Svelata la targa dedicata a San Leopoldo e al suo miracolo in via Dante

Il “miracolo del calesse” è uno dei tre miracoli attribuiti a San Leopoldo ufficialmente riconosciuti dalla Chiesa. Avvenne in Via Dante a Padova.

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Prosegue a ritmo intenso con incontri forti ed emozionanti il viaggio del vescovo Claudio in Brasile

È stata una prima settimana intensa, ricca di incontri e di esperienze, quella vissuta dal vescovo Claudio Cipolla in Brasile. Il viaggio è iniziato lo scorso 29 giugno con la partenza dall’aeroporto di Venezia. Insieme al vescovo viaggiano don Raffaele Gobbi, direttore del Centro missionario di Padova, e don Mattia Bezze che rimarrà alcuni mesi in queste terre dove già operano cinque missionari fidei donum.

il vescovo Claudio insieme al vescovo emerito di Barra do Piraí-Volta Redonda, oriundo padovano, mons. Francesco Biasin

♦ Mercoledì 30 giugno, prima tappa a Duque de Caxias, dove  il vescovo ha incontrato mons. Francesco Biasin,

il vescovo Claudio insieme al vescovo di Duque de Caxias mons. Tarcisio Nascentes dos Santos

vescovo emerito di Volta Redonda-Piraì, padovano di nascita. Don Francesco è fidei donum in Brasile da cinquant’anni, per sei mesi è stato direttore dell’ufficio missionario diocesano di Padova, prima di essere eletto vescovo da Giovanni Paolo II. E successivamente mons. Cipolla si è intrattenuto con  il vescovo di Duque de Caxias, mons. Tarcisio Nascentes dos Santos.

♦ Giunto a Boa Vista, nella realtà missionaria di Roraima, il vescovo è stato accolto con affetto dai missionari fidei donum già presenti: don Luigi Turato, don Mario Gamba, don Orazio Zecchin, don Benedetto Zampieri, don Lucio Nicoletto.
Qui è stato toccante il momento di saluto a don Orazio Zecchin che dopo 49 anni  di missione rientra in Italia.



♦ Lunedì 5 luglio il vescovo Claudio ha fatto visita alle suore Orsoline che nella periferia di Boa Vista fanno opera di promozione sociale, specie per donne e minori. Alla messa era presente anche don Attilio, fidei donum di Vicenza. L’incontro ha rafforzato il vincolo di amicizia e collaborazione missionaria fra le nostre due diocesi confinanti.

 

♦ Il vescovo Claudio ha trascorso martedì 6 luglio a Pacaraima, dove passa il confine fra Brasile e Venezuela. Accompagnato dal parroco locale, don Jefferson Antonio, ha visitato varie realtà di accoglienza di profughi venezuelani. Fra le altre realtà impegnate in questa opera, le suore di San Giuseppe. Le problematiche di pastorale dei migranti e sostegno alle piccole comunità cattoliche della parrocchia sono state particolarmente toccanti.

 






 

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Up di Sant’Urbano. Tante iniziative per vivere esperienze di crescita

Grest, doposcuola (è una novità), campi per tutte le età (comprese le famiglie), tornei… per un’estate davvero ricca.

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Don Orazio Zecchin saluta la missione in Brasile. Il rientro, dopo 49 anni, annunciato durante la visita del vescovo Claudio

Toccante momento di saluto a don Orazio Zecchin, che dopo 49 anni da fidei donum in Brasile, prossimamente rientrerà in Italia.

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Santa Caterina da Siena. Il sangue di Cristo è il segno della redenzione, la certezza dell’amore di Dio per l’umanità intera

Noi Padova. Quadriennio 2021-25. Eletto il nuovo cda. Riconfermato Brocca

Eletti nove consiglieri che avranno ora il compito di mettere in rete le esperienze delle diverse realtà parrocchiali per un arricchimento di idee, di esperienze e di progetti. Ai consiglieri spetta il compito, difficile ma appassionante, di aiutare le parrocchie a tornare a essere quei luoghi di aggregazione e formazione dei quali c’è estremo bisogno.

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Domenica 11 luglio: l’invito della Chiesa italia a pregare per i migranti e per quanti hanno perso la vita in mare

Nella festa di san Benedetto, patrono d’Europa, la Chiesa italiana invita le comunità ecclesiali a pregare per i migranti e in particolare per quanti hanno perso la vita in mare mentre cercavano di raggiungere le coste italiane ed europee. Di seguito l’intenzione di preghiera proposta per la lettura nelle parrocchie domenica 11 luglio 2021.

Per tutti i migranti e, in particolare, per quanti tra loro hanno perso la vita in mare, naviganti alla ricerca di un futuro e di speranza. Risplenda per loro il tuo volto, o Padre, al di là delle nostre umane appartenenze e la tua benedizione accompagni tutti in mezzo ai flutti dell’esistenza terrena verso il porto del tuo Regno.

Al cuore delle loro famiglie, che non avranno mai la certezza di ciò che è successo ai loro cari, Dio sussurri parole di consolazione e conforto. Lo Spirito Santo aleggi sulle acque, affinché siano fonte di vita e non luogo di sepoltura, e illumini le menti dei governanti perché, mediante leggi giuste e solidali, il Mare Nostrum, per intercessione di san Benedetto, patrono d’Europa, sia ponte tra le sponde della terra, oceano di pace, arco di fratellanza di popoli e culture.

Preghiamo.

Papa Francesco nelle ultime domeniche di giugno, durante l’Angelus, ha ricordato le tragedie che continuano a verificarsi nel Mediterraneo, che «è diventato il cimitero più grande dell’Europa» e ha sollecitato ad aprire il cuore ai rifugiati: «facciamo nostre le loro tristezze e le loro gioie; impariamo dalla loro coraggiosa resilienza!».

I dati dell’Organizzazione mondiale per le migrazioni segnalano che nei primi cinque mesi del 2021 sono morte nel Mediterrano 632 persone, il 200% in più rispetto allo scorso anno, di cui 173 accertate e 459 disperse. A queste vanno aggiunte le vittime di altre rotte del mare, tra cui quella delle Canarie, e ancora quanti muoiono nel deserto del Sahara, in Libia o nei Balcani.

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Senza offendere nessuno. Chi non si schiera è perduto

In libreria dal maggio scorso, “Senza offendere nessuno” è il primo libro del noto attore romano, presente attualmente anche sulle scene della nuova serie di “Doc nelle tue mani” (cfr Rai1).

Il libro, come lo stesso autore commenta in una recente intervista di Milena Castigli, è “un testo tragicomico su quello che lo schieramento ideologico ha significato nella mia vita, sia come cristiano, sia come attivista. È un testo molto personale, dove parlo anche di fede e di quanto questo influisca nella mia vita quotidiana e lavorativa. Ma sempre in modo ironico e divertente! Insomma: un testo profondo ma al contempo comico. La comicità è sempre stata uno strumento con il quale mi sento a mio agio, anche – e forse soprattutto – quando si toccano temi importanti!”.

Oscillando caratteristicamente tra serio e faceto, l’autore descrive (e proscrive) i sottintesi (e malintesi) legati agli stereotipi fondamentali della nostra società e, da cattolico praticamente com’è, in modo particolare alcuni di quelli relativi all’essere cristiani.

È lo stesso scrittore a dire, nella citata intervista, quanto sia importante nella sua esperienza la fede: “Moltissimo. Ma la fede è sia aiuto sia impedimento. La fede infatti non ti lascia stare tranquillo: non è un antidepressivo! È invece una ricerca continua che ti obbliga a farti domande molto serie e cruciali. Ma alla fine avere fede è di grande aiuto perché mi dà speranza, nonostante tutto. Speranza anche nelle situazioni più drammatiche, come la malattia, o una crisi familiare, o un lungo periodo senza lavoro. La fede mi dà inoltre la speranza che ci sia qualcos’altro oltre la morte, che non sia l’ultima parola. Però questa speranza va comunque nutrita attraverso la ricerca, alla quale ti spinge quella santa inquietudine di cui parlava sant’Agostino!”.

Con queste premesse, il libro si presenta come un’ottima lettura estiva, leggera ma allo stesso tempo capace di incrociare il vissuto quotidiano da cui le vacanze in parte allontanano ma senza estraniare.