Articoli

Nasce il Gruppo giovani Barbarigo. Stare insieme dà gusto anche allo studio

Il Gruppo giovani Barbarigo coinvolge ogni tre settimane studenti e insegnanti in un clima amichevole, tra cibo condiviso, momenti di riflessione e attenzione alle relazioni autentiche.

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Dal 23 gennaio, quattro seminaristi in visita a Kofale

Partiranno mercoledì 23 gennaio. Quattro seminaristi di quinto e sesto anno saranno in Etiopia, per trascorrere qualche giorno con i missionari.

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La missione padovana in Etiopia è finalmente realtà

«Kofale, 11 gennaio 2019: qui inizia la missione padovana in Etiopia, presso la prefettura apostolica di Robe. Ed è difficile sottrarsi all’impressione che si tratti di un momento storico». Le parole del direttore del Centro missionario diocesano di Padova, don Raffaele Gobbi, giungono direttamente dagli altopiani etiopi e danno il senso di quanto sta accadendo laggiù: per la prima volta, i tre missionari fidei donum padovani – Elisabetta Corà, don Stefano Ferraretto e don Nicola De Guio – hanno messo piede nella terra a cui si dedicheranno a nome della nostra Chiesa, nei prossimi anni.

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“Ripensarsi e rideclinarsi” nel tempo che cambia. Azione cattolica del Triveneto e presidenza nazionale a confronto

Domenica scorsa all’Opsa di Sarmeola, 500 rappresentanti delle 900 associazioni parrocchiali e dei 40 mila soci dell’Ac del Triveneto si sono confrontati con la presidenza nazionale. “Metti in circolo l’Ac”, questo il titolo dell’appuntamento curato dalla delegazione regionale, ha offerto molti spunti di riflessione sulla presenza dei laici nelle comunità cristiane in un tempo e in una chiesa in rapido cambiamento.

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Aula studio a San Benedetto. Studiare insieme in parrocchia per tornare ad appassionarsi

Non un luogo dove si fanno ripetizioni, né un dopo-scuola. L’aula studio è uno spazio dove i ragazzi delle superiori vanno per apprendere un metodo di studio ed appassionarsi, almeno a una materia. Il progetto, nato dalla proposta di una pedagogista, è stato realizzato dalla cooperativa Train de Vie.

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Al via il corso di formazione per i nuovi candidati al ministero straordinario della comunione

L’Ufficio diocesano per la Liturgia, durante il prossimi mesi di febbraio-marzo 2019, offrirà un nuovo CORSO DI FORMAZIONE PER I CANDIDATI AL MINISTERO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE. I Parroci che intendessero istituire nella propria parrocchia dei Ministri straordinari della Comunione, o affiancarne di nuovi ai già istituiti, invieranno i candidati da loro prescelti a questo corso diocesano. I candidati non dovranno essere muniti di alcuna lettera di presentazione, e potranno presentarsi direttamente alla segreteria al momento dell’iscrizione. Il corso – in sé – è un requisito previo ma non abilita – da solo – all’esercizio del ministero; quest’ultimo potrà essere esercitato solo dopo il Rito di istituzione, celebrato dal Parroco su mandato scritto dell’Ordinario. Al termine del corso, i candidati riceveranno uno specimen da consegnare ai loro Parroci perché richiedano all’Ordinario la facoltà per la celebrazione di tale Rito di Istituzione dei Ministri straordinari della Comunione.

Ogni ministro neo-istituito sarà tenuto a possedere, per l’esercizio del ministero, il volume – completo di documenti e di testi liturgici – previsto dalla Diocesi per i Ministri straordinari della Comunione: UFFICIO PER LA LITURGIA DELLA DIOCESI DI PADOVA (a cura), Il ministero straordinario della Comunione. Documenti e testi liturgici, EMP, Padova 2009, (reperibile presso la Segreteria del corso).

Ecco il calendario:

sabato 9 febbraio 2019 (ore 15:00- 17:00) – I MINISTERI NELLA CHIESA

sabato 16 gennaio 2019 (ore 15:00- 17:00) – IL MISTERO DELL’EUCARISTIA

sabato 23 febbraio 2019 (ore 15:00- 17:00) – LA CURA PASTORALE DEGLI INFERMI

sabato 2 marzo 2019 (ore 15:00- 17:00) – I RITI PROPRI DEL MINISTRO STRAORDINARIO DELLA COMUNIONE

Gli incontri saranno presso il Teatro della Casa Madre Teresa di Calcutta – Centro di accoglienza per i malati di Alzheimer, Via Giuseppe Mazzini, 93 – 35030 Sarmeola di Rubano (Padova).

Info: Rev. Maria Ferro 340 1658898 –  Ufficio Liturgia: 049 8226108

Ampia possibilità di parcheggio.

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Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: Cercate di essere veramente giusti (Dt 16,18-20)

Inizia venerdì 18 gennaio la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio 2018) che quest’anno ha come filo conduttore il versetto del libro del Deuteronomio 16,18-20 Cercate di essere veramente giusti, che è stato scelto dai cristiani di Indonesia.
La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, in Diocesi di Padova, vede alcuni appuntamenti promossi dalla Pastorale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso in collaborazione con il Consiglio delle Chiese cristiane di Padova.
Sabato 19 gennaio, alle ore 20.45, nella teatro del Santuario di San Leopoldo a Padova si terrà il concerto Cantare insieme la fede con la partecipazione della Comunità ebraica di Padova, delle chiese cristiane e del coro Shalom di Montegrotto Terme. Ingresso libero
A seguire domenica 20 gennaio, alle ore 16, al Tempio della Pace, in via Tommaseo 47 a Padova si terrà la preghiera ecumenica con la partecipazione di: Ioannis Antoniadis (chiesa ortodossa greca); Liviana Maggiore (chiesa metodista); Georg Reider (pastore luterano); padre Liviu Verzea (parroco ortodosso romeno); don Giuliano Zatti (vicario generale Diocesi di Padova).
Preghiere ecumeniche sono in programma anche in alcuni vicariati del territorio diocesano con il seguente calendario:
o   venerdì 18 gennaio, ore 21, santuario della Madonna del Tresto a Ospedaletto Euganeo
o   domenica 20 gennaio, ore 16, chiesa del Rosario a Thiene (Vi)
o   lunedì 21 gennaio, ore 16, nel duomo di Monselice (Pd)
o   lunedì 22 gennaio, ore 21, nella chiesa di Limena (Pd)
o   mercoledì 23 gennaio, ore 20.45, Casa Madonnina a Fiesso d’Artico
Durante la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, ogni sera alle ore 18.30 nei giorni feriali e alle ore 18 il sabato e la domenica, ci sarà la celebrazione Eucaristica nel santuario di San Leopoldo a Padova.
fonte: ufficio stampa della diocesi di Padova

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Nomine 2019/01

  1. Don Aldo Manfrin – parroco di S. Cosma di Monselice – è nominato anche amministratore parrocchiale di S. Bortolo di Monselice.
  2. Don Luigi Ferrarese – finora parroco di Mezzavia – si ritira dal servizio di parroco per raggiunti limiti di età.
  3. Don Roberto Bicciato – parroco di Montegrotto e Turri – è nominato anche parroco di Mezzavia.
  4. Don Andrea Noventa è nominato collaboratore nelle parrocchie di Montegrotto, Turri e Mezzavia.
  5. Don Ivano Salmaso – finora collaboratore festivo nell’UP di Cona – è nominato collaboratore per le parrocchie del Vicariato di Monselice
  6. Don Luigi Beggiao – finora parroco di S. Nicolò in Padova – rimane come direttore della Casa del Clero, è nominato membro nell’equipe per i preti anziani, e collaboratore festivo a Bojon e S. Maria Assunta di Campolongo Maggiore.
  7. Don Marco Cappellari è nominato vice-assistente regionale dell’Unitalsi per il triennio 2018-2021.
  8. Suor Francesca Fiorese – direttrice dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale – è stata nominata dalla CET Responsabile della Commissione triveneta di Pastorale sociale.

 

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Visita Pastorale del Vescovo Claudio


Lettera di Indizione della Visita Pastorale

del vescovo Claudio alla Chiesa di Padova

«Ritorniamo a far visita ai fratelli in tutte le città nelle quali abbiamo annunciato la parola del Signore,
per vedere come stanno» (Atti 15,36) 

Carissime comunità parrocchiali, carissimi fratelli e sorelle,
nel mio primo saluto, il giorno dell’ingresso a Padova, nell’ottobre 2015, vi chiedevo: “Come state?”.

Questa espressione, di fatto quotidiana e immediata, intendeva comunicarvi fin da subito un desiderio di familiarità.

In questi mesi, davvero intensi, ho avuto modo di iniziare a conoscere la ricchezza e la bellezza della nostra Diocesi. Nel primo anno ho visitato nelle loro case e incontrato personalmente tutti i preti e contemporaneamente ho aperto dei “processi” ecclesiali, a cui possiamo dare dei nomi ben precisi: “i Cantieri di carità e giustizia”; la riflessione sulle nostre parrocchie; il Sinodo dei Giovani. Ho intravisto tanti doni e generosità, tanta grazia e tanti cammini, tanta creatività e tante esistenze modellate dal Vangelo e questo mi rende ancora più onorato di poter essere al vostro servizio, come Vescovo e pastore di questo popolo santo di Dio.

Ci siamo già incontrati in molte delle nostre parrocchie condividendo l’ascolto della Parola, la celebrazione eucaristica e altri rilevanti momenti ai quali mi avete invitato o in occasioni in cui ho avvertito l’urgenza di esservi particolarmente vicino.

Penso sia davvero opportuno, ora, accrescere questa nostra conoscenza e fraternità nel Signore, incontrando ogni singola parrocchia della nostra ampia e diversificata Diocesi.

Pertanto indico la mia prima Visita Pastorale alla Diocesi di Padova, a partire dal 19 ottobre 2018.

Vengo per fermarmi e per stare in mezzo a voi con i sentimenti di un figlio, di un fratello e di un padre. Vorrei, pertanto, dare alla mia prima Visita la tonalità della ferialità e della quotidianità, che include anche la gioia e la festa del vederci, in un’occasione certamente speciale e unica. Continueremo quel dialogo avviato all’inizio del mio ministero con le parole “come state?”, rendendolo più profondo e concreto. Profondità che attingiamo direttamente da Gesù, il Vivente, e concretezza che traduciamo nel crescere insieme, coltivando stima e comunione.

La Visita Pastorale, mio preciso compito di Vescovo stabilito anche dal Codice di Diritto canonico (cfr. cann. 396-398), avverrà per gruppi di parrocchie secondo questi tre semplici criteri: l’omogeneità territoriale; l’appartenenza amministrativo-comunale; eventuali collaborazioni pastorali già in atto. Dedicherò comunque tempo e ascolto precisi a ogni singola parrocchia e celebrerò l’Eucaristia festiva in ogni comunità.

La Visita sarà l’occasione per confermarci nella fede, per valorizzare tutto il bene presente nelle nostre parrocchie e per rilanciare anche alcune scelte che avvertiamo prioritarie in questo tempo di grandi trasformazioni.

Nei prossimi mesi, con l’ausilio dei miei collaboratori, sarà avviato il cammino di preparazione nei primi gruppi di parrocchie che riceveranno la Visita e, successivamente, la comunicazione del mio passaggio sarà data con buon anticipo.

Gli atteggiamenti, il senso e le modalità della Visita saranno esplicitati in un testo a parte, lasciando tuttavia che ogni gruppo di parrocchie si muova con originalità e creatività secondo le esigenze specifiche.

Vi scrivo subito dopo il tempo di Pasqua, che illumina ogni giorno di speranza perché il Risorto è l’orizzonte compiuto che segna tutta la nostra esistenza. I Vangeli spesso ci ricordano che Gesù “stette in mezzo”, portando la sua parola mite – “pace” – e infondendo il suo respiro, capace di rinnovare ogni cosa.

Con questo augurio vi saluto: Gesù risorto è in mezzo a noi, ispirandoci e ricreandoci con il suo Spirito buono e gentile.

A presto!

+ Claudio, vescovo

Padova, 18 giugno 2018

Festa di San Gregorio Barbarigo

 

 

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Missione in Etiopia: sono partiti per la nuova missione i tre fidei donum

Don Stefano Ferraretto, don Nicola De Guio, Elisabetta Corà sono loro i tre fidei donum che avvieranno la nuova missione diocesana in terra africana, e più precisamente in Etiopia. Partiti ieri sera da Venezia e atterrati stamane, venerdì 11 gennaio, ad Addis Abeba, accompagnati dal direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della Missione, don Raffaele Gobbi. Ad Addis Abeba rimarranno alcuni mesi per imparare i primi rudimenti della lingua oromo. Successivamente si trasferiranno nella prefettura di Robe, dove opera già il vescovo emerito di Padova, mons. Antonio Mattiazzo, per dare vita alla nuova missione diocesana in terra africana. Con loro sale a 22 il numero di missionari fidei donum (19 preti e 3 laici) inviati direttamente dalla Chiesa di Padova nelle proprie missioni diocesane in Brasile, Kenya, Ecuador, Thailandia e ora Etiopia.

La missione diocesana in Etiopia era stata annunciata ufficialmente lo scorso giugno dal vescovo Claudio Cipolla a ridosso della Festa della Missione. I tre missionari fidei donum hanno poi trascorso un periodo di formazione al Centro unitario missionario di Verona e alcune settimane in Inghilterra per impratichirsi con la lingua inglese e ora sono pronti per iniziare questa nuova esperienza di chiesa nascente in Etiopia, terra di prima evangelizzazione, dove la presenza cattolica si aggira intorno allo 0,03% della popolazione. Durante il periodo delle feste natalizie hanno incontrato il vescovo Claudio per un momento di saluto e augurio prima della partenza.

I missionari partiti sono due preti e una laica: don Stefano Ferraretto, originario di Ponso (Pd), classe 1983, prete dal 2008, prima della partenza assistente in Seminario Maggiore; don Nicola De Guio, originario di Mezzaselva di Roana, sull’Altopiano di Asiago (Vi), classe 1970, già missionario in Ecuador dal 2002 al 2013 e successivamente parroco moderatore dell’unità pastorale di Canove (Vi); Elisabetta Corà, una giovane 24enne di Asiago (Vi), laureata in teologia alla Facoltà teologica del Triveneto.

Dopo il periodo di formazione ad Addis Abeba i tre raggiungeranno Kokossa, capoluogo della provincia di West Arsi su un altopiano a 2.670 metri sul livello del mare, qui faranno base i due sacerdoti, mentre Elisabetta Corà proseguirà fino a Kofale, cittadina a una settantina di chilometri dal capoluogo, dove risiedono mons. Mattiazzo, dei frati cappuccini e alcune suore.

La missione in Etiopia è stata «una chiamata rivolta alla nostra diocesi» aveva dichiarato mons. Cipolla alla presentazione. Chiamata che la Chiesa di Padova ha accolto dopo un cammino di verifica e di condivisione. «Una chiamata che viene anche dalla Chiesa universale che ha indicato l’Etiopia come una delle realtà missionarie da privilegiare e che ci ha direttamente interpellati tramite il Prefetto del dicastero sull’evangelizzazione dei popoli, che ha visto nella storia missionaria della Chiesa di Padova, l’esperienza e la capacità generativa di nuovi frutti di vangelo, tra i poveri più poveri».

Essere aperti alla missione è elemento costituente dell’essere cristiano aveva sottolineato mons. Cipolla a giugno: «Ogni cristiano è missionario ed è incaricato di annunciare il Vangelo nei suoi ambiti di vita. Essere chiesa in missione oggi spiritualmente significa accettare di essere mandati da qualcun altro, per noi è il Signore».

E se è vero che ogni terra è terra di missione: «ci sentiamo responsabili dell’annuncio a tutti gli uomini del mondo e anche la nostra Chiesa locale si sente chiamata ad andare ovunque ci sia l’opportunità di parlare del Vangelo, soprattutto dove ci sono situazioni di povertà».

La Prefettura di Robe si trova nella grande regione dell’Oromia. La Prefettura comprende un territorio di 102.769 km2 con una popolazione complessiva di 3,3 milioni di abitanti. Le lingue fondamentali parlate sono l’oromo e il somalo. In quell’area una stima approssimativa indica di religione islamica il 97% della popolazione, mentre i fedeli ortodossi sono circa il 2,5%. La presenza della Chiesa cattolica è recente e si contano circa 1500 fedeli che rappresentano lo 0,05% della popolazione locale.

L’attività pastorale si orienta a prima evangelizzazione e dialogo interreligioso, pastorale rurale, promozione umana e attività di formazione e di istruzione scolastica (in quest’ultima prospettiva, l’Istituto Barbarigo, che sta vivendo l’anno del Centenario, ha avviato un progetto per sostenere la scuola di Dinsho, nei pressi del territorio della nuova missione diocesana).

«Se intraprendiamo questa missione è per dare testimonianza del dono che sentiamo di aver ricevuto quando siamo stati iniziati alla fede. Il nostro andare in missione è gratitudine e condivisione» ha commentato don Raffaele Gobbi, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale della missione, che sta accompagnando i tre fidei donum in questi primi giorni in Etiopia.

fonte: ufficio stampa diocesano







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