17a edizione del Festival Biblico – Siete tutti fratelli

Siete tutti fratelli è il tema scelto per questa 17ª edizione del Festival Biblico che, riprendendo parte delle parole di Gesù riportate dal Vangelo di Matteo, pone al centro del proprio percorso la fratellanza universale.

Nella sede di Padova il tema emergente ed emergenziale della fraternità consentirà una pluralità di linguaggi alternando eventi di spettacolo ad approfondimenti su arte, Scrittura, geopolitica, ambito sociale, dialogo interreligioso. Per quello che riguarda gli spettacoli, venerdì 25 giugno sul sagrato della Cattedrale andrà in scena un gioco di parole e musica tra don Luigi Verdi e Simone Cristicchi sul tema della cura; sabato 26 giugno all’MPX –  Multisala Pio X, con l’onorevole Pietro Bartolo e la proiezione del film Nour si parlerà di migrazione; domenica 27 giugno sull’onda di suggestioni dantesche e immagini di Papa Francesco al Centro Culturale San Gaetano andrà in scena una danza corale con persone di età ed esperienze diverse. Il linguaggio delle immagini si polarizzerà attraverso una mostra pittorica dell’’UCAI che sarà presente per tutti i tre giorni di Festival nella chiesa barocca di San Gaetano, mentre il Centro Universitario ospiterà una mostra fotografica a cura di Irfoss sul tema antitetico dell’isolamento e della fratellanza e il Battistero offrirà lo spunto per una lettura di immagini di fraternità da Caino al discepolo amato. Ci sarà la poesia, con i vincitori del premio di poesia religiosa di Camposampiero che ci aiuterà a percorrere la fratellanza attraverso la bellezza. Il tema biblico verrà, invece, approfondito con il professor Matteo Crimella e con Jean Louis Ska e il filosofo David Assael che parleranno di fraternità ferite e risanate nella Scrittura nella chiesa di Santa Sofia.

In collaborazione con l’ISSR e la Facoltà teologica verrà organizzato giovedì 24 giugno nella Biblioteca della Facoltà teologica del Triveneto un incontro interreligioso che si interrogherà su quale fraternità sia possibile nelle religioni e tra le religioni oggi, mentre venerdì 25 giugno al Civitas Vitae “Angelo Ferro” il dialogo tra il giornalista Dario Fabbris di Limes (in video collegamento) e il direttore di Avvenire Marco Tarquinio si concentrerà sullo stato delle democrazie occidentali. Domenica 27 giugno, una Meditazione accompagnata da canto e danza nella chiesa di Santa Sofia ci aiuterà a stare “sotto la Croce” a partire dai versetti 25-27 del cap.19 del quarto Vangelo, mente le persone detenute in carcere allestiranno al Centro Universitario uno spettacolo dal titolo Babele che ospiterà anche un intervento del biblista Sabino Chialà.

Dall’11 al 13 giugno saranno poi attive anche le sedi provinciali. A Monselice con un reading musicale, un incontro con il poeta Davide Rondoni, con la scrittrice Maria Pia Veladiano e con il filosofo Bruno Mastroianni. A Candiana con il padre comboniano Giulio Albanese. A Fiesso D’Artico con la pastora Lidia Maggi e con padre Gianni Cappelletto.

Scarica qui il programma completo del Festival Biblico a Padova e provincia

 

La lunga notte delle Chiese a Padova, Monselice e Vigodarzere

Torna per il terzo anno a Padova, coordinata dall’Ufficio di Pastorale della Cultura e dell’Università e dal Centro universitario, La lunga notte delle Chiese, iniziativa approdata in Italia nel 2016 grazie all’associazione BellunoLaNotte, che si è ispirata alla Lange Nacht der Kirchen, da parecchi anni proposta in Austria e in Alto Adige, coinvolgendo centinaia di chiese contemporaneamente.

E torna in presenza, dopo un’edizione, quella dello scorso anno, vissuta con un’unica proposta dal vivo e il resto, necessariamente, on line. Quest’anno invece si tornerà a vivere le chiese e altri ambienti sia a Padova che in provincia, con appuntamenti anche a Monselice e Vigodarzere.

Appuntamento venerdì 4 giugno 2021!

L’iniziativa nazionale ha il patrocinio di: Pontificio Consiglio per la Cultura, Senato della Repubblica, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione del Veneto e Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il Sostegno di Cattolica assicurazioni.

Tema di questa edizione de La Lunga notte delle Chiese alias La notte bianca delle Chiese è #Fragili “Ed io avrò cura di te?”. Un richiamo alla fragilità e alla cura, parole tanto utilizzate in questo tempo di pandemia, che riconducono anche alla parabola del Buon Samaritano a cui fa riferimento l’ultima enciclica di papa Francesco: “Fratelli tutti!”.

Un’attenzione alla fragilità e alla cura che nella Lunga notte delle Chiese intreccerà l’arte nelle diverse espressioni (musica, mostre d’arte, letture, riflessioni); la spiritualità con il riferimento all’enciclica Fratelli tuttiche, basata sulla fraternità e l’amicizia sociale, indica la via della “cura del prossimo”; e la storia con la possibilità di visitare alcuni ambienti particolarmente significativi (soprattutto chiese), ricchi di interessa dal punto di vista storico e artistico e collegati per vicende o opere agli ambiti della fragilità e della cura.

Ecco allora un ricchissimo programma per venerdì 4 giugno, con appuntamenti vari dalle 18 alle 23 a seconda dei luoghi, sempre nel rispetto delle normative anti Covid 19 e quindi con distanziamento, numeri contingentati e utilizzo di mascherine.

A Padova città sono ben nove i luoghi aperti che ospiteranno diverse iniziative culturali, tutte con riferimento alla cura e in particolare nelle zone che hanno visto la nascita in città dei primi ospedali (ospitali): chiesa di San Francesco d’Assisi, sorta nel XV secolo come cappella del primo ospedale padovano; la sede di Medici con l’Africa Cuamm, ong sanitaria che opera in Africa da 70 anni; la chiesa di Santa Sofia, tra le più antiche chiese di Padova, al suo interno conserva una quattrocentesca (1430) Pietà, opera dello scultore austriaco Egidio da Wiener Neustadt; la chiesa della Beata vergine Immacolata in via Belzoni, riferimento per la Comunità di Sant’Egidio; la chiesa di Ognissanti nell’omonima via, che conserva una suggestiva pala d’altare raffigurante la Visitazione, con l’incontro tra Maria ed Elisabetta, entrambe in attesa di un figlio; la chiesetta di Santa Maria ad Nives, in via Ospedale civile, è la chiesa annessa all’ospedale Giustinianeo, affidata alle cure dei padri Camilliani; la chiesa di San Gaetano in via Altinate, ricchissima d’arte conserva una serie di deposizioni e un magnifico crocifisso ligneo; la cappella universitaria San Massimo, in vicolo San Massimo, dove è sepolto il celebre anatomista Giovanni Battista Morgagni e dove sono conservate tra pale di Giovan Battista Tiepolo; la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in via Cesare Battisti, fondata dalle monache Illuminate Agostiniane che svolgevano opera di recupero sociale di donne dai percorsi travagliati.

Tutti luoghi ricchi di storia da scoprire che saranno illustrati, raccontati e fatti vivere da altri eventi durante la Lunga notte delle Chiese. In ciascuno ci sarà la spiegazione storico artistica o la visita accompagnata da esperti d’arte, teologi o dall’équipe arte e catechesi e vi saranno momenti musicali o canori. Poi ogni sede avrà proposte specifiche: in taluni casi verranno illustrati i progetti sostenuti dalle realtà che li abitano (Cuamm e Comunità di Sant’Egidio), in altri ci sarà la riflessione spirituale (chiesa di San Francesco, chiesa di Santa Sofia, chiesa di Santa Caterina d’Alessandria) o la preghiera di guarigione (chiesa dell’Immacolata), o ancora l’introduzione alle figure di cura del Nuovo Testamento (chiesa di Ognissanti), o la celebrazione eucaristica (cappella San Massimo, Santa Maria Ad Nives); la lettura di brani inediti e mostre d’arte e fotografiche (chiesa di San Gaetano). Tra gli artisti coinvolti ci sono: SolEnsemble, coro del dipartimento di matematica “Corollario”; gli Antenori; l’organista Paul Merz di Friburgo; l’ensemble Bottega Tartiniana; il Quartetto Barocco con Piero Toso, la pianista Martina Delluniversità.

Andando nel territorio a Monselice l’appuntamento è doppio: nell’antica Pieve di Santa Giustina e nel percorso giubilare delle Sette Chiese, con una serata che inizia alle 19.30 da un lato con l’apertura del percorso alle Sette Chiese e la passeggiata sul tema “Bellezza e Fragilità”; e dall’altro con la serata di lettura di brani e poesie nella pieve, accompagnanti dalla musica di arpa, violino e chitarra e alcune testimonianze di luoghi di cura: la comunità San Francesco, la Caritas parrocchiale, l’associazione Aias Padova; la casa di riposo di Monselice, l’ospedale Madre Teresa di Calcutta, la scuola…

L’iniziativa monselicense è sostenuta e curata dal vicariato di Monselice in collaborazione con il Comune di Monselice, il Gruppo Veglia, l’associazione Amici della Pieve di Santa Giustina, la Protezione civile e l’associazione Carabinieri in congedo.

A Vigodarzere invece l’appuntamento è a Villa Zusto, dove sarà possibile dalle 19.30 alle 22 sostare nell’oratorio per un momento di spiritualità, di arte e di accompagnamento musicale realizzato in collaborazione con la parrocchia di San Martino e il Comune di Vigodarzere.

Infine oltre ai luoghi fisici, la Lunga notte delle Chiese vede la partecipazione “virtuale” dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio, che propone un video realizzato da educatori, ospiti e completato da interventi musicali, in cui il tema della “fragilità” è declinato insieme a “preziosità”, per scoprire il valore e l’unicità di ciascuno (https://www.youtube.com/watch?v=8Wjw1u0cvjI)

Orari e programmi della Lunga notte delle Chiese sono disponibili sui siti:

www.centrouniversitariopadova.it

www.diocesipadova.it

e naturalmente su

https://www.lunganottedellechiese.com/elenco-chiese-partecipanti-2021/

Leggi tutto il programma

Guarda la proposta dell’Opera della Provvidenza Sant’Antonio

La lunga notte delle Chiese

Torna per il terzo anno a Padova, coordinata dall’Ufficio di Pastorale della Cultura e dell’Università e dal Centro universitario, La lunga notte delle Chiese, iniziativa approdata in Italia nel 2016 grazie all’associazione BellunoLaNotte, che si è ispirata alla Lange Nacht der Kirchen, da parecchi anni proposta in Austria e in Alto Adige, coinvolgendo centinaia di chiese contemporaneamente.

Tema di questa edizione de La Lunga notte delle Chiese è #Fragili “Ed io avrò cura di te?”. Un richiamo alla fragilità e alla cura, parole tanto utilizzate in questo tempo di pandemia, che riconducono anche alla parabola del Buon Samaritano a cui fa riferimento l’ultima enciclica di papa Francesco: “Fratelli tutti!”.

A Padova città sono ben nove i luoghi aperti che ospiteranno diverse iniziative culturali, tutte con riferimento alla cura e in particolare nelle zone che hanno visto la nascita in città dei primi ospedali (ospitali): chiesa di San Francesco d’Assisi, sorta nel XV secolo come cappella del primo ospedale padovano; la sede di Medici con l’Africa Cuamm, ong sanitaria che opera in Africa da 70 anni; la chiesa di Santa Sofia, tra le più antiche chiese di Padova, al suo interno conserva una quattrocentesca (1430) Pietà, opera dello scultore austriaco Egidio da Wiener Neustadt; la chiesa della Beata vergine Immacolata in via Belzoni, riferimento per la Comunità di Sant’Egidio; la chiesa di Ognissanti nell’omonima via, che conserva una suggestiva pala d’altare raffigurante la Visitazione, con l’incontro tra Maria ed Elisabetta, entrambe in attesa di un figlio; la chiesetta di Santa Maria ad Nives, in via Ospedale civile, è la chiesa annessa all’ospedale Giustinianeo, affidata alle cure dei padri Camilliani; la chiesa di San Gaetano in via Altinate, ricchissima d’arte conserva una serie di deposizioni e un magnifico crocifisso ligneo; la cappella universitaria San Massimo, in vicolo San Massimo, dove è sepolto il celebre anatomista Giovanni Battista Morgagni e dove sono conservate tra pale di Giovan Battista Tiepolo; la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, in via Cesare Battisti, fondata dalle monache Illuminate Agostiniane che svolgevano opera di recupero sociale di donne dai percorsi travagliati.

A Monselice l’appuntamento è doppio: nell’antica Pieve di Santa Giustina e nel percorso giubilare delle Sette Chiese, con una serata che inizia alle 19.30 da un lato con l’apertura del percorso alle Sette Chiese e la passeggiata sul tema “Bellezza e Fragilità”; e dall’altro con la serata di lettura di brani e poesie nella pieve, accompagnanti dalla musica di arpa, violino e chitarra e alcune testimonianze di luoghi di cura: la comunità San Francesco, la Caritas parrocchiale, l’associazione Aias Padova; la casa di riposo di Monselice, l’ospedale Madre Teresa di Calcutta, la scuola…

L’iniziativa monselicense è sostenuta e curata dal vicariato di Monselice in collaborazione con il Comune di Monselice, il Gruppo Veglia, l’associazione Amici della Pieve di Santa Giustina, la Protezione civile e l’associazione Carabinieri in congedo.

A Vigodarzere l’appuntamento è a Villa Zusto, dove sarà possibile dalle 19.30 alle 22 sostare nell’oratorio per un momento di spiritualità, di arte e di accompagnamento musicale realizzato in collaborazione con la parrocchia di San Martino e il Comune di Vigodarzere.

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1 E Dio affidò la voce alle donne

Il piccolo libro di Rut è tra i libri più belli della Bibbia, se non il più bello dal punto di vista narrativo. Contiene molti messaggi etici, sociali, economici e religiosi, ma prima e soprattutto è una storia meravigliosa, una stupenda novella. È una storia familiare, nuziale, è un brano della storia di Israele; ma prima ancora è una storia di donne, la storia di due donne co-protagoniste, tanto che potremmo anche chiamarlo Libro di Rut e Noemi. Perché se Rut emerge come una donna semplicemente splendida, non meno grande e affascinante è la figura di sua suocera Noemi, e il rapporto tra di loro. La storia di due donne sole, donne straniere, donne migranti, donne in cammino, donne amiche (una etimologia del nome ebraico Rut è “la compagna”). Una storia che si svolge lungo la strada, nei campi, nell’aia di casa, quasi interamente all’aria aperta. Non è storia di palazzo né di tempio. Tutto ruota attorno a quel rapporto speciale, tenace e unico con la vita che è tipico delle donne. Un libro che non solo parla di donne, ma è attraversato da uno sguardo tutto femminile. Ci sono espressioni, scene, dettagli grammaticali che sembrano provenire direttamente dal repertorio linguistico e intimo delle donne. Tanto che qualche autore e autrice ha azzardato (l’improbabile) ipotesi che l’autore del libro sia una donna: «Se c’è un libro della Bibbia per il quale possiamo assumere che è stato scritto da una donna, questo è il libro di Rut» (Irmtraud Fisher, Il libro di Rut come letteratura esegetica).

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Nuovo Presidente C.E.MI.

Mons. Gian Carlo Perego è il nuovo Presidente della Commissione Episcopale per le Migrazioni (C.E.MI.) e della Fondazione Migrantes. Arcivescovo di Ferrara-Comacchio, mons. Perego succede a mons. Guerino Di Tora che ha terminato il suo mandato di sei anni. La nomina è avvenuta durante l’Assemblea generale dei Vescovi italiani che si è tenuta a Roma dal 24 al 27 maggio.