Don Franco Callegari riposa tra le braccia del Padre

È mancato all’alba di giovedì 29 aprile 2021 don Franco Callegari. Avrebbe compiuto 80 anni il prossimo settembre.

Originario di Montebelluna (Tv) dove era nato il 1° settembre 1941, venne ordinato il 1° aprile 1967. Il primo incarico dopo l’ordinazione lo vede cooperatore a Cassola (Vi) e successivamente a Montegalda (1970) e infine all’Immacolata  (1975). Nel 1981 è vicario adiutore a Carrè (Vi). Tre anni dopo (1984) è nominato parroco a San Vito di Vigonza dove rimane per quattro anni, passando, nel 1988 a guidare la comunità di San Lazzaro a Padova. Nel 1992 è chiamato a Piove di Sacco, al santuario della Madonna delle Grazie dove rimane parroco fino al 2014, qui rimane successivamente come penitenziere. Poco prima del Natale 2018 si trasferisce al Cenacolo Nostra Signora di Fatima di Montegalda dove la morte l’ha colto all’alba del 29 aprile 2021. Tra gli incarichi ricoperti, è stato membro del Consiglio presbiterale dal 1990 al 1993  e dal 1996 al 1999

Il funerale, presieduto dal vescovo Claudio Cipolla, si terrà lunedì 3 maggio alle ore 10 nella parrocchiale di Montegalda (Vi).

Notizia in aggiornamento

Basilica del Santo. Torna sabato 1° maggio al Santo il tradizionale pellegrinaggio delle comunità srilankesi residenti in Italia

Tre le celebrazioni in lingua cingalese e tamil riservate ai devoti asiatici: alle 10, alle 12 e alle 14 in basilica. Per evitare assembramenti, gli altri fedeli seguiranno le celebrazioni del mattino in Cappella del Capitolo.

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Il vescovo di Padova, mons. Cipolla, alla festa di san Leopoldo. Tutte le celebrazioni della Novena in diretta televisiva

Dal 3 al 12 maggio 2021 novena e festa di san Leopoldo Mandić con la partecipazione dei fedeli del Vicariato dei Colli.

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Emergenza povertà educativa. Ai ragazzi mancano scuola e opportunità. In Italia e in Veneto le nuove generazioni rischiano competenze

Il peso del denaro. Un recente rapporto di Save the children dimostra che la povertà assoluta spalanca le porte anche a quelle educativa. Un rischio per 1,3 milioni di minori italiani. “L’asse famiglia-scuola non è più sufficiente. La nostra società a misura di adulto deve pensare ai bambini”.

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Facciamo decollare i sogni (?) – Preadolescenti tra desideri e scelte

È in programma lunedì 10 maggio dalle ore 20.30 alle 22.00 sulla piattaforma ZOOM una serata, a partecipazione gratuita, per quanti accompagnano i ragazzi delle medie.

Per info: don Alberto Sonda 339-8856541

Iscrizioni su http://www.annuncioecatechesi.diocesipadova.it/iscrizione-ai-corsi

Scarica il volantino FACCIAMO DECOLLARE I SOGNI

 

Un progetto di ricerca sulle Cucine economiche con il Master in sicurezza urbana e contrasto alla violenza

La pandemia non ha fermato l’attività delle Cucine economiche popolari (CEP) nel suo primario servizio alle persone più bisognose e neppure nel percorso avviato fin dalla sua fondazione dalla Fondazione Nervo Pasini, titolare delle Cucine, per rivisitare, ripensare e studiare sempre nuove soluzioni per qualificare il servizio ai beneficiari, la formazione degli operatori, il rapporto con enti e territorio, senza dimenticare quei molteplici aspetti e fattori che aiutano a non ghettizzare l’immaginario collettivo quando si affrontano tematiche legate alla povertà, ai bisogni, a contesti di vulnerabilità e quindi favorire il superamento di preconcetti, individuando buone pratiche. Al centro dell’impegno della Fondazione Nervo Pasini e dell’attività delle CEP c’è sempre la persona che va considerata con rispetto e riconosciuta nella sua dignità.

In questo contesto si colloca anche il progetto triennale di studio e ricerca voluto dalla Fondazione Nervo Pasini, titolare delle Cucine economiche popolari, siglato con l’Università di Padova e più specificatamente con il Master in sicurezza urbana e contrasto alla violenza del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FISPPA, sezione di Psicologia applicata) diretto dal prof. Adriano Zamperini e coordinato dalla prof.ssa Marialuisa Menegatto.

Un progetto triennale (2020-2023) che vede la partecipazione in questa fase di tre tirocinanti (Giulia Tosoni, Mara Mezzani e Ilaria Macchitelli) e si propone l’obiettivo di emanare linee guida per le Cucine economiche popolari in relazione al contesto urbano in cui si trovano, anche relativamente a procedure di sicurezza in tutte le sue sfaccettature: degli operatori e dei beneficiari, delle strutture e del territorio.

In breve: elaborare un modello di riferimento organizzativo e di intervento che possa essere condivisibile e adatto anche ad altre realtà di bassa soglia.

Procedure e linee guida, quindi, che possano aiutare a: migliorare la percezione esterna della struttura, anche rispetto a un immaginario che si crea attorno a contesti che hanno a che fare con forme e situazioni di povertà; collocare le situazioni stesse di povertà e vulnerabilità nel contesto storico oltre che urbano; favorire reti virtuose e collaborazioni tra enti, servizi e persone.

Ecco che il progetto si propone di elaborare azioni e strumenti per prevenire e gestire situazioni critiche e trovare le buone pratiche per assicurare un equilibrio tra le principali esigenze di una struttura come quella delle Cucine economiche popolari: a) tutelare i diritti umani delle persone beneficiarie dei servizi in forma accogliente e inclusiva; b) garantire una pacifica convivenza all’interno e all’esterno delle strutture; c) assicurare la sicurezza dei diversi protagonisti del contesto: staff (nel caso delle Cucine operatori, suore e volontari), utenti (beneficiari dei servizi), residenti (contesto urbano in cui la struttura si colloca).

Che più concretamente significa mettere a punto strategie e operatività di sicurezza interna ed esterna che riducano al minimo eventuali problematiche e garantiscano l’obiettivo primario della realtà sociale.

Come? Individuando modelli operativi di sicurezza, chiarendo funzioni e compiti dei diversi attori in campo (istituzioni comprese), favorendo le reti tra i diversi servizi presenti nel territorio, formando e sostenendo gli operatori nella gestione dei possibili conflitti, dello stress, delle relazioni di aiuto e anche nella percezione della sofferenza urbana.

In questa prima fase il progetto ha già compiuto un’attività di formazione con gli operatori e sta procedendo ora con l’analisi del contesto urbano, della percezione del territorio, dello “stigma sociale” e un’attività di ricerca sui bisogni specifici dei beneficiari.

Santuari antoniani, percorso on line. Liberaci dal male: cosa vuol dire?

Liberaci dal male: lo si dice nel Padre nostro, è un tema che ritorna spesso, ma alle volte genera incomprensioni. Proprio per fare chiarezza in un ambito così delicato la casa di spiritualità dei Santuari Antoniani di Camposampiero ha deciso di avviare un percorso on line che riprende proprio nel titolo le parole della preghiera. Tre serate, da giovedì 6 maggio (dalle 21 alle 22.30), aperte a tutti, in cui si cercherà di comprendere qualcosa in più sul problema del male. Al di là della curiosità, delle banalizzazioni e delle estremizzazioni.

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La raccolta fondi dell’Ac. Continuano le donazioni per i due progetti di carità nelle carceri

I due obiettivi: riunire legami e affetti oltre le sbarre e accompagnare nei primi giorni d’uscita dal carcere.

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Tra le sbarre, in ascolto. Don Mariano Dal Ponte è a guida della cappellania del circondariale da settembre

Il servizio, dopo 17 anni in Kenya, è a fianco di detenuti, ma anche agenti, operatori…

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LA PREGHIERA PER l’INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

Dedicata all’amore familiare come vocazione e via di santità la preghiera per l’appuntamento internazionale che si svolgerà a Roma dal 22 al 26 giugno 2022.

L’amore familiare: vocazione e via di santità – TESTO PREGHIERA

Una preghiera di lode per il dono grande della famiglia. Una preghiera per chiedere al Padre la forza della testimonianza alla luce del sacramento del matrimonio. Una preghiera per invocare la forza di sopportare difficoltà e sofferenze e renderci consapevoli che esistono nuove vie per crescere nell’amore in una prospettiva di santificazione. Una preghiera per sostenere bambini e genitori, giovani e nonni, perché tutti insieme possano vivere un’esperienza familiare che sia allo stesso tempo testimonianza di fraternità, dono per il mondo.

Una preghiera ufficiale all’insegna della semplicità quella diffusa dalla diocesi di Roma e dal Dicastero Laici, Famiglia e Vita in vista del X Incontro Mondiale delle Famiglie che si terrà a Roma dal 22 al 26 giugno 2022. Ed è già pronto anche l’hashtag ufficiale: #WMOF2022.

«Pregare è un modo per entrare nel vivo dell’Anno Amoris Laetitia e della preparazione dell’evento di Roma. Tante famiglie e tante comunità – ha commentato il cardinale Kevin Joseph Farrell, prefetto del Dicastero – da tempo attendevano di potersi incamminare, almeno spiritualmente, verso Roma. La preghiera le accompagnerà e le aiuterà a cogliere il messaggio dell’incontro».

«La preghiera sarà al centro del cammino di preparazione, guiderà i lavori e ispirerà le riflessioni per discernere, alla luce della fede, tra le nuove sfide che l’emergenza pandemica pone alla comunità ecclesiale nei confronti delle famiglie», aggiunge il cardinale vicario Angelo De Donati.

Per questo «invito tutti a prepararsi a questo evento di grazia che la Chiesa di Roma ha la gioia di ospitare, rivolgendo al Signore questa preghiera nell’intimità della propria famiglia, insieme alla comunità parrocchiale e diocesana».La preghiera, composta in occasione del X Incontro Mondiale delle Famiglie, scaturisce da una profonda gratitudine nei confronti del Padre celeste per il grande dono della famiglia, luogo privilegiato delle relazioni d’amore nonché di preghiera, come ha dimostrato anche l’esperienza della pandemia. Il testo prende spunto dal tema scelto da Papa Francesco per l’Incontro: “L’amore familiare: vocazione e via di santità”. La preghiera è pensata come uno strumento pastorale: può essere recitata fin d’ora in parrocchia, nelle comunità, a casa per prepararsi all’evento internazionale dell’anno prossimo.

«È dall’amore vissuto in famiglia che nasce la vocazione di ogni figlio; è l’amore gustato tra le pareti domestiche a far muovere i primi passi sulla via della santità – aggiunge il cardinale Farrell –. L’esperienza della preghiera introduce al senso profondo e salvifico delle relazioni nella vita quotidiana. I binomi famiglia e vocazione insieme a famiglia e santità, mostrano come le relazioni familiari rivestano una basilare importanza nella generazione dell’amore. In un’epoca caratterizzata da prove e difficoltà, dove la famiglia vive e affronta sfide e fatiche, parlare di santità familiare potrebbe sembrare anacronistico o inopportuno. Ecco allora l’importanza che riveste l’arma della preghiera per vivere in pienezza il sacramento nuziale».

«La relazione con Dio – ha detto ancora il prefetto del dicastero vaticano – consente ai coniugi cristiani di ravvivare ogni giorno la Grazia ricevuta che li sostiene nelle fatiche e nelle lotte quotidiane. La nostra vita può sempre essere un cammino di santità personale, di coppia o familiare, una via per crescere nell’amore verso l’altro. Ciascun componente della famiglia, bambino, giovane, genitore o nonno, è chiamato a riscoprire in sé una chiamata alla santità. In tal senso, la vita familiare può farsi espressione del “volto più bello della Chiesa” (GE 9). Si svela così la fecondità di una lettura incrociata di Amoris Laetitia e di Gaudete et Exsultate, che Papa Francesco ci propone nel tema dell’Incontro per comprendere a fondo la vocazione della famiglia».

«Gli sposi cristiani – ha continuato il cardinale De Donatis –, seguendo le orme di illustri santi e beati e sostenuti dalla loro intercessione, sono invitati a percorrere insieme il loro cammino di santità. Sul modello dei genitori di santa Teresa di Lisieux o dei coniugi Beltrame Quattrocchi, sono chiamati a vivere con fiducia le dolorose prove della vita e a vedere nella trama del loro amore la presenza fedele di Cristo. Dallo slancio di speranza generato dall’amore fedele di Dio, scaturisce il desiderio di annunciare il Suo amore e rendere la famiglia “via della Chiesa” (AL 69), luogo dove alimentare nuove vocazioni».

 

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELLA PREGHIERA

L’amore familiare: vocazione e via di santità

Padre Santo,
siamo qui dinanzi a Te
per lodarti e ringraziarti
per il dono grande della famiglia.

Ti preghiamo per le famiglie consacrate nel sacramento delle nozze,
perché riscoprano ogni giorno la grazia ricevuta
e, come piccole Chiese domestiche,
sappiano testimoniare la tua Presenza
e l’amore con il quale Cristo ama la Chiesa.

Ti preghiamo per le famiglie
attraversate da difficoltà e sofferenze,
dalla malattia, o da travagli che Tu solo conosci:
sostienile e rendile consapevoli
del cammino di santificazione al quale le chiami,
affinché possano sperimentare la Tua infinita misericordia
e trovare nuove vie per crescere nell’amore.

Ti preghiamo per i bambini e i giovani,
affinché possano incontrarti
e rispondere con gioia alla vocazione che hai pensato per loro;
per i genitori e i nonni,
perché siano consapevoli
del loro essere segno della paternità e maternità di Dio
nella cura dei figli che, nella carne e nello spirito,
Tu affidi loro;
per l’esperienza di fraternità
che la famiglia può donare al mondo.

Signore, fa’ che ogni famiglia
possa vivere la propria vocazione alla santità nella Chiesa
come una chiamata a farsi protagonista dell’evangelizzazione,
nel servizio alla vita e alla pace,
in comunione con i sacerdoti ed ogni stato di vita.

Benedici l’Incontro Mondiale delle Famiglie.

Amen.