia, il tradizionale appuntamento della “terza di ottobre” – saltato nel 2020 causa pandemia – è stato l’occasione per far ripartire alcune iniziative. I parrocchiani sono stati invitati a pranzare, ciascuno a casa propria, con i piatti preparati dai volontari: «Eravamo tutti intorno alla stessa grande mensa».

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Azione Cattolica. Facciamo una tenda. Accompagnati dal profeta Giona. Riparte la proposta di approfondimento biblico per giovani

Facciamo una tenda. Riparte la proposta di approfondimento biblico per giovani.

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Azione Cattolica. Fidanzati con il Signore: spiritualità per giovani coppie di fidanzati

Spiritualità per giovani coppie di fidanzati. Il percorso, iniziato il 24 ottobre, continua ogni terza domenica del mese.

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Grest: formazione coordinatori. “La buona rete”, accompagnamento personalizzato per le singole equipe

Come rinforzare l’esperienza di gruppo degli animatori adolescenti e dell’equipe di coordinamento del grest e attivare buone reti di relazioni che possano poi crescere nel tempo? Nasce da questa domanda/sfida l’obiettivo della formazione proposta dalla Pastorale dei giovani con Noi Padova per i coordinatori di grest.

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Nota della Chiesa di Padova: legami con il Brasile, appello a Bolsonaro

Il legame tra la terra veneta e, nello specifico padovana, con il Brasile è molto forte per la grande storia migratoria, per le relazioni mantenute con gli oriundi, e per la presenza missionaria diocesana e di diverse famiglie religiose che vivono il loro servizio in quel paese. Non possiamo dimenticare, in particolare, le testimonianze pagate con il sangue del comboniano padre Ezechiele Ramin e del fidei donum don Ruggero Ruvoletto, e neppure la sintonia e l’amicizia personale ed ecclesiale con i vescovi del Brasile che proprio in questi mesi stanno denunciando a gran voce violenze, soprusi, strumentalizzazioni della religione, devastazione ambientali e «l’aggravarsi di una grave crisi sanitaria, economica, etica, sociale e politica, intensificata dalla pandemia».

Le notizie di questi giorni accendono ulteriormente i riflettori sulla gestione dell’emergenza Covid, in un paese che ha registrato oltre 600mila morti per la pandemia.

A fronte di tutto questo la Chiesa di Padova, facendosi portavoce di un sentire diffuso e in forza del legame che unisce il Brasile con la nostra terra, coglie l’occasione del possibile passaggio ad Anguillara Veneta del presidente Bolsonaro, per chiedergli accoratamente di farsi promotore di politiche rispettose della giustizia, della salute, dell’ambiente, soprattutto per sostenere i poveri.

Non si nasconde che il conferimento della cittadinanza onoraria ci ha creato forte imbarazzo, stretti tra il rispetto per la principale carica del caro paese brasiliano e le tante e forti voci di sofferenza che sempre più ci raggiungono, e non possiamo trascurare, gridate da amici, fratelli e sorelle.

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Sinodo. A che punto siamo? Sfide colte e da cogliere

A che punto siamo come Chiesa di Padova? Questa la domanda al centro del terzo incontro di formazione della Commissione preparatoria. A questa domanda rispondono Francesca Schiano e don Andrea Toniolo: le parrocchie sono un patrimonio prezioso, il rischio è di “dilapidarlo”.

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Terra Santa, in ascolto. La testimonianza del vescovo Antonio Mattiazzo, a servizio della Custodia di Terra Santa tra Nazareth e Betlemme

Mons. Mattiazzo: «Vivere dove è vissuto Gesù è motivo di grazia e di gioia, ma ci si confronta con la verità che Lui è ancora “segno di contraddizione”».

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Basta respingimenti

«Esprimo la mia vicinanza alle migliaia di migranti, rifugiati e altri bisognosi di protezione in Libia. Non vi dimentico mai, sento le vostre grida e prego per voi». Papa Francesco interviene all’ Angelus, poco dopo mezzogiorno di domenica 24 ottobre, mentre la Ong Alarm Phone lancia l’allarme per due imbarcazioni alla deriva nel Mediterraneo con almeno 128 persone in fuga dalla Libia e tra queste tanti bimbi. L’ ennesimo naufragio che in Italia riapre il fronte della contestazione politica, evidentemente per raccattare consensi, mentre poco ci si cura delle persone che muoiono.
Papa Francesco ripete la parola «lager» per definire le carceri della Libia, dove vengono rinchiusi i migranti che cercano di imbarcarsi per l’Europa. E prima di invitare i fedeli a «pregare insieme in silenzio», dice: «Occorre porre fine al ritorno dei migranti in Paesi non sicuri e dare priorità al soccorso di vite umane in mare con dispositivi di salvataggio e di sbarco prevedibile, garantire loro condizioni di vita degne, alternative alla detenzione, percorsi regolari di migrazione e accesso alle procedure di asilo. Sentiamoci tutti responsabili di questi nostri fratelli e sorelle, che da troppi anni sono vittime di questa gravissima situazione».

 

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Il dramma dei profughi siriani

«La difficoltà della vita» è il titolo della foto che ritrae un padre, profugo siriano in Turchia, con una stampella al posto di una gamba, che tiene in braccio il figlio, privo di gambe. È il dramma di chi vive in luoghi di guerra, con la speranza di emigrare.
Il fotografo turco Mehmet Aslan ha vinto con questa foto il Siena International Photo Awards, prestigioso concorso fotografico cui partecipano artisti di 163 Paesi.
La foto, come si dice in questi tempi, è diventata “virale”.

 

 

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