Bollettino valido da Domenica 28 Agosto a Domenica 4 Settembre 2016

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Centro Parrocchiale: pulizie di fondo

Cari amici che avevate l’intenzione di collaborare alle grandi pulizie previste per il 27 agosto, vi comunichiamo che a causa dell’intensa attività preparatoria al GREST è stato deciso di posticipare l’operazione alla fine di queste due settimane, così da preparare i locali per le attività autunnali.

Per lasciare la vostra disponibilità o per avere informazioni potete contattare Alessandra (328 659 7798).

Vuoi diventare un cristiano adulto? Le proposte della Scuola di Formazione Teologica

Vuoi diventare un cristiano adulto?

Le proposte della Scuola di Formazione Teologica

Dal 1978 è presente nella Diocesi di Padova la Scuola di Formazione Teologica, una proposta per la formazione di tutti i cristiani: giovani, adulti, pensionati. Ogni anno vengono proposti alcuni percorsi di approfondimento su varie tematiche suddivise in cinque moduli: base, storico, morale e spirituale, teologico e biblico.

I corsi sono di sette lezioni ciascuno e divisi in quattro periodi, da fine settembre a fine maggio. Le sette lezioni si svolgono per alcuni corsi al martedì sera e per altri al giovedì sera, dalle 20.30 alle 22.30 presso la Facoltà Teologica a Padova, via del Seminario 7, vicino al Torresino/Prato della Valle, con possibilità di parcheggio interno.

  • Ecco i corsi del Primo periodo: 27 settembre – 15 novembre 2016

modulo base filosofico-morale – sette martedì sera

“È proprio dell’uomo, rispetto agli altri animali, avere egli solo la percezione del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto”

modulo teologico – sette martedì sera

Il Dio di Gesù Cristo. Percorsi di teologia trinitaria

modulo base biblico – sette giovedì sera

Attraverso la Bibbia. Introduzione alla Sacra Scrittura

modulo biblico – sette giovedì sera

Il Vangelo della Creazione. Genesi 1-11 e il Pentateuco

  • Iscrizioni: 26-27 settembre 2016 (17.00-20.00) e nei giorni di martedì e giovedì dalle 20.15 alle 22.30.
  • Informazioni: 333 3946657 – formazioneteologicapd@fttr.it

Nel sito internet della parrocchia è disponibile il volantino completo. Mettendosi d’accordo si potrebbe partecipare insieme, in tre-quattro persone così da andare insieme in auto, uno tira l’altro, o l’altra, e si cresce un po’ nella fede e si condivide l’avventura

  • La domenica con la Bibbia. Viene proposto a partire da ottobre la Scuola della Parola, un itinerario di lectio divina, cioè di preghiera con la Bibbia, presso l’Istituto Teologico S. Antonio Dottore in via S. Massimo a Padova (vicino all’Ospedale Civile, con parcheggio interno da via S. Eufemia). Il tema di quest’anno è Il Giudizio di Dio. Lo stesso tema viene riproposto due volte in due diverse domeniche. Gli incontri sono dalle ore 9.00 alle ore 11.30 e per chi vuole poi c’è la Messa. Ecco date e temi:
  • domenica 9 e 16 Ottobre 2016 – Dar da mangiare agli affamati
  • 13 e 20 Novembre 2016 – Il giudizio di Dio per fare verità
  • 11 e 18 Dicembre 2016 – Il giudizio di Dio per salvare il mondo
  • 8 e 15 Gennaio 2017 – Non giudicare
  • 12 e 19 Febbraio 2017 – La misericordia ha la meglio nel giudizio
  • 12 e 19 Marzo 2017 – Il giudizio dell’amore
  • 9 Aprile 2017 – Dare testimonianza alla verità
  • 14 Maggio 2017 – Camminare secondo lo Spirito
  • 11 Giugno 2017 – Perseverare nell’amore

Per ogni informazione nel sito web della parrocchia è disponibile il volantino completo della proposta.

 

  • Vuoi fare un musical? Un gruppo di giovani e adulti, gruppo Music-All sta cercando di mettere in scena nel 2017 un musical ispirato alla storia biblica di Giuseppe ebreo e partendo da un musical già pronto intitolato Il sogno di Giuseppe. In questi mesi si sta pubblicizzando l’iniziativa alla ricerca di attori, musicisti, scenografi, segretari, addetti alla logistica etc etc. Fare un musical è una bella esperienza di formazione e aggregazione e la storia di Giuseppe offre molti spunti di attualità circa vicende come l’emigrazione, il perdono, le dinamiche familiari e fraterne. Per ogni informazione rivolgersi a Marina: 3475930332

 

  • Film al pomeriggio, forse. Si sta pensando alla possibilità di proporre a partire da novembre una serie di film al pomeriggio, in particolare al venerdì o al mercoledì alle ore 15.30. Il nuovo impianto digitale del Cinema La Perla offre questa possibilità, ma sono necessarie delle persone disponibili in orario pomeridiano per curare questa iniziativa. Chi volesse dare una mano lo segnali al Parroco.

 

  • Formazione catechisti. A ottobre inizia uno dei percorsi di base intitolato Si può fare a cura dell’Ufficio per la catechesi della Diocesi. Tre incontri, la sera 20.30-22.30, lun 3, mar 4, lun 10 ottobre presso Centro Parrocchiale ad Abano San Lorenzo, quota di partecipazione € 10.00. Tre sere da segnare in agenda.

Il Papa e il dialogo in famiglia

Perle preziose da Amoris laetitia – la gioia dell’amore
Il dialogo è una modalità privilegiata e indispensabile per vivere, esprimere e maturare l’amore nella vita coniugale e familiare. Ma richiede un lungo e impegnativo tirocinio. Uomini e donne, adulti e giovani, hanno modi diversi di comunicare, usano linguaggi differenti, si muovono con altri codici. Il modo di fare domande, la modalità delle risposte, il tono utilizzato, il momento e molti altri fattori possono condizionare la comunicazione. Inoltre, è sempre necessario sviluppare alcuni atteggiamenti che sono espressione di amore e rendono possibile il dialogo autentico.
137. Darsi tempo, tempo di qualità, che consiste nell’ascoltare con pazienza e attenzione, finché l’altro abbia espresso tutto quello che aveva bisogno di esprimere. Questo richiede l’ascesi di non incominciare a parlare prima del momento adatto. Invece di iniziare ad offrire opinioni o consigli, bisogna assicurarsi di aver ascoltato tutto quello che l’altro ha la necessità di dire. Questo implica fare silenzio interiore per ascoltare senza rumori nel cuore e nella mente: spogliarsi di ogni fretta, mettere da parte le proprie necessità e urgenze, fare spazio. Molte volte uno dei coniugi non ha bisogno di una soluzione ai suoi problemi ma di essere ascoltato. Deve percepire che è stata colta la sua pena, la sua delusione, la sua paura, la sua ira, la sua speranza, il suo sogno. Tuttavia sono frequenti queste lamentele: “Non mi ascolta. Quando sembra che lo stia facendo, in realtà sta pensando ad un’altra cosa”. “Parlo e sento che sta aspettando che finisca una buona volta”. “Quando parlo tenta di cambiare argomento, o mi dà risposte rapide per chiudere la conversazione”.
138. Sviluppare l’abitudine di dare importanza reale all’altro. Si tratta di dare valore alla sua persona, di riconoscere che ha il diritto di esistere, a pensare in maniera autonoma e ad essere felice. Non bisogna mai sottovalutare quello che può dire o reclamare, benché sia necessario esprimere il proprio punto di vista. È qui sottesa la convinzione secondo la quale tutti hanno un contributo da offrire, perché hanno un’altra esperienza della vita, perché guardano le cose da un altro punto di vista, perché hanno maturato altre preoccupazioni e hanno altre abilità e intuizioni.

È possibile riconoscere la verità dell’altro, l’importanza delle sue più profonde preoccupazioni e il sottofondo di quello che dice, anche dietro parole aggressive. Per tale ragione bisogna cercare di mettersi nei suoi panni e di interpretare la profondità del suo cuore, individuare quello che lo appassiona e prendere quella passione come punto di partenza per approfondire il dialogo.
139. Ampiezza mentale, per non rinchiudersi con ossessione su poche idee, e flessibilità per poter modificare o completare le proprie opinioni. È possibile che dal mio pensiero e dal pensiero dell’altro possa emergere una nuova sintesi che arricchisca entrambi. L’unità alla quale occorre aspirare non è uniformità, ma una “unità nella diversità” o una “diversità riconciliata”. In questo stile arricchente di comunione fraterna, i diversi si incontrano, si rispettano e si apprezzano, mantenendo tuttavia differenti sfumature e accenti che arricchiscono il bene comune. C’è bisogno di liberarsi dall’obbligo di essere uguali. E ci vuole anche astuzia per accorgersi in tempo delle “interferenze” che possono comparire, in modo che non distruggano un processo di dialogo. Per esempio, riconoscere i cattivi sentimenti che potrebbero emergere e relativizzarli affinché non pregiudichino la comunicazione. È importante la capacità di esprimere ciò che si sente senza ferire; utilizzare un linguaggio e un modo di parlare che possano essere più facilmente accettati o tollerati dall’altro, benché il contenuto sia esigente; esporre le proprie critiche senza però scaricare l’ira come forma di vendetta, ed evitare un linguaggio moralizzante che cerchi soltanto di aggredire, ironizzare, incolpare, ferire. Molte discussioni nella coppia non sono per questioni molto gravi. A volte si tratta di cose piccole, poco rilevanti, ma quello che altera gli animi è il modo di pronunciarle o l’atteggiamento che si assume nel dialogo.
140. Avere gesti di attenzione per l’altro e dimostrazioni di affetto. L’amore supera le peggiori barriere. Quando si può amare qualcuno o quando ci sentiamo amati da lui, riusciamo a comprendere meglio quello che vuole esprimere e farci capire. Superare la fragilità che ci porta ad avere timore dell’altro come se fosse un “concorrente”. È molto importante fondare la propria sicurezza su scelte profonde, convinzioni e valori, e non sul vincere una discussione o sul fatto che ci venga data ragione.
141. Infine, riconosciamo che affinché il dialogo sia proficuo bisogna avere qualcosa da dire, e ciò richiede una ricchezza interiore che si alimenta nella lettura, nella riflessione personale, nella preghiera e nell’apertura alla società. Diversamente, le conversazioni diventano noiose e inconsistenti. Quando ognuno dei coniugi non cura il proprio spirito e non esiste una varietà di relazioni con altre persone, la vita familiare diventa endogamica e il dialogo si impoverisce.
PAPA FRANCESCO, Esortazione Amoris laetitia, numeri 136-141

Tu chiamale emozioni: Tra mente e cuore

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Yoga, curry e sanscrito in canonica

Padre Taiju dall’India a Torreglia

La presenza a Torreglia di don Rock di Haiti nel mese di luglio ha portato le chiacchierate in canonica a trattare di comunicazione, dei Caraibi, della situazione internazionale della Chiesa e così via.

L’arrivo del carmelitano padre Taiju, che sarà a Torreglia tutto il mese di agosto, è un dono per portare il nostro sguardo verso il continente più grande e forse più misterioso: l’Asia. Padre Taiju, che si pronuncia: taigiù, viene dall’India, dalla regione del Kerala  nella zona sud-ovest del paese.

I dialoghi con Taiju hanno messo sul tavolo argomenti diversi e stimolato domande che nascono dal fatto che l’India per noi europei è stata sempre circondata da un alone di mistero. Già dai tempi di Alessandro Magno, morto nel 323 a.C., che arrivò con le sue conquiste a lambire i territori indiani,  ma soprattutto a partire dalla prima metà dell’Ottocento in poi, l’India ha sempre esercitato un certo fascino per i motivi più diversi. Secondo paese più popolato al mondo con oltre un miliardo di abitanti, l’India è culla di tante culture e religioni così ricche che gli europei hanno inventato la  parola-ombrello induismo, ambigua e generica, letteralmente «ciò che riguarda l’India», per cercare di comprenderle tutte con un solo colpo d’occhio. Paese dalle tante lingue, legato a figure straordinarie e diverse tra le quali spiccano Gandhi e Madre Teresa di Calcutta, dalle rive del Gange alle cime dell’Himalaya, tra le vacche sacre e lo yoga … e così via. Con qualche domanda a Taiju possiamo conoscere direttamente questo mondo senza fatica direttamente a casa nostra. Peccato che si fermi solo un mese tra noi perché le domande sono sempre tante.

 

don Giulio Osto